PL-L1000 Inviato 27 Settembre Condividi Inviato 27 Settembre 7 minuti fa, analogico_09 ha scritto: lo guarderò Dura meno di 12 minuti e la copia sul tubo è integrale, se ben ricordo, anche se di qualità un poco scarsa. Link al commento https://melius.club/topic/30585-quei-matti-degli-scandinavi/page/2/#findComment-1844950 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 27 Settembre Condividi Inviato 27 Settembre 30 minuti fa, PL-L1000 ha scritto: ura meno di 12 minuti e la copia sul tubo è integrale, se ben ricordo, anche se di qualità un poco scarsa. Visto, pazzesco, la corsa in motocicletta girata con i mezzi di quegli anni è straordinariamente plastico e realistico che manco i migliori film action, polar e thriller odierni... perfetto il montaggio la capacità di creare un forte stato di suspense e di tensione. Il film non è più che una pubblicità sulla prudenza del guidatore, riprende il tema della morte, dell'uomo in preda alla frenesia autodistruttiva che sfida se non anche rincorre la morte. Geniale l'inquadratura che segue repentinamente l'ultimo fotogramma del crash: una campana in primo piano sbattuta da un batocchio legato ad una corda molto simile alla campana che vediamo all'inizio di Vampyr insieme all'uomo misterioso che porta la lunga farce in splalla, rimando all'uomo che guida la macchina misteriosa incontrata sul "traghetto" inseguita dal motococlista e sua compagna. Le due barche che scivolano forse sulle acque del fiume Acheronte dell'Averno attese dal "traghettatore" Caronte per far passaggio a l'altra riva ...Perdona le mie libertà interpretative. 1 Link al commento https://melius.club/topic/30585-quei-matti-degli-scandinavi/page/2/#findComment-1844957 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
PL-L1000 Inviato 27 Settembre Condividi Inviato 27 Settembre 30 minuti fa, analogico_09 ha scritto: pazzesco Bello, eh! Teso come una corda di violino, come lo è una corsa in moto, contro il tempo ed ogni buon senso, nudi ed esposti in sfida alla morte. La misteriosa macchina non allude forse ad un carro funebre, il cui autista dal mortifero ghigno è probabilmente l'aiutante del vampiro celato al suo interno? L'ho sempre immaginato così, a proposito di libertà interpretative. Sempre grazie ad Enrico Santo Ghezzi, che mi ci fece incappare in una notte epocale di cose mai viste, nel pieno dei miei diciotto anni e del disperato e frenetico inseguimento di un senso in groppa al bolide di metallo. 1 Link al commento https://melius.club/topic/30585-quei-matti-degli-scandinavi/page/2/#findComment-1844966 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 27 Settembre Condividi Inviato 27 Settembre 3 minuti fa, PL-L1000 ha scritto: Sempre grazie ad Enrico Santo Ghezzi, che mi ci fece incappare in una notte epocale di cose mai viste Non ricordo o potrebbe essermi sfuggita quella notte FO dedicata a Dreyer ruttavia ripetuta da Ghezzi visto che conservo ancora le due o tre VHS registrate. Quando avrò un po' di tempo ci ributto un'ochio. Quello che mi anche copito del corto motociclistico è i contrasto tra la frenesia velocistica che si fa strada preannunciando la "modernità" e la calma senza tempo dei carri contadini tirati dai buoi che risalivano la via lentamente ostacolando la moto serpeggiante tra gli stessi senza rallentare per non tardare al macabro appuntamento... Un'allegoria del cambiamento che porta modernità e nevrosi... 1 Link al commento https://melius.club/topic/30585-quei-matti-degli-scandinavi/page/2/#findComment-1844970 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
