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Dopo la morte di Dio


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43 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

L'uomo di fede non ha nessu diritto né privilegio di fare salti di nessun tipo sulla spiritualità degli atei con il suo assolutismo bigotto, spesso arrogante e presentuoso, superbo,  atteggiamenti che non fanno piacere neppure al lodro Dio che tanto sbandierano ma che neppure conoscono

Uomo di fede è parola grossa

Sembra più un soggetto che ha abbracciato un'ideologia consolatoria e spesso a carattere narcisistico

Un credo presuppone un cambiamento interiore importante con valori etici solidi

Diffidare da chi si presenta come ineccepibile, che non sbaglia mai proiettando le proprie manchevolezze sugli altri  (complesso del finto santo)

La teoria junghiana di persona/ombra risulta in questo caso  quanto mai opportuna 

I cosiddetti sepolcri imbiancati

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4 ore fa, analogico_09 ha scritto:

ogni volta il regista ne usciva più ateo che pria, il prete più credente di quanto non lo fosse prima.

 

Infatti io esco sempre più convinto della Verità cristiana da discussioni come queste, e lascio volentieri l'ateismo a chi lo ha deliberatamente scelto.

Considerando poi le continue offese mascherate da un linguaggio forbito, che fa apparire alcuni crociati del materialismo come i nuovi vati del terzo millennio, sono arcicontento della mia scelta consapevole e libera.

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31 minuti fa, LUIGI64 ha scritto:

Diffidare da chi si presenta come ineccepibile, che non sbaglia mai proiettando le proprie manchevolezze sugli altri 

 

E dove si incontrerebbero queste persone?

Gli unici che io vedo presentarsi come ineccepibili sono proprio i materialisti, che spesso (e volentieri) prendono in giro chi "vede altro".

ps. non ti rendi conto che anche tu sei un bersaglio di costoro? E non intendo certamente solo in questo 3d, ma nella vita vera, quella dove le persone le incontri seriamente...

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Per chiudere, tornando al problema accennato qualche pagina addietro del gatto di Schrodinger, sarebbe bello soffermarsi su due considerazioni (sperando di non offendere i laureati in fisica, si sa mai...)

1) Come vengono convertite le probabilità in un esito classico reale e ben definito?

2) Non è corretto dire che il gatto è in una sovrapposizione di due stati, perché la sovrapposizione riguarda l'intero sistema

Su queste due osservazioni mi piacerebbe tornare a dialogare domani (dia-logos, mi raccomando...)

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2 ore fa, LUIGI64 ha scritto:

Già affermare che la scienza e suoi metodi possa essere insufficiente per certi ambiti, mi pare abbastanza...

Le discussioni su coscienza e senso non riguardano fulmini o divinità, ma significato e qualità dell'esperienza

So che la tua posizione è "laterale" (:classic_biggrin:) nel senso che non professi un credo particolare ma sei molto attento ad aspetti come la coscienza e le esperienze ad essa connesse. Però non riesco a capire dove poni il limite di ciò che è indagabile scientificamente e di ciò che non lo è (nel senso che la scienza anche se ci prova non ci riesce né ci riuscirà mai). In questo penso di essere più ottimista di te: i limiti intrinseci del nostro cervello che ci impediscono e probabilmente ci impediranno sempre di capire una parte della realtà, possono essere superati dall'AI man mano che diventerà più intelligente, innescando un processo di crescita della conoscenza che porterà... a non so che cosa. Ma problemi come la coscienza e le esperienze ad essa connesse penso siano abbondantemente alla portata di una IA nemmeno troppo in gamba.

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2 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Vivisezionare  le cose della spontanea naturalità in modo scientifico significa raggelare il sentimento, la  poesia delle cose del mondo, dell'immaginifico artistico, poetico, spirituale. 

Li trovo due piani differenti: c'è un piacere immenso sia a sapere come funzionano davvero le cose, sia a godere del loro funzionamento. Il giorno che capiremo che cosa è la coscienza non perderò certo il piacere di sentirmi in ogni istante me stesso. Quando ascolto una cantata di Bach so benissimo che il piacere che provo è provocato da sostanze chimiche che mi girano in corpo, e che queste sostanze circolano perché da bambino ho fatto certe esperienze e perché ho un certo DNA. Continuo però a provare lo stesso quella bellissima sensazione. Diciamo che non amo definirla spiritualità, ecco.

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6 ore fa, faber_57 ha scritto:

Quando ascolto una cantata di Bach so benissimo che il piacere che provo è provocato da sostanze chimiche che mi girano in corpo

 

Però non ti poni anche la domanda del "perchè" esista la cantata di Bach?

E' come, scusa il paragone un po' colorito, trovarsi in famiglia a mangiare uno squisito piatto di spaghetti alla carbonara e non chiedersi chi li ha fatti e, soprattutto, perchè !

Capisci perchè mi pare che l'ateismo, il materialismo, ed in genere il ripudio della trascendenza, mi paiono come uno "sfruttare" tutto il bello e il buono creato da una visione trascendente della realtà e non dire neppure grazie, ma gestirsela in modo egocentrico ed individualistico.

Mi sovviene questo simpatico aneddoto:

.-.-.-.-.-.-.

