simpson Inviato 4 Maggio Condividi Inviato 4 Maggio Non capisco dove sia il problema. Mentre nel mondo delle immagini i pericoli sono evidenti, nella musica cosa mai potrebbe succedere? Altra musica brutta? Capirai. Se invece é bella ed interessante, che m'importa chi l'ha realizzata? Link al commento https://melius.club/topic/29336-musica-e-intelligenza-artificiale-cresce-l%E2%80%99allarme-difficile-individuare-i-brani-ia/page/3/#findComment-1756694 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Felis Inviato 4 Maggio Condividi Inviato 4 Maggio Ne riparleremo quando sarà in grado di generare una composizione in stile di JSB. Link al commento https://melius.club/topic/29336-musica-e-intelligenza-artificiale-cresce-l%E2%80%99allarme-difficile-individuare-i-brani-ia/page/3/#findComment-1756778 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
LUIGI64 Inviato 4 Maggio Autore Condividi Inviato 4 Maggio Non è questione di pericolo, ci mancherebbe pure, ma di trasparenza e correttezza nei confronti di chi acquista, o ascolta la musica presente sui servizi musicali digitali Ma credo che si stiano già muovendo in questo senso... Link al commento https://melius.club/topic/29336-musica-e-intelligenza-artificiale-cresce-l%E2%80%99allarme-difficile-individuare-i-brani-ia/page/3/#findComment-1756792 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
max56 Inviato 4 Maggio Condividi Inviato 4 Maggio 2 ore fa, simpson ha scritto: Mentre nel mondo delle immagini i pericoli sono evidenti verissimo ! infatti la fotografia intesa come foto è morta con il digitale , sentivo qualche settimana fa un intervista ad un fotografo matrimonialista " di una volta" ( di quelli nati con i magazzini da 12 pose per capirci ) e diceva giustamente : adesso son tutti fotografi e tutti fanno reportage = non è invece che : fare ( ed è vero ) anche 13000 mila scatti ad un matrimonio e farlo passare poi per reportage sia "nascondersi dietro un incapacità fotografica senza pari" ? adesso ci sono "gli smanettoni" del PC che ( bravissimI) fanno di tutto , una volta c era Fulvio Roiter che prima di fare una determinata foto andava sul posto per vedere la luce : nelle varie stagioni e nei vari orari del giorno .... scusate l OT , è vero però che l Ai è più pericolosa /invadente nel mondo delle immagini o visivo Link al commento https://melius.club/topic/29336-musica-e-intelligenza-artificiale-cresce-l%E2%80%99allarme-difficile-individuare-i-brani-ia/page/3/#findComment-1756803 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
LUIGI64 Inviato 4 Maggio Autore Condividi Inviato 4 Maggio 8 minuti fa, max56 ha scritto: vero però che l Ai è più pericolosa /invadente nel mondo delle immagini o visivo Questo è poco ma sicuro Link al commento https://melius.club/topic/29336-musica-e-intelligenza-artificiale-cresce-l%E2%80%99allarme-difficile-individuare-i-brani-ia/page/3/#findComment-1756806 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
LUIGI64 Inviato 7 Maggio Autore Condividi Inviato 7 Maggio Gli strumenti alimentati dall’AI stanno provocando cambiamenti profondi nel modo in cui la musica viene realizzata a tutti i livelli, ma la cosa avviene per lo più dietro le quinte. L’intelligenza artificiale è presente negli studi di registrazione e nelle digital audio workstation di molti dei grandi produttori e autori del mondo. Per Lauren Christy dei Matrix, che ha scritto per gente come Avril Lavigne, Britney Spears e Liz Phair, «non si torna più indietro». Il futuro è un’ipotesi Il piccolo sporco segreto dell’AI nelle canzoni È l’Ozempic di autori, musicisti e produttori: tutti la usano, nessuno ne parla. Dalla scrittura ai demo fino alle registrazioni, ecco come l’intelligenza artificiale è entrata negli studi cambiando la musica che ascoltiamo «In certi ambienti è una parolaccia», dice David Baron, il produttore dei Lumineers. «Conosco gente che odia l’AI con tutto il cuore, ma non andrebbe mai in giro a dirlo». Per la cantautrice Michelle Lewis «la gente non vuole ammettere quanto la usa». La formula che utilizza per descrivere l’omertà che circonda l’uso dell’intelligenza artificiale è «don’t ask, don’t tell». Per Mikey Shulman, CEO di Suno, l’AI è «l’Ozempic dell’industria musicale: tutti la usano, nessuno ne parla». Il mondo della musica sta attraversando una fase carica di tensione e di attesa. Secondo Baron chi ammette di fare uso dell’AI subisce un contraccolpo. Teddy Swims l’ha vissuto sulla pelle quando a novembre ha scritto sui social che gli strumenti basati sull’AI sono incredibili e ha dovuto fronteggiare la reazione negativa dei fan. E però, il livello di indignazione di artisti e addetti ai lavori non è più quello di un paio d’anni fa, quando sono venuti fuori i primi cloni creati con l’AI come il Drake-Weeknd di Heart on My Sleeve. «Nessuno vuole restare indietro o sembrare antiquato», ammette Lewis, che ha scritto canzoni per Cher, Hillary Duff e altri, ed è co-fondatrice dell’organizzazione non profit Songwriters of North America. Gli strumenti alimentati dall’AI stanno provocando cambiamenti profondi nel modo in cui la musica viene realizzata a tutti i livelli, ma la cosa avviene per lo più dietro le quinte. L’intelligenza artificiale è presente negli studi di registrazione e nelle digital audio workstation di molti dei grandi produttori e autori del mondo. Per Lauren Christy dei Matrix, che ha scritto per gente come Avril Lavigne, Britney Spears e Liz Phair, «non si torna più indietro». Quanta musica fatta con l’aiuto dall’AI è presente nelle classifiche? Baron non conosce direttamente artisti o produttori che hanno presentato alle etichette musica generata totalmente o in parte con l’AI, ma è sicuro che sia successo. «Non ci sono ancora software di rilevamento dall’AI efficaci», dice Lewis, «e quindi, se non riesci ad accorgerti se viene usata, come puoi intervenire?». In pratica, l’industria si basa sulla buona fede. Il CEO di Sonarworks ha verificato in una ricerca condotta tra alcuni produttori musicali che ci sono «artisti che presentano canzoni generate dall’AI come se fossero loro a etichette che non sono in grado di capirlo». Stanno diventando molto bravi con i prompt. Prima era solo: “Fammi una cosa soul anni ’60”, ora è: “Dammi una musica anni ’60 come se fosse stata registrata alla Motown e scritta da questo autore”, oppure “Dammi una musica anni ’70 come se fosse stata registrata alla Stax, se l’avesse scritta questo tale autore e con questo bassista che suona”». Artisti e produttori sono divisi sull’uso dell’AI per correggere le voci o addirittura per aggiungere voci generate dall’AI. «C’è gente che usa voci AI per arricchire i cori anche su dischi di una certa importanza», assicura Christy. Lei non le usa, ma ammette qualità delle parti vocali è notevole. «I robot che cantano con l’AI hanno il groove ed entrano perfettamente dietro il backbeat. Uno dei cantanti più incredibili con cui lavoro mi ha detto: “Odio questo robot, canta meglio di me”». Gli autori di canzoni a Nashville e Los Angeles usano strumenti come Suno per trasformare testi e accordi in demo arrangiati da proporre ad artisti ed etichette. «In privato ti dicono che è favoloso», spiega Lewis. «Non devi dividere i diritti con altri, puoi scrivere da solo, non devi pagare un produttore. Rende il processo più fluido». Di recente una «grande star» con cui Christy lavora le ha scritto chiedendole se avesse qualche canzone per lei. È riuscita a mandarele subito una demo. «Melodie, testo e accordi erano tutti miei». L’artista ha risposto immediatamente che voleva registrarla. «L’AI mi ha fatto risparmiare giorni di lavoro Un problema enorme e irrisolto è legato alle questioni di copyright. Ci sono interrogativi ancora aperti su quali cataloghi sono stati usati per addestrare servizi come Suno e Udio; su come capire se e quali brani sono stati ricombinati; e su come pagare artisti e autori per queste operazioni. Anche chi è entusiasta dell’AI dice che non la userà finché la questione non sarà risolta. «Ho paura», dice Christy, «non voglio che venga rilevata la presenza dell’AI». Curiosamente, secondo alcuni sarebbero proprio i giovani ad avere i maggiori dubbi sull’AI. In un sondaggio tra produttori musicali condotto dalla libreria di sample Tracklib, gli