Iohannes Inviato 10 Aprile 2021 Inviato 10 Aprile 2021 @prometheus @Grancolauro Chiedo a voi in particolare, ma anche ad altri naturalmente. Anch'io quando da giovine dilettante mi dilettavo dilettosamente al pianoforte, ho avuto tra le mie vittime la Sonata quasi una fantasia, facendole del male al I e al III movimento, risparmiando il grazioso II. Per il I movimento vedo l'indicazione Adagio sostenuto, ma anche tempo tagliato...ho ascoltato Schiff che, a differenza di molti (Solomon in particolare), prende un tempo piuttosto mosso proprio per il tempo tagliato. C'é poi l'indicazione - penso autentica di Beethoven - che dice 'Si deve suonare tutto questo pezzo delicatissimamente e senza sordini'...un altro problema è l'uso del pedale: quando è bene usarlo? Ad ogni cambiamento armonico? Schiff lo usava abbondantemente, creando una nebulosa di suono, a suo modo suggestiva. Secondo voi, qual è il tempo preferibile da adottare? Un saluto a tutti, Angelo
ar3461 Inviato 10 Aprile 2021 Autore Inviato 10 Aprile 2021 Siete stati grandi a questo punto direi : Backhouse poi Giles infine Baremboin.. .. Fate un altro piccolo sforzo indicatemi sia in cd che in vinile quale precisa stampa prendere, senza spendere una fucilata possibilmente... E vi invio un grazie di cuore a tutti... Oltre a un buon fine settimana e buon sabato sera.. . 😊😇👍
ar3461 Inviato 10 Aprile 2021 Autore Inviato 10 Aprile 2021 Tra i miei vinili ho riscoperto questo.. . Bella registrazione ed a mio modestissimo parere ottima interpretazione, peccato che il vinile abbia qualche graffio che disturba un po' l ascolto..... 😬 .
prometheus Inviato 10 Aprile 2021 Inviato 10 Aprile 2021 @Iohannes Caro Angelo credo che tutti coloro che hanno avuto la fortuna di dilettarsi al pianoforte abbiano prima a o poi messo le mani su questo capolavoro, quindi ritieniti in buona compagnia 😁 Le tue osservazioni sono giustissime, il tempo tagliato e l’indicazione Adagio (che non è Lento, ma come dicevo prima “ad - agio”, anche se Sostenuto, cioè non troppo veloce, tenuto sotto) ci inducono certamente a pensare che Beethoven volesse un tempo sì scorrevole, ma non troppo. Quanto scorrevole? Beh, ovviamente in assenza di un preciso metronomo la scelta è lasciata alla discrezionalità dell’interprete, entro un certo margine però! Per quanto riguarda i “sordini”, questo termine non si riferisce affatto alla sordina, ma agli smorzatori (quei meccanismi che lasciando il tasto bloccano le corde individualmente, e che il pedale di risonanza tiene alzati tutti contemporaneamente). Ciò fa supporre che ai tempi di Beethoven e sugli strumenti dell’epoca, molto molto diversi dagli attuali, questo brano si potesse eseguire con i sordini alzati, cioè con un pedale continuo. Su un pianoforte moderno questa indicazione produrrebbe un caos insostenibile già dopo poche battute, per cui la frase che hai correttamente citato oggi è da intendersi: si deve suonare delicatissimamente e... con il pedale! Buona serata! 1
prometheus Inviato 10 Aprile 2021 Inviato 10 Aprile 2021 Tra gli “integralisti” storici (ma non troppo!) menzionerei anche Brendel
Questo è un messaggio popolare. Grancolauro Inviato 10 Aprile 2021 Questo è un messaggio popolare. Inviato 10 Aprile 2021 @Iohannes Ha già detto tutto benissimo @prometheus. Aggiungerei solo, per inciso, che un brano in tempo tagliato non è di per sé più veloce di un brano in tempo semplice. Ci sono alcune fughe di Bach in tempo tagliato (la VII del secondo libro del Clavicembalo ben temperato ad esempio) che sono molto molto lente. Il tempo tagliato indica soltanto che gli impulsi ritmici sono due per misura/battuta anziché quattro. Beethoven, usando il tempo tagliato nell’Adagio sostenuto, ha quindi semplicemente indicato di rendere l’esecuzione la più scorrevole possibile, a prescindere dalla velocità. Sulla questione del pedale, poi, Beethoven ha solo scritto di usarlo, senza precisare come e dove. Quindi spetta all’interprete decidere. A me personalmente, per dire, piace usare mezzo pedale con cambio a ogni variazione nell’armonia, quindi abbastanza spesso. Mi sembra che questo sia più nello spirito di Beethoven e del brano. Ma ciascun interprete segue la sua strada, ovviamente. buona serata a tutti anche da parte mia! 3
