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Bryston BHA-1, amplificatore per cuffia


marillion

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Chissà il motivo per il quale i grandi brand dell’amplificazione hanno sempre snobbato gli ampli per cuffia. È una domanda che mi sono sempre posto. Certo, stiamo parlando di una passione per lo più di nicchia. Solo ultimamente grazie all’avvento di smartphone e dispositivi portatili si sta assistendo ad un’esplosione dell’ascolto in cuffia specie tra i giovani.

Tempo fa, navigando in rete, ho scoperto con piacere che esisteva un amplificatore per cuffia dalle caratteristiche molto interessanti della Bryston.

 

Brian-Russell.jpg.c3e1b559a8e081403f7cadd493e2da7c.jpgBryston fa parte da qualche anno a questa parte della cerchia di quei grandi marchi d’oltreoceano che intrigano noi appassionati di Alta Fedeltà. La società Canadese con sede nella regione dell’Ontario, nasce alla fine degli anni sessanta, quando un ingegnere della NASA Brian Russel acquista il marchio Bryston, noto precedentemente per la costruzione di macchinari nel campo elettromedicale e nello specifico per le analisi del sangue, e con l’aiuto dei suoi tre figli inizia a progettare apparecchi audio. Soltanto nel 1973 esce il primo ampli chiamato Pro 3, che a breve sarà stato adottato dai principali studi di registrazione statunitensi.

Negli anni a seguire il marchio Bryston è divenuto famoso soprattutto nel campo dell’audio professionale. I suoi apparecchi sono presenti nei più importanti studi di registrazione e persino nei parchi di divertimento, tra cui il famoso Disney World di Orlando Florida. Negli ultimi dieci anni la proprietà ha deciso di investire anche nel mercato non professionale, arricchendo il loro catalogo di apparecchi validissimi. Un'altra ottima caratteristica di questo marchio è l’affidabilità e la durabilità del loro prodotti nel tempo. La casa garantisce addirittura i loro prodotti per ben vent’anni, questo fa pensare che abbiano dei controlli di produzione scrupolosi oltre che un’alta qualità dei componenti impiegati. Da come si può vedere sia dal sito della casa madre che da quello dell’importatore italiano Audio Reference, i prodotti della casa sono diversificati: Preamplificatori, Finali di potenza mono, stereo e multicanale. Amplificatori integrati, lettore cd e DAC e last but no least come direbbero da quelle parti, abbiamo il nostro amplificatore per cuffia siglato BHA-1 M. Insomma un’offerta completa per l’appassionato audiofilo.

 

Costruzione

L’ampli cuffia in prova è distribuito dal nostro importatore in quattro versioni distinte sia dal colore che dalla presenza di connettori maschio o femmina XLR. Appena sballato, ho potuto notare il peso considerevole per le dimensioni dell’apparecchio e la qualità dei materiali impiegati. Stiamo parlando di un apparecchio che supera abbondantemente i 5 kg. Sul pannello posteriore vi sono tutti gli ingressi che possiamo desiderare e cioè bilanciato sia in entrata che in uscita (si può usare anche come pre volendo) oltre ai tradizionali sbilanciati e, inoltre, un comodissimo mini jack utile per collegare dispositivi portatili.
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Passando al pannello anteriore possiamo trovare da destra verso sinistra, il pulsante d’accensione le varie uscite doppie XLR a tre poli e singola a 4, oltre al classico jack da 6.3 sbilanciato. E qui la chicca… una manopola per il bilanciamento dei canali. Divenuta oramai rarissima in qualsiasi ampli Hiend, è una possibilità che trovo molto utile, soprattutto per chi ha problemi di udito. Di seguito è stata posizionata la manopola del volume e un selettore di gain a due posizioni (14 o 20 db). Inoltre, sull’estrema sinistra è presente una leva che su tre posizioni dà la possibilità di selezionare gli ingressi in entrata. Il massimo della versatilità! Per quanto riguarda le specifiche tecniche, la casa dichiara un’impedenza di uscita di 2 ohm e una potenza di circa 3 Watt con il selettore di gain posizionato su high a 32 ohm di carico. Mentre l’impedenza d’ingresso è di 10k ohm. Il tutto con sei operazionali a discreti in pura classe A. A quanto sembra è un ampli capace di pilotare qualsiasi cuffia. Ma lo scopriremo nella prova d’ascolto.