intervistati più giovani, quelli sui 20 anni, hanno espresso le opinioni più negative sull’intelligenza artificiale. Christy dice che le figlie poco più che ventenni, anch’esse musiciste, «hanno idee molto chiare sui suoni di plastica». La reazione alle tecnologie è molto punk. «Andremo nella direzione opposta, il prossimo trend saranno le voci stonate su una chitarra acustica». Per dirla con Charlie Puth, «non credo che l’AI diventerà abbastanza intelligente da imitare le imperfezioni umane. A diventare più intelligenti saremo noi esseri umani». ... Tratto da:. https://www.rollingstone.it/musica/storie-musica/il-piccolo-sporco-segreto-dellai-nelle-canzoni/1024327/ Link al commento https://melius.club/topic/29336-musica-e-intelligenza-artificiale-cresce-l%E2%80%99allarme-difficile-individuare-i-brani-ia/page/3/#findComment-1758669 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
briandinazareth Inviato 7 Maggio Condividi Inviato 7 Maggio 30 minuti fa, LUIGI64 ha scritto: Christy dice che le figlie poco più che ventenni, anch’esse musiciste, «hanno idee molto chiare sui suoni di plastica». La reazione alle tecnologie è molto punk. «Andremo nella direzione opposta, il prossimo trend saranno le voci stonate su una chitarra acustica». Per dirla con Charlie Puth, «non credo che l’AI diventerà abbastanza intelligente da imitare le imperfezioni umane. A diventare più intelligenti saremo noi esseri umani». penso che ci sarà anche un aumento dell'importanza dell'improvvisazione dal vivo e sono d'accordo che la perfezione assoluta ricercata in tutti questi anni, vedi la post produzione estrema, anche senza AI, con tutto in griglia, autotune, pianisti classici con 400 edit digitali in un disco ecc. sarà qualcosa del passato, come i suoni strasintetici del pop anni '80. nel mio piccolo ho fatto una scelta simile: no click sul tempo, no postproduzione digitale, no autotune o correzione di imperfezioni ecc non l'ho fatto specificatamente per la AI ma perché, anche nei dischi nei quali non si usa, l'estrema limatura delle produzioni attuali non mi sembra mi faccia godere di più la musica rispetto a prima. in più la AI fa un po' come vuole lei, non puoi farle fare qualcosa di molto specifico vicino a quello che vorresti. se non come nell'esempio dello stile, il tipo di suono e qualche altro dettaglio comunque vago. ma potrebbe imparare a farlo molto presto e quindi si potrebbe chiederle una specifica progressione armonica o lavorare proprio sul dettaglio. però anche con i limiti della tecnologia attuale c'è un punto economico fondamentale: per fare un album con la AI ci vuole un pomeriggio, per fare un album completamente umano ci vogliono mesi (o quasi un anno nel caso di non professionisti come me). per chi vuole farci i soldi c'è la possibilità di produrre una mole pressochè infinita di brani a costo e fatica quasi zero e alcuni funzioneranno quindi sulla massa il guadagno c'è. nota bene che non devi neppure fare mix, mastering ecc. tutte cose lunghe e dispendiose. Link al commento https://melius.club/topic/29336-musica-e-intelligenza-artificiale-cresce-l%E2%80%99allarme-difficile-individuare-i-brani-ia/page/3/#findComment-1758684 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
LUIGI64 Inviato 8 Maggio Autore Condividi Inviato 8 Maggio centro della vicenda c è Michael Smith, 52 anni, residente in North Carolina, che secondo gli atti del caso si è dichiarato colpevole di cospirazione finalizzata alla frode telematica. E sempre grazie a queste informazioni scopriamo che l'uomo in questione è stato in grado di sfruttare migliaia di brani creati artificialmente e una rete di bot usati per gonfiare gli ascolti sulle principali piattaforme musicali. Molto interessante il modus operandi, che a quanto pare si è basato sulla quantità più che sulla qualità. Questo perché, stando alla ricostruzione emersa, il catalogo era studiato per non attirare subito l attenzione. Invece di concentrare milioni di riproduzioni su pochi pezzi, il flusso veniva distribuito su una lista enorme di canzoni generate con l AI, pubblicate con nomi di artisti fittizi. Potrebbe proprio essere questo