ascoltoebasta Inviato Domenica alle 11:05 Inviato Domenica alle 11:05 Osservando il panorama dominante dei fruitori di musica,in generale, emerge quanto sia prevalente la parte che ascolta le hit odierne e chi le hit di secoli fa, esiste poi una più minuta porzione affascinata da generi minori, spesso orientati a nuove ricerche,contaminazioni e nuove formule compositive disgiunte dalle dinamiche commerciali,che inevitabilmente si discostano dal quel “porto sicuro” in cui la maggioranza dei fruitori attracca,spesso stabilmente. Questa minima porzione,a mio avviso, ha una sorta di curiosità intellettuale applicata alla musica, che arricchisce il proprio archivio di conoscenze e apre verso nuovi mondi musicali nascosti e non meno validi. Questa considerazione nasce dopo aver notato le reazioni quasi attonite di alcuni amici durante una piacevole chiacchierata con altri due cari amici,riguardo la musica,che condividono con me il non sentirsi a proprio agio nel “porto sicuro”. Quanti di voi appartengono a quali di queste categorie di fruitori? Fermo restando che non v’è alcuna virtù o colpa nell’appartenere a una o all’altra categoria.
yukatan Inviato Domenica alle 11:47 Inviato Domenica alle 11:47 Per me dipende molto dal momento dagli stati d’animo che mi attraversano, ci sono momenti che sono invogliato alla scoperta di nuove sonorità e di nuovi approcci soprattutto se sono fuori un contesto di mainstream, altre volte il rifugio è un po’ come una cioccolata calda in pieno inverno, ne hai necessità. Quindi alla tua risposta posso dirti al 50 e 50 nelle due categorie. 1
TetsuSan Inviato Domenica alle 11:56 Inviato Domenica alle 11:56 Si può essere di entrambe le categorie, anche perché, per me, la musica è un viaggio nel tempo. Certo, oggi le hit da radio non è che mi piacciano molto ( anche se Ditonellapiaga mi piace molto ), ma sentire Giorgio Moroder, De André o Vivaldi per me sono un "porto sicuro". Quando Enya arrivò sulle scene, la amai da subito, magari all'epoca era un ascolto innovativo. Idem Loreena McKennitt. Anni fa ascoltai Agnes Obel "Philarmonics" e fu amore al primo ascolto. Dove la mettiamo ? Porto sicuro o innovazione ? Sicuramente suoni mai sentiti. Heidi Lord con "English Electric" ci ha lasciato una eredità potentissima. E' musica ? E' la nipotina di "Meddle" dei Pink Floyd ? Eppure per me è un porto sicuro se voglio viaggiare con la mente.
dariob Inviato Domenica alle 12:17 Inviato Domenica alle 12:17 1 ora fa, ascoltoebasta ha scritto: le hit di secoli fa, Esagerato! Solo 50/60 anni fa, per me ieri 1
ascoltoebasta Inviato Domenica alle 13:11 Autore Inviato Domenica alle 13:11 1 ora fa, TetsuSan ha scritto: Si può essere di entrambe le categorie, Ma certamente,una non esclude necessariamente l'altra,ma è innegabile che la grande suddivisione è tra chi segue le hit recenti e chi quelle di qualche secolo fa,o entrambe,e intendo realmente qualche secolo fa. Anch'io,a seconda delle giornate o dei momenti posso ascoltare De andrè,Stravinsky,PFM etc,ma tendezialmente sono affascinato dalle scoperte,dalle contaminazioni e da ciò che è motivato dalla passione per il fare musica e non dai fini commerciali.
