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Chat Control 2.0: siamo davvero disposti ad affidare alle grandi piattaforme private il potere di analizzare le nostre comunicazioni?


Messaggi raccomandati

1 ora fa, wow ha scritto:

 

Brutta la vita della marmotta 

Questi sistemi comportano l'inserimento di telecamere a infrarossi con le seguenti modalità

Funzione principale: Le telecamere monitorano il volto, la direzione dello sguardo, l'apertura degli occhi e il battito delle palpebre per rilevare stanchezza o distrazione

Come funziona l'avviso: Se il guidatore distoglie lo sguardo per più di 3 secondi e mezzo (sopra i 50 km/h) o per più di 6 secondi (nel traffico urbano), l'auto emette segnali visivi, sonori o tattili. [1, 2]

Privacy e dati: Per legge, il sistema lavora a circuito chiuso (closed loop). I dati non vengono trasmessi su internet e non vengono salvati, per rispettare le normative sulla privacy.

Obbligo di legge: Non è possibile disattivare l'ADDW in modo permanente; si riavvia a ogni accensione del motore. [1, 2]

 

I burocrati europei hanno subito rassicurato i cittadini: il sistema funziona a “circuito chiuso”. Significa che i dati sulla posizione della nostra testa e sulla direzione dello sguardo vengono elaborati solo all’interno dell’auto.
Non dovrebbero viaggiare su server esterni, non dovrebbero identificare la persona e dovrebbero essere cancellati subito dopo l’uso.


Il problema è che il regolamento è scritto male, probabilmente di proposito.
Non definisce cosa significhi davvero “immediatamente” e non fissa un tempo massimo di conservazione dei dati.
Soprattutto, l’Unione Europea non ha previsto nessun meccanismo di controllo indipendente per verificare cosa facciano davvero i costruttori sotto il cofano.
Non ci sono sanzioni per chi imbroglia.
Ricorda molto la gestione del GDPR: l’Irlanda, che ospita le sedi delle più grandi aziende tecnologiche del mondo, ha riscosso appena lo 0,5% delle multe totali emesse.
Le regole ci sono, ma nessuno le fa rispettare.

Le preoccupazioni degli scettici non sono paranoie.
Alcuni costruttori hanno già fatto capire che le regole della privacy sono molto elastiche.
La Volvo, intervistata dalla televisione pubblica belga VRT, ha dichiarato senza mezzi termini che elaborerà questi dati in tempo reale su “server sicuri”.
Questo significa che i dati escono dall’auto, violando lo spirito stesso della norma europea.

 

Il passato recente del settore, d’altronde, è pessimo.
Uno studio della Mozilla Foundation ha rivelato che l’84% dei marchi automobilistici condivide o vende i dati dei clienti.
Marchi noti come General Motors, Honda e Kia hanno passato i dati di guida a broker come LexisNexis per calcolare i profili di rischio.
Risultato? Le polizze assicurative sono aumentate all’insaputa dei proprietari.
Per non parlare di Tesla, dove alcuni dipendenti si scambiavano internamente video intimi registrati dalle telecamere delle auto dei clienti.

 

 

  • Melius 1
  • Thanks 1
2 ore fa, claravox ha scritto:

I burocrati europei hanno subito rassicurato i cittadini: il sistema funziona a “circuito chiuso”. Significa che i dati sulla posizione della nostra testa e sulla direzione dello sguardo vengono elaborati solo all’interno dell’auto.
Non dovrebbero viaggiare su server esterni, non dovrebbero identificare la persona e dovrebbero essere cancellati subito dopo l’uso.


Il problema è che il regolamento è scritto male, probabilmente di proposito.
Non definisce cosa significhi davvero “immediatamente” e non fissa un tempo massimo di conservazione dei dati.
Soprattutto, l’Unione Europea non ha previsto nessun meccanismo di controllo indipendente per verificare cosa facciano davvero i costruttori sotto il cofano.
Non ci sono sanzioni per chi imbroglia.
Ricorda molto la gestione del GDPR: l’Irlanda, che ospita le sedi delle più grandi aziende tecnologiche del mondo, ha riscosso appena lo 0,5% delle multe totali emesse.
Le regole ci sono, ma nessuno le fa rispettare.

Le preoccupazioni degli scettici non sono paranoie.
Alcuni costruttori hanno già fatto capire che le regole della privacy sono molto elastiche.
La Volvo, intervistata dalla televisione pubblica belga VRT, ha dichiarato senza mezzi termini che elaborerà questi dati in tempo reale su “server sicuri”.
Questo significa che i dati escono dall’auto, violando lo spirito stesso della norma europea.

 

Il passato recente del settore, d’altronde, è pessimo.
Uno studio della Mozilla Foundation ha rivelato che l’84% dei marchi automobilistici condivide o vende i dati dei clienti.
Marchi noti come General Motors, Honda e Kia hanno passato i dati di guida a broker come LexisNexis per calcolare i profili di rischio.
Risultato? Le polizze assicurative sono aumentate all’insaputa dei proprietari.
Per non parlare di Tesla, dove alcuni dipendenti si scambiavano internamente video intimi registrati dalle telecamere delle auto dei clienti.

 

 

una curiosita' , ma tu vai in giro con la Fiat Uno?

Hai ancora il cellulare senza rete internet?

non ti colleghi a nessun social sicuramente. Mai e poi mai.

Ma non ti e' venuto per un attimo il pensiero che sei profilato da 15 anni almeno?

Ti preoccupi di questi articoli del Fatto Putinanov?

