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Melius Club

Dietro alle violenze una mancanza di valori


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Inviato
2 ore fa, appecundria ha scritto:
14 ore fa, Savgal ha scritto:

ssia aderire la bene, se ignorandoli, ossia comportandosi male, potrebbe ottenere meglio e prima ciò che desidera?

Non è evidente?

Imho è evidente che c'è un piccolo numero di regole semplici (se vogliamo essere più spirituali chiamiamole

'etica') che permettono l'esistenza di una società.

Se le infrangi sei perfettamente conscio di porti fuori dalla società. 

Personalmente la vedo come la trama di un tessuto a cui a volte si spezza un filo e si forma un'increspatura.

 

Credo anche che gli unici deputati ad insegnare quelle basiche siano i genitori, come negli animali.

Poi, se non altro per i grandi numeri ci sarà sempre chi le infrange.

 

Inviato
2 ore fa, Coltr@ne ha scritto:

Egoista mortale, fai come me, io sono Dio, non morirò mai, è più difficile fare i calcoli, ma @Jack mi ha spiegato come fare i calcoli alla lunga, e i miei son lunghi, ma lunghi.

«E fai bene. Anzi, usami anche questa cortesia e dimmi: credi che una città, o un esercito, o dei briganti, o dei ladri, o un qualsiasi altro gruppo che si associa per un'impresa ingiusta, potrebbero concludere qualcosa se commettessero ingiustizie reciproche?» «Certo che no», rispose.
«E se non le commettessero? Non otterrebbero di più?» «Sicuramente sì ».

(Platone, La Repubblica)

  • Melius 1
Inviato

Ricordiamo che Platone poneva all'apice della sua Repubblica i filosofi, ritenendoli i più adatti a governare in virtù della loro conoscenza del Bene e della giustizia.

Inviato
45 minuti fa, LUIGI64 ha scritto:

Ricordiamo che Platone poneva all'apice della sua Repubblica i filosofi, ritenendoli i più adatti a governare in virtù della loro conoscenza del Bene e della giustizia.

Ce li ho, thiele, trump, netaniau, putin, musk, vance, La Russa, ecc ecc.

A post

  • Haha 1
Inviato
8 ore fa, senek65 ha scritto:

L'ntera struttura di una democratica società si basa sull'accettazione di determinate regole e il rispetto di determinati valori, a cui dovrebbero corrispondere altrettante garanzie, ritorni

Nelle favole..per grandi numeri l'accettazione delle regole e dei valori in maniera unanime non solo non esiste, manco può esistere.

Il conflitto riguarda pure le regole, percepite ora da uno, ora dall'altro, come una gabbia che limita il perseguire di interessi di parte.

Le regole sono frutto di compromessi, il governo e l'applicazione delle regole è frutto di compromessi, qualcuno ne rimane obbligatoriamente fuori. Il conflitto sociale è permanente e si palesa ora attraverso lotta attiva, ora attraverso l'astensione e altri modi che manifestano i limiti delle società che raccolgono un alto numero di persone.

TalI società divengono lentamente giganti lenti che amministrano tramite reti complessi di leggi e regole spesso ritenute estranee agli interessi di molti.

Guarda te che ritratto del mondo attuale....

Inviato
38 minuti fa, nullo ha scritto:

società divengono lentamente giganti lenti

Hai fretta? Moz direbbe ma dove devi annà

Inviato

onore ai caduti in attesa della loro resurrezione ( è in codice chi deve capire capirà )

cane-di-prateria-di-sonno-25100.jpg

Inviato
2 ore fa, Coltr@ne ha scritto:

Hai fretta? Moz direbbe ma dove devi annà

Io?

La fretta ce l'ha chi deve competere con altri attori e altri sistemi, se la burocrazia ti blocca, e altre scelte legislative cervellotiche pure, le scelte e le opportunità sono rallentate e perdi terreno.

A te che piace ricordare Draghi e il suo discorso sullo stato della unione, lì la cosa viene citata espressamente:

eccessiva burocrazia e frammentazione normativa.

Ma il riferimento non era diretto alla sola economia, ma riguarda anche le trasformazioni sociali che di norma corrono pìù delle leggi che ne regolano i rapporti.

Si tirano fuori riferimenti alle polis ma erano realtà molto diverse e sppratutto piccole rispetto alle dimensioni delle società moderne.

Non esiste soluzione finale alla continua gara per rosicchiare spazio, si favoleggja di possibili equilibri che non esistono.

 

Inviato

Rimane da considerare che le proteste sono nate dal fatto che si confondono i desideri coi diritti. Si cerca l'uguaglianza nel livello e nella qualità dei consumi.

Non so cosa e come abbia convinto che i desideri siano un diritto ed debbano essere livellati verso l'alto.

Un esempio?

Una volta i sogni dei poveri, della classe media e dei ricchi erano diversi.

Oggi sono ritenute cose "dovute" veri lussi che solo la generazione precedente non avrebbe neanche sognato.

Solo che i lussi non sono dovuti, sono da pagare.

 

Inviato
3 ore fa, nullo ha scritto:

per grandi numeri l'accettazione delle regole e dei valori in maniera unanime non solo non esiste, manco può esistere.

Mi pare che qui nessuno abbia mai usato il termine 'unanimità' o aggettivi derivati.

Inviato
20 minuti fa, dariob ha scritto:

Mi pare che qui nessuno abbia mai usato il termine 'unanimità' o aggettivi derivati.

Infatti discuto il fatto che questa accettazione, anche delle sole regole, non esista e sia una utopia.

Anche i fantomatici estensori della costituzione "in un clima idilliaco", si sono menati fin dal giorno dopo.

Per me anche durante.

faber_57
Inviato
44 minuti fa, nullo ha scritto:

Non so cosa e come abbia convinto che i desideri siano un diritto ed debbano essere livellati verso l'alto.

L'uomo (ma non solo, pure gli scimpanzè o i bonobo) è tremendamente sensibile alle ingiustizie; tanto da dare di matto se ad un simile viene dato un chicco d'uva invece di un cetriolo. È con questo che abbiamo a che fare, non con le filosofiche razionalizzazioni che tanto ci piacciono. Non è una questione di desideri che si trasformano in diritti: è un problema di percezione dell'ingiustizia (vera o presunta).

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