Savgal Inviato ieri alle 12:55 Condividi Inviato ieri alle 12:55 "La violenza simbolica si istituisce tramite l'adesione che il dominato non può non accordare al dominante." L'ordine delle cose non è un ordine naturale contro il quale non si possa far nulla. È piuttosto una costruzione mentale, una visione del mondo con la quale l'uomo appaga la sua sete di dominio. Una visione talmente esclusiva che le stesse donne, che ne sono le vittime, l'hanno integrata nel proprio modo di pensare e nell'accettazione inconscia di inferiorità. Solo l'antropologo può restituire al principio di visione e divisione che fonda la differenza tra maschile e femminile il suo carattere arbitrario, ma anche, contemporaneamente, la sua necessità sociologica. Bourdieu prende spunto dalle strutture androcentriche dei cabili in Algeria per dimostrare la continuità della visione fallocratica del mondo nell'inconscio di uomini e donne. La ricerca della femminilità è infatti, da parte delle donne, come un riconoscimento del proprio stato di sottomissione, che avvalora la visione androcentrica. Ne risulta una denuncia, tanto più efficace politicamente in quanto scientificamente fondata, dei molti paradossi che il rapporto tra i generi - quale oggi è vissuto e pensato - finisce per alimentare, oltre a un invito, non privo di risvolti polemici, a riconsiderare l'azione di quelle istanze superiori - la chiesa, la scuola, lo stato - responsabili del perpetuarsi di rapporti di forza squilibrati tra i sessi e in ultima analisi del dominio maschile. Link al commento https://melius.club/topic/94-cosa-state-leggendo/page/74/#findComment-1796262 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
best_music Inviato 22 ore fa Condividi Inviato 22 ore fa 32 minuti fa, Savgal ha scritto: Curioso di sapere cosa pensano le donne di un uomo che vuole spiegare la loro condizione ho interrogato la IA (Brave Browser) e sembrerebbe più ad esser lui a proporsi contraddittorio con loro: Cita Quesito: rapporto tra Pierre Bourdieu e le femministe ::: Pierre Bourdieu ha un rapporto complesso e dialettico con le femministe, caratterizzato da un **dialogo rispettoso** ma anche da **critiche teoriche** significative. Da un lato, Bourdieu riconosce il contributo fondamentale del movimento femminista nell'ampliare la sfera del politico, portando all'attenzione pubblica tematiche precedentemente confinate nella sfera privata e ignorate dalla tradizione politica. Dall'altro lato, il sociologo francese critica alcune correnti femministe per un presunto **particolarismo** e per aver rinchiuso l'analisi nella categoria "donne", trascurando la natura relazionale e strutturale del dominio. Bourdieu sostiene che le femministe utilizzino spesso le categorie cognitive dei dominanti (un fenomeno definito **violenza simbolica**) e che alcune lotte per la parità, se non intersezionali, rischino di avvantaggiare solo le donne provenienti dalle stesse classi dominanti degli uomini, perpetuando così altre forme di disuguaglianza sociale. ammesso che nel libro scriva questo, rifletto sul fatto che portare avanti insieme l'istanza femminile di "rompere il soffitto di vetro" e quella sociale di mettere in discussione la classe dominante significa rinviare tutto ad un futuro che potrebbe non venire mai. Link al commento https://melius.club/topic/94-cosa-state-leggendo/page/74/#findComment-1796346 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Savgal Inviato 5 ore fa Condividi Inviato 5 ore fa @best_music DI Bourdieu ho già letto "La distinzione. Critica sociale del gusto" e "Per una teoria della pratica. Con tre studi di etnologia cabila". Conosco l'impostazione dei suoi lavori e la condivido. Vi sono due errori di fondo nell'approccio a sociologia e psicologia da parte di coloro che non hanno studiato a livello universitario le due discipline, che sia sufficiente il "buon senso" per comprendere tutto e che gli individui abbiano una piena consapevolezza di sé. [...] In ciascuno di noi in proporzioni variabili c'è qualcosa dell'uomo di ieri; è proprio l'uomo di ieri che per forza di cose è predominante in noi, poiché il presente è solo poca cosa in confronto a quel lungo passato durante il quale ci siamo costruiti e del quale siamo l'emanazione. Solo che quest'uomo del passato non lo avvertiamo, perché è inveterato in noi; costituisce la nostra parte inconscia. Quindi tendiamo a non tener conto di esso né delle sue legittime esigenze. Al contrario, abbiamo una percezione vivida delle acquisizioni più recenti della civiltà, perché essendo recenti non hanno ancora avuto il tempo di organizzarsi nell'inconscio. E. Durkheim “L'evoluzione pedagogica in Francia” ... La rinuncia alla sopravvalutazione della qualità della coscienza diventa condizione prima indispensabile per qualsiasi visione esatta dello svolgimento dello psichico. Secondo l'espressione di Lipps, l'inconscio dev'essere accettato come base generale della vita psichica. L'inconscio è il cerchio maggiore, che racchiude in sé quello minore del conscio; tutto ciò che è conscio ha un gradino preliminare inconscio, mentre l'inconscio può restar fermo a questo gradino e pretendere tuttavia al pieno valore di prestazione psichica. L'inconscio è lo psichico reale nel vero senso della parola, altrettanto sconosciuto nella sua natura più intima quanto lo è la realtà del mondo esterno, e a noi presentato dai dati della coscienza in modo altrettanto incompleto, quanto il mondo esterno dalle indicazioni dei nostri organi di senso. S. Freud “L’interpretazione dei sogni” 1 Link al commento https://melius.club/topic/94-cosa-state-leggendo/page/74/#findComment-1796738 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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