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Mozart: concerti per pianoforte e orchestra


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analogico_09
7 ore fa, analogico_09 ha scritto:

in modo da dare grande risalto  alle dissonanze e cadenze di danza che che caratterizzano il movimento del 17, rendendolo ancora più vario e appetitoso, che nelle interpretazioni "placide" e romantiche, arrotondate e piane, alla ricerca di climax espressivi etranei, non di rado sonnolente (quasi) ... 

 ... spariscono del tutto. 

 

Avevo dimenticato di aggiungere il finale di frase. 

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SimoTocca

@Carlo e @Panurge

Michelangeli-Mozart è un binomio assolutamente straordinario, ma..con un grande problema.

Il Michelangeli degli anni ‘50-‘60 ha il tocco “magico e giusto” per Mozart. Il problema non sono tanto le orchestre (che poi seppure “minori”, suonano anche bene), ma la qualità tecnica della registrazione. Se si ha un impianto audio di buona qualità, impianto che aiuterebbe ad apprezzare le sfumature del mitico “tocco” di Arturo, il risultato globale è disastroso!

Va invece bene se si ascolta da computer su YouTube, come anche nel post sopra proposto…

Al contrario, la qualità audio delle ultime registrazioni dei concerti di Mozart per la Deutsche Grammophon è eccellente… ma…

Ma: il direttore non è minimamente all’altezza né di Caracciolo né di Giulini …ma sopratutto il Michelangeli “post intervento per aneurisma aortico”, è un pianista irriconoscibile in Mozart! Tempi larghi (invece Michelangeli teneva tempi rapidissimi), e un approccio così romantico che andrebbe bene per Brahms ma non per Mozart!

Quindi..purtroppo …. Michelangeli sarebbe “il Top”, ma con queste “controindicazioni”…

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P.S. Cord Garben era il produttore per la DG che seguiva Michelangeli… ha scritto poi una biografia “al veleno” su Michelangeli, scrivendone più sui lati negativi che sui positivi…

Garben scrive che fu quasi costretto ad accettare la direzione per le due registrazioni perché a Michelangeli non andavano bene Giulini, Abbado, e altri nomi stellari…

Però ..ecco..si avverte fin dalle prime battute che …i nomi stellari avrebbero fatto tutto un altro lavoro…peccato! 

 

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6 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

Garben scrive che fu quasi costretto ad accettare la direzione per le due registrazioni perché a Michelangeli non andavano bene Giulini, Abbado, e altri nomi stellari…

Se non ricordo male ho visto uno spezzone di una prova con Michelangeli che, da cafone perfetto, riprendeva un intimidito Cord Garben. In precedenza avevo letto dei problemi caratteriali di Michelangeli, ma in quello spezzone mi sono trovato davanti un uomo odioso. Era davvero così?

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jakob1965
3 ore fa, faber_57 ha scritto:

Se non ricordo male ho visto uno spezzone di una prova con Michelangeli che, da cafone perfetto, riprendeva un intimidito Cord Garben.

 

si lo ho visto anche io e mi è spiaciuto - da quel docu-film passato su SKY

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5 ore fa, faber_57 ha scritto:

Se non ricordo male ho visto uno spezzone di una prova con Michelangeli che, da cafone perfetto, riprendeva un intimidito Cord Garben.

si ..si .. documentario famoso, passato più volte su Sky.

E anche di come sono finiti decenni di collaborazione tra Garben e ABM, di fatto per una luce sul soffitto spenta durante il concerto di Ravel con Celibidache.

Oggettivamente imbarazzante, e non ci sono motivi per non credere a Garben.

Probabilmente quando era teso e concentrato, il pianista dalle mani come nessuno, diventava insopportabile.

D'altra parte, anche Caravaggio non era persona facile, al di là della capacità pittorica.

I misteri delle persone ...

Godiamoci i dischi e i video..

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SimoTocca

@faber_57 @maverick Che Michelangeli avesse un carattere difficile è cosa risaputa….

Ma che avesse tutte le ragioni per “riprendere” Garben come direttore.. ecco.. direi anche su questo c’è buona evidenza… Sul come “riprenderlo” è questione di carattere ed educazione, non ci piove, e che Michelangeli non sia dalla parte della ragione anche questo è evidente.

E che nelle registrazioni DG il problema sia più Michelangeli, invecchiato, che Garben, anche questo è pacifico….

Resta il fatto che, pur belle tecnicamente, le registrazioni DG non sono artisticamente un “lascito” all’altezza della fama del pianista italiano…

P.S. Garben scrive anche che la DG aveva fatto una registrazione in studio, in cui Michelangeli andava ancora più lentamente, come passo sul metronomo… e che quella registrazione live fu causa di aspro rimprovero per Garben perché aveva tenuto, a detta di Michelangeli, tempi troppo rapidi..