shoegazer_82 Inviato Giovedì alle 15:13 Condividi Inviato Giovedì alle 15:13 Il 26/09/2026 at 15:51, analogico_09 ha scritto: Tutti i film del lard von trier sono da buttare. senza alcun dubbio uno dei migliori registi contemporanei. Se capisco il topic (nordici allucinati) di suo va sicuramente menzionato l'incredibile esordio L'elemento del crimine (1984), che si ritrova in versione restaurata su prime. Link al commento https://melius.club/topic/30585-quei-matti-degli-scandinavi/page/2/#findComment-1847154 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato Giovedì alle 18:08 Condividi Inviato Giovedì alle 18:08 2 ore fa, shoegazer_82 ha scritto: senza alcun dubbio uno dei migliori registi contemporanei. Sarà, pur truttavia non tutti la pensano così; personalmente sono ytra quelli che preferiscono andare dal dentista piuttosto che assistere alla macelleria estetica sado-maso autoreferenzilal_compiaciuta del lard von trier creatore di immagini e testi ricattatori. Link al commento https://melius.club/topic/30585-quei-matti-degli-scandinavi/page/2/#findComment-1847300 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
shoegazer_82 Inviato Venerdì alle 08:27 Condividi Inviato Venerdì alle 08:27 14 ore fa, analogico_09 ha scritto: Sarà, pur truttavia non tutti la pensano così; personalmente sono ytra quelli che preferiscono andare dal dentista piuttosto che assistere alla macelleria estetica sado-maso autoreferenzilal_compiaciuta del lard von trier creatore di immagini e testi ricattatori. ma neanche per (i)scherzo, Le onde del destino e Dancer in the Dark, con Dogville a chiudere idealmente il cerchio, sono tra le esplorazioni dell'abisso umano più fulgide mai portate sullo schermo, li ho trovati emotivamente devastanti. Non ci vedo compiacimento, né ricatto, dato che rifiutano allo spettatore qualsiasi via d'uscita consolatoria (come fa spesso la vita). Ne fossero nati altri di Lars Von Trier al Nord ... Link al commento https://melius.club/topic/30585-quei-matti-degli-scandinavi/page/2/#findComment-1847560 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato Venerdì alle 09:40 Condividi Inviato Venerdì alle 09:40 1 ora fa, shoegazer_82 ha scritto: ma neanche per (i)scherzo E allora siamo seriamente seri. La "provocazione" del LVT non è altro che la stereotipizzazione facilotta ed autocompiaciuta delle istanze ben più eversive, scandalizzatrici e devastatrici portate avanti da grandi autori della storia del cinema che scavano -rinnovando lo stile e l'estetica cinematografica - nella psiche umana: sociopolitica, individuale, collettiva, esistenziale, tra perversioni ed altri abomini, nati ben prima che nascesse il provocatore "dogmatico" sopravvalutato da una certa critica modaiola e radical-chocca. Potremmo partire da molto lontano, magari gettando un occhio anche sulle "avanguardie francesi" degli anni '20/'30 del secolo scorso e non sto a fare l'elenco di quei registi la cui iconoclastia benchè spesso spinta fino all'eccesso non sforava mai nella pornografia voyeuristica palesemente autocompiaciuta del LVT. Ne siano da esempio i film da te citati protagonista la donna "suffraggetta" sottoposta ai peggiori maltrattamenti attraverso messeinscene di un realismo volgare ed innecessario, emotivamente ripugnanti, sbattute in faccia allo spettatore con ostenta gratuitità dove il regista dimentica di non essere all'altezza del marchese de sade... Link al commento https://melius.club/topic/30585-quei-matti-degli-scandinavi/page/2/#findComment-1847599 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
shoegazer_82 Inviato Venerdì alle 10:27 Condividi Inviato Venerdì alle 10:27 Non trovo nessun punto condivisibile. Parli di realismo volgare quando Dogville è girato su un teatro di posa vuoto, con le case tracciate col gesso sul pavimento, quanto di più antirealistico e brechtiano si sia visto in sala negli ultimi trent'anni. Dancer in the Dark è addirittura un musical, Le onde del destino è scandito da capitoli-tableau, giusto per parlare dei titoli da me citati. E la violenza resta quasi sempre fuori campo o stilizzata per cui nessunissima pornografia voyeuristica (la pornografia