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Ascolto

L’ampli è stato provato nella mia attuale catena d’ascolto: lettori cd Nova CD1 e SACD Yamaha CDS2000, Cuffie: Sennheiser HD800,
Audez’e LCD2, Beyerdynamic DT770 (600 ohm), Philips Fidelio X1, Ampli Violetric HPA-V200. Cavi per cuffia bilanciati/sbilanciati per la Sennheier, Audez’e e single ended per le altre due.

Ho ascoltato il tutto con i miei cd di riferimento. Non sono tra i migliori che ho in fatto di qualità di registrazione ma li conosco a memoria in ogni singola nota o quasi. Donald Fagen “The Nightfly” SACD, Pretenders “The Isle of view”, Patricia Barber “Companion” SACD, Joshua Redman “Wish”, Pink Floyd “The Wall” remastered edition Jap, Genesis “Selling England by the pound” SACD, Eagles “Hell freezes over”, Brani vari di classica e Jazz.

Credo che “il burn-in” sia fondamentale per ogni componente audio, figuriamoci per un amplificatore. Il BHA-1 è stato messo a “bruciare” per oltre 12 ore di seguito. Dopo pochi minuti dall’accensione ho notato un considerevole calore che emanato dallo chassis. Ricordo che l’ampli funziona in classe A pura. Inizio quindi a provarlo con le cuffie a mia disposizione.

  • Bryston con Sennheiser HD800

Cuffia controversa questa top della tedesca Sennheiser, love it or hate it. E’ indubbiamente un cavallo di razza molto esigente. Richiede un impianto alla sua altezza, che sappia esaltarne le caratteristiche e sia in grado anche di correggerne i difetti. Con i suoi trasduttori da 56 mm riesce a creare un sound stage unico tra le cuffie di riferimento. La casa dichiara un’impedenza di 300 ohms a 1kHz. THD e una sensibilità di 102/db a 1BV RMS Cuffia dal dettaglio notevolissimo, ma se abbinata male, specie con ampli molto brillanti in gamma alta e con poca dinamica può anche risultare sgradevole con determinate incisioni. Molti amanti del suono in cuffia che hanno questa cuffia in casa, la preferiscono amplificata da ampli a valvole dal suono caldo.
Il nostro ampli non possiamo sicuramente definirlo in questo modo, ma nonostante questo riesce a portare la HD800 ad ottimi livelli, la cuffia non risulta mai stancante, anzi, la sua correttezza timbrica diventa assolutamente da competizione. La riproduzione dei piani sonori è ottima. Nessun ombra di scollamento tra le varie frequenze. L’aria tra gli strumenti è splendida, riesco a sentire dei suoni, delle piccole particolarità che mai avevo ascoltato con questa cuffia amplificata con altri apparecchi. Con il suo meraviglioso sound stage mi ritrovo trasportato nelle file non immediatamente vicine al palco, come fanno invece molte altre cuffie, bellissima sensazione. Forse sono le cuffie più vicine alla riproduzione di una coppia di diffusori.
Il BHA-1 fa un grande lavoro con questa cuffia. Specie in bilanciato e con incisioni di qualità l’accoppiata è notevole. Forse per alcuni brani vorremmo un tantino più di calore, che solo le valvole riescono a dare. Ma questo accade solo con album particolarmente ostici o incisi non in maniera impeccabile. Ciò è dovuto più che altro alla natura molto rilevatrice della cuffia.

  • Bryston con Audez’e LCD2

Per coloro che non conoscono questa cuffia made in USA, ricordo che stiamo parlando di una cuffia orto dinamica uscita pochi anni fa e già prodotta nella sua seconda versione (rev.2). La tecnologia isoplanare è stata sviluppata negli anni 70 dalla Magnepan e, se la memoria non mi inganna, qualche anno dopo anche la Yamaha produsse delle cuffie che utilizzavano questa tecnologia ma che non riscossero molto successo di vendita. Marchi come Fostex, Hifiman e Audez’e hanno ripreso a produrre questo tipo di cuffie riscuotendo un discreto successo tra gli appassionati.

