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La migliore versione della Sinfonia 40 di Mozart secondo Wigmore critico della rivista Gramophone... e secondo voi!


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@maverick Fantastica!! Ora vedo se trovo quella di James Last (ricorderete che la sua romanza si Beethoven per violino è la mia preferita) o di Fausto Papetti (vi evoca qualcosa questo nome?). D’altra parte la quinta di Beethoven che preferisco è... che dite? Quella di Karajan o di Kleiber? Quella di Chailly o di Abbado? Macchè!!

Questa è!

 

😉😉😉😆😆😆😂😂😂😂😝😝😝😝🤪🤪🤪🤪🥳🥳🥳🥳🥳🥳🥳🥳🥳🥳

Tornando un attimino seri, ho lasciato da “parte” le versioni cosiddette storiche, perché sono registrazioni datate, in Mono, che spesso non consentono di godere appieno delle interpretazioni da parte di giganti del podio. Storiche per la data della registrazione, ma non vecchie e superate! Badate bene! Storiche... come i bronzi di Riace..... o come la Divina Commedia di Dante... capolavori del passato che hanno una “presa” emotiva e culturale sul presente ancora di notevole importanza...

1) Toscanini e la NBC Orchestra

Perche? 

Toscanini, l’ho già ricordato sopra, è il direttore che per primo, in qualche modo, si è posto il problema della “filologia”. Il rispetto dello spartito, la rapidità dei tempi, il vibrato degli archi tenuto al minimo, i legni e gli ottoni in maggior evidenza....

Insomma, le sue interpretazioni dei grandi classici hanno poco da invidiare a quelle dei grandi nomi moderni della filologia... solo con un anticipo di cento anni!

Eppure.. eppure nella 40 di Mozart i tempi, specie del primo movimento, sono più rilassati che rapinosi, e questo rende la sua interpretazione modernissima ma senza strafare.. toglie vie le incrostazioni romantiche di molte interpretazioni ma senza perdere l’affettuosità ...

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2) Fürtwangler e i Wiener

Perchè?

Forse mai come nella sinfonia 40 di Mozart i ruoli di Furtwangler e di Toscanini sono invertiti! Cioè il buon Wilhelm tiene tempi più rapidi!

Come sempre spicca però la ricerca del “gran suono”, della bellezza delle sonorità, e in questo è aiutato non poco dai viennesi..... e dalla registrazione EMI che in formato HiRes suona quasi moderna, anche se in Mono...

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3) Erich Kleiber, il padre geniale come il figlio Carlos e la sua Orchestra di Londra.

Perche?

Poteva il direttore delle più belle Nozze di Figaro non essere altrettanto grande nelle Sinfonie? È la sua visione di insieme della sinfonia, ma con attenzione estrema per i più piccoli dettagli, che mi fanno sentire la sua interpretazione come la più simile all’ultima di Abbado... con molte differenze certo... eppure...

P.S. Non guardate brutalmente la “durata” in minuti sui dischi, perché la durata dipende anche dal fatto che si eseguano o meno tutti i ritornelli e i da capo...

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4) Klemperer e la Philharmonia

Perché?

Klemperer dá una lettura “oggettiva”, tanto che rischia di suonare come un pizzico freddina.... ma quanto è bella nella sua oggettività!

E...no, in questo caso non è una registrazione storica in senso stretto, cioè monofonica. Anzi il suono è discretamente bello ...anche se si aspetta il trasferimento HiRes per goderne appieno...

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E però... e però l’ho citata in queste storiche per due motivi.

Il primo è che contende il decimo posto delle non storiche a Böhm, ma avevo deciso in partenza di non usare “ex aequo” e quindi per un pelo è rimasta fuori classifica.

E perché Klemperer è così grande (anche di statura!) che compare nella famosa foto, proprio insieme a Toscanini, Furtwangler, Kleiber e Walter...

Potevo lasciarlo fuori? No, vero? 😉

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Ooops! Non ho citato nessun direttore inglese! Damn! E neanche nella foto qui sopra ne compare uno... oooops...! Ma non fatelo sapere alla rivista Gramophone, per favore...magari si arrabbiano...  😉😃😆

 

 

 

@SimoTocca Bella la tua disamina. Non conoscevo Manacorda e Herzog, che mi riprometto di ascoltare. Del resto di registrazioni delle sinfonie di Mozart ne esistono a centinaia, impossibile conoscerle tutte.

