Vai al contenuto
Melius Club

Depressione: interessante intervista a neuroscienziato


Messaggi raccomandati

La depressione e' una "patologia" complessa e ce ne sono di vari tipi. Metto la parola patologia virgolettata perche' in alcune casistiche forse e' anche improprio definirla patologia.

Siamo lontani dal dire di averla sconfitta ma almeno su una cosa abbiamo fatto un passo avanti enorme, si e' capito che serve un approccio che preveda piu' tipi di aiuto che sia psicologico e/o farmacologico.

Mentre fino ad un 10 anni or sono ancora c'era la credenza di una certa parte della psichiatria che sia una cosa

risolvibile solo con la pasticchina , l'antidepressivo. E relativi eventuali farmaci correlati.

C'e' uno scompenso bio chimico e ci si mette la pezza con l'antidepressivo.

Un  approccio che risolveva il problema con una pasticca uguale per tutti.

Il sogno bagnato della psicatria.

Quando ogni persona ha la sua conformazione a livello di fisiologia, ha un suo vissuto , un suo modo di reagire, un suo modo di rispondere agli psicofarmaci.

Perche' anche li' c'e' la leggenda metropolitana per cui i singoli individui reagiscono allo stesso modo al trattamento con psicofarmaci. E pure li' si apre un mondo tra chi ne riceve enormi benefici , chi ne trae benefici ma crea uno stato di dipendenza, chi li prende ed ha gli stessi effetti di un bicchiere di acqua e zucchero, chi ha solo effetti collaterali.

Per fortuna questo tipo di approccio almeno da noi in Italia , molto meno nei paesi anglosassoni, del trattamento

tutto con una pasticca e' stato abbandonato.

 

Renato Bovello

Fino ad una decina di anni fa ho sempre pensato che la depressione fosse materia per persone deboli,mancanti di grinta,incapaci di reagire e/o di affrontare in maniera equilibrata le inevitabili avversita' della vita. Niente di piu' sbagliato,con il tempo mi sono reso conto che si tratta di una minaccia alla quale siamo tutti esposti,pur se in varia misura. Quanto allo stare da solo ,credo che sia questione completamente diversa. La solitudine per scelta e' meravigliosa,quella indotta e inevitabile diventa presto angoscia. Sono due situazioni molto diverse. Quando son da solo sono ,pur sempre,in ottima compagnia. Personalmente amo fare vacanza ,pranzi e gite in solitario ma ,come ripeto,non c'entra nulla con l'argomento .Preciso di non aver letto tutti gli interventi ,quindi potrei aver scritto qualche stupidata. Probabilmente non sarebbe la prima volta,sicuramente non sara' l'ultima...

  • Melius 1
22 minuti fa, simpson ha scritto:

uno dei tratti caratteristici della depressione é proprio la sensazione che le cose non possano cambiare e che continueranno così per sempre, al limite peggiorando.

Appunto! E ci vuole un neuroscienziato per dirti di non accompagnare il malcapitato su un viadotto? 

Chi vede l'amico/a depresso/a cerca il modo per tirarlo/a fuori, tenta di mostrare un punto di vista esterno, di far capire la contingenza del momento. A me pare l'ABC. 

46 minuti fa, gibraltar ha scritto:

Raramente chi soffre davvero di depressione accetta di parlarne, dunque anche l'essere semplicemente disponibili ad ascoltare senza giudicare, spesso, non sortisce alcun effetto

Certo, non è che sia un'equazione matematica, ma credo sia molto importante offrire disponibilità e ascolto non giudicante

briandinazareth
49 minuti fa, criMan ha scritto:

Perche' anche li' c'e' la leggenda metropolitana per cui i singoli individui reagiscono allo stesso modo al trattamento con psicofarmaci.

 

però non in ambito psichiatrico, si sa da sempre che, come praticamente per tutti i farmaci, gli effetti sono variabili. 

sicuramente la depressione vera non si gestisce senza le pasticchine, a volte neppure con quelle, purtroppo. 

