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Pedro Sanchez in Cina


keres

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@keres

 

Giusto.

Eppure sono forti, e producono tantissimo, per loro oltre che per il resto del mondo.

Oltre il 90% dei beni di consumo dei cinesi sono prodotti in Cina. E come asserisci tu, non sono protezionisti.

Questo vuol dire che possiamo farlo anche noi, e senza essere protezionisti.

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18 minuti fa, Viandante ha scritto:

E come da manuale, la colpa è degli USA anche se i soldi e il potere se li prende qualcun altro.

Ahahahahahahahahahahahahahahahahahah

c'entra un piffero la simpatia per usa, cina, russia, ecc......

non sai proprio di cosa scrivi .... per fare un esempio alla tua portata se gli usa mettono in black-list @Viandante tu da da domani non troverai più nessuna banca al mondo che manterrà  aperto un conto corrente o qualsiasi altro strumento finanziario a tuo nome

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1 minuto fa, max ha scritto:

c'entra un piffero la simpatia per usa, cina, russia, ecc......

non sai proprio di cosa scrivi .... per fare un esempio alla tua portata se gli usa mettono in black-list @Viandante tu da da domani non troverai più nessuna banca al mondo che manterrà  aperto un conto corrente o qualsiasi altro strumento finanziario a tuo nome

 

Bene, smarchiamoci anche da loro, per me va benissimo.

Usiamo i nostri sistemi di pagamento e non quelli americani.

Per te che problema ci sarebbe?

Devi per forza scegliere chi servire, non concepisci di essere libero?

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9 minuti fa, Viandante ha scritto:

Usiamo i nostri sistemi di pagamento e non quelli americani.

si parlava di dipendenze e questa lo è (non certo la fornitura di prodotti industriali  ''finiti'') e non è superabile (per farla semplice il problema non è cosa decidiamo di usare noi per pagamenti ecc. ma che di fatto nessuno effettuerà transazioni finanziarie con noi se il governo usa lo definisce come comportamento sanzionabile).....

il resto del tuo post non merita risposta...

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3 minuti fa, max ha scritto:

si parlava di dipendenze e questa lo è (non certo la fornitura di prodotti industriali  ''finiti'') e non è superabile (per farla semplice il problema non è cosa decidiamo di usare noi per pagamenti ecc. ma che di fatto nessuno effettuerà transazioni finanziarie con noi se il governo usa lo definisce come comportamento sanzionabile)

 

Ma perché non sarebbe superabile?

L'UE è più grande e più popolosa degli USA, e quasi altrettanto ricca.

Possiamo fare quello che vogliamo se lo vogliamo.

 

Come i prodotti industriali finiti, che fino alla fine del secolo scorso producevamo in gran quantità e stavamo molto meglio della Cina.

Sai perché ora non lo facciamo?

Perché una parte troppo estesa della popolazione è convinta di dover scegliere se dipendere dagli americani o dai russi o dai cinesi.

 

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28 minuti fa, LeoCleo ha scritto:

che ha detto in 20 minuti e cosa ha portato a casa?

Il video è lì apposta per essere ascoltato e volendo anche commentato.

Per dirla cruda ed anche cotta, tutt'un altra cosa rispetto all'aprir bocca della Meloni o il farfugliare di un Tajani sui vetri rotti.

  • Melius 1
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12 minuti fa, Viandante ha scritto:

Ma perché non sarebbe superabile?

per interessi di parte (come sempre) oltre che per oggettive difficoltà e tempistiche.....si potrebbe attenuare, questo si

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da corriere della sera

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Il 21 agosto il telefono di Nicolas Guillou ha smesso di funzionare: impossibile prenotare una corsa con Uber, un biglietto di treno, o fare un acquisto online. Le sue carte di credito sono state bloccate, impedendogli di pagare in supermercati e ristoranti o operare sul proprio conto corrente. Persino Expedia ha respinto la sua richiesta di riservare una camera di hotel in Francia. La «colpa» di Guillou e di altri quattro giudici della Corte penale internazionale dell’Aia è aver autorizzato l’emissione di un mandato di arresto per crimini di guerra contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il suo ministro della difesa Yoav Gallant. Per questa decisione i cinque giudici sono stati sanzionati dall’amministrazione Trump, che ha proibito a ogni azienda americana o con interessi negli Stati Uniti di prestar loro qualsiasi tipo di servizio. Stessa sorte a luglio 2025 era già toccata alla relatrice speciale Onu sui territori palestinesi occupati Francesca Albanese, «rea» di aver invitato la Corte a indagare su aziende e manager a suo giudizio complici dei crimini commessi dall’esercito israeliano a Gaza. PayPal è arrivata a bloccare i pagamenti che contenevano nella causale il nome «Francesca Albanese» che oggi non può aprire un conto neanche presso le banche italiane, preoccupate per le ritorsioni americane. 