il trucco che gli ha permesso di agire per tanto tempo indisturbato, perché in questo modo i volumi apparivano più frammentati e meno sospetti. Pensate che l'attività sarebbe andata avanti dal 2017 al 2024 coinvolgendo servizi come Spotify, Amazon Music, Apple Music e YouTube. Nel momento di massimo splendore dell'attività, l'operazione avrebbe contato 52 account su servizi cloud, ciascuno collegato a 20 account bot, per un totale di 1.040 utenze automatiche. Ma arriviamo alla questione guadagni, infatti, secondo la stima riportata nel caso, si parla di oltre 661 mila stream al giorno. Ciò significa che con una royalty di mezzo centesimo di dollaro per ascolto, Smith potrebbe aver avuto ricavi potenziali pari a circa 2.862 euro al giorno, quasi 85.900 euro al mese e oltre 1 milione di euro l anno. Ciò sarebbe confermato anche da una mail di febbraio 2024, dove l'uomo sosteneva di aver superato 4 miliardi di ascolti e di aver ottenuto più di 10,3 milioni di euro di royalty dal 2019. Il dipartimento di Giustizia gli attribuisce però un incasso illecito di oltre 6,9 milioni di euro, mentre la somma che ha accettato di confiscare ammonta a poco più di 7 milioni di euro, al cambio attuale. Ora il procedimento andrà avanti e sappiamo già che la sentenza è prevista per il 29 luglio. Oltre alla confisca di tutti i guadagni, Michael rischia una massimo di cinque anni di carcere. https://www.hdblog.it/tecnologia/articoli/n652659/truffa-streaming-ai-bot-musica/ Link al commento https://melius.club/topic/29336-musica-e-intelligenza-artificiale-cresce-l%E2%80%99allarme-difficile-individuare-i-brani-ia/page/3/#findComment-1759284 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
stefano_mbp Inviato 8 Maggio Condividi Inviato 8 Maggio Il pericolo più grande non è la AI ma l’idiozia umana che inevitabilmente tende a farne un utilizzo improprio 1 Link al commento https://melius.club/topic/29336-musica-e-intelligenza-artificiale-cresce-l%E2%80%99allarme-difficile-individuare-i-brani-ia/page/3/#findComment-1759297 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
LUIGI64 Inviato 8 Maggio Autore Condividi Inviato 8 Maggio 1 ora fa, stefano_mbp ha scritto: tende a farne un utilizzo improprio Infatti mi ritengo pessimista in questo senso La storia ed attualità insegnano Link al commento https://melius.club/topic/29336-musica-e-intelligenza-artificiale-cresce-l%E2%80%99allarme-difficile-individuare-i-brani-ia/page/3/#findComment-1759350 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
LUIGI64 Inviato 8 Maggio Autore Condividi Inviato 8 Maggio Brian May ha espresso una forte preoccupazione riguardo al futuro della musica, affermando che esso è ormai cambiato per sempre. Il chitarrista ha dichiarato di sostenere con vigore la campagna di sensibilizzazione per rendere il pubblico consapevole di ciò che si rischia di perdere a causa dell'intelligenza artificiale, auspicando che tale iniziativa possa frenarne l'avanzata. Secondo May, se questo processo non dovesse interrompersi, in futuro nessuno potrà più permettersi di produrre musica. Il legame tra **Brian May** e l'innovazione è sempre stato profondo: astrofisico, costruttore della propria chitarra — la celebre **Red Special** — insieme al padre e pioniere del suono dei **Queen**. Eppure, di fronte all'ascesa delle nuove tecnologie digitali, il musicista ha assunto una posizione di netta difesa della creatività umana. Il punto centrale della sua riflessione risiede nella natura stessa del processo artistico. Per May, la musica dei Queen è sempre stata il risultato di un'interazione fisica e viscerale tra quattro individui in una stanza, fatta di errori, intuizioni improvvise e una sensibilità che una macchina non può replicare. Brani come **Bohemian Rhapsody** o gli intricati arrangiamenti corali che hanno reso unico il gruppo sono nati da una sperimentazione manuale e intellettuale che ha richiesto anni di studio e dedizione. L'allarme lanciato dal chitarrista riguarda la sopravvivenza economica e artistica dei nuovi talenti. Se la tecnologia iniziasse a produrre contenuti a basso costo e su larga scala, il valore del