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La corazzata Mofi/Music Direct si è autoaffondata?


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@OTREBLA Hai ragione,dato che ero un discreto cliente prima che CR chiudesse sono riuscito a comprare delle lacche e dei vinili test pressing di titoli mai pubblicati ,che ascolto,con le lacche invece sono cazzone,non riesco ad aprirle.

Comunque ho scritto a Music Direct chiedendogli per quale motivo qualche titolo dal nastro analogico va direttamente al tornio ( i 3 di Ry Cooder,2 dei Grateful Dead,Superfly...) e per tanti altri invece hanno un passaggio in DSD.

Vediamo se mi rispondono.

Purtroppo ho la sensazione (certezza?) che oggi molte affermazioni siano perlomeno fantasiose, in tutti i campi dell’industria, ad ogni livello. Mele bio? Permettemi di dubitare… Auto a benzina o a gasolio ecogreen? Idem. Auto elettriche? Si è solo “spostato” il problema, ma inquinano anch’esse. Figuratevi che dubbi possa avere su certe affermazioni “tranchant”: noi usiamo solo processi analogici. Oggi, nel 2022, quando una produzione digitale costerebbe un decimo, o anche meno, di una analogica? E chi ci crede? They want us. 🫵😂

giorgiovinyl
1 ora fa, marsattacks ha scritto:

Comunque ho scritto a Music Direct chiedendogli per quale motivo qualche titolo dal nastro analogico va direttamente al tornio ( i 3 di Ry Cooder,

Dove hai preso questa notizia? Sono contento... li ho tutti e tre...

Mi hanno appena risposto in merito ai dischi di Madeleine Peyroux dicendo che non sanno quale sia stato il metodo di trasferimento (!). Di attendere qualche giorno che pubblicheranno nuovi aggiornamenti sul sito (dove però non sono pubblicati i dischi della Peyroux, poiché risalgono a molti anni fa).

Va be' dai, non fa nulla.

Alberto.

49 minuti fa, OTREBLA ha scritto:

Mi hanno appena risposto in merito ai dischi di Madeleine Peyroux dicendo che non sanno quale sia stato il metodo di trasferimento (!).

A tale proposito si terrà a breve un seduta spiritica con i tre dell'Ave Maria! 😊

giorgiovinyl
1 ora fa, _Diablo_ ha scritto:

2) Chi dice che Digitale va bene. Se usato con intelligenza e porta buoni risultati, anche applicati al supporto analogico del vinile. Probabilmente sperano in un riallineamento dei prezzi e non si faranno problemi a ricomprarli. Posizione tollerante (intesa come di larghe vedute).

Mi riconosco in questa con qualche sfumatura, aggiungerei anche il digitale va bene. Chiedo solo di essere informato se c'è un passaggio in digitale o no nei vinile che compro.

Per fare un esempio potrei comprare i MoFi 33 e 45 al prezzo a cui finora li ho comprati.

Discorso diverso per gli One Step a 150 - 180 euro, li potrei optare per il sacd ad un quarto del prezzo.

1 ora fa, _Diablo_ ha scritto:

3) Chi dice che Digitale è il top sempre e comunque. Strumentalizza questa vicenda per dimostrare che gli audiofili sono ancorati a vecchi pregiudizi e formati ormai anacronistici. Non comprano o usano vinili. Posizione futurista.

Non so se questa posizione è futurista o meno ma mi sembra integralista tanto quanto la prima

giorgiovinyl
2 ore fa, ediate ha scritto:

Purtroppo ho la sensazione (certezza?) che oggi molte affermazioni siano perlomeno fantasiose, in tutti i campi dell’industria, ad ogni livello. Mele bio? Permettemi di dubitare… Auto a benzina o a gasolio ecogreen? Idem. Auto elettriche? Si è solo “spostato” il problema, ma inquinano anch’esse. Figuratevi che dubbi possa avere su certe affermazioni “tranchant”: noi usiamo solo processi analogici. Oggi, nel 2022, quando una produzione digitale costerebbe un decimo, o anche meno, di una analogica? E chi ci crede? They want us. 🫵😂

Come ho scritto a qualcun'altro il rischio è pero di dubitare di tutto.

Io credo che c'è qualcuno che produce mele bio e chi se ne approfitta.

giorgiovinyl
3 ore fa, marsattacks ha scritto:

Comunque ho scritto a Music Direct chiedendogli per quale motivo qualche titolo dal nastro analogico va direttamente al tornio ( i 3 di Ry Cooder,2 dei Grateful Dead,Superfly...) e per tanti altri invece hanno un passaggio in DSD.

Guardo caso sono tutti titoli non Sony. Allora la Warner glieli da i master, come del resto fa con la Speakers Corner o con la AP

10 ore fa, OTREBLA ha scritto:

Chi vuole aprire una discussione per tessere le lodi della tecnica di trasferimento tramite file DSD su vinile, elaborata da MFSL, può farlo con un thread specifico. 

