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La migliore versione della Sinfonia 40 di Mozart secondo Wigmore critico della rivista Gramophone... e secondo voi!


SimoTocca
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@analogico_09 nel momento in cui non si può fare ironia o più semplicemente scherzare in modo leggero e direi educato su un qualsiasi argomento in quel preciso momento qualcosa viene meno e il mondo appare un posto più complicato e meno rassicurante. L’amico Richard è assolutamente un modo bonario di esprimersi sul quale son sicuro anche lui farebbe un sorriso. D’altronde quando rendi noto un tuo pensiero, pubblicamente, sai bene che ti presti a delle eventuali critiche; fa parte del gioco così come stiamo facendo noi due. In ogni caso, come ho detto, ho letto alcuni articoli di Wigmore, mi è passato fra le mani pure il suo libro su Schubert che ho iniziato a leggere per poi metterlo da parte perché non mi ha preso - probabilmente colpa mia - e non sentivo stesse dandomi qualcosa di interessante.

Durante uno dei famosi tour culturali di Martin Randall

Wigmore fece una interessante lettura pre concerto che a detta un amico presente gli apri’ un mondo nuovo.

Dopo quel racconto mi sono andato a vedere anche altre sue letture su YouTube che consiglio a chi non le conoscesse, alcune interessanti, alcune meno: ne emerge comunque una preparazione a tutta prova che non discuto, ma che non mi intimorisce.

Ma tutto questo sapere è sempre sinonimo di imparzialità?

Bisogna sempre essere d’accordo?

In ultimo se ho offeso la tua sensibilità chiedo scusa però credimi rivaluta l’importanza della “leggerezza” intesa come la intendeva Calvino nelle sue “Lezioni americane”, credo che il periodo che viviamo ne ha un disperato bisogno. Buon we.

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analogico_09
2 ore fa, Aletto ha scritto:

nel momento in cui non si può fare ironia o più semplicemente scherzare in modo leggero e direi educato su un qualsiasi argomento in quel preciso momento qualcosa viene meno e il mondo appare un posto più complicato e meno rassicurante. L’amico Richard è assolutamente un modo bonario di esprimersi sul quale son sicuro anche lui farebbe un sorriso.

 

Certo che si può scherzare bonariamente su tutto, inoltre non sta certamente a me stabilire se si possa fare o meno, ci mancherebbe; la mia perplessità non era per il modo di dire "l'amico Richard", o "amico del giaguaro".., o perchè si possa non condividere, o condividere parzialmente, la realtà musicologica o cantantistica di Wigmore (in uno degli ultimi post ho scritto, riporto alla lettera:  Sta bene benissimo essere in disaccordo con le sue opinioni, lo sono anch'io su alcune scelte). E' nell'insieme del tuo intervento che mi era sembrato notare una presentazione del musicista, nusicologo, ecc.., un po' riduttiva e con un tono di "sufficienza" specialmente quando scrivi:

 

12 ore fa, Aletto ha scritto:

devo dire che la grandezza della sua fama di critico sta forse tutta nella risposta dell’algoritmo di Google che a fronte di questo nome fa uscire di tutto di più, fra cui un famoso vegano ... etc...

 

Mi era sembrato poco "benevolmente" scherzoso nei confronti del  "nostro" che vanta una formazione "professionale", piaccia o meno la sua qualità musicale, la cui notorietà, l'apprezzamento o la detrazione, non credo gli discendano da Google: apprezzo il fatto che tu ora ne stia parlando in modo più argomentato e chiarificatore.
Inoltre mi era sembrato che da più parti si stesse tirando l'uomo impropriamente per la giacchetta (altro modo di dire), spiegazzandogliela un po' troppo (i prezzi delle tintorie sono saliti anch'essi alle stelle) il "nostro caro amico Arold"... 😄
Ti assicuro che non intendevo fare l'avvocato d'ufficio di Richard Wigmore, il quale non ha bisogno del mio patrocinio, che conobbi un dì, frequentandolo come musicista e conoscente, non già come amico stretto, e di cui avevo perso le tracce per oltre 30 anni, scoprendo ora, grazie a questa discussione, felice di apprenderlo, che non sia diventato un cantante in pensione.

 

 

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giorgiovinyl
Il 17/3/2022 at 23:10, SimoTocca ha scritto:

Oè, poi intendiamoci: la musica di Mozart rimane bella in sè, qui si parla semplicemente di interpretazioni che si preferiscono. E posso assicurarti che no, Beecham, non è fra i miei preferiti...

Ma posso dire, in generale, che ritengo i direttori inglesi di quegli anni, lui, Boult e Barbirolli, e Sargent, per non parlare di Marriner degli anni ‘70, in generale molto sopravvalutati.... e che assai raramente incontrano un mio gradimento.