dal mio punto di vista è iperrealismo, per cui anche titoli più espliciti come Antichrist e La casa di Jack ne sono immuni). Per quanto riguarda le "suffragette". Bess, Selma e Grace non rivendicano proprio nulla. Sono - se vogliamo - una specie di sante laiche, ed è proprio questo lo "scandalo": la virtù che si consegna intera e viene divorata da una comunità che si crede per bene. La genealogia in tal senso è nobilissima a partire da Dreyer e la sua Giovanna d'Arco, maestro indiscusso e dichiarato di Von Trier (che ne ha perfino girato una sceneggiatura inedita, Medea), e sì, la Justine di Sade, prototipo della virtù perseguitata. Premesso che in qualsiasi campo artistico cercare di svalutare un autore coi confronti col passato significa (dal mio punto di vista) non capire che ogni film è già stato girato, ed ogni parola è già stata scritta, per quanto concerne le avanguardie degli anni '20 e '30 L'Âge d'or di Buñuel e Dalí si chiude proprio con un omaggio alle 120 giornate di Sodoma e fu bollato come provocazione gratuita, con tanto di sale devastate e censure. Lo stesso destino ovviamente toccò a Salò di Pasolini. I "grandi autori" che oggi percepiamo come canonizzati (ns. bias cognitivo) furono spesso accusati, ai loro tempi, delle stesse identiche cose, per cui usarli come metro contro Von Trier significa applicare un canone che loro stessi non avrebbero superato. Detto questo, siamo OT, lasciamo pure spazio ad altri titoli di nordici pazzerelli (che purtroppo - a mio gusto - LVT lo vedono col binocolo). Mi pare non siano stati citati famosi registi come Kaurismäki e Ostlund. Mi verrebbe da consigliare gli ultimi due di Ostlund, sicuramente validi (Triangle of Sadness e The Square). Per Kaurismaki (molto meno pazzerello) direi L'uomo senza passato. Link al commento https://melius.club/topic/30585-quei-matti-degli-scandinavi/page/2/#findComment-1847619 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato Venerdì alle 23:17 Condividi Inviato Venerdì alle 23:17 13 ore fa, shoegazer_82 ha scritto: Premesso che in qualsiasi campo artistico cercare di svalutare un autore coi confronti col passato significa (dal mio punto di vista) non capire che ogni film è già stato girato, ed ogni parola è già stata scritta, per quanto concerne le avanguardie degli anni '20 e '30 L'Âge d'or di Buñuel e Dalí si chiude proprio con un omaggio alle 120 giornate di Sodoma e fu bollato come provocazione gratuita, con tanto di sale devastate e censure. Lo stesso destino ovviamente toccò a Salò di Pasolini. I "grandi autori" che oggi percepiamo come canonizzati (ns. bias cognitivo) furono spesso accusati, ai loro tempi, delle stesse identiche cose, per cui usarli come metro contro Von Trier significa applicare un canone che loro stessi non avrebbero superato. Stai parlando di autori capitali della storia del cinema il cui "scandalo" fu si avversato ma anche recepito in contemporanea influenzando con effetto di reiprocità anche le altre arte, figurative e non. e comunque loro sono negli annali degli dei del cinema avendo a stretto giro rivoluzionarto il cinema in vita... LVT non è che un larvato fantasma di tali geni ai quali attinge pateticamente...pressochè dimementicato in vita, ha solo uno zoccolo duro di aficionados "speciali" (a mio parere) figuriamoci da morto senza aver cambito una virgola nelle estetiche e nei linguaggi del cinema. A parte lo squinternato dogma cerebrale e supponente che dovette abbandonare per bancarotta esterica fraudolenta. Tr l'altgro non ha un filo di ironia ed autoironia, si piglia terribilmente sul serio. Il testuale, le sue menate stantie poichè giù usate, non già tali quando furono portate in auge dai grandi registi, e che non sono state canonizzate affatto poichè strettamente connaturate con le geniali estetiche universali che non hanno scadenza, le strorie basate sulle perversioni