Questo è un messaggio popolare. LUIGI64 Inviato ieri alle 07:35 Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato ieri alle 07:35 Il primo errore che molte persone fanno è pensare che la depressione sia semplicemente una reazione a un trauma o a circostanze negative e che, se la tua vita fosse migliore, non saresti depresso. Il secondo errore è l’opposto: pensare che sia una condizione biologica fissa, un cervello “rotto” da cui non puoi uscire. La verità è più interessante e più sfumata ... Il neuroscienziato Alex Korb: «La depressione non è debolezza. Dire a una persona depressa “reagisci” è come dire a un paralizzato di camminare. Ma la guarigione può iniziare con piccoli gesti» Piccoli cambiamenti quotidiani, come movimento, migliore sonno, luce solare, relazioni sociali, possano interrompere gli schemi automatici che alimentano la depressione. La guarigione parte da micro-abitudini ripetute nel tempo, capaci di modificare gradualmente il cervello La depressione rende tutte le giornate simili. Le energie sono a zero, e anche i gesti più semplici diventano faticosi. Eppure, secondo il neuroscienziato Alex Korb, docente al Dipartimento di Psichiatria e Scienze Comportamentali della University of California, Los Angeles, è proprio in quella sensazione di stallo che può iniziare il cambiamento. Può partire con piccole variazioni della propria routine: una passeggiata di dieci minuti, una telefonata, qualche minuto alla luce del sole, una notte dormita meglio. «Come condizione medica, la depressione è una diagnosi definita da un insieme di sintomi che superano una certa soglia. Questa distinzione binaria è utile per i medici e le compagnie assicurative, ma il cervello non ragiona in termini così netti: non esiste una risonanza magnetica o una scansione cerebrale che possa diagnosticare la depressione. Non c’è nulla di fondamentalmente diverso tra il cervello di una persona depressa e quello di una persona che non lo è. La depressione è un sottoprodotto del modo in cui alcuni circuiti cerebrali, circuiti che tutti noi possediamo, comunicano tra loro. La ricerca mostra che è importante comprendere due aspetti fondamentali della depressione». Quali sono? «Il primo è che la depressione è una condizione biologica. Non è un difetto caratteriale, non è debolezza e non è qualcosa da cui si possa uscire semplicemente pensandoci o imponendoselo con la volontà. Comprenderlo riduce lo stigma e aiuta le persone a smettere di colpevolizzarsi. Ma il secondo aspetto è che il cervello è malleabile e può essere rimodellato. La neuroplasticità significa che i circuiti che alimentano la depressione non sono fissi. Piccoli cambiamenti nel comportamento, nel modo di pensare e nell’ambiente possono modificare letteralmente il modo in cui questi circuiti comunicano. E questo restituisce alle persone speranza e capacità di incidere sulla propria vita. Entrambi questi aspetti sono importanti: la depressione è biologica e il cervello può cambiare». Molte persone che soffrono di depressione si sentono dire frasi come «Reagisci», «Tirati su», «Esci e distraiti». Perché questi consigli falliscono? «Perché ignorano gli schemi cerebrali che producono la depressione. Presuppongono che la persona potrebbe fare quelle cose se solo si impegnasse di più, mentre spesso sta già facendo il massimo che può. È un po’ come dire a qualcuno che è paralizzato di impegnarsi di più per camminare. Non lo facciamo con le limitazioni fisiche perché possiamo vederle. Le limitazioni mentali ed emotive sono altrettanto reali, solo meno visibili. A peggiorare le cose, questi consigli a volte possono persino mantenere una persona bloccata o aggravare il problema. Per esempio, se qualcuno lavora in un ambiente tossico, distrarsi potrebbe impedirgli di intraprendere azioni davvero efficaci, come cercare un lavoro migliore. Invece di dare consigli, è molto più utile far sapere a qualcuno che ci siamo per lui. E se siamo noi a soffrire, può essere utile iniziare a comprendere gli schemi cerebrali che ci stanno tenendo bloccati». La depressione tende ad auto-rinforzarsi. Gli stessi pensieri portano agli stessi sentimenti, che portano agli stessi comportamenti, che riportano agli stessi pensieri. Qualsiasi piccola interruzione di questo schema crea le