Delle storiche che hai citato alcune le ho riascoltate proprio nei giorni scorsi. Della serie il mondo è bello perché è vario... quella di Toscanini proprio non l'ho digerita. La trovo nevrotica. La riduce ad una overture di un opera comica. Mentre l'ascoltavo l'unica immagine che mi si formava nella mente era quella di Totò nei panni del direttore Scannagatti. In una parola, maltrattata.

Concludo le mie segnalazioni personali con due menzioni speciali “di merito”.

Prima di proseguire vi faccio notare che ho stilato le mie preferenze in maniera netta, in ordine discendente da 1 a 10, facendo le mie scelte e le mie esclusioni.

Cioè sono stato molto chiaro nel dire chi preferisco e perché. Mentre invece si arriva in fondo a quel lungo articolo di Wigmore senza aver veramente capito quelli siano, in maniera netta, le preferenze del critico.

Ad integrazione della lista delle mie prime dieci, ho poi aggiunto le mie preferite fra le versioni storiche e, adesso, faccio un paio di segnalazioni. Ma la lista...ecco.. rimane quella delle Top dieci, in maniera chiara e non equivoca.

 

La prima delle mie due segnalazioni riguarda Georg Solti.

Il grande direttore di origini ungheresi ha diretto e registrato più volte le opere di Mozart, e spesso con risultati lusinghieri. Ma  ha frequentato poco, su disco, le Sinfonie ... tanto che con la “sua ultima” e definitiva orchestra, la Chicago, ne ha registrate solo un paio. Ma, a metà anni ‘80, con la giovane orchestra fondata da Abbado, la Chamber Orchestra of Europe, Solti registrò la 40 insieme alla 41.

È una registrazione che ho molto amato, anche se ila critica internazionale non mi pare  che l’abbia apprezzata. Somiglia, per molti versi, alla lettura di Muti con i Wiener, ma appena più “sbarazzina”. Come quella di Muti, questo album potrebbe essere etichettato come “lavoro di routine”, fatto per arrotondare le entrate in cassa...

Eppure... ecco... a me non pare sia così! A me pare che il vecchio Solti prenda per mano la giovane (ma straordinaria) orchestra e la conduca in un viaggio “magistrale” nella musica di Mozart.

Il CD che ho a casa ha questa immagine di copertina...

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Ma la copertina ufficiale è invece questa più sotto...

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Apparentemente in streaming non si trova ma.... se cliccate su questa copertina sotto... ecco, è proprio lei!

Una versione classica, elegante, che parla al cuore... o almeno, al mio cuore ...

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L’altra segnalazione di merito riguarda un altro grande direttore, che ho molto amato... Seji Ozawa, il “folletto”.... che seppure piegato dalla sua malattia, sembra ancora indomabile...

Qui a capo della sua orchestra giapponese, la Mito Orchestra....splendida la ripresa del suono da parte degli ingegneri Sony....

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giorgiovinyl

L'articolo comparazione di Gramophone si può leggere online nel sito della rivista. Se conoscete l'inglese potrete giudicare voi direttamente.

https://www.gramophone.co.uk/features/article/mozart-s-symphony-no-40-a-deep-dive-into-the-best-recordings

@giorgiovinyl Beh... veramente per chi legge il Thread dall’inizio, il link con l’articolo in questione l’ho messo proprio nel mio primo post.... forse ti era sfuggito.

L’ho messo all’inIzio proprio perché ciascuno possa leggere e giudicare....

Vabbè, poco male... repetita iuvant! 😉

 

giorgiovinyl
19 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

Beh... veramente per chi legge il Thread dall’inizio, il link con l’articolo in questione l’ho messo proprio nel mio primo post.... forse ti era sfuggito.

L’ho messo all’inIzio proprio perché ciascuno possa leggere e giudicare....

Vabbè, poco male... repetita iuvant!

Mi era sfuggito... mi ero letto l'articolo ma in PDF...

