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Millenium, preamplificatore phono con rete LCR


joe845

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Ben trovati! Questa volta l’occasione è ghiotta per vari motivi: il primo motivo è perché si tratta di un pre phono, da sempre uno dei pezzi più critici e interessanti di un intero sistema, sia per la tipologia di segnali che deve trattare, di livello generalmente molto basso (si va dai pochi mV delle testine MM ai pochi decimi di mV delle testine MC) che quindi richiedono circuitazioni e layout con livelli di rumore estremamente contenuti, sia per l’applicazione della curva di deenfasi con cui deve trattare il segnale, che si può implementare in vari modi (attiva, passiva, splittata, e chi più ne ha più ne metta) e che rappresenta una ulteriore e importante sfida progettuale.

Il secondo motivo è dato dal fatto che il progettista di questo oggetto, che è anche il “deus ex machina” del marchio Millenium, è Walter Gentilucci, noto personaggio dell’hi-fi Italiana e internazionale, apprezzato sia come giornalista, avendo scritto (e ancora scrivendo) per diverse riviste, sia come divulgatore e sia, come in questo caso, progettista elettronico di macchine di assoluto rilievo (come vedremo nel seguito).

Il terzo motivo è che io, di pre phono utilizzanti una rete LCR come deenfasi della curva RIAA finora non ne avevo visti (o meglio, sentiti). Conosco sicuramente la teoria ma di oggetti “finiti” conoscevo solo i kit di componenti (se così possiamo chiamarli) realizzati da alcuni costruttori (di “ferri” ovviamente) e indirizzati ad autocostruttori molto evoluti, o comunque, nel caso di oggetti finiti, si trattava di cose molto elitarie, praticamente introvabili.

 

Per approfondire un minimo, anche se so che sapete già tutto, facciamo un piccolo preambolo: in un pre phono “tradizionale” (passatemi il termine) le costanti di tempo utilizzate per i passa basso della rete di deenfasi, si implementano con reti RC (resistenza e condensatore). In un phono LCR vengono invece utilizzati gruppi LR (sia serie che parallelo). Il maggior guadagno in una circuitazione di questo tipo è che, generalmente, presenta un’impedenza serie minore rispetto a quella RC, permettendo, almeno sulla carta, una dinamica potenzialmente maggiore e un rapporto S/N migliore.

 

Design e costruzione

La circuitazione è stata ampiamente presentata sulla rivista Audio Review, io riporto uno schema di massima per gentile concessione di Walter tanto per dare un’idea di cosa si sta parlando. È un pre phono MM (per le MC quindi dovrete utilizzare un pre pre, io ho provato anche senza e l’oggetto ovviamente funziona, ma la prestazione dell’insieme chiaramente decade) Le due induttanze sono collegate tra i terminali A e B (la prima) e B1 C1 (la seconda). Per ogni stadio di guadagno abbiamo una valvola che guadagna (in questo schema è riportata la ECC83/5751 (ma sul mio esemplare c’era montata una 7062 e Walter mi ha consegnato anche una coppia di ECC81) e una valvola, collegata a cathode follower (ECC88), per pilotare a bassa impedenza il carico successivo (che è la rete RIAA per il primo stadio e l’uscita del pre per il secondo.

Ecco il circuito elettrico “audio”.

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Ed ecco il circuito elettrico “alimentazione”.

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Come potete vedere lo schema non è affatto banale e penso che sia costato un notevole sforzo progettuale all’ottimo Walter. In più possiamo vedere l’alimentazione HT raddrizzata a stato solido e stabilizzata, probabilmente una dei responsabili dell’estrema silenziosità di questo oggetto. Se poi guardiamo l’interno, sia da destra che da sinistra, ci rendiamo conto del valore dell’oggetto. Innanzitutto il layout è completamente dual mono, a partire dai trasformatori (che non sfigurerebbero per dimensioni e fattura in un ampli di media potenza). Quindi trasformatori, alimentatori e circuiti audio completamente separati per i due canali. La fattura delle schede è di prim’ordine così come la scelta dei componenti (resistenze Holco in tutta la circuiteria di deenfasi) e il layout è di buona qualità e molto curato oltre che ridotto al minimo indispensabile.

 

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Nelle foto sopra e sotto possiamo quindi identificare i due trasformatori in basso, le due schede alimentazione HT subito sopra, con accanto le due schede alimentazione filamenti, in alto le due schede audio con, in bella vista, le induttanze Sowther all’interno dei cilindri metallici. A sinistra in alto la schedina degli ingressi / uscite. 

 

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Veniamo al pannello anteriore. Da sinistra troviamo in sequenza lo switch di accensione, il muting, molto comodo durante i cambi dei dischi, il selettore dell’impedenza di ingresso (o almeno della parte resistiva di questa) e il selettore dell’ingresso dato che, come se non bastasse, questo oggetto ha anche due ingressi, una comodità in più.