autocompiaciute che non sono cinema bensì letteratura, bassa letteratura. Il cinema se ne avvale ma il cinema è essenzialmente l'arte delle immagini che la sanno dire più lunga che le parole. Non svaluto LVT con i con i confronti col passato - ho già argomentato con altri registi critici il mio parere. Siccome tu hai scritto "Ne fossero nati altri di Lars Von Trier al Nord .." ho replicato per dire che hai voglia quanti ne erano nati prima di lui e quanti ne siano nati oggi poco prima di lui, dopo di lui.., ma temo che se sparassi uno spiegone citando film, autorcie, indirizzi cinematografici avanzati che potrebbero far mangiare la polvere al LVT (ad esempio un vero genio del cinema contemporaneo non popolare ma davvero innovativo: Peter Greenaway, uno per tutti)m iol quale va ancora in firo sperduto in cerca di quell'autore che non riesce a trovare in se stesso e lo cerca negl altri per imitazione, ma siccome siamo molto lontani in fatto di opinioni cinematografiche temo che non aiuterebbe nel tentativo di imbastire un confronto dialettico meno teologico. 13 ore fa, shoegazer_82 ha scritto: Parli di realismo volgare quando Dogville è girato su un teatro di posa vuoto, con le case tracciate col gesso sul pavimento, quanto di più antirealistico e brechtiano si sia visto in sala negli ultimi trent'anni. Dancer in the Dark è addirittura un musical, Le onde del destino è scandito da capitoli-tableau, giusto per parlare dei titoli da me citati. E la violenza resta quasi sempre fuori campo o stilizzata per cui nessunissima pornografia voyeuristica (la pornografia dal mio punto di vista è iperrealismo, per cui anche titoli più espliciti come Antichrist e La casa di Jack ne sono immuni). Sembrerebbe, sembrerebbe..,. che tu non abbia visto tutto dei film di LVT. Non c'è violenza ostentata?.., a parte che la violenza nei suoi film e soprattutto psicologica, che ne dici della scena dell'impccagione della protagonista di dancer in the dark in cui la macchina da presa testa a lungo a filmare in primissimo piano come muore lentamente un impiccato... puroa pornografia orrorifica visiva, una provocanzione squinternata come le sciocchezze che va dicendo in giro nei festival del cinema tirando fuori allusioni sul nazismo... Altro che fuoricampo. E' inoltre e soprattutto nelle scene di violenza psicologica che si accanisce. In quanto al realismo coatto, il riferimento non è ai posticci, nelle scenografie, negli allestimenti ambientali brechtiani o greenawayano (mutua anche dal regista inglese da le valigie di tulse luper ) .., mi sorprende che confonda.., parlo del realismo pornografico ostentato del girato, dell'estetica filmica non dei contorni finti che sono solo in Dogville se non ricordo male, tra i film che hai citato e che ho visto. La donna suffrqggetta il suo miglior e ricorrente soggetto... sarà misoginia? Link al commento https://melius.club/topic/30585-quei-matti-degli-scandinavi/page/2/#findComment-1848066 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
shoegazer_82 Inviato 3 ore fa Condividi Inviato 3 ore fa va bene, non ti piace LVT, ti lascio volentieri nei tuoi convincimenti; tra l'altro quando scrivi non ha un filo di ironia ed autoironia capisco che non hai visto (ipotesi bonaria) opere eccezionali come The Kingdom, Il grande capo, etc. in cui si ride a scena aperta; perché il caveat principale del tuo argomentare sta proprio nel fatto che LVT contiene moltitudini (per citare Dylan che cita Whitman) e un film come quello che ho consigliato (il fulminante esordio) mai diresti che è del regista di Melancholia, come pure la ferocia asettica di La casa di Jack non ha nulla a che fare con i fuoriscena (che citavo) di Dogville. Ammetto di essere un ammiratore di LVT, ma casomai mi venisse qualche (legittimo) dubbio sull'effettiva bontà del suo lavoro (parli addirittura di dimenticato in vita), so che