Grancolauro

@SimoTocca Grazie per la classifica "argomentata" e per le segnalazioni di merito! Tra le versioni che hai citato non avevo mai ascoltato quella di Muti e quella di Manacorda. Le ho un po' ascoltate stasera per curiosità, e la prima cosa che mi è venuta in mente è che dovremmo citare più spesso le orchestre anziché i direttori. Il direttore è importante, per carità, ma è l'orchestra a suonare e a fare la differenza. E le orchestre, inutile dirlo, hanno la loro anima costruita da generazioni di artisti, a prescindere dal direttore. Così - sempre per chiacchierare ovviamente - mi è sembrato che Manacorda abbia indee interessanti e qualche spunto originale, ma che l'orchestra che dirige sia mediocre, con Mozart almeno. Soprattutto gli archi sono spesso sfilacciati, e manca amalgama con le altre sezioni orchestrali. Basta confrontare l'Allegro assai della sinfonia 40 suonato dai Wiener di Muti per cogliere la differenza. I Wiener sono una macchina da guerra a confronto: nessuna sbavatura, rigore ritmico fenomenale, tessitura del suono sempre ricca e variegata. Poi Muti ha una visione molto operistica della sinfonia, che può piacere oppure no. Nell'Andante mi sembra indugi davvero troppo, quasi a voler dare un tocco melanconico e sentimentale a Mozart, che in Mozart proprio non vedo, francamente. Per converso, Manacorda a volte esagera coi tempi. Capisco e condivido che la lezione filologica sullo stacco dei tempi è importante e vada seguita. Senza esagerare però. Il Minuetto/Trio resta una danza, un pezzo che idealmente dei ballerini dovrebbero poter ballare col garbo dovuto a corte. Manacorda spige invece sull'accelleratore anche lì, quasi a voler enfatizzare ciò che di enfasi non ha proprio bisogno.

Tutto questo solo per condividere qualche impressione personale a "orecchio caldo" 🙂

giorgiovinyl
28 minuti fa, Grancolauro ha scritto:

Per converso, Manacorda a volte esagera coi tempi. Capisco e condivido che la lezione filologica sullo stacco dei tempi è importante e vada seguita. Senza esagerare però. Il Minuetto/Trio resta una danza, un pezzo che idealmente dei ballerini dovrebbero poter ballare col garbo dovuto a corte. Manacorda spige invece sull'accelleratore anche lì, quasi a voler enfatizzare ciò che di enfasi non ha proprio bisogno.

Manacorda a me è piaciuto, se ti sembra che spinga troppo ascolta Minasi che è spesso abrasivo, altro che "pernacchie" filologiche.

Naturalmente anche le mie sono impressioni personali ad orecchio caldo senza peraltro avere i tuoi studi musicali 😀

@Grancolauro Come non essere d’accordo con te? Per il risultato finale l’orchestra conta almeno come il direttore.... 

Di certo è che i Wiener hanno Mozart “nel sangue”, così come Beethoven o Schubert del resto, per non parlare di Mahler o di Bruckner....

A me, tuttavia, l’orchestra di Brema piace molto, con un suono affatto diverso certo... 

 

@giorgiovinyl

Sono lieto che ti piaccia Manacorda ... a me la sua interpretazione ha aperto una porta nuova nell’Universo mozartiano.

Minasi è interessante ma forse “eccessivo”... anche se in fondo, il più “invasato”, proprio nel senso di posseduto da un Daimon, è Harnoncourt! E non dico solo per i tempi...

 

Grancolauro
17 minuti fa, giorgiovinyl ha scritto:

Minasi che è spesso abrasivo

Beh, in effetti Minasi ci va giù di brutto a volte… però l’orchestra lo segue bene, suona coerente con le sue idee, lo asseconda in alcune scelte estremistiche. Tra Minasi e Manacorda preferisco alla fine Minasi, per dire. Ma la mia opinione non vale certo più della tua, poco ma sicuro. Di Minasi mi piace l’aspettò drammatico dell’interpretazione, che in Manacorda invece è assente

Beh, l’Ensemble Resonanz ha una qualità artistica straordinaria e affatto peculiare. 

Purtuttavia a me piace molto anche il suono dell’orchestra di Brema...meno serioso, ma più ruspante e spontaneo... peraltro mi pare che proprio gli archi siano molto omogenei...

E di Solti che mi dite? Conoscete l’album che ho segnalato? Io preferisco Solti addirittura a Szell e a Reiner nella 40 (e 41)....

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