daniele_g Inviato 29 Giugno Inviato 29 Giugno @Mike Mikegrazie mille ! intanto, ho comprato (ma non ancora 'attaccato') "Bellezza e tristezza" di Kawabata (consigliatomi da un'amica), "Quel che resta del giorno" di Ishiguro e "Lo squalificato" di Dazai, e devo recuperare un paio di romanzi di Mishima che dovrebbero essere a casa di mia madre. conto di leggere questi titoli entro l'estate.
teramusic Inviato 29 Giugno Inviato 29 Giugno 1 ora fa, daniele_g ha scritto: @Mike Mikegrazie mille ! intanto, ho comprato (ma non ancora 'attaccato') "Bellezza e tristezza" di Kawabata (consigliatomi da un'amica), "Quel che resta del giorno" di Ishiguro e "Lo squalificato" di Dazai, e devo recuperare un paio di romanzi di Mishima che dovrebbero essere a casa di mia madre. conto di leggere questi titoli entro l'estate. Di Ishiguro consiglio anche 'Never let me go' (Non lasciarmi), inquietante ma bello.
8Franz Inviato 29 Giugno Inviato 29 Giugno @daniele_g Io consiglierei anche qualcosa di Inoue Yasushi, come "Il fucile da caccia" o "Vita di un falsario". 1
8Franz Inviato 29 Giugno Inviato 29 Giugno Francois Truffaut, "Il cinema secondo me" Davvero spiazzanti i giudizi su alcuni film e registi. 1
daniele_g Inviato 29 Giugno Inviato 29 Giugno 24 minuti fa, teramusic ha scritto: Di Ishiguro consiglio anche 'Never let me go' (Non lasciarmi), inquietante ma bello. ero indeciso fra i due, comunque penso che prenderò anche quello da te indicato
Mike Mike Inviato 3 Luglio Inviato 3 Luglio Non mi sembra male, e poi l’ho trovato “free” sul mio iPad. Ma quanto mi manca Le Carré!
teramusic Inviato 3 Luglio Inviato 3 Luglio In un pomeriggio si legge ma ti fa pensare per giorni.... 1
P.Bateman Inviato 6 Luglio Inviato 6 Luglio Il 16/06/2026 at 12:36, daniele_g ha scritto: in questo periodo sono attratto e pure respinto dalla letteratura giapponese: attratto perché ne so praticamente nulla, respinto perché il pochissimo letto fin qui -poche cose di autori contemporanei- mi ha lasciato freddo, a parte 'Norwegian Wood" di Murakami. Una lingua troppo diversa dalla nostra, più che l'autore leggiamo il traduttore (a sua volta spesso di seconda mano, alcune edizioni italiane sono traduzioni della tradizione inglese). Se non ricordo male Norvegian Wood fu scritto in inglese da Murakami.
P.Bateman Inviato 6 Luglio Inviato 6 Luglio Il 29/06/2026 at 17:10, daniele_g ha scritto: Il 29/06/2026 at 16:46, teramusic ha scritto: Di Ishiguro consiglio anche 'Never let me go' (Non lasciarmi), inquietante ma bello. ero indeciso fra i due, comunque penso che prenderò anche quello da te indicato Belli e tristi entrambi, ma Ishiguro è di cultura e lingua inglese.
8Franz Inviato 6 Luglio Inviato 6 Luglio @P.Bateman La versione che ho io (ed. Feltrinelli, 1987) di Norwegian Wood è una traduzione dal giapponese di Giorgio Amitrano, uno dei migliori traduttori all'epoca da quella lingua. 1
daniele_g Inviato 6 Luglio Inviato 6 Luglio 1 ora fa, P.Bateman ha scritto: Ishiguro è di cultura e lingua inglese vero; in effetti la mia è stata un'indicazione impropria.
teramusic Inviato 6 Luglio Inviato 6 Luglio 3 minuti fa, daniele_g ha scritto: vero; in effetti la mia è stata un'indicazione impropria. "Quel che resta del giorno" ha una atmosfera molto inglese.... 1
daniele_g Inviato 7 Luglio Inviato 7 Luglio nel frattempo sto leggendo "Bellezza e tristezza" di Kawabata (sono al 75-80% circa). devo dire che anche questo risulta distante dal mio modo di sentire: spesso non riesco a immedesimarmi nelle situazioni per comprenderle e comprendere stati d'animo e motivazioni dei personaggi. non credo sia tanto una questione di lingua, quanto di cultura differente. come già altri romanzi giapponesi che ho letto, anche qui trovo azioni e reazioni inattese ed estreme, che mi ricordano quelle tipiche di anime e manga (sebbene in misura certamente più sfumata in "Bellezza e tristezza"). credevo che questi calcassero la mano caratterizzando i personaggi in modo molto netto, per seguire una certa emotività adolescenziale, ma ormai sto cominciando a pensare che sia un modo di agire e reagire realistico per i giapponesi, ma non per noi. non voglio entrare in dettagli per non rovinare la lettura a chi fosse interessato. comunque non demordo: finirò questo libro e continuerò con altri romanzi giapponesi .
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