Simone scusami, ma con te a volte si rimane intrappolati in discussioni che non portano niente.

Sul fatto non ti piacciano Beecham e gli altri direttori inglesi  non ho nulla da dir

essendo tuoi gusti  personali.

Il fatto che Beecham sia solo apprezzato in Inghilterra non è vero e te lo ho già dimostrato.

Anzi ti diro di più ho letto per la prima volta di Beecham dal compianto Michele Salvini su Musica che indicava la sua Sherazade di Rimsky Korsakov come un riferimento assoluto.

Il 17/3/2022 at 23:10, SimoTocca ha scritto:

Prova a fare una cosa, visto che con lo streaming lo si può fare facilmente: ascoltati la 40 di Mozart di Beecham (io l’ho fatto, e non una sola volta) e ascoltati la 40 registrata da Abbado con la Mozart, pochi mesi prima di morire... e poi, con calma mi dirai le tue idee...

La 40 di Abbado non ho bisogno certo dello streaming per ascoltarla, ce l'ho in cd da quando uscì, ai tempi compravo quasi tutte le novità di Abbado. E questo ti dimostra quanto lo stimi.

Ma se dovessi consigliare ad un amico una bella incisione recente delle sinfonie di Mozart che tiene conto della interpretazione su strumenti originali, sarebbe Mackerras su Linn e non Abbado

Il 17/3/2022 at 23:10, SimoTocca ha scritto:

perché qui appunto chiedevo dei propri gusti, e non l’opinione dei critici, eppure mi pareva di essere stato abbastanza chiaro fin dal titolo...

E infatti te li ho indicati. Tu hai scritto pure che li condividevi

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giorgiovinyl

Che poi le ultime sinfonie di Mozart sono diverse tra loro. Tra 40 e 41 oserei un parallelo come quello che una volta si faceva tra sinfonie pari e dispari di Beethoven.

Per esempio Bernstein con i Wiener DG lo preferisco nella 41 che nella 40. Anche Mackerras mi sembra più portato per la 41.

A Bruno Walter riescono tutte invece ed è per questo che secondo me a distanza di più di 60 anni continua ad essere la referenza assoluta. E' invecchiato bene come i grandi vini cosa che non è riuscita ad altri vedi Bohm che ha invece inciso una Pastorale stupenda per non parlare di Bruckner e altro...

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mozarteum

Fricsay, Walter, Bohm.

Il Mozart di Abbado che ho ascoltato quasi tutto a Ferrara, Bologna e Baden Baden ha tratti di ruvidita’ a mio avviso eccessivi soprattutto nelle opere italiane.

Comunque avercene.

Metterei anche il dimenticato Peter Maag.

A me piace Mozart senza strattonamenti che lo beethovenianizzano impoverendone la cifra unica nella storia della musica

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analogico_09
1 ora fa, mozarteum ha scritto:

Metterei anche il dimenticato Peter Maag. .... A me piace Mozart senza strattonamenti che lo beethovenianizzano impoverendone la cifra unica nella storia della musica

 

 

Ingiustamente dimenticato. Nel 1984 ascoltai una bellissima rappresentazione del Don Giovanni all'Opera di Roma da lui diretta  con la controversa, "coraggiosa",  per me geniale regia gotico/"dark", "cimiteriale", "freudiana" di Jerome Savary che fece molto parlare di se (una tomba era il "casinetto" che il dongiovanni indicava a Zerlina...)
Andai a ben due rappresentazioni, una con la mia prima moglie, in platea, l'altra in "piccionaia", con gli amici appasionati di musica: le enfants du paradis...

Non ho ascoltato la sua 40, il direttore "dionisiaco".., grande estimatore del nettare del nume.., per meglio dire. 😄 mi piace molto anche in altre opere mozartiane.

 

Circa gli strattonamenti, potrebbero piacerti Berenboin e Kemperer (che trovo però un po' troppo "controllato" ?  quest'ultimo...)

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Alpine71

Signori sto ascoltando Pinnock: mi piace assai. Mi sembra molto equilibrato, nella dinamica e nell’agogica. Davvero assai godibile, anche la registrazione mi sembra di ottima qualità. La consiglio 

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SimoTocca
4 ore fa, UpTo11 ha scritto:

Maag l'avevo citato all'inizio del thread. Invece mi sembra che nessuno abbia citato Vegh

Maag ho avuto il privilegio di ascoltarlo spesso, in particolare alcuni (molti) anni fa era di casa a Firenze, fra ORT e Maggio...

Un grande direttore di cui cercavo (spesso inutilmente) le registrazioni di quello che dirigeva... ha registrato relativamente poco, ma concordo sul fatto che sia stato un grande direttore.

Vegh l’ho conosciuto personalmente quando è stato in giuria per un famoso concorso di musica da camera: persona straordinaria, musicista eccezionale, sopratutto nella musica da camera .... 