Io vivo in un bunker antiatomico, mi proteggo da scie chimiche, videocamere invadenti e radiazioni del 5g e violazioni della privacy che vorticano nell'etere

Probabilmente non sarà sufficiente, ma è meglio di niente

😑😛

 

 

@Martin Una volta, mentre stavo mazzuolando con sentimento un montante di una Polo iniziai a sentire una specie di vocina che diceva  "Scusi..scusi.." Sul momento, dato che avevo le cuffie, credevo fosse qualcun'altro in carrozzeria che chiamava i miei titolari. Proseguo a tirar martellate e questa vocina riprende ...

In pratica era una tizia che dal call center dello scatolotto installato sul veicolo dalla compagnia di assicurazioni cercava di capire se la proprietaria della vettura avesse appena fatto il botto.

Ne seguì una breve conversazione che, oltre a spiegare che il botto c'era gia stato e che quelle che sentiva erano le mie martellate per ripararlo, mi porto anche a scusarmi nel caso mi fosse scappato qualche moccolo. Fini a risate. 😁

Però il dubbio che qualche volta, nei momenti di noia, qualcuno nei vari call center abbia aperto i microfoni mi è sempre rimasto..

  • Haha 2

@wow

6 minuti fa, Bazza ha scritto:

Però il dubbio che qualche volta, nei momenti di noia, qualcuno nei vari call center abbia aperto i microfoni mi è sempre rimasto..


Eh ….. @wow

@claravox Il fatto è successo una decina di anni fa', non ricordo con quale compagnia era assicurata la proprietaria. Però con quel tipo di dispositivi lo sai che ci può esser modo di essere ascoltati dato che pure il proprietario può chiamare soccorso. Con i nuovi sistemi, se realmente fosse possibile trasmettere qualcosa al di fuori del veicolo, vuoi che nessuno specializzato in materia sia in grado di capirlo ?

E comunque, per quello, basta avere un telefono connesso ad internet...

Se non c'è un interruttore fisico che spenga microfono o telecamera la sicurezza semplicemente non c'è.

sono "scatole nere" che in caso di urto superiore a un certo limite inviano un segnale alla centrale di soccorso che, eventualmente, attiva anche i soccorsi. Sei consapevole di questa cosa quando firmi il contratto e hai anche uno sconto dall'assicurazione. 

Ma secondo voi le case automobilistiche si mettono a fare rilevazioni illegali che vengono sgamati in cinque minuti e prendono grandi legnate dalle authority? 

E secondo voi come dovrebbero inviare questi dati? Utilizzando lo smartphone del guidatore?

Secondo voi quando collegate lo smartphone al sistema di infotainment dell'auto non succedono le stesse cose che temete accadano con questo addw?

 

4 minuti fa, wow ha scritto:

Ma secondo voi le case automobilistiche si mettono a fare rilevazioni illegali che vengono sgamati in cinque minut

Si.

4 minuti fa, wow ha scritto:

e prendono grandi legnate dalle authority? 

 

1 ora fa, claravox ha scritto:

Ricorda molto la gestione del GDPR: l’Irlanda, che ospita le sedi delle più grandi aziende tecnologiche del mondo, ha riscosso appena lo 0,5% delle multe totali emesse.

 

7 ore fa, wow ha scritto:

le case automobilistiche si mettono a fare rilevazioni illegali

si

7 ore fa, wow ha scritto:

prendono grandi legnate dalle authority

no

7 ore fa, wow ha scritto:

Utilizzando lo smartphone

infatti non ho lo smartphone

7 ore fa, wow ha scritto:

hai anche uno sconto dall'assicurazione

quale sconto, lo sconto sull' aumento dell' aumento

 

 

cioè entro il 2028 quando mi toccherà per forza cambiare auto sempre se questa ci arriva, sarò ridotto

ad andare in cerca di un semi vintage ante 2026. ma si può.

15 minuti fa, audio2 ha scritto:

infatti non ho lo smartphone

Stai dicendo che per tutto il tempo che stai sul forum sei in casa davanti al computer? Ora si spiega tutto :classic_happy:

  • Haha 1
Il 12/07/2026 at 09:45, garmax1 ha scritto:

Premetto che sono cose che non conoscevo ed ho chiesto a gemini per avere un quadro di cosa potrebbe comportare (ovviamente sempre secondo le info che trova in rete). 

A mio parere i nostri amici vogliono proteggerci da tutto questo possibile scenario... 

 

Se passasse il Chat Control 2.0 (Il potenziale scenario futuro)
Se la versione 2.0 venisse approvata nella sua forma più severa, l'impatto sulla vita digitale di tutti i cittadini sarebbe profondo:
Scansione sul dispositivo (Client-Side Scanning): Per aggirare la crittografia, sul tuo smartphone verrebbe installato un algoritmo (all'interno di app come WhatsApp o Instagram) che analizza foto, video e testi prima che vengano inviati.
Il rischio di "falsi positivi": Gli algoritmi di intelligenza artificiale non sono infallibili. Una foto innocente del tuo bambino al mare o una battuta ironica fraintesa dal sistema potrebbero far scattare un alert automatico, inviando la tua chat privata direttamente alle forze di polizia senza che un essere umano l'abbia prima verificata.
Verifica dell'età restrittiva: Per accedere a molte app di messaggistica e social network potrebbe diventare obbligatorio un controllo dell'età molto severo (es. caricamento del documento d'identità o riconoscimento facciale), limitando o escludendo i minori di 16 anni da molte piattaforme.
Creazione di falle di sicurezza: Gli esperti di cybersicurezza di tutto il mondo avvertono che creare una "chiave universale" per permettere ai governi di leggere le chat private significa indebolire le barriere digitali. Se quella stessa chiave finisse nelle mani di hacker o governi autoritari, i dati personali, bancari e privati di chiunque sarebbero in pericolo.

si calpesta un principio base della democrazia liberale, la sacralità della corrispondenza privata, tutelata dall’articolo 15 della Costituzione. 




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