condizioni perché possa accadere qualcosa di diverso. Potrebbe essere scegliere di fare una passeggiata invece di restare sul divano oppure chiamare un amico invece di scorrere i social. Non possiamo sempre prevedere quale cambiamento sbloccherà quello successivo per una determinata persona. Ma sappiamo che fare sempre le stesse cose, nello stesso modo e per le stesse ragioni, probabilmente porterà allo stesso risultato. Qualsiasi piccola azione che interrompa lo schema automatico può essere l’inizio di una spirale positiva, anche quando ancora non sembra così ...Respirare è più semplice, perché è un comportamento. Rallentare il respiro sposta direttamente il cervello e il corpo dalla modalità di stress "combatti o fuggi" alla modalità calmante di riposo e digestione. Non è necessario trovarsi in un particolare stato mentale perché funzioni. Basta cambiare il comportamento e la fisiologia si adegua. La mindfulness è diversa: riguarda la consapevolezza. La mindfulness permette alla corteccia prefrontale di essere consapevole delle abitudini mentali, fisiche ed emotive in cui i circuiti cerebrali più profondi cercano di trascinarti. Questo non risolve il problema di per sé, ma ti dà l'opportunità di fare una scelta diversa. E man mano che fai scelte diverse, i vecchi percorsi neurali si indeboliscono e quelli nuovi si rafforzano. La neuroplasticità di solito non si traduce in una trasformazione drastica. È piuttosto un piccolo bivio, percorso ripetutamente, finché il nuovo cammino non diventa quello più agevole Il neuroscienziato Alex Korb: «La depressione non è debolezza. Dire a una persona depressa “reagisci” è come dire a un paralizzato di camminare. Ma la guarigione può iniziare con piccoli gesti» | Vanity Fair Italia https://share.google/bEGVWSgTkiujcg6kj 4 2 Link al commento https://melius.club/topic/29493-depressione-interessante-intervista-a-neuroscienziato/ Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. mom Inviato ieri alle 08:21 Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato ieri alle 08:21 21 minuti fa, LUIGI64 ha scritto: La depressione non è debolezza. Dire a una persona depressa “reagisci” è come dire a un paralizzato di camminare Capita anche che una persona depressa non si renda conto o non voglia rendersi conto di esserlo e tantomeno di mostrarsi tale. Chi le sta vicino però lo percepisce molto bene da tanti comportamenti come ad esempio il rinviare continuamente impegni e incombenze, trovare sempre scuse giustificative, criticare chi si impegna in qualche attività o frequenta con costanza la palestra. Ama lo status quo e, al contempo, un po' se ne vanta e si crogiola e un po' se ne lamenta. Non la si vede mai entusiasta e lasciarsi andare in qualche sana risata. Si sente superiore e più intelligente degli altri. Gli anni che passano li percepisce alternatamente con grande rammarico o come potente scudo protettivo. La persona che le sta vicino come potrebbe aiutarla? Ricordando sempre che la depressione è una patologia seria. 3 Link al commento https://melius.club/topic/29493-depressione-interessante-intervista-a-neuroscienziato/#findComment-1766898 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
mozarteum Inviato ieri alle 08:25 Condividi Inviato ieri alle 08:25 Temi difficili, esistono tanti tipi di depressione, quella senile, da lutti e abbassamento graduale delle saracinesche della vita, non e’ come quella d’un adolescente incagliato ma con potenziali prospettive di futuro ecc. Non credo che basti una passeggiata e una telefonata ad un amico per ripartire comunque 1 Link al commento https://melius.club/topic/29493-depressione-interessante-intervista-a-neuroscienziato/#findComment-1766902 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. mozarteum Inviato ieri alle 08:30 Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato ieri alle 08:30 Poi c’e’ la depressione indotta da lucida considerazione della prevedibilita’ e vanita’ finale delle cose umane, soprattutto in chi non ha necessita’ di sbarcare il lunario e non e’ preso dall’urgenza di provvedervi (a volte salvifica). Questa e’ per cosi’ dire una depressione intellettuale rispetto alla quale la telefonata all’amico che spara cazzate dall’altro capo del telefono puo’ solo irritare. 6 Link al commento https://melius.club/topic/29493-depressione-interessante-intervista-a-neuroscienziato/#findComment-1766905 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