analogico_09 Inviato Domenica alle 14:48 Inviato Domenica alle 14:48 Io mi ritengo ascoltatore onnivoro da sempre avendo praticato a partire dalla metà degli anni '60 di ogni tempo e luogo, quale di più quale di meno, ogni genere musicale, comprese le contaminazioni che sono sempre state. Musica "colta", musica popolare, scritta e improvvista, ludica, festosa e "riflessiva". Riassumendo a braccio. Tutto avveniva naturalmente, in modo rilassato, i distinti ambiti musicale benchè in contatto/scambio tra di loro mantenevano le loro specificità caratteriali, identitarie, socio antropologico-culturali, flosofiche, pscicologiche, ambientali. In questo scenario così trasparente e tutt'altro che ingessato e con-fuso (quello che invece si ravvisa oggi) era possibile passare da un "genere" all'altro con estremo piacere e grande vantaggio di apprendimento culturale, anche nelle mescolanze nelle quali si "copulava" intensamente ma poi ciascunoa a casa sua... Senza ritrovarsi nei calderoni musicali dell'oggi che attraversa oramai da decenni una grave crisi creativistica delle arti, musicale nello specifico, è dove tutto è genere e insieme degenere... C'è tanta di quella roba che viene sformata in serie in quantità e qualità industriali e marketing con la pretesa di definire originale ciò che sia stravisto e strasentito. Basta presentarsi piaciona, appagante, emozionistica, simil rock simil jazz, simil classica, simil esotica, simil orienta, simil africana... un vuoto pneumatico riempito di aria fritta. In tutto questo rumore, stridori affastellamenti di musiche spurie e in cerca di autore, di un genere nel quale trovare fatua identità, na pletora di materiale di consumo privo della benchè minima "cadenza" eccittante che ci faccia ritrovare nel mai sentito, o sentito pochino pochino.., che non siano solo tecniche perfette e inappuntabili, virtuosimi da stampino della più inane maniera tecnicoformale senza espressione, senza un sentimento, una "storia", un immaginario un'emozione che non duri il tempo dell'ascolto di consumo. Di fronte a questo ho iniziato a perdrmi da un bel po', per ritrovarmi faccio ritorno alle "elementari"... all'umano che è "rinascimentale", al puro artigianato. 2
ascoltoebasta Inviato Lunedì alle 09:16 Autore Inviato Lunedì alle 09:16 Mah,ritengo che il limite principale di ognuno di noi,che si propone di giudicare cosa abbia o non abbia "anima",trasporto e passione,risieda proprio nei nostri personali limiti,e non v'è nulla di male.
Dufay Inviato Lunedì alle 17:23 Inviato Lunedì alle 17:23 Cose nuove e cose vecchie mai approfondite prima. Sto ora ascoltando Gabriella Ferri
analogico_09 Inviato Lunedì alle 20:08 Inviato Lunedì alle 20:08 10 ore fa, ascoltoebasta ha scritto: Mah,ritengo che il limite principale di ognuno di noi,che si propone di giudicare cosa abbia o non abbia "anima",trasporto e passione,risieda proprio nei nostri personali limiti,e non v'è nulla di male. Non si tratta di giudicare le cose secondo le spinte emozionistiche personali, bensì di sentire o non sentire la realtà estetica, la risonanza poetica, emotiva e intellettuale di una musica, dei vari mondi musicali, in base alle proprie esperienza e conoscenze che non rappresentano affatto un limite. Una congettura questa che viene data per scontata senza aver compreso che non si tratta di generalizzare sommariamente in astratto dia da una partte che dall'altra. Si tratta al contrario di portare un parere critico positivo o negativo, una via di mezzo.., adeguatamente argomentato, rispetto a quelli che sono gli specifici aspetti musicali presi in consideazione. E' sul terreno della realtà estetica che è in una oggettiva e soggettiva, oppure una sola delle due cose, sempre previo approfondimento critico dei "soggetti" trattati, che si gioca la partita.
