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Melius Club

La corazzata Mofi/Music Direct si è autoaffondata?


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Interessante. Premesso che i Mofi non sono tutti ottimi. Per correttezza va dichiarato il processo con cui si agisce.

.

Lo "schifo" del digitale deriva da quello che ci fanno sopra per ragioni commerciali (loudness war, equalizzazioni, gain ecc). La tecnologia in sé del digitale è eccellente, solo che è usata male.

Se prendi una bobina/nastro originale e lo registri in digitale senza toccarla nel momento in cui lo riproduci lo senti con tutte le caratteristiche tipiche dell'analogico. Ecco perchè c'è pieno di gente nel web che "rippa" i vinili.

.

Se poi questa "copia digitale del master analogico" lo stampi pure sul vinile diventa ancora di più analogico, dato che acquisisce le caratteristiche e proprietà del supporto fisico.

  • Melius 1
55 minuti fa, one4seven ha scritto:

Ottimo. Dato ciò, anche sapendo che su una produzione in LP c'è un passaggio in digitale, ti orienteresti lo stesso verso l'acquisto del formato LP o ripegheresti su altro supporto? (CD, SACD, files etc...)

.

Personalmente no, perchè il giradischi estrae il segnale dal supporto in un modo elettromeccanico unico che ti permette di giocare parecchio. Oltre al fatto che il vinile come supporto contiene registrazioni meno affette da loudness rispetto alle controparti commerciali. Il SACD è un DSD64, il CD 16/44, lo streamer e i file sono tutti rimaneggiati.

.

L'unico fedele sarebbe il file originale del master. Ma anche lì bisognerebbe possedere un DAC all'altezza del giradischi, cosa non facile.

 

@giorgiovinyl Grazie! Trovo il tuo ragionamento opportuno e giustamente incentrato sul fattore economico, fatta salva la qualità finale del prodotto e relativa resa sul proprio impianto.

La penso alla stessa maniera. 

Almeno dai ai bollini la valenza che effettivamente hanno. Quella economica.

@one4seven scusa, che cosa è che non so? Con uno stamper circa 1000 dischi.

one step diretto quindi circa 1000 copie in tutto( e da qui è scoppiato il bubbone, 40000 di thriller) 

gli altri dal nastro producono una matrice da cui si possono ricavare più stamper. 

che cosa c’è di strano? Poi non sono in grado di darti numeri esatti perché non mi sembra pregnante, ma il ragionamento è abbastanza chiaro o no? 
 

25 minuti fa, one4seven ha scritto:

che né io né te né nessun altro sa come producono serie con migliaglia si copie

come sempre nelle case editrici che prestano attenzione alla qualità e che vendono in funzione del livello che riescono a raggiungere……. numero di stamper per matrice limitato e  1.000 massimo 2.000 copie per ogni stamper con numeri  a decrescere per gli ultimi stamper prodotti 

 

 

@maxbara l'ho scritto qualche post sopra 

3 ore fa, one4seven ha scritto:

né io né te né nessun altro sa come producono serie con migliaglia si copie. 

E in base a ciò, semplicemente non do retta ai bollini (che attirano pure me eh, anch'io sono "umano" :) ), e non cado dalle nuvole se viene fuori che usano passaggi in digitale, dato che siamo nel 2022 e non nel 1970.

Ne consegue il resto, che ho già scritto nei vari post precedenti...

Io non cado dalle nuvole, semplicemente ci sono aziende serie ed altre meno, in questo caso mi spiace che la Mofi e soprattutto Music Direct si siano rivelate fraudolente, perché abbiamo tutti da rimetterci e poi ci sono persone che fanno di tutta l’erba un fascio, e nuoce al mercato.

Un po’ come quello che successe alla Volkswagen con le tarature dei loro splendidi Diesel, i soliti sapientini dicevano che lo facevano tutte le case, in realtà così non era.. 

Il numero di vinile che si può stampare con una singola coppia di lacche (lato A e B) varia a seconda che si applichi il sistema a due o a tre fasi.

Il procedimento in due fasi prevede: master, incisione della lacca al tornio e creazione della cosiddetta stampa "Padre" mediante distacco dello strato metallico ricavato per deposizione di argento e nickel sulla lacca. Tramite la stampa "Padre" si posso ricavare fino a 10 stampe cosiddette "Madri". Dalle 10 stampe madri si possono ricavare 10 figlie che vengono placcate ed utilizzate per la pressa. Con ogni figlia si possono stampare 1.000/1500 vinile per la commercializzazione. Pertanto con questo sistema si possono ricavare fino a 15.000 vinile.

Il procedimento in tre fasi prevede, master, incisione lacca al tornio e successiva creazione della stampa cosiddetta "Padre" come spiegato sopra; stampa fino a 10 madri, placcatura madri, stampa fino a 10 figlie per ogni madre, pressa, vinile. Con il procedimento in tre fasi si può arrivare a 100.000 vinile per singola coppia di lacche (lato A e B).

Poi c'è il metodo One-Step, una fase sola, ovvero lacca-padre-pressa.

Si dice che i giapponesi di fermassero a 500 copie per figlia, mentre ho letto da qualche parte che in ambito commerciale non c'è mai stata una regola fissa, e si può arrivare anche a 3.000 vinile per figlia. Un'enormità.

 

Alberto.

  • Thanks 1
19 minuti fa, OTREBLA ha scritto:

Si dice che i giapponesi di fermassero a 500 copie per figlia,

E tutti conosciamo la qualità degli LP Giappi... Ad ogni modo, alla domanda iniziale che ho fatto in merito mi rispondo da solo (un po' come i matti... 😁) : da una edizione audiophile di punta, con i relativi prezzi che girano, mi aspetterei appunto max 500 copie x stamper. Certificato in qualche modo.

Mi sarebbe piaciuto sentire questo piuttosto che gli strali sui passaggi in digitale... 

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