Il circuito obbligato
Questo avviene perché buona parte delle transazioni elettroniche nell’area euro sono gestite dai circuiti americani Visa, Mastercard, American Express. Vuol dire che se un domani i circuiti Usa decidessero, su ordine di Trump, di spegnere l’interruttore noi europei non potremmo più effettuare pagamenti con carta di credito. Del resto, i Paesi dell’Eurozona non sono mai riusciti a mettersi d’accordo per creare una rete europea di pagamenti; mentre le banche europee sono sempre state felici di incassare le laute commissioni versate dalle americane Visa e Mastercard. Sta di fatto che le sanzioni statunitensi equivalgono a una «pena di morte finanziaria» per chi le subisce. E la mannaia è quello che l’ex presidente della Repubblica francese Valery Giscard d’Estaing definì negli anni ’60 «il privilegio esorbitante» del dollaro.
Si parla sempre della supremazia militare degli Stati Uniti, ma la loro egemonia monetaria e finanziaria è ancor più rilevante e pervasiva. Dai dati della Federal Reserve gli asset in dollari (titoli di Stato, depositi, fondi, azioni) detenuti fuori dagli Usa ammontano a 70 mila miliardi, e sostengono circa un terzo dei 38 mila miliardi di debito pubblico di Washington.
Da 80 anni l’architrave dell’impero finanziario americano è il dollaro, e la sua ubiquità aumenta enormemente la capacità di indebitamento Usa perché le banche centrali, i fondi e le aziende «parcheggiano» i dollari in eccesso derivanti dai loro investimenti o dai loro commerci sui titoli di Stato americani. E sono tanti.


Un impero globale
Il dollaro rappresenta infatti il 58% delle riserve valutarie delle banche centrali contro il 20% dell’euro, il 6% dello yen giapponese, il 5% della sterlina e il 2% del renminbi cinese. Ancor più centrale è il ruolo del biglietto verde nel commercio mondiale. 


Circa il 50% dei pagamenti internazionali è effettuato in valuta statunitense. Se si escludono le rimesse degli immigrati e gli scambi interni all’eurozona, nelle esportazioni vige un monopolio di fatto: è in dollari il 96% delle fatture commerciali nelle Americhe, il 74% nella zona Asia-Pacifico e il 79% nel resto del mondo. Significa che tutte le aziende che fanno affari all’estero devono avere un conto in dollari per pagare i fornitori e incassare dai clienti: non a caso, il 60% dei depositi bancari internazionali è in dollari. Per gestire i pagamenti delle imprese, a loro volta, le banche sono obbligate ad aprire un conto presso un istituto statunitense, poiché ogni transazione in dollari deve avvenire all’interno del sistema bancario americano. Di conseguenza le informazioni su tutti i pagamenti in dollari – ammontare, ordinante, destinatari – sono tracciate dalle autorità americane, anche quando l’operazione non ha alcun altro legame con gli Stati Uniti. 


Arma di pressione e ricatto
Questa egemonia monetaria assicura leve di pressione formidabili alle autorità statunitensi. Per un’azienda o per una banca essere esclusi dal circuito del dollaro equivale a una condanna al fallimento. Ne sa qualcosa l’istituto bancario lettone Ablv: accusato dagli Usa nel 2018 di complicità con il regime nordcoreano, è bastata la minaccia di sanzioni per scatenare una corsa allo sportello da parte dei correntisti. E così la terza banca della Lettonia è saltata nel giro di pochi giorni. Ne sa qualcosa anche un nutrito gruppo di banche europee che hanno effettuato per conto dei loro clienti pagamenti in dollari verso Cuba, Iran, Sudan e Libia. Paesi sotto embargo americano, ma all’epoca non oggetto di sanzioni europee. Gli Usa non hanno gradito. Ebbene, Unicredit, Bnp Paribas, Deutsche Bank, Hsbc, Barclays, Credit Suisse, Commerzbank e altre, per non uscire dal circuito del dollaro hanno accettato, fra il 2010 e il 2020, di pagare al Dipartimento di Giustizia Usa multe per un totale di 18 miliardi di dollari. È anche per questo che nessuna banca osa aprire un conto ai funzionari Onu sanzionati dagli Usa e, anzi, congela i loro fondi, nonostante tali sanzioni, in teoria, non trovino applicazione automatica in Ue.
Anche per molti Stati l’accesso al dollaro è questione di vita o di morte economica: durante le crisi finanziarie, infatti, è la Federal Reserve a prestare dollari alle banche centrali degli altri Paesi per affrontare l’emergenza e «calmare» gli investitori. Cosa accadrebbe se questi flussi dovessero arrestarsi o se la Fed dovesse minacciare di negarli a chi si oppone alle pretese americane? Sarebbe il caos. 