Ma poi, nel riascoltare comparativamente le due registrazione, Michelangeli scelse quella live….

 

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38 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

Ma che avesse tutte le ragioni per “riprendere” Garben come direttore.. ecco.. direi anche su questo c’è buona evidenza…

certo.

Ma Garben non era un direttore, era un produttore discografico, ed erano trent'anni che non dirigeva, dai tempi del conservatorio, l'ha detto lui; Michelangeli l'aveva scelto probabilmente per non doversi confrontare con un direttore "di livello", e avere il totale controllo dell'esecuzione.

Ma poi non ti puoi lamentare ...

Per il resto non posso che condividere le tue dotte osservazioni, anche se confesso che ogni volta che ascolto quelle esecuzioni.. mi emoziono sempre; il tocco Divino c'è sempre, anche se lento e magari qualche volta addirittura fuori tempo.

 

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SimoTocca

@maverick comprendo perfettamente la tua emozione… che probabilmente è simile a quanto io provo nell’ ascoltare il vecchio Pollini alle prese con le ultime 3 sonate di Beethoven in un concerto dal vivo (registrato e poi messo giù nell’album celebrativo dell’anniversario della DG).

La mia emozione non è tanto per il “valore artistico” assoluto di quella esecuzione (peraltro ancora bella e tecnicamente decorosa) del vecchio “Principe”, quanto alle reminiscenze della perfezione raggiunta in passato dal Pollini giovane e poi “vissuta” fino alla vecchiaia (perché vivendo “anche gli angeli capita a volte sai si sporcano..” cantavano Lucio Dalla e Gianni Morandi nella canzone “Vita”).

Michelangeli invero non “temeva” direttori “di livello”, ma avendo la sua personalità che non ammetteva deroghe al suo modo di pensare, spesso con i direttori “di livello” non si trovava bene.

Ma con Celibidache (che di livello lo era, altissimo anche!) l’Arturo si è sempre trovato “come un pesce nella sua acqua”, benissimo! Non a caso, vista la somiglianza caratteriale e l’idiosincrasia di entrambi verso “la registrazione” delle loro esecuzioni.

Giulini non fa testo: oltre ad essere “di livello” era una specie di “santo”: in fondo è l’unico direttore ad avere registrato sia con Rubinstein che con Horowitz (personcina discretamente bizzarra e caratteriale, anche lui!), sia con Arrau che con Michelangeli, sia con Zimerman che con Kissin… e cioè si “adattava” a tutti caratteri e le pretese dei solisti…

 

 

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5 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Giulini non fa testo: oltre ad essere “di livello” era una specie di “santo”: in fondo è l’unico direttore ad avere registrato sia con Rubinstein che con Horowitz (personcina discretamente bizzarra e caratteriale, anche lui!), sia con Arrau che con Michelangeli, sia con Zimerman che con Kissin… e cioè si “adattava” a tutti caratteri e le pretese dei solisti…

infatti, e con Michelangeli avevano registrato anche il 1,3 e 5 di Beethoven; per questo mi sono un po' sorpreso quando è venuto fuori che ABM al momento del "rientro mozartiano" avesse escluso di farlo con Giuliani, perché "troppo lento".. ripiegando di fatto su un "non direttore.".

Misteri insondabili dell'arte, e delle persone 

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SimoTocca

@maverick

1 ora fa, maverick ha scritto:

quando è venuto fuori che ABM al momento del "rientro mozartiano" avesse escluso di farlo con Giuliani, perché "troppo lento"

Però questo è ciò  che scrive Garben nella biografia… ma di queste sue affermazioni in realtà esiste solo “la campana” Garben, Michelangeli non poteva replicare ovviamente. 
Pur comprendendo la posizione di Garben (una posizione comunque decisamente rancorosa, quasi vendicativa..), io ce l’ho su con lui perché ha piena responsabilità del disastro più grande: è stata la sventatezza di Garben a far fallire il progetto della DG di registrare i cinque concerti di Beethoven con Michelangeli al piano e Carlos Kleiber sul podio.

Garben (che seppure assistente personale e produttore, sembra conoscere pochissimo il Michelangeli uomo) mostrò a fine primo giorno di prove in studio (che sembra fossero andate benissimo…) lo spartito tascabile del concerto di Beethoven, libretto sul quale Kleiber (altro maniacale..) aveva scritto millanta appunti, quasi uno per ogni battuta…

Dal giorno successivo Michelangeli parlò,solo col primo violino… e Kleiber abbandonò l’impresa…

🤬🤬🤬🤬🤬…. e che diamine!! 

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SimoTocca

Per tornare al tema, cioè al concerto 23, oltre al mio Gold Standard personale, cioè Pollini con Böhm sul podio dei Viennesi, mi corre l’obbligo segnalarvi una recente uscita (proposta anche sul thread “le nuove uscite… ecc ecc) discografica che mi ha molto convinto.