Vegh alla testa dell’orchestra del Mozarteum , nei concerti di Mozart  per pianoforte e orchestra, con András Schiff che suona un grancoda Bosendorfer, sono  a mio avviso straordinari...

 

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SimoTocca
7 ore fa, giorgiovinyl ha scritto:

E infatti te li ho indicati. Tu hai scritto pure che li condividevi

E infatti non era rivolto a te! Li avevi detti i nomi e appunto in gran parte li condivido.

A volte io apro un post rivolgendomi a qualcuno per le prime righe, che sono in risposta. Poi continuo dicendo cose in generale ... a volte, come n questo caso, senza bisogno di precisare perché le cose erano già chiare in questo senso. È davvero un mio “vezzo”, che però forse crea un po’ di confusione... mi spiace del disguido.

Purtuttavia non mi pare che io ti “intrappoli” in discussioni che non portano a niente: io ho semplicemente detto che nel 2022 Beecham non può essere considerato nella ristretta cerchia dei grandissimi direttori del passato. L’ho detto e qui lo ribadisco.

Non è solo un fatto “mio personale”, e lo è, ma proprio una constatazione pacifica e addirittura scontata... magari non per gli inglesi... 😉

Ma dico, e non è per fare polemica: tu, hai mai nominato, tu in persona, prima di adesso, su questo Forum Thomas Beecham come direttore di riferimento in un grande classico? Sì?? Se sì, mi è sfuggito... 

5 ore fa, mozarteum ha scritto:

Fricsay, Walter, Bohm.

Ineccepibile... è sacrosanta... ma ...un po’ troppo scontata, se è la tua tripletta di testa.... 

Nel senso che in fondo sono passati anche 60 anni e più da quelle registrazioni e nel frattempo “qualcosina” si è mosso, in senso filologico, anche nel modo di interpretare Mozart... accanto a quei fantastici tre nomi da te mi aspetto anche un completamento con “roba più fresca”... 😉

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Jackhomo
19 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Le prime tre sono già venute fuori: Abbado con l’Orchestra Mozart, Fricsay con i Wiener Symphoniker e Bernstein con i Wiener Philharmoniker.

Le ho ascoltate tutte ma quella di Szell resta a mio avviso insuperabile.

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giorgiovinyl
Il 18/3/2022 at 10:46, SimoTocca ha scritto:

Hehe...fantastico! Pensa che la recente registrazione di Riccardo Miniasi, con l’Ensemble Resonanz è una di quelle messe sul podio con il voto più alto da Wigmore nell’articolo di Gramophone...

Simone Miniasi viene praticamente stroncato da Wigmore 

Le quattro versioni consigliate sono Furtwangler come incisione storica, Britten, Harnoncourt (l'ultima con il Concentus) preferito di poco a Jacobs e comunque entrambi preferiti agli inglesi Gardiner, Pinnock,e altri e Mackerras che non è inglese ma australiano.

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giorgiovinyl

Diapason nel numero di giugno ha invece ha esaminato come l'ouvre du mois la Jupiter.

Il quartetto vincente è Blomstedt Staatskapelle Dresden, Munuhin Sinfonia Varsovia, Klemperer Philharmonia e Muti Wiener. Rivalutiamo Wigmore?😜 

Molto dipende dal singolo critico, ricordo giudizi molto diversi nella rivista francese.

Ora che ci penso Muti l'ho visti dirigere proprio i Wiener nella 41 anni fa al Teatro Massimo anni fa, @mozarteum c'era.

Per me un concerto di routine, alta ma sempre routine.

Anche Maag l'ho visto dirigere Mozart come Vegh, per quello che ho sentito io meglio il primo.

Recentemente molto bello un concerto di quel pazzo di Koopman con l'OSS con 40 e 41, ci ho portato mio figlio di allora 8 anni, è piaciuto anche a lui.

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mozarteum

A proposito venerdi’ prossimo sono al Massimo. 
Mi e’ piaciuto dal vivo molto il Mozart di Langree’. Pur frequentando da una trentina d’anni la Mozartwoche di Salisburgo non ricordo esecuzioni delle sinfonie di Mozart che possano stare al passo con Fricsay Walter Szell e Bohm.. ecco forse Vegh finche’ c’e’ stato. Barenboim si fa onore ma e’ come la cesar salad un po’ uguale dappertutto

 

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giorgiovinyl
10 minuti fa, mozarteum ha scritto:

A proposito venerdi’ prossimo sono al Massimo. 

Roberto Devereux?

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SimoTocca
18 minuti fa, giorgiovinyl ha scritto:

Il quartetto vincente è Blomstedt Staatskapelle Dresden, Munuhin Sinfonia Varsovia, Klemperer Philharmonia e Muti Wiener. Rivalutiamo Wigmore?😜

Beh, intanto nel quartetto di testa non c’è neppure un francese... quindi diciamo che dal punto di vista della neutralità già siamo un pezzo avanti, non credi?