Due parole per il selettore delle impedenze di carico. La mia testina esce con 24 ohm e la casa la dà per ingressi a partire da circa 200 ohm. Considerando che tra testina e pre ci sono i trasformatori elevatori 1:10, che quindi “trasformano” l’impedenza di un fattore 100, con il selettore a 47K la testina vede un carico di 470 ohm, ottimo direi. In realtà ho ovviamente provato tutte le posizioni e devo dire che l’unica in cui il suono in effetti si “sbraca” è la prima, quella da 15K, qualcosa si sente anche su quella a 22K, da lì in poi non ho sinceramente sentito alcuna differenza; non ci sono stato tanto ma questa è la mia impressione.

 

Tornando alle sensazioni “fisiche” l’oggetto in generale trasmette un ottimo feeling, da componente importante (e tale è veramente!) sia per le finiture che per i materiali utilizzati che per il peso, ne sa qualcosa la mia schiena. Ora, conoscendo Walter, che poco crede alle sedute d’ascolto, dovrei finirla qua, ma secondo voi posso? 😉

 

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Ascolto

L’oggetto è stato messo a confronto con il mio pre phono personale, una replica del famoso (per gli autocostruttori) “Phono 22” presentato da Diego Nardi sulle pagine di CHF un bel po' di anni fa. Questo oggetto a mio avviso è uno dei pre phono meglio suonanti che io abbia sentito, con una “realtà” e una dinamica di assoluto livello, quindi rappresenta un severo termine di paragone. Il resto della catena è composto da un Pro-Ject RPM 9, Benz Wood, pre-pre a trafo con trasformatori Euterpe.
 
I due oggetti, il pre “Walter” ed il mio, se la battono quasi alla pari, almeno fisicamente, essendo due pesi massimi della preamplificazione phono, quindi lo scambio di posto non è stato tra i più agevoli, ma tant’è, qualcosa bisogna pure penare…

Collego il nuovo pre e alzo un po' il volume, con i pre phono, se hai collegato bene a un certo punto del volume senti un leggero soffio se invece c’è qualche contatto lasco sentirai sicuramente un po' di ronzio, nei casi peggiori tutti e due; in questo caso invece non sento assolutamente nulla, alzo ancora, niente. A un certo punto penso che sia tutto spento, no è tutto acceso, allora ci sarà il muting inserito, mi dico, no, neanche quello… Per fortuna, e dico per fortuna, altrimenti avrei fatto venir giù qualcosa, abbasso il volume e metto un disco, alzo e la musica fluisce normalmente. Morale della favola, questo oggetto è il pre phono di gran lunga più silenzioso che io abbia mai provato.
Nessun soffio, nessun ronzio, neanche accennato, niente di niente di niente. Veramente un gran lavoro! E questo “silenzio” ce lo ritroviamo tutto nella grande dinamica di cui è capace questa macchina, veramente di alto livello, un grande effetto live.
Il suono è “grande”, o meglio, a “grandezza naturale” nel senso che tutto è presentato nella giusta misura, senza le esagerazioni artificiali di alcuni oggetti che tentano di impressionare al primo ascolto, per poi alla lunga risultare un po' “pompati”, ma con la giusta potenza quando serve.

 

Un suono molto naturale senza alcun accenno a un minimo di “elettronico” che invece, nel mio riferimento, un po' traspare (rispetto a questo), mai affaticante e giustamente esteso, forse in alto un pelino meno del mio, ma, ripeto, ho come l’impressione che sia il mio a enfatizzare un po' più del dovuto che non il contrario. 

Timbricamente ineccepibile (ça va sans dire per macchine di questo livello) anche la scena è corretta, larga e profonda, con le singole posizioni facilmente localizzabili e stabili, anche con grandi variazioni di volume (cosa non sempre scontata a mio avviso).

Insomma un grande oggetto, sotto tutti i punti di vista, che trova nella dinamica e nella naturalezza le sue eccellenze.
E’ capace di estrarre dal solco la minima nuance, porgendovela delicatamente, così come il colpo di gran cassa, sparandovelo dritto dritto nello stomaco.

 

Conclusioni

Insomma tutto ok? Assolutamente sì se non fosse per una non buona (per ora) notizia. Non so quando e in quale forma (prodotto completo, kit, tutti e due?) quest’oggetto verrà reso disponibile, ne ho parlato un po' con Walter quando ci siamo visti per le consegne, ma sta ancora decidendo. Noi tutti aspettiamo fiduciosi 🙂, nel frattempo eccovi altre informazioni direttamente da Walter.