Max440 Inviato 11 Aprile 2021 Inviato 11 Aprile 2021 10 ore fa, Grancolauro ha scritto: Il tempo tagliato indica soltanto che gli impulsi ritmici sono due per misura/battuta anziché quattro Esatto Damiano! E' una questione di "tactus", non di velocità 👍
prometheus Inviato 11 Aprile 2021 Inviato 11 Aprile 2021 2 ore fa, maxnalesso ha scritto: Esatto Damiano! E' una questione di "tactus", non di velocità Certamente, ma semplificando si può dire che la stessa misura in Adagio sostenuto se eseguita “in due” avrà velocità doppia rispetto all’esecuzione “in quattro”, considerando che l’indicazione agogica (quasi mai presente nelle musiche di Bach) in questo caso limita la discrezionalità dell’interprete (entro certi limiti e con buona approssimazione... )🙂
Questo è un messaggio popolare. Iohannes Inviato 12 Aprile 2021 Questo è un messaggio popolare. Inviato 12 Aprile 2021 @prometheus @maxnalesso @Grancolauro Vi ringrazio molto per le spiegazioni che mi avete dato su come interpretare correttamente il tempo tagliato, e anche per le osservazioni sull'uso del pedale. Per mantenere viva la discussione propongo l'ascolto di due pianisti dalla spiccata personalità, che hanno dato letture molto intense dell'Adagio sostenuto. La prima è Maria Yudina, che adotta un tempo tutt'altro che scorrevole, decisamente lento, e carica il pezzo di tormento e desolazione, con la parte centrale quasi lugubre con quegli affondi dei bassi: Il secondo è Vladimir Sofronitsky, che adotta un tempo davvero scorrevole e, da par suo, scolpisce la melodia e la ostenta quasi impudicamente: Io le trovo entrambe letture molto coinvolgenti e toccanti. Un saluto a tutti, Angelo 1 2
maverick Inviato 12 Aprile 2021 Inviato 12 Aprile 2021 bravo @Iohannes , belle , bellissime queste due interpretazioni, che sinceramente non conoscevo. Preferisco sinceramente Sofronitsky, il suo mi sembra l'equilibrio migliore, .. quello della Yudina mi sembra un adagio "dolente e funereo", più che un adagio "sostenuto". Comunque due esecuzioni di altissimo livello interpretativo, penso che su questa meraviglia del sommo Ludwig sia già stato detto tutto in passato, c'è ben poco da scoprire ancora. 1
maverick Inviato 12 Aprile 2021 Inviato 12 Aprile 2021 e comunque, da qualche giorno, stimolato anche da questo thread, .. sto riascoltando tutte o quasi le versioni che ho, .. una trentina. E quella che fino ad ora ( ormai sono quasi alla fine degli ascolti ..) mi ha colpito di più, per l'equilibrio dei tempi ( diciamo che se fossi in grado di suonarla cercherei di suonarla così) non è nè quella di Backhaus, nè Arrau, nè Brendel, nè tantomeno Pollini o Ashkenazy, .. bensì, .. si .. proprio lui, .. il vecchio pazzo Frederich Gulda, disco brilliant pagato credo 90 centesimi a disco. Sarà stato anche pazzo con le sue incursioni jazz, .. si sarà perso per strada, .. ma come suonava Beethoven quest'uomo !! 1
prometheus Inviato 12 Aprile 2021 Inviato 12 Aprile 2021 Gulda, al di là delle stranezze del personaggio, quando era giovane non aveva rivali nel repertorio classico....
Grancolauro Inviato 12 Aprile 2021 Inviato 12 Aprile 2021 @Iohannes grazie anche da parte mia per queste due bellissime interpretazioni, che anch’io non conoscevo. Mi ha colpito molto, in particolare, quella della Yudina: quelle note gravi ripetute così enfatizzate, quasi fossero una campana da morto, sono geniali. Questo modo così drammatico di interpretare il primo movimento mi ha ricordato un’altra interpretazione un po’ fuori dal coro che a suo tempo mi aveva colpito, quella di Pletnev. Mi sembra ci sia una certa aria di famiglia... Sia la Yudina sia Pletnev, più che le placide e misteriose acque del lago di Lucerna illuminate dalla luna, sembrano voler mettere in musica una scena tratta da un romanzo di Dostoyevsky 1
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