oltre a Palma d'Oro e Grand Prix, l'ha premiato pure Ghezzi, quindi gli indizi che il mio non sia esattamente un abbaglio direi che ci sono tutti ... Sorvolo poi su boutade come il Dogme abbandonato per bancarotta dato che chiunque conosca la storia sa i motivi dello stesso e come fosse stato pensato fin dall'origine come un esercizio a tempo (oltre ad aver prodotto, più o meno direttamente, un capolavoro come Festen). P.S. Le valigie di Tulse Luper era in concorso a Cannes 2003 insieme a Dogville, che però era già girato da tempo. Difficile mutuare da un film uscito nello stesso festival ... Tra l'altro Greenway piace anche a me, ma che c'entra? Si parlava di nordici, UK è convenzionalmente esclusa. quindi - per rimanere in topic - visto che l'ho citato: Riget/The Kingdom (1994), Lars Von Trier: è una mini-serie in tre stagioni, purtroppo al momento difficile da reperire (ma l'ho vista passare su prime qualche anno fa, almeno la prima stagione) ambientata in un ospedale in Danimarca (detto il Regno, appunto) in cui la scienza sembra sempre sul punto di cedere il passo al soprannaturale, una feroce critica ai danesi in una sorta di horror gotico. Interamente in bassa risoluzione (16mm) e seppiata, mi verrebbe da dire astenersi ai 4k addicted. Link al commento https://melius.club/topic/30585-quei-matti-degli-scandinavi/page/2/#findComment-1848946 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 2 ore fa Condividi Inviato 2 ore fa 1 ora fa, shoegazer_82 ha scritto: va bene, non ti piace LVT, ti lascio volentieri nei tuoi convincimenti; tra l'altro quando scrivi non ha un filo di ironia ed autoironia capisco che non hai visto (ipotesi bonaria) opere eccezionali come The Kingdom, L'unico lavoro che mi sia piaciuto di LVT è guarda caso è proprio The Kingdom piena di humor negro e "scostumato" (un termine lessicalmente coniugabile in infiniti modi). Grazie comunque per lasciarmi nei miei convincimenti con volenterosa benevolenza. Ho citato Greenaway sempre per rispondere alle tue battute sulle superiorità rispetto ai registi antichi e a quelli attuali, del tuo "assistito". Il fatto di dire che LVT, un suoi fim, o più film, trovino consensi presso critici o addetti ai lavori più o meno balsonati mi sembra una faciloneria dialettica; potrei elencarti al riguardo altre penne ben accreditati che scrivono di cinema e la pensano in maniera diametralmente opposta dai tuoi "testimoni". Nei festival vengono spesso premiati film che poi vengono molto ridimensionati nella realtà del "mercato", negli ambiti critici più attrezzati, dallo stesso passaparola del pubblico pagante. In ogni caso io resterei a quelle che sono le nostre opinioni, aspirazioni ed inspirazioni, ma senza cospirazioni... non mi metterò certamente a fare il gico di chi ce l'ha più lungo.., criticamente s'intende, cosa vai a pensare? Link al commento https://melius.club/topic/30585-quei-matti-degli-scandinavi/page/2/#findComment-1849011 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 2 ore fa Condividi Inviato 2 ore fa Il 02/10/2026 at 12:27, shoegazer_82 ha scritto: Detto questo, siamo OT, lasciamo pure spazio ad altri titoli di nordici pazzerelli (che purtroppo - a mio gusto - LVT lo vedono col binocolo). Mi pare non siano stati citati famosi registi come Kaurismäki e Ostlund. Mi verrebbe da consigliare gli ultimi due di Ostlund, sicuramente validi (Triangle of Sadness e The Square). Per Kaurismaki (molto meno pazzerello) direi L'uomo senza passato. Ecco, magari potremmo ritrovarci più consonanti con altri autori e registi, con quelli da te citati anche alla base del mio piacere e senso festoso per la visione cinematografica. Link al commento https://melius.club/topic/30585-quei-matti-degli-scandinavi/page/2/#findComment-1849016 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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