Narra la storia che sant’Agostino in riva al mare meditava sul mistero della Trinità, volendolo comprendere con la forza della ragione. S’avvide allora di un bambino che con una conchiglia versava l’acqua del mare in una buca. Incuriosito dall’operazione ripetuta più e più volte, Agostino interrogò il bambino chiedendogli: «Che fai?» La risposta del fanciullo lo sorprese: «Voglio travasare il mare in questa mia buca». Sorridendo Sant’Agostino spiegò pazientemente l’impossibilità dell’intento, ma il bambino fattosi serio replicò: ”Anche a te è impossibile scandagliare con la piccolezza della tua mente l’immensità del Mistero trinitario”.

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8 ore fa, Max440 ha scritto:

unici che io vedo presentarsi come ineccepibili sono proprio i materialisti, che spesso (e volentieri) prendono in giro chi "vede altro".

Max ho incontrato veramente dei sedicenti cattolici, ma che di fatto di cattolico avevano solo l'etichetta che sbandieravano orgogliosamente

Anche buddhisti rigidi e un po' bislacchi (Nichiren)

Ma ci sono anche i non credenti militanti, quelli che aderiscono alla chiesa della confutazione e hanno come hobby quello di cercare incoerenze logiche nei temi proposti, spesso senza applicare lo stesso livello di critica alle proprie convinzioni. Quando questo atteggiamento diventa compulsivo, rischia di trasformarsi in una sorta di missione, quasi che il credere o il seguire una religione costituiscano un minus da criticare, svalutare e irridere sistematicamente.

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34 minuti fa, LUIGI64 ha scritto:

Max ho incontrato veramente dei sedicenti cattolici, ma che di fatto di cattolico avevano solo l'etichetta che sbandieravano orgogliosamente

Anche buddhisti rigidi e un po' bislacchi (Nichiren)

 

 

Ma ci mancherebbe: l'ho anche ribadito più volte che, nel Vangelo stesso, ci sono parole molto dure verso i "sepolcri imbiancati".

E non chiunque invoca il nome di Dio viene da Lui riconosciuto: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità"

Ma poi si cerca di puntare il dito sui comportamenti personali, che sono scelte libere e che portano le relative conseguenze (per chi ci crede), facendo di tutta l'erba un fascio: e l'inquisizione, e le crociate, e i preti pedofili, e via dicendo...

Questa è una modalità tipica di distorsione della realtà attuata spesso da chi vorrebbe imporre una specifica ideologia come l'unica possibile, cosa perfino illogica a livello razionale: basterebbe "inter legere" (o "intus legere") come ho già ribadito :classic_rolleyes: 

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La critica più accanita alla religione evita quasi sempre la trascendenza, il senso, l'esperienza interiore, ma si concentra su bersagli più facili come l'istituzione con i suoi scandali e le sue caricature. Così chi attacca pensa di aver demolito tutto, ma in realtà ha colpito solo la versione peggiore e più deformata del fenomeno religioso, la sua deriva

Ovviamente ci sono anche non credenti molto moderati e rispettosi, tanto per precisare

 

 

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9 ore fa, faber_57 ha scritto:

Ma problemi come la coscienza e le esperienze ad essa connesse penso siano abbondantemente alla portata di una IA nemmeno troppo in gamba.

Dici?

Non abbiamo ancora una comprensione esaustiva di come funzioni la coscienza. Le intelligenze artificiali, ad oggi non mi pare abbiano esperienze soggettive Per lo più elaborano e simulano informazioni in modo straordinario, ma non mi risulta abbiano una vita interiore 

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2 ore fa, LUIGI64 ha scritto:

Le intelligenze artificiali, ad oggi non mi pare abbiano esperienze soggettive

A parte che è un problemone stabilirlo (:classic_biggrin:) per spiegare la coscienza non occorre averla: basta essere così intelligenti da trovare le cause che la provocano. Comunque non voglio andare OT con l'AI: mi serviva giusto per spiegare come potremo ampliare le possibilità del nostro cervello e chiarire come sarà possibile spiegare cose oggi ritenute non alla nostra portata.

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4 ore fa, Max440 ha scritto:

Però non ti poni anche la domanda del "perchè" esista la cantata di Bach?

Per lo stesso motivo per cui io provo piacere ad ascoltarla: DNA, evoluzione, educazione, esperienze personali varie e zac! esce fuori Bach. Lo so che tu ci vedi un'anima in quell'uomo: io ci vedo solo il cieco lavoro della materia e del caso. Sono un materialista tutto d'un pezzo :classic_biggrin:. Per me ci sono solo tre possibilità: 1) Il mondo è da sempre e non esiste alcuna causa 2) il mondo è stato creato da qualcosa e poi abbandonato a sé stesso 3) il mondo è stato creato da qualcosa che interferisce con esso o è addirittura immanente. 1) e 2) si risolvono da sole. 3) è quello che crede chi ha una qualche fede ed è quello che stiamo discutendo adesso. Tu vedi chiaramente questa interferenza/immanenza, io no. Però sono pronto a cambiare idea, ma non per un miracolo o perché non sappiamo spiegare la coscienza. E di sicuro non credo ad una delle migliaia di religioni che ci siamo creati da quando abbiamo, appunto, la coscienza.

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