Guru Inviato 26 Settembre Inviato 26 Settembre Avendo visto ieri sera "Lasciami entrare" di Tomas Alfredson ripensavo a quanto sono matti i cineasti di quelle parti... Ricordo Border, Lamb, Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza, e tanti altri film allucinati... Proviamo a farne un elenco, aggiungendo qualche commento?
dariob Inviato 26 Settembre Inviato 26 Settembre 2 ore fa, Guru ha scritto: "Lasciami entrare" E' un' ottima variazione sul tema 'vampiri' universalmente lodato, tanto che gli Americani ne hanno fatto un non disprezzabile remake. 2 ore fa, Guru ha scritto: Border, Questo va visto (splendido) si rifà alle leggende degli orchi norreni e dei neanderthal ai giorni nostri. In ambedue i paesaggi naturali sono protagonisti. 1
alanford69 Inviato 26 Settembre Inviato 26 Settembre Låt den rätte komma in (Lasciami entrare) è un gran bel film che con un “horror” raffinato parla di fragilità e amicizia. Averne di film così… 1
analogico_09 Inviato 26 Settembre Inviato 26 Settembre "Lasciami entrare" di Tomas Alfredson è un film delizioso. Tutti i film del lard von trier sono da buttare. Ma ci sono i film della regista danese Susan Bier, "Dopo il matrimonio", se ne parlava qui https://melius.club/topic/3784-lultimo-film-che-avete-visto-al-cinema-in-casa-dove-volete/page/193/#findComment-1843556, che fa risalire le azioni del cinema scandinavo Mi viene in mente il notevole "Dreams" del norvegese Dag Johan Haugerud... il satirico grottesco "Sick of Myself"i di Kristoffer Borgli.., opere provocatorie, dalle tematiche taglienti e complesse, film "matti", citando l'espressione del nostro opener, come da tradizione del cinema scandinavo... e a tale riguardo, si parla solo del cinema attuale o si potrà tornare anche al glorioso passato? Dreyer, Bergman, Sjostrom... 2
analogico_09 Inviato 26 Settembre Inviato 26 Settembre " Il Sospetto" (Jagten), 2012, di Thomas Vinterberg che "riemerge" dalle secche del "Dogma" mantenendo l'essenzialità narrativa del metedo per esaltare maggiormente l'immaginifico. Un film doloroso e triste, con un finelae beffardo e amaro (benchè scagionato la macchia del mostro sbattuto in prima pagina resta indelebile) sull'ingiusta accusa di pedofilia piovuta addosso al maestro d’asilo interpretato da un meraviglioso Mads Mikkelsen. 2
Boris Lametta Inviato 26 Settembre Inviato 26 Settembre 42 minuti fa, analogico_09 ha scritto: Il Sospetto stupendo, e la cosa più inquietante, a fine visione, è la sopraggiunta constatazione che una cosa del genere potrebbe succedere a chiunque.
selby998 Inviato 26 Settembre Inviato 26 Settembre Dei film citati ho apprezzato molto "Lasciami entrare", "Border", e "Il Sospetto" Vi segnalo "The Innocents" (regia Eskil Vogt 2021), glaciale ed inquietante, e "Speak no evil" (l'originale, regia Christian Tafdrup 2022), disturbantissimo.
Boris Lametta Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre Sempre con l'immenso Mads Mikkelsen segnalerei l'ottimo "Le mele di Adamo", commedia nera gottesca intrisa di apprensione e capace di molti spunti di riflessione.
selby998 Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre Mads Mikkelsen in assoluto uno dei migliori attori in circolazione. Protagonista di "Un altro giro", regia Thomas Vinterberg che ha diretto anche "Submarino", entrambi da vedere.
dariob Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre 1 ora fa, selby998 ha scritto: Mads Mikkelsen in assoluto uno dei migliori attori in circolazione. Sicuramente! E mi ero dimenticato (mea culpa) dello splendido danese "La Terra Promessa" del 2023, imho uno dei più bei film dell'anno in assoluto:
analogico_09 Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre Il 26/09/2026 at 12:47, dariob ha scritto: E' un' ottima variazione sul tema 'vampiri' E allora bisognerà tornare un po' alle origini scandinave del "genere", ad uno dei film vampirici più potenti e intimamente disturbanti della storia del cinema occidentale che trascina lo spettatore in una dimensione pauristica impalpabile, onirica e spettrale, spesso presente nei fuoricampo. Una paura che sgorga dall'invisibile, dalla stessa luce del giorno, presente nelle angosciose ombre oscure che si staccano dai corpi umani prendendo vita propria mentre il terrore sprofonda nella bara nella quale giace il "cadavere cosciente" che osserva in soggettiva, attravreso un'apertura sul copercio il suo stesso funerale. Il "nostro"... Per non parlare della straordinaria fotografia lattiginosa e diafana, come osservare il delirante raccontro attraverso una garza, per dirla in breve, la questione è ben più complessa. Per la prima volta nella storia il vampiro è una donna cosa che scardina l'iconografia classica del genere. Una signora del popolo apparentemente innocua, nome sconcertante: Marguerite Chopin ... figura destabiloizzante che emana un senso di rfepulsione profonda che va oltre i confini della follia più allucinatoria. Dreyer inoltre ricorre alle primissime tecniche del sonoro per amplificare il senso d'angoscia con musiche subcoscienti, stranianti e con suoni "mortuari" in alcuni casi se non ricordo male, diegetici. Parlato... ma che dico, sussurrato pochissimo. Ma film è pieno di invenzioni figurative, immaginifico-testuali, tecnico-stilistiche, linguistiche, allegoriche e "colte" increate e paradigmatiche che verranno riprese immancabilmente dal cinema di genere, ed oltre il genere, a venire. Ci sarebbe molta roba da dire, bisognerebbe aprire un topic dedicato .
PL-L1000 Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre C.T.Dreyer -Raggiunsero il traghetto (De nåede färgen), 1948 Un cortometraggio, una sorta di ''pubblicità progresso'' per la sicurezza sulle strade in cui ricompare il richiamo della morte, che aleggia per tutta la durata del film. Un piccolo capolavoro. 1
Guru Inviato 27 Settembre Autore Inviato 27 Settembre Il 26/09/2026 at 15:51, analogico_09 ha scritto: Tutti i film del lard von trier Avrà messo su qualche chilo ma non è il caso di fare body shaming 1
analogico_09 Inviato 27 Settembre Inviato 27 Settembre 7 ore fa, PL-L1000 ha scritto: il richiamo della morte, che aleggia per tutta la durata del film. Un piccolo capolavoro. Non conosco questo film, lo guarderò. La morte è sempre presente nei film di Dreyer permati da una religiosità nordica profonda ed oscura, inquisitoria, puntiva, si rimanda ai capolavori "Dies Irae" e "Ordet - La Parola" nel quale assistiano ad una resurrezione dalla morte. Sequenze davvero impressionanti. 1
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