è come cercare di gestire il diabete senza insulina. 

poi ci sono approcci psicoterapici che aiutano e che in alcuni casi risultano efficaci in combinazione, ma è una malattia, di cui ormai si conosce il meccanismo fisico. 

esiste però una credenza diffusa che mette le malattie mentali in un'altra categoria, il che porta anche alle stigmatizzazioni per cui i depressi dovrebbero darsi una svegliata, chi ha l'adhd è solo svogliato, le persone psicotiche potrebbero avere maggior autocotnrollo ecc. 

ps io ho convissuto per anni con una partner che soffriva di depressione (come tutte le donne della sua famiglia), è un percorso molto complicato, anche per chi sta vicino.

Fabio Cottatellucci
37 minuti fa, Renato Bovello ha scritto:

Fino ad una decina di anni fa ho sempre pensato che la depressione fosse materia per persone deboli,mancanti di grinta,incapaci di reagire e/o di affrontare in maniera equilibrata le inevitabili avversita' della vita. Niente di piu' sbagliato,

Ottima osservazione.
Persone depresse possono essere molto attive in uno specifico campo, ad esempio sul lavoro, peraltro con uno sforzo per loro quasi disumano, e totalmente abbattute negli altri.

  • Melius 2

Il mistero e’ perche’ a un certo punto si cade in depressione. Equilibrio chimico dell’organismo che si modifica? Non credo sia la sola risposta. Fatto della vita scatenante? Piu’ probabile e penso al caso di quella madre pur in buona salute che ha scelto l’eutanasia dopo la morte del figlio avvenuta tanti anni fa. C’e’ poi una componente del carattere (diremmo cosi’): caratteri che propendono all’introspezione, al rimuginamento forse sono piu’ disposti. Non lo so.

Ma il vero mistero resta quello: perche’ a un certo punto una persona che non ne soffriva ne soffre.

Se fosse una malattia dalla nascita allora forse sarebbe piu’ chiaro

  • Melius 1

Secondo me un certo grado di fessaggine protegge dalla depressione. 
uno degli effetti indesiderati del panscientifismo d’oggi e’ aver abbattuto la dimensione onirica e immaginifica della vita che aiuta a costruirne una parallela quando la prima e’ scarsa.

Tutto si deve sapere, nulla si deve immaginare. Il contrario di quello che sosteneva Leopardi nello Zibaldone (con frase cara a Fellini). 
Questa camicia di forza unita alle altre del Diktat contemporaneo secondo me concorre molto alla depressione giovanile

briandinazareth
1 minuto fa, mozarteum ha scritto:

Ma il vero mistero resta quello: perche’ a un certo punto una persona che non ne soffriva ne soffre.

Se fosse una malattia dalla nascita allora forse sarebbe piu’ chiaro

 

è così per tantissime malattie, esiste una chiarissima predisposizione e poi tantissimi fattori che intervengono, molti dei quali impossibili da verificare e controllare.

sicuramente esistono eventi che possono fare da trigger, ad esempio il dolore legato a cose reali comporta effetti biochimici evidenti e importanti, non è detto che l'equilibrio torni, in presenza poi di particolari predisposizioni si può innescare un meccanismo depressivo maggiore. 

  • Melius 1



  • Badge Recenti

    • Ottimi Contenuti
      Agogi
      Agogi ha ottenuto un badge
      Ottimi Contenuti
    • Badge del Vinile Blu
      Renato Bovello
      Renato Bovello ha ottenuto un badge
      Badge del Vinile Blu
    • Badge del Vinile Oro
      Elettro
      Elettro ha ottenuto un badge
      Badge del Vinile Oro
    • Reputazione
      rlc
      rlc ha ottenuto un badge
      Reputazione
    • Contenuti Utili
      Carson
      Carson ha ottenuto un badge
      Contenuti Utili
  • Notizie

×
×
  • Crea Nuovo...