lavoro del musicista professionista rischierebbe di essere azzerato. Per questa ragione, May ha deciso di schierarsi apertamente a favore delle campagne che chiedono una regolamentazione ferrea e una maggiore trasparenza, affinché l'ascoltatore sappia distinguere tra ciò che nasce dal cuore di un uomo e ciò che viene generato da un algoritmo. Questa battaglia non è solo una difesa del passato, ma un tentativo di proteggere il diritto delle future generazioni di vivere della propria arte, mantenendo intatto quel legame magico e insostituibile che unisce l'artista al suo strumento. https://www.facebook.com/share/p/1GCZbFjcwD/ Link al commento https://melius.club/topic/29336-musica-e-intelligenza-artificiale-cresce-l%E2%80%99allarme-difficile-individuare-i-brani-ia/page/3/#findComment-1759541 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Velvet Inviato 9 Maggio Condividi Inviato 9 Maggio Il 7/5/2026 at 12:07, LUIGI64 ha scritto: gli intervistati più giovani, quelli sui 20 anni, hanno espresso le opinioni più negative sull’intelligenza artificiale. Christy dice che le figlie poco più che ventenni, anch’esse musiciste, «hanno idee molto chiare sui suoni di plastica». La reazione alle tecnologie è molto punk. «Andremo nella direzione opposta, il prossimo trend saranno le voci stonate su una chitarra acustica». Sono convinto anch'io di questo. La generazione più giovane (adolescenti e preadolescenti di oggi) avrà gli anticorpi. Prenderanno dalla AI ciò che è buono e rifiuteranno il resto. A preoccuparmi di più sono le generazioni adulte che vedo già in ginocchio ad adorare il dio AI dopo aver passato gli ultimi anni ad adorare il dio Social. Una vuotezza sconfortante. 1 Link al commento https://melius.club/topic/29336-musica-e-intelligenza-artificiale-cresce-l%E2%80%99allarme-difficile-individuare-i-brani-ia/page/3/#findComment-1759877 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
LUIGI64 Inviato 9 Maggio Autore Condividi Inviato 9 Maggio 48 minuti fa, Velvet ha scritto: Una vuotezza sconfortante. I tuttologi, fenomeni cognitivo digitale da algoritmi 🚶 Link al commento https://melius.club/topic/29336-musica-e-intelligenza-artificiale-cresce-l%E2%80%99allarme-difficile-individuare-i-brani-ia/page/3/#findComment-1759895 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
LUIGI64 Inviato 9 Maggio Autore Condividi Inviato 9 Maggio 6 ore fa, Velvet ha scritto: vuotezza Paradossalmente, un po' di vacuità, potrebbe essere utile per sgonfiare un poco il narcisismo da social Link al commento https://melius.club/topic/29336-musica-e-intelligenza-artificiale-cresce-l%E2%80%99allarme-difficile-individuare-i-brani-ia/page/3/#findComment-1760115 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
TetsuSan Inviato Martedì alle 11:00 Condividi Inviato Martedì alle 11:00 Io mi chiedo : meglio l'AI o meglio Sal Da Vinci ? L'intelligenza artificiale, o parte di essa, sono entrati nella musica molti anni fa. I sintetizzatori che imitavano gli strumenti acustici, non sono stati forse il nucleo iniziale di ciò che accade oggi ? E le drum machine ? Ed i campionatori, che "imparavano" un suono e lo riproducevano in tutte le tonalità ? I sequencer...belli eh ? Normale che prima o poi anche "l'atto compositivo" entrasse in un algoritmo et voilà...il sogno di Vivaldi è realizzato. Antonio Vivaldi ci ha campato una vita col "copia ed incolla" e nessuno si è mai lamentato. Se non ci piaceva (la musica fatta con l'AI), dovevamo svegliarci prima, ormai la finestra di Overton ha fatto il suo lavoro ed indietro non si torna. D'altra parte i meeting aziendali e Linkedin (parlando di ambiti professionali ) strabordano di roba fatta con l'AI, e gli imprenditori si stanno facendo ricche pippe al pensiero dei soldi che NON SPENDERANNO per produrre contenuti. Perché per la musica dovrebbe funzionare diversamente ?? Link al commento https://melius.club/topic/29336-musica-e-intelligenza-artificiale-cresce-l%E2%80%99allarme-difficile-individuare-i-brani-ia/page/3/#findComment-1762311 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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