Segnali di fuga 
La Cina ha da tempo avviato un programma per affrancarsi dal giogo del dollaro e nel 2025 circa il 40% dei suoi commerci è stato effettuato in yuan. Il ruolo globale della valuta cinese resta però limitato a causa dello stretto controllo del governo di Pechino sull’economia, sui capitali e sulle politiche monetarie. In Cina non si applica lo stato di diritto, e la mancanza di certezze sulle regole genera scarsa fiducia internazionale nei confronti dello yuan. Ma qualche serio dubbio ora sta emergendo anche verso gli Usa, alla luce delle instabili decisioni di Trump in politica estera. Motivo per cui la Bce sta accelerando il progetto di euro digitale che, intanto, consentirebbe di liberarsi dalla dipendenza dal circuito americano di carte di credito nei pagamenti interni, e di fornire un conto a tutti, anche agli individui sanzionati dagli Usa. 

Le prospettive dell’euro
Per quel che riguarda la proiezione internazionale dell’euro la strada è lunga, ma possibile. Secondo la presidente della Bce, Christine Lagarde, l’euro potrebbe diventare un’alternativa credibile al dollaro se la Ue si dotasse di capacità di difesa autonome, se cominciasse ad emettere più debito comune per far capire agli investitori che l’euro è un progetto stabile, e se allargasse la sua influenza commerciale. 



I trattati di libero scambio appena firmati con India e Paesi del Mercosur vanno in questa direzione, soprattutto se d’ora in poi l’import-export fra i due blocchi si svolgerà più in euro che in dollari. E poi il tema dei temi: il mercato unico dei capitali, ovvero la trasformazione delle 27 piazze finanziarie europee in una unica in grado di competere con Wall Street, dove ogni anno vengono investiti 300 miliardi di risparmi europei. Denaro che, invece di arricchire il nostro tessuto produttivo, va a sostenere il mercato Usa, il suo debito pubblico e i mega piani di spesa sulla difesa e tagli delle imposte promessi da Trump. Per fare tutto questo i 27 Paesi membri devono però marciare in un’unica direzione. Un rafforzamento che il Presidente americano sta tentando in tutti i modi di impedire, anche raccattando complici fra gli euroscettici, per avvelenare i pozzi lungo la strada. 

 

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@max

 

Cosa dovrebbe provare quello che hai postato?

Lo so che è così.

Adesso.

Ma si può cambiare.

Di certo non con la tua mentalità, perdonami...

 

  

2 minuti fa, permar ha scritto:

Meloni, salvini, giuli 😂😂😂😂😂

 

Naturalmente mi riferivo alla nostra cultura millenaria, non a questi soggetti "moderni"...

 

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Esportazioni UE verso USA: Circa 550-560 miliardi di euro.

Importazioni UE dagli USA: Circa 355,5 miliardi di euro.

Bilancia Commerciale: L'UE ha un surplus di circa 200 miliardi di euro.

 

Cioè noi con gli USA andiamo a guadagnare 200 miliardi l'anno.
 

Esportazioni UE verso Cina: 199,6 miliardi di euro (in calo del 6,5% rispetto al 2024).

Importazioni UE dalla Cina: 559,4 miliardi di euro (in crescita del 6,4% rispetto al 2024).

Bilancia Commerciale: L'UE ha un deficit di 359,8 miliardi di euro.

 

Cioè noi con la Cina andiamo a perdere 350 miliardi l'anno.

 

Però per molti il problema sono sempre gli USA e la soluzione sarebbe la Cina :classic_laugh::classic_laugh::classic_laugh::classic_laugh:


Se nemmeno i numeri vi convincono, nulla può farlo...

 

 

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