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L’ Audez’e LCD-2 è caratterizzata da un suono compatto e di conseguenza da un sound stage modesto. Timbrica leggermente scura (laid back) con dei bellissimi medi e dei bassi quanto meno ottimi, soprattutto per chi ama ascoltare musica Rock. La casa dichiara un’impedenza nominale di 60 ohm e un’efficienza di  91 dB/1mW. “Wow!” è la prima cosa che mi viene da dire con questa accoppiata. La voce di Peter Gabriel in “Selling England by the pound” esce fuori liquida e molto presente. La batteria di Collins, le tastiere di Bank e il basso di Rutherford non hanno suonato mai cosi bene alle mie orecchie. Il Bryston riesce a portare questa cuffia su livelli che prima d’ora mai mi era capitato di provare. Passando ad ascolti Jazz la “musica” non cambia. Bellissima la definizione degli strumenti. Donald Fagen ci racconta la sua visione dell’epoca d’oro della radio per l’ennesima volta con un piacere nuovo ed affascinante. I fiati dei fratelli Brecker risuonano pieni e gradevoli, la chitarra di Larry Carlton scorre via liquida e veloce. Bellissimo. Quel leggero velo che contraddistingue questa cuffia sembra sparire completamente con il nostro ampli. Il basso è pieno e ben definito. L’accuratezza e la ricchezza armonica di questa cuffia vengono portate alla massima potenza. Un vero piacere per le orecchie.
Peccato per il soundstage limitato, che non fa apprezzare appieno la Audez’e con ascolti di musica classica. Questa peculiarità di fatto non le rende “onnivore” a tutti i generi musicali, nonostante questo il BHa-1 riesce ad aprire la scena leggermente, impresa quasi proibitiva con questa cuffia.

Anche considerando questi oggettivi limiti della cuffia, l’accoppiata Bryston/Audez’e mi sento di poterla consigliare come definitiva anche per i cuffiofili più esigenti, tranne forse agli amanti della classica, per le caratteristiche di cui sopra.
Consideriamo, inoltre, che le ortodinamiche hanno notoriamente bisogno di tanta birra nell’ampli per poterle pilotare a dovere. Nonostante io ami ascoltare a volumi abbastanza elevati non ho mai trovato nessun problema con in Canadian. Il “nostro” sfodera i suoi muscoli con l’Audez’e senza nessun sforzo eccessivo. Non sono riuscito difatti mai a passare le ore 2 con la manopola del volume. Tutto questo, preciso, in modalità bilanciata.
Provo a questo punto ad usare il cavo di serie in modalità single ended. Ebbene la prima cosa che noto è la necessità di agire sulla manopola del volume anche usando il gain nella posizione up. Il suono diventa leggermente meno definito e un tantino più “impastato”. Ma tutto ciò credo che sia dovuto anche alla diversa qualità dei due cavi impiegati. In conclusione stupenda sinergia tra i due componenti in modalità bilanciata, ottima in single ended.

  • Bryston con Philips Fidelio X1

Bella cuffia questa Philips. Il marchio olandese recentemente ha deciso di produrre diverse cuffie indirizzate al mercato consumer di qualità, tra cui l’attuale top di gamma in questione. Stiamo parlando di una cuffia dalla bassa impedenza (30 ohm) e dalla buona sensibilità 100db a 1mW, caratteristiche che la rendono utilizzabile anche con lettori portatili e telefoni smartphone. Questa volta utilizzo l’uscita sbilanciata del BHA-1 in quanto non ho nessun cavo bilanciato da utilizzare con l’olandesina. Questa cuffia è caratterizzata da una buona gamma media e da alti abbastanza dettagliati ma non affaticanti. Il punto debole della Philips è nei bassi, leggermente troppo presenti con alcune incisioni generose in questa gamma. Ebbene anche qui il Bryston fa la sua ottima figura. Le frequenze basse risultano controllate, gli strumenti sono ben distinguibili e definiti. I piani sonori sufficientemente precisi. Great job!