LUIGI64 Inviato ieri alle 09:05 Autore Condividi Inviato ieri alle 09:05 Il messaggio più importante da trasmettere a chi soffre di depressione è che la situazione non è necessariamente definitiva. Il cervello possiede una straordinaria capacità di modificarsi e riorganizzarsi nel tempo (neuroplasticità) 1 Link al commento https://melius.club/topic/29493-depressione-interessante-intervista-a-neuroscienziato/#findComment-1766916 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
mom Inviato ieri alle 09:33 Condividi Inviato ieri alle 09:33 49 minuti fa, mozarteum ha scritto: una depressione intellettuale rispetto alla quale la telefonata all’amico che spara cazzate dall’altro capo del telefono puo’ solo irritare. E progressivamente la persona depressa taglia o fa in modo di tagliare rapporti con amici/che di vecchia data. E resta sempre più solo. La depressione è anche pericolosa perché rischia di trascinare con sé chi sta accanto. Bisogna stare attenti a non confondere la depressione con lo stato di pessimismo, l'ipocondria narcisista e lo stato mentale negativo del tempo che passa. E' difficile accettare di iniziare a fare qualche rinuncia e a prendere atto del corpo che muta insieme alle prestazioni. 1 Link al commento https://melius.club/topic/29493-depressione-interessante-intervista-a-neuroscienziato/#findComment-1766929 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
briandinazareth Inviato ieri alle 09:35 Condividi Inviato ieri alle 09:35 Adesso, mom ha scritto: Bisogna stare attenti a non confondere la depressione con lo stato di pessimismo, l'ipocondria narcisista e lo stato mentale negativo del tempo che passa. infatti, sono due fenomeni totalmente diversi. la depressione non è uno stato filosofico, ma biochimico. così come la tristezza per un evento avverso non è depressione. 1 Link al commento https://melius.club/topic/29493-depressione-interessante-intervista-a-neuroscienziato/#findComment-1766931 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
mozarteum Inviato ieri alle 09:46 Condividi Inviato ieri alle 09:46 Pero’ voler restare solo non e’ detto che sia sintomo di depressione. A un certo punto il rumore di fondo del mondo, i suoi valori, veri o falsi, le chiacchiere, gli approfondimenti, possono venire a noia per inutilita’ opinabilita’ e inconcludenza rispetto allo spessore dell’esperienza di vita che si ha e che ne sancisce l’inutilita’ per se stessi. Puo’ darsi che sia una forma rinunciataria e autoripiegata non commendevole (altri fino a 90 anni e oltre studiano, si interessano, viaggiano ecc), ma neanche questa e’ depressione secondo me. Poi dentro casa si sta bene, ci sono comodita’, film di Toto’ il cioccolatino, la solitudine che impreziosisce ricordi e genera fantasie piu’ gratificanti dell’uscita dejavu, sicche’ il desiderio di star soli non e’ neanche esso sintomo di depressione. Come avete detto la depressione e’ una malattia non prevede momenti di autocompiacimento. E puo’ portare a esiti tragici come nel caso di un mio caro amico. Link al commento https://melius.club/topic/29493-depressione-interessante-intervista-a-neuroscienziato/#findComment-1766938 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
briandinazareth Inviato ieri alle 09:58 Condividi Inviato ieri alle 09:58 6 minuti fa, mozarteum ha scritto: A un certo punto il rumore di fondo del mondo, i suoi valori, veri o falsi, le chiacchiere, gli approfondimenti, possono venire a noia per inutilita’ opinabilita’ e inconcludenza rispetto allo spessore dell’esperienza di vita che si ha e che ne sancisce l’inutilita’ per se stessi. Puo’ darsi che sia una forma rinunciataria e autoripiegata non commendevole (altri fino a 90 anni e oltre studiano, si interessano, viaggiano ecc), ma neanche questa e’ depressione secondo me. nei fattori elencati per questo sintomo della vecchiaia ne manca uno fondamentale: la minore brillantezza del cervello e la minore "banda passante" per gli stimoli tutti. è un po' la differenza nello stare e gestire un ambiente rumoroso quando siamo giovani invece che anziani. non è solo l'aver già visto, perché il cervello anziano generalmente reagisce con difficoltà anche al non assolutamente visto e al totalmente nuovo. tutto questo può anche essere un innesco per fenomeni di depressione ma, come dicevi, è un'altra cosa. Link al commento https://melius.club/topic/29493-depressione-interessante-intervista-a-neuroscienziato/#findComment-1766943 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