Ho segnalato altre volte il pianista Dejean Lazic perché l’ho ascoltato dal vivo in Rachmaninov e mi ha molto convinto… e su disco il suo Triplo Concerto sotto le “mani sante di Antonini” è una delle eccellenti alternative moderne ai due classici spesso citati (Fournier-Anda-Schneiderhan con Fricsay per la DG e Rostropovich-Richter-Oistrakh con Karajan per la EMI).

Ma qui in Mozart, forse grazie anche alla guida di de Vriend (esperto di filologia) ecco che io sento “meraviglie”…. 
 

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analogico_09
Il 10/07/2026 at 09:11, SimoTocca ha scritto:

Michelangeli “post intervento per aneurisma aortico”, è un pianista irriconoscibile in Mozart! Tempi larghi (invece Michelangeli teneva tempi rapidissimi), e un approccio così romantico che andrebbe bene per Brahms ma non per Mozart!

 

 

Ma Michelangeli c'ha la giustificazione dei motivi di salute, i tempi da notti romantiche sotto la luna sono molto frequenti anche in molti interpreti di sana e robusta costituzione, molto celebrati.., tutti romanticoni in pectore.., a tempo lento lento... amata mia,  e con quale sospiro  ar dente io mi mostrerò questa notte a te!... :classic_biggrin:

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analogico_09
Il 10/07/2026 at 13:08, jakob1965 ha scritto:
Il 10/07/2026 at 09:20, faber_57 ha scritto:

Se non ricordo male ho visto uno spezzone di una prova con Michelangeli che, da cafone perfetto, riprendeva un intimidito Cord Garben.

 

si lo ho visto anche io e mi è spiaciuto - da quel docu-film passato su SKY

 

 

Ma nessuno a ha visto e sentito  registrazioni audio  video come Toscanini trattava l'intera orchestra durante le prove? 

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analogico_09

Comque ragazzi, le vie delle interpretazioni nel corso del tempo per questi repertori celeberrimi meritatamente acclamati dal pubblico, sono infinite, inoltre credo che molta discografia non sia neppure giunta a noi, ci saranno cose rare più o meno misconosciute nel mondo, spesso nei paesi del'est, ex dell'est, che potrebbero rivelarsi di uguale o di maggior pregio delle blasonate.., voglio dire che cercare le regitrazioni di riferimento assoluto fatto per singoli interpreti e non già secondo indirizzi interpretativi stilici non porti ad ottenere il risultato prefissato. Credo che bisognerebbe semplicemete valutare senza preparare podi dei vinvitori, valutare cosa sia per noi valido e cosa meno. Non c'è l'assoluto. Il rischio della ricerca del'interpretazione di riferimento assoluto è quello di creare dei "feticci" di riferimento dai quali diventa difficile distaccarsi rischiando di perdere il senso critico musicale libero da pre-giudizi, più disincantato ad aperto a più offerte, indirizzi interpretativi. Se si comincia pregiudizialmente ad escludere per esempio la filologia che si avvale del fortepiano solo perchè non va bene al nostro orecchio a volte su base idiosincrasica, può accadrere  che il senso critico si fossilizzi più sugli elementi formali, tecnici, acustico-sonori di nostro personale gradimento  che dall'estetica musicale intrinseca che abbia una buona parte di fondamento oggettivo. . 

Questo  ovviamente non vale solo per le opere di Mozart in argomento.  

Personalmente ho condiviso varie interpretazioni più "tradizionali", o maistream che mi piacciono molto benchè non siano filologiche ma dotate di grande musicalità, ed altre interpretazioni che si avvicinano di più alle prassi esecutive del tempo di Mozart utilizzando lo strumento, il fortepiano, che era solito suonare e con il quale componeva Mozart, oltre con il clavicembalo che andò in disuso e che ora sembra tornato con scongiuri di tutti i pianistofoli che vorrebero vederli tutti in falò... :classic_biggrin:

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SimoTocca

Comunque …se vi capita…. ascoltate in comparazione la registrazione del concerto di Mozart no. 15 fatta da Michelangeli nel 1956 con il grande Scherchen sul podio e quella Deutsche Grammophon con Garben sul podio…. E coglierete immediatamente quello che volevo dire prima.

Il Mozart di Michelangeli degli anni ‘50-‘60 è un Mozart limpido come l’acqua di rocca, di una purezza assoluta che ne esalta la semplicità, semplice ma divino! Leggero come si addice anche alla tradizione filologia ancora al di là da venire….

Che peccato che non esista una registrazione tecnicamente decente del Mozart eseguito da Michelangeli in quegli anni…perché a parte il già citato Pollini nel 23, per il resto, nei concerti 13, 15, 20 e 25 è Michelangeli il mio nume tutelare…la mia stella polare….

 

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