Mike Mike Inviato Lunedì alle 20:13 Inviato Lunedì alle 20:13 Ottimo tema. Io, inutile girarci intorno, sono per le hit (e gli interpreti) di “secoli fa”.
ascoltoebasta Inviato Lunedì alle 21:10 Autore Inviato Lunedì alle 21:10 1 ora fa, analogico_09 ha scritto: Non si tratta di giudicare le cose secondo le spinte emozionistiche personali, bensì di sentire o non sentire la realtà estetica, la risonanza poetica, emotiva e intellettuale di una musica, dei vari mondi musicali, in base alle proprie esperienza e conoscenze che non rappresentano affatto un limite. Ma le proprie esperienze e conoscenze,seppur vaste,rappresentano per forza di cose un limite,come è un limite il mio o il tuo saper sentire la realtà estetica,la risonanza poetica etc, ne sapremo cogliere alcune,quelle a noi più congeniali,e non sapremo scorgerne dove comunque ce ne sono,magari di diverso genere e natura.
analogico_09 Inviato Lunedì alle 23:36 Inviato Lunedì alle 23:36 Ciò che vive in noi, che vibra ed appassiona, incuriosisce e stupisce non potrà mai rappresentare un limite bensì un viatico per l'immaginazione che trasfigura la realtà a differenza della "fantasia" che la volgarizza. Non mi pare che tu abbia capito il senso delle mie osservazioni o che sia io a spiegarmi male. Ad ogni buon conto vorrei precisare che non credo nelle emozioni automatiche e primitive, che tutti naturalmente proviamo, molto importanti per l'essere umano purchè non muoiano a se stesse e in noi senza prima traformarsi in forme del sentire e dell'agire intellettualmente e sentimentalmente più profonde ed evolute, più consapevoli e mature. Il discorso del de gustibus, de' l'è bel quel che piace, l'è brut quel che non piace, arrivati a questo punto, dopo anni di confronti qui nel forum, dovremmo darlo al gatto.
raf_04 Inviato 6 ore fa Inviato 6 ore fa E' un dubbio che mi sono posto spesso: perchè, con tutta la musica nuova che esce, continuo ad ascoltare nel 90% dei casi dischi di 40/50 anni fa? Probabilmente perchè quella musica riesce ancora ad emozionarmi, suscita in me delle sensazioni positive dovute, oltre che alla assoluta qualità dei lavori, anche ai ricordi (chi ero quando quel disco fu pubblicato? cosa facevo in quel periodo della mia vita?). Certamente mi piace anche ascoltare musica più moderna (in questo mi aiutano molto i miei figli): il problema è che, in questa musica moderna, spesso non trovo nulla di interessante oppure vedo solo scimmiottamenti dei grandi del passato (ad es. Greta Van Fleet): a questo punto preferisco ascoltare gli originali! . ps un grande aiuto, nello scoprire nuova musica, me lo dà il thread "cosa state ascoltando?" 1
eccheqqua Inviato 6 ore fa Inviato 6 ore fa Dipende dai momenti. Ultimamente i soliti noti mi stanno venendo un po' a noia; cerco, guardo, giro nella mia raccolta (tutto su supporto fisico), ma faccio fatica a trovare qualcosa che mi vada a genio. Allora mi butto su melius e raccolgo i consigli dei forumisti nei 3d, su cosa ascoltare oppure in rete. In genere capisco subito se mi piace o no. Peró ho un dubbio: una volta di compravi il vinile, lo sentivi una, due, dieci volte, avevi speso dei soldi e ne avevamo pochi. E certi dischi cominciavano a piacere dopo un po'. Ora invece é tutto veloce e a buon prezzo, se non gratis. Lo ascolti solo una volta e poi passi oltre. Ci perdiamo qualcosa?
Bentley Boy Inviato 6 ore fa Inviato 6 ore fa 22 minuti fa, eccheqqua ha scritto: Peró ho un dubbio: una volta di compravi il vinile, lo sentivi una, due, dieci volte, avevi speso dei soldi e ne avevamo pochi. E certi dischi cominciavano a piacere dopo un po'. Ora invece é tutto veloce e a buon prezzo, se non gratis. Lo ascolti solo una volta e poi passi oltre. Ci perdiamo qualcosa? Al di là dei meritati 93 minuti di applausi, è per questo che in cuor mio detesto la liquida: nessun approfondimento, poca voglia di capire il nuovo che in prima battuta non capiamo… in ultima analisi, tanta superficialità. un saluto, BB 1 1
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