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Depressione: interessante intervista a neuroscienziato


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La depressione è particolarmente insidiosa anche perchè "si taglia i ponti alle spalle": Tutti i rimedi classici suggeriti al depresso gli appaiono infatti inutili, insignificanti, nella migliore delle ipotesi palliativi buoni a salvare nelle apparenze una serata o qualche giorno di vacanza, ma insufficienti a curare il mal di vivere.  Non pochi depressi sanno recitare bene, anche per non infliggere agli altri la loro melanconia, ma sono vittime di un male che non ha riscontri organici e che difficilmente è compreso dagli altri, il popolo del tirati-su.  

  • Melius 1
  • Thanks 1
3 ore fa, mozarteum ha scritto:

Il mistero e’ perche’ a un certo punto si cade in depressione.

ecco questo e' un altro aspetto misterioso di questa malattia.

Ci sono personaggi famosi , spesso attori, che hanno fatto una vita iperattiva piena di impegni. Una vita sazia a livello professionale e del divertimento. Molto oltre la media dell'uomo comune.

Ad un certo punto arrivano ai 70 anni e cadono in una depressione intensa irrecuperabile da cui non escono fino alla morte. Nessun farmaco porta a risultati concreti di ripresa.

Alcuni personaggi famosi che ne hanno sofferto sono il grande Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi.

 

Riuscire a capire quale è stato il momento dello "scavallamento" cioè  l'inizio della depressione, il passaggio dallo stato di tristezza senza speranze alla malattia, ad esempio  il trauma, la/ le delusione/i, la frustrazione. accumulata nel tempo, la noia, la rabbia, l'impotenza eccetera, potrebbero essere elementi  utili  per aiutare la persona depressa a recuperare e a riorganizzare il cervello e a riprogrammarsi? O deve scavare e lavorare da solo?

p.s.: scusate, ho aperto adesso ed ero rimasta alla pagina iniziale del thread che invece è proseguito parecchio. Forse avete già trattato la mia domanda. Adesso vedo di recuperare i post che non ho letto.

briandinazareth
2 ore fa, mozarteum ha scritto:

Depressione e secolarismo possono essere legate? Le societa’ che hanno forti connotazioni religiose sono esposte alla depressione in pari misura di quelle che ne sono prive? Intendo dire: la depressione e’ sempre vicenda individuale insensibile al “ductus” d’una societa’ o e’ favorita -non dico scatenata- dal modo in cui questa si atteggia nelle varie sfere dell’agire umano?

Antani che dice

 

sappiamo che la secolarizzazione non aumenta il rischio di depressione.

però la solitudine si, quindi far parte di un qualche gruppo, religioso o no, diminuisce il rischio. 

chi prega molto invece ha tassi di depressione decisamente più elevati, ma difficile stabilire un principio di causa-effetto.

può essere che chi è più depresso tenda a pregare di più e non il contrario.  
sappiamo però che tra le persone religiose, quelle più legate a concetti di colpa, punizione, conflitto ecc. tende ad avere tassi di depressione più elevati.

comunque prima di tutto c'è una evidente predisposizione innata, intorno al 40% della variabilità, quindi molto alta. 

ma i fattori esterni importanti sono molti, dal clima e la luce, alla povertà relativa (molto più di quella assoluta), all'ambiente individuale (quindi non la famiglia, ad esempio, che ha invece un ruolo marginale), stress prolungato ecc.

a questi vanno aggiunti gli eventi traumatici ai quali ti riferivi prima, che possono essere un innesco importante. 

in generale la relazione tra depressione e società nel suo insieme è legata ad alcuni aspetti specifici:

poverta relativa e disuguaglianza sociale
forte competitività e carichi di lavoro molto elevati (soprattutto con basso riconoscimento)

società disgregate con poche reti sociali
poca protezione sociale (ad esempio difficile accesso alla sanità)


tutti fattori di stress cronico.

briandinazareth
21 minuti fa, criMan ha scritto:

Ad un certo punto arrivano ai 70 anni e cadono in una depressione intensa irrecuperabile da cui non escono fino alla morte. Nessun farmaco porta a risultati concreti di ripresa.

Alcuni personaggi famosi che ne hanno sofferto sono il grande Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi.

 

l'età è un fattore importante in certi tipi di depressione, così come in altre forme di disagio mentale. in parte dovuto al peggior funzionamento dei sistemi di equilibrio dei neurotrasmettirori e simili. 

il cervello è come il resto del corpo, tende a funzionare peggio con l'età.

Sarebbe interessante conoscere la fonte che ha fornito il'nformazione circa associazione preghiera/depressione

Direi che spesso tali pratiche aiutino assai a superare momenti di crisi, anche depressive

Elementi importanti riguardano la socializzazione e il far parte di un contesto con finalità comuni

Per non parlare della ricerca di un senso in questa esistenza

 

  • Melius 1
17 minuti fa, LUIGI64 ha scritto:

Elementi importanti riguardano la socializzazione e il far parte di un contesto con finalità comuni

Possono venire a “noia” anche questi, una volta sperimentati retroscena, moventi poco chiari, ambizioni, borsellantesimi, ecc di chi vi partecipa, finanche quando socializzazione e finalita’ puntino in alto.

Sarebbero utili per un depresso?

 

  • Melius 1
24 minuti fa, LUIGI64 ha scritto:

Sarebbe interessante conoscere la fonte che ha fornito il'nformazione circa associazione preghiera/depressione

Anche a me pare strano questo.

A veder i Cardinali e sacerdoti  ultraottantenni e il loro volto rasserenato, si direbbe che la fede coltivata tenga lontana la depressione.

 

1 ora fa, briandinazareth ha scritto:

in parte dovuto al peggior funzionamento dei sistemi di equilibrio dei neurotrasmettirori e simili. 

Si in una visuale meccanicistica o chimica della funzione cerebrale.

Ma siccome vedo anziani di gran cervello, soprattutto in chi continua a lavorare nelle professioni intellettuali e nell’insegnamento, ritengo vi sia dell’altro.

Nel caso dei grandi attori citati non sappiamo (come non sappiamo niente d’ogni depresso), ma aver condotto una vita festosa e fastosa in eta’ relativamente giovane, col favore del fisico e della Natura, puo’ rendere per alcuni il declino e il rendersi man mano meno visibile se non trasparente agli occhi altrui, insomma relitto di cio’ che fu, non facile.

 

19 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Possono venire a “noia” anche questi, una volta sperimentati retroscena, moventi poco chiari, ambizioni, borsellantesimi

Dovrebbe essere un ambiente più o meno sano, qualora risultasse tossico meglio passare ad altro

briandinazareth
19 minuti fa, mozarteum ha scritto:

in una visuale meccanicistica o chimica della funzione cerebrale.

Ma siccome vedo anziani di gran cervello, soprattutto in chi continua a lavorare nelle professioni intellettuali e nell’insegnamento, ritengo vi sia dell’altro.

 

Ho scritto in parte,  esattamente come vedi gente in gran forma fisica a 70 anni. 

 

Sono tutti fenomeni con un gran numero di fattori,  l'età è uno di quelli importanti,  non solo nella depressione. 

briandinazareth
23 minuti fa, mozarteum ha scritto:

veder i Cardinali e sacerdoti  ultraottantenni e il loro volto rasserenato, si direbbe che la fede coltivata tenga lontana la depressione.

 

Si parlava di preghiera solitaria però.  

Far parte di una comunità,  religiosa o no, diminuisce la possibilita di depressione.  

 

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