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Melius Club

La musica tra le comfort zone e l’ebbrezza delle nuove scoperte.


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ascoltoebasta
Inviato
Il 27/10/2026 at 00:36, analogico_09 ha scritto:

Ciò che vive in noi, che vibra ed appassiona, incuriosisce e stupisce non potrà mai rappresentare un limite bensì un viatico per l'immaginazione che trasfigura la realtà a differenza della "fantasia" che la volgarizza.
Non mi pare che tu abbia capito il senso delle mie osservazioni o che sia io a spiegarmi male.

Non escludo di poter avere malcompreso il concetto da te espresso,il mio intendeva che seppur si abbia una grande cultura ed sperienza musicale,sarà comunque un limite,certo molto ampio,e non è detto che ciò che ognuno di noi può definire senza anima,passione o semplicemente "freddo",lo sia,spesso e molto più semplicemente siamo noi a non comprendere,per svariate ragioni.

1 ora fa, raf_04 ha scritto:

continuo ad ascoltare nel 90% dei casi dischi di 40/50 anni fa?

Probabilmente perchè quella musica riesce ancora ad emozionarmi,

Certo,e per questo ci sono spiegazioni scientifiche,ma io non mi riferivo necessariamente alla sola musica nuova,fin dai primi anni mi ha affascinato la contaminazione di vari generi e culture,mentre altri conoscenti e amici,la quasi totalità, è rimasta nel "porto sicuro",un esempio è la sorta di "rifugio" dato dalla simmetria tipica del classicismo.

1 ora fa, eccheqqua ha scritto:

Ora invece é tutto veloce e a buon prezzo, se non gratis. Lo ascolti solo una volta e poi passi oltre.

Questa è la faccia meno lucente della medaglia, e che si tende a non guardare tanto si è ammagliati dal poter cambiare ascolto immediatamente e spesso senza neanche essersi dati il tempo di voler comprendere,ma è un altro discorso.

analogico_09
Inviato

@ascoltoebasta Come sia sia, vi siano stati dei fraintendimenti reciproci o meno, un rtiassunto di quelle che sono le nostre opinioni non arroccate lo si potrà festrarre da quanto abbiamo già opinato. Evitiamo di innescare un giro di botta e risposta su tali aspetti di carattere generale mentre sarebbe interessante un confronto sugli specifici brani e piani musicali entrando nel vivo degli stessi. 

  • Melius 1
Inviato
2 ore fa, eccheqqua ha scritto:

mi butto su melius e raccolgo i consigli dei forumisti nei 3d

quoto: grazie ai consigli dei forumer ho scoperto tantissima musica molto interessante

.

2 ore fa, eccheqqua ha scritto:

una volta di compravi il vinile, lo sentivi una, due, dieci volte, avevi speso dei soldi e ne avevamo pochi

verissimo: prima i dischi dovevamo per forza studiarli, approfondirli, capirli, dopo tutti i soldi spesi per acquistarli (magari facevano schifo uguali, però almeno avevi fatto di tutto per farteli piacere :classic_biggrin:).

Ora, con la liquida "usa e getta", spesso rischiamo di cestinare un album che, invece, meriterebbe diversi ascolti per essere apprezzato.

. 

 

1 ora fa, ascoltoebasta ha scritto:

io non mi riferivo necessariamente alla sola musica nuova,fin dai primi anni mi ha affascinato la contaminazione di vari generi e culture

 

se ti riferisci a questo aspetto ti confermo che, in effetti, ultimamente sto avendo gradite sorprese su alcuni generi che, finora, avevo quasi del tutto ignorato (world music in primis)

eccheqqua
Inviato
14 minuti fa, raf_04 ha scritto:

prima i dischi dovevamo per forza studiarli, approfondirli, capirli,

mi viene in mente un episodio, vado un poco ot, ma l'opener mi perdonerá.

Anno 1978 , esce "and then there were three" dei Genesis. Siccome non c'eran dindi, ci si metteva d'accordo su chi aveva la pecunia, uno della compagnia comprava il disco e poi ce lo passavamo. be', quel disco ha girato cosí a lungo tra di noi che una nostra amica, quando vide la busta di nylon e quello che c'era dentro (se vi ricordate c'erano i sacchetti di nylon piatti per gli lp, quelli dei negozi) disse "eh, che palle, ancora con questo disco, ma per quanto tempo ve lo passate..." Pur non essendo un capolavoro.

Se lo racconto adesso a mio figlio fa due occhi così.:classic_biggrin:

  • Haha 1
Inviato

agli onnivori io consiglio sempre di ascoltare SeiGradi  su Radio3, è una vera fonte alla quale abbeverarsi...presente su RaiPlay

Inviato
4 ore fa, Bentley Boy ha scritto:

in cuor mio detesto la liquida: nessun approfondimento, poca voglia di capire il nuovo che in prima battuta non capiamo… in ultima analisi, tanta superficialità

 

 

 

È tutta una questione di approccio. Lo streaming mi ha permesso di approfondire la musica che preferisco attraverso ascolti ripetuti, sistematici, esaustivi. Potrei saltare da una traccia all’altra, eppure mi fermo: ascolto, riascolto, studio. Ai tempi del vinile o del CD tutto questo sarebbe stato molto più difficile: innanzitutto per i costi, poi perché avrei avuto bisogno di spazio, tanto spazio. Sono un musicofilo, non un collezionista. Quindi, ancora una volta, non è lo strumento, ma il modo in cui lo si usa. Che tu, come molti altri, preferisca il disco fisico perché ti «costringe» a un ascolto più concentrato, ci sta. Ma è un problema vostro, non dello streaming. Scusa, ma questa storia secondo cui chi ascolta in streaming sarebbe superficiale mi sembra un pregiudizio culturale.

 

 

  • Melius 1
Inviato
6 ore fa, raf_04 ha scritto:

E' un dubbio che mi sono posto spesso: perchè, con tutta la musica nuova che esce, continuo ad ascoltare nel 90% dei casi dischi di 40/50 anni fa?

Perchè è più bella. Mi scuso per il linguaggio terra terra:classic_biggrin:

 

6 ore fa, eccheqqua ha scritto:

Ora invece é tutto veloce e a buon prezzo, se non gratis.

Appunto, veloce passa e via; la bulimia imho forse esiste anche nella nostra passione.

Le cose non derivative o imitate, e con un valore, non sono molte.

Anch'io come hai detto preferisco ascoltare gli originali.

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