mom Inviato ieri alle 10:04 Condividi Inviato ieri alle 10:04 10 minuti fa, mozarteum ha scritto: Pero’ voler restare solo non e’ detto che sia sintomo di depressione. Alzi la mano chi non ama starsene un po' da solo nel suo spazio ! Per me il mio spazio è sacro e di vitale importanza, puro benessere! Io parlo della rottura e dell isolamento visti non come grande piacere ma come rinuncia. Ora devo prepararmi per andare a pranzo e non voglio farmi aspettare: magari più tardi mi spiegherò meglio. Link al commento https://melius.club/topic/29493-depressione-interessante-intervista-a-neuroscienziato/#findComment-1766945 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
LeoCleo Inviato ieri alle 10:08 Condividi Inviato ieri alle 10:08 1 ora fa, LUIGI64 ha scritto: Il messaggio più importante da trasmettere a chi soffre di depressione è che la situazione non è necessariamente definitiva. E grazie arca! Anche perchè altrimenti è più utilie accompagnarlo su un bel viadotto autostradale. Link al commento https://melius.club/topic/29493-depressione-interessante-intervista-a-neuroscienziato/#findComment-1766950 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
LUIGI64 Inviato ieri alle 10:24 Autore Condividi Inviato ieri alle 10:24 12 minuti fa, LeoCleo ha scritto: grazie arca! Più che altro, ringrazio il neuroscienziato che ha chiarito piuttosto bene alcuni aspetti di questa malattia così insidiosa Link al commento https://melius.club/topic/29493-depressione-interessante-intervista-a-neuroscienziato/#findComment-1766956 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
gibraltar Inviato ieri alle 10:36 Condividi Inviato ieri alle 10:36 Bel 3D, davvero. Vi leggo con attenzione... Link al commento https://melius.club/topic/29493-depressione-interessante-intervista-a-neuroscienziato/#findComment-1766965 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
simpson Inviato ieri alle 10:45 Condividi Inviato ieri alle 10:45 34 minuti fa, LeoCleo ha scritto: E grazie arca! Anche perchè altrimenti è più utilie accompagnarlo su un bel viadotto autostradale. @LeoCleo uno dei tratti caratteristici della depressione é proprio la sensazione che le cose non possano cambiare e che continueranno così per sempre, al limite peggiorando. 1 Link al commento https://melius.club/topic/29493-depressione-interessante-intervista-a-neuroscienziato/#findComment-1766971 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
gibraltar Inviato ieri alle 10:45 Condividi Inviato ieri alle 10:45 2 ore fa, mom ha scritto: La persona che le sta vicino come potrebbe aiutarla? Ricordando sempre che la depressione è una patologia seria. 3 ore fa, LUIGI64 ha scritto: Invece di dare consigli, è molto più utile far sapere a qualcuno che ci siamo per lui. 1 ora fa, LUIGI64 ha scritto: Il messaggio più importante da trasmettere a chi soffre di depressione è che la situazione non è necessariamente definitiva. Ho evidenziato quelli che per me sono i passaggi che maggiormente mettono in risalto il problema, grandissimo, di chi ha a che fare con una persona in evidente stato di depressione; il dilemma del veder soffrire una persona cara e sentirsi disarmati e impotenti può essere devastante. Il messaggio di "far sapere che ci siamo per lui/lei" è sicuramente positivo, ma "ci siamo" in che modo, se poi il Dott. Korb sostiene che il dare consigli (i classici "usciamo, facciamo qualcosa, andiamo a pranzo, leggiamo un libro, vediamoci un film alla TV" etc.) sia controproducente? Raramente chi soffre davvero di depressione accetta di parlarne, dunque anche l'essere semplicemente disponibili ad ascoltare senza giudicare, spesso, non sortisce alcun effetto... Link al commento https://melius.club/topic/29493-depressione-interessante-intervista-a-neuroscienziato/#findComment-1766972 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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