  • Bryston con Beyerdynamic DT770 600 Ohm

Finalmente arriviamo a provare la macchina con una cuffia chiusa. Croce e delizia degli appassionati. Personalmente non ho mai amato troppo questo tipo di cuffie soprattutto perché non ne ho mai trovato una che mi piacesse più di tanto. Esiste una teoria che al crescere dell’impedenza il suono diventi più raffinato. Vero o meno che sia, tempo fa ho deciso di acquistare questa cuffia delle Beyer proprio per via dell’ impedenza di 600 ohm, ostica da pilotare per amplificatori non OTL.
Il Bryston qui va un po' in affanno. La manopola del volume per raggiungere i miei parametri di ascolto la debbo portare quasi a fine corsa e qui la cuffia, già di per se ostica come timbrica, (vds sibilanti) non riesce ad esprimersi secondo le sue seppur buone possibilità (è una cuffia che non amo molto). Il suono diventa duro e le sibilanti leggermente fastidiose, specie con le voci femminili. Intendiamoci tutto nella norma, praticamente non ho mai avuto/ascoltato ampli a stato solido in grado di sapere amplificare cuffie cosi rognose senza problemi. Detto questo l’ascolto, specie con incisioni di buona qualità, risulta comunque gradevole e mai fastidioso. Parametri come distorsione e rumore non fanno parte di quest’ampli, che ne è quasi totalmente immune anche con cuffie dall’impedenza cosi ostica.

  • Ascolto a confronto

Terminate le cuffie da provare, passo a fare un confronto diretto con l’altro apparecchio in mio possesso per questa prova, e cioè il tedesco Violetric, ampli dall’ottima fama tra gli audiofili amanti del suono in cuffia. Stiamo parlando di un ampli che non è totalmente bilanciato. A differenza del “Canadian” sul V200 troviamo solo gli ingressi bilanciati, mentre l’uscita è nella classica single ended per jack da 6.3. Facendo un salto da un ampli all’altro praticamente in tempo reale, usando l’uscita single ended del BHa-1. Si nota subito il carattere più gentile del Bryston. Il Violetric ha un suono più “duro” anche se mai freddo, basso secco e deciso e degli alti non particolarmente dettagliati. La ricostruzione dei piani sonori è buona, cosi come la ricchezza di armoniche. Il Bryston ha un suono più dettagliato, ma non si concede nessuna asprezza di sorta. Mai affaticante anche con incisioni particolarmente ostiche. Si sente più aria tra gli strumenti, più micro dettaglio, un sound stage maggiore. Insomma il Bryston ne esce vincente, anche se non di moltissimo. Se poi usiamo le uscite bilanciate, beh in quel caso il canadese vola e tra i due non c’è più storia. Tutte le caratteristiche che ho nominato precedentemente vengono messe maggiormente in risalto. Se dovessi scegliere tra i due, il vincitore sarebbe senza dubbio il Bryston.

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Conclusioni

Questo prodotto rientra senza dubbio in tutti i mie parametri di eccellenza. Potenza, raffinatezza, costruzione sono tutti a livelli ottimi. E’ un ampli molto neutro, oserei definirlo purista. Tutte le frequenze vengono riprodotte in maniera corretta. Non troviamo colorazioni di sorta. Insomma un ampli per tutte le stagioni e tutte le cuffie. Non avrà la liquidità e magia di un ampli valvolare. Ma per chi è in cerca di correttezza timbrica, velocità, potenza, versatilità può tranquillamente fermarsi qui. Il prezzo richiesto è assolutamente in linea con le qualità di quest’ampli. Mi sento di consigliarlo vivamente specie ai possessori di cuffie ortodinamiche di ultima generazione.

 

Pagella

Design e costruzione 5/5 Piacevole. Linea moderna. Costruzione impeccabile. Materiali eccellenti.

Universalità 5/5 Ha tutto quello che potete desiderare da un ampli. Potenza. Tutti i tipi di ingressi e uscite. Gain per cuffie ostiche.

Suono 5/5 Neutro e dettagliato.

Concretezza 5/5 Prodotto completo e ottimamente progettato

Valore 4/5 Rapporto qualità prezzo elevato

Voto complessivo 24/25

 

di Antonio Spadavecchia

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