Io lo so già che il taglio diretto da nastro è il peggiore. Ci sono già passato quando era in voga la diatriba tra CD e vinile. Il vinile è scomodo, distorce, colora il suono, fa rumore, è limitato in frequenza, è uno schifo. 
Ma appunto perché ci sono già passato, ho sviluppato gli anticorpi, in special modo quelli che combattono il virus volto a colpevolizzare la vittima (trucco vecchio quanto il mondo).

Io pago con soldi buoni e l'accordo è che con i miei soldi buoni  tu mi vendi riversamenti tripla A. Se dichiari quanto sopra, non ti è consentito di fare come ti pare, propinandomi trasferimenti digitali "per il mio bene", perché siccome sono cretino e non ho la capacità di distinguere ciò che è meglio da ciò che è peggio, tu ti senti autorizzato ad ingannarmi. Dando ad intendere che che in fondo è colpa mia, appunto, se sei costretto a mentire.
No cari, la colpa è di chi agisce con disonestà, ma lo fa una volta, perché poi con me ha chiuso.

 

Perfetto inquadramento della vicenda dal punto di vista dell'etica commerciale (due parole che filosoficamente fanno un po' a cazzotti, ma mettiamola così).

Bravo. 

Colgo anche l'ironia che sottende un'assenza di fiducia nel digitale, che secondo te lascerebbe per strada qualcosa di udibile. E su questo, spiace per te, ma sbagli di grosso. 

Aggiungo poi che non è niente affatto necessario un DSD della madonna per ibernare perfettamente lo status della registrazione uscente dalla sorgente analogica primaria. Basta un PCM per il tramite di un convertitore AD di buon livello (manco eccelso) professionale. I 24/96 sono lo standard di ampia sicurezza utilizzato pressoché universalmente per i master di acquisizione da più di 20 anni, peraltro. 

Ai tempi delle primissime diatribe CD/vinile il processo di digitalizzazione non aveva (malgrado le mirabolanti dichiarazioni di marketing) un grado di accuratezza neanche lontanamente paragonabile a quello raggiunto dalla tecnologia matura. Matura non da oggi ma perlomeno da fine anni 90.

Capisco magari il perdurare di certi pregiudizi da parte di chi ha una memoria storica abbastanza datata, ma non è più così. 

È totalmente escluso invece che un passaggio di nastro ulteriore sia altrettanto conservativo, cosa assodata per chiunque abbia fatto professionalmente operazioni e confronti di questo tipo. 

Resta il fatto che commercialmente hanno barato e c'è poco da girarci attorno. 

5 ore fa, _Diablo_ ha scritto:

3) Chi dice che Digitale è il top sempre e comunque. Strumentalizza questa vicenda per dimostrare che gli audiofili sono ancorati a vecchi pregiudizi e formati ormai anacronistici. Non comprano o usano vinili. Posizione futurista.

 

E lo è però bisogna intendersi sui termini e sulla logica. 

Nessuna logica può ad esempio affermare che un routing nastro-digitale-nastro  è ugualmente trasparente che uno diretto nastro-nastro. 

Il passaggio in digitale sarà se ben fatto udibilmente ma non assolutamente trasparente, essendoci pur sempre un processo elettronico di mezzo. 

Ma se come è ovvio il nastro master originale va preservato il più possibile dall'usura, che colpisce qualsiasi oggetto fisico anche molto meno delicato di quest'ultimo, produzioni che prevedano l'utilizzo di quella sorgente primaria in riproduzione per creare migliaia di copie da commercializzare sono semplicemente impraticabili. 

Le scelte quindi sono due: o fai almeno una copia intermedia con un altro nastro o crei un segnale numerico. 

Su quale sia più tecnicamente e udibilmente accurata tra le due scelte il confronto, mi dispiace per gli analogisti ad oltranza, è improponibile. 

Il digitale è migliore, più accurato, più economico (anche solo considerando processo e tempo necessario per la copia) e inusurabile. 

loureediano

Quel che dici mette una pietra tombale sull'analogico, quindi il top per ascoltare qualsiasi master analogico è la sua conversione in digitale.

Visto che il master analogico lo possono ascoltare solo gli addetti ai lavori il ritorno in auge del vinile è un peggioramento di quanto potremmo avere nel dominio digitale.

Io ho alcune migliaia di vinili, molti sono prime stampe che vanno degli anni 60 ai giorni nostri.

Quindi molti sono totalmente analogici.

Ebbene di alcuni di questi posseggo l'attuale riversamento in file digitare 24/96 0 24/192

Sinceramente non trovo che suonino sempre meglio del corrispettivo disco.

In special modo quando si è fatta una conversione senza manipolazioni.

Nel caso invece si sia intervenuti con giudizio sul file digitale, spesso il risultato lo fa preferire al vinile d'epoca.

Comunque se pensiamo a come suonano bene certi dischi considerando il numero di copie che si producevano ha del miracoloso, o era molto più semplice di come vogliono farcela intendere?

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