Poi... poi ..ehm... a parte Menuhin... ecco... le altre potrebbero essere anche il mio terzetto di riferimento. Perché no? 

Non so perché sia così, ma l’ultimo Abbado, in Mozart, secondo me “è così avanti” che per essere capito... dovrà aspettare ancora una decina di anni...! E di questo sono certo (un po’ perché anch’io... sono avanti... hehehe!😉).

E non so perché. d’altra parte, Muti con i Wiener, che pure è meno “retrò” che Beecham... non viene apprezzato perché  “troppo indietro”.... 😆

Invece io apprezzo moltissimo il Mozart di Muti, proprio perché agli antipodi di quello di Abbado, così come il Mozart di Fricsay lo amo perché proprio all’opposto di quello di Toscanini (che notoriamente stimo essere stato il “numero uno”...).

... ma poi... quante volte lo devo ripetere? Il mio contestare la classifica di Gramophone era un punto di partenza per discutere con voi delle vostre preferenze e prime scelte. Che poi è anche una “scusa” per andarsi ad ascoltare versioni non conosciute....

P.S. su Mackerras non siamo in disaccordo, perché anche a me piace, ma non lo metto nelle mie prime scelte ... anche se la qualità di registrazione Linn è notevole e contribuisce non poco a mettere in rilievo la sua interpretazione. E ...sì, Mackerras nasce a New York, da genitori australiani ma passa oltre 60 anni della sua vita in UK... tanto che la Regina lo ha nominato Sir... baronetto (e non è che, pur avendo diretto le due orchestre UK più prestigiose, la London Symphony e la Philharmonia, la Regina ha fatto Sir Abbado o Muti... dico bene?

Detta anche questa battuta, ripeto che non mi sono permesso di offendere nessuno, men che meno Wigmore, ho solo detto che per i miei gusti e la mia formazione culturale, in quella classifica compaiono troppi nomi inglesi, o legati ad orchestre inglesi... rispetto a quanto comunemente si legge nella critica internazionale. E mi si darà atto che Klemperer, così come Walter, siano nomi “immensi” rispetto a quelli “inglesi”, anche in Mozart... altro che Sherazade... qui si parla di Beethoven, di Mahler, di Mozart, di Brahms eseguiti in maniera così superlativa da rimanere ancora oggi riferimenti... e questo vale anche per Szell e per Reiner...

  • Melius 1
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Grancolauro

@mozarteum

Uno degli aspetti che a me personalmente affascinano di più di Mozart è la sua capacità di raggiungere il massimo effetto espressivo col minimo dei mezzi. La sua è cioè una musica "essenziale" nel senso proprio del termine. E tradurre l' "essenzialità" della sua scrittura (in termini di fraseggio, armonizzazione, orchestrazione e molto altro ancora) è un'impresa tanto difficile quanto affascinante per qualsiasi musicista. Le interpretazioni classiche di Walter, Bohm come anche quella di Fricsay della K 550 sono splendide, nulla da dire. Ma per quella che è la mia sensibilità, mancano della leggerenza ed essenzialità che serve a rendere Mozart unico, inimitabile. Non è solo una questione di tempi un po' dilatati, ma proprio di modo di pensare la musica che si suona. L'orchestrazione che Walter, Bohm e Fricsay usano è infatti quella di impostazione beethoveniana classica, specie nella sezione degli archi. E le loro orchestre erano orchestre beethoveniane per antonomasia. Szell è stato il primo, secondo me, a fare un passo oltre questa impostazione, alleggerendo moltissimo il suono degli archi e lavorando di più sul fraseggio, sul dialogo tra gli strumenti, sui silenzi tra una frase e l'altra. La musica di Mozart così guadagna trasparenza, respiro, e al contempo dinamicità.

Riguardo invece all'aultimo Abbado a cui fa riferimento @SimoTocca, può darsi che sia ancora troppo avanti per noi. Non ne ho idea. Qui e ora mi vien da dire che il suo modo di interpretare Mozart è un po' troppo figlio di Haydn: manca un po' di fluidità e tende ad accentuare i contrasti anziché il sottile equilibrio che tiene insieme le opere di Mozart. A volte, inoltre, mi sembra che l'Orchestra Mozart manchi di quell'amalgama e coesione che altre grandi orchestre hanno avuto.

  • Melius 2
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Jackhomo
5 minuti fa, Grancolauro ha scritto:

Uno degli aspetti che a me personalmente affascinano di più di Mozart è la sua capacità di raggiungere il massimo effetto espressivo col minimo dei mezzi. La sua è cioè una musica "essenziale" nel senso proprio del termine.

Ed è un peccato non ci siano registrazioni dell' epoca

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