 

di Giovanni Aste

 

LCR Tube Phono Stage

Il progetto nasce circa due anni fa e viene sviluppato intorno alla deenfasi Riaa di tipo LCR dove l’esempio più noto è la Tango EQ-600P, non più in produzione da molti anni. La caratteristica della 600 è che la rete è a bassa impedenza, nominale 600 ohm. La EQ-600P  si presenta con un contenitore rettangolare al cui interno sono inserite le due induttanze e i componenti, resistenze e condensatori, che compongono la rete Riaa; in parallelo la Tango presentò, nel medesimo contenitore, la EQ-2L al cui interno sono presenti solo le due induttanze.

Nello sviluppo del The Tube LCR ho impiegato le induttanze Sowter 1280 cloni della EQ-2L; i valori sono 1,8 H e 0,45 mH. Il contenitore è cilindrico di mu metal che contribuisce a schermare dalle interferenze elettromagnetiche le due induttanze. Le misurazioni delle Sowter hanno confermato la bontà del prodotto e i risultati sono simili a quelle eseguite sulla Tango. Lo stadio fono è MM.

Si è poi sviluppato un circuito stampato che potesse contenere tutti i componenti; la scheda è per un solo canale. Lo stadio fono si compone di due parti simili, la prima comprende uno stadio a guadagno a cui segue un cathode follower che pilota la rete di deenfasi LCR; a seguire un ulteriore stadio esattamente uguale al precedente.

L’accoppiamento in uscita è tramite capacità; il guadagno è di circa 41 dB e le valvole impiegate sono le ECC81/12AT7 come sezione di guadagno e la ECC88/6922 (o la 6H30 con qualche piccola modifica) come cathode follower. Si possono usare differenti valvole nella sezione a guadagno, con piccole differenze nel circuito elettrico; per esempio la ECC83, la 5965, la 12BZ7, la 7062.

Sono stati impiegati due trasformatori toroidali, uno per ogni canale. L‘alimentazione è a stato solido ed è stabilizzata; al riguardo sono state sviluppati i circuiti stampati con due sezioni ognuno che alimentano una parte del circuito fono di ogni canale. Con questa soluzione l’abbattimento del ripple residuo di alimentazione  è praticamente totale e questo contribuisce ad ottenere un ottimo rapporto s/n. Anche per i filamenti si sono impiegati due circuiti di alimentazione stabilizzati.

E’ stato sviluppato un circuito stampato per gli ingressi direttamente connesso ai pin jack sul pannello posteriore. A bordo ci sono le commutazioni delle seguenti funzioni (asservite da relè, attivabili tramite i commutatori posti sul frontale): la selezione di due ingressi, la possibilità di variare il carico dello stadio fono su 6 differenti valori: 100kohm, 68 kohm, 47kohm, 33kohm, 22kohm, 15kohm, attivazione del muting. La componentistica impiegata è di alto livello: resistenze Holco e Resista, condensatori in polypropilene Wima, Kemet, Vishay. Le valvole sono Nos ECC81 Siemens (7062 GE)  e PCC88 (Tungsram).

Le misurazioni  rilevate al banco di misura sono ottime con una elevata precisione della rete RIAA; contenute le distorsioni e si è ottenuto un ottimo rapporto s/n. Il progetto iniziale fu presentato su Audioreview numeri 429 e 430.

 

di Walter Gentilucci

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12 Comments


Recommended Comments

walge

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Una ulteriore informazione.

Attualmente l'apparecchio si trova in demo nel negozio VDM Group di Roma.

Lo lascerò per qualche tempo anche per capire se desta interesse.

 

Walter

 

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fulvio4468

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Condivido,in quanto il confronto con Diego Nardi n. 22 ( che io posseggo) la dice lunga sulle performance del prodotto.

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Mxcolombo

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@walge se riesci a farlo sentire a Milano, per favore invialo abbinato allo step up triple. A suo tempo me lo avevi fatto provare e ne ho un ottimo ricordo. Grazie,

massimiliano

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skillatohifi

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Sarebbe possibile sapere il suo prezzo di vendita. Grazie. 

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walge

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@skillatohifi

cio, non ho idea al momento.

Sono in contatto con Fiorini di VDM a Roma per trovare una via commerciale al fono ( oltre che allo step up Triple e forse qualcosa di altro))

Ovviamente, non è così semplice.

 

A presto

 

Walter

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Gaetanoalberto

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@joe845 @walge Che bella lettura e che agile scrittura. Ovviamente della parte tecnica, della deenfasi, della originale circuitazione costata fatica etc., grazie alla mia potente ignoranza non ho capito una beata ma, per come avete scritto, il mio cervello é riuscito a far finta di intendere, e la sua parte siciliana ha concluso: << Mizzica! Bonu è...".In bocca al lupoe congratulazioni al progettista e speriamo di vederlo presto in vendita, anche se temo sarà un po' fuori portata. Spero questi complimenti siano memorizzati ai fini della apprezzata scontistica 

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joe845

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grazie per le immeritate parole e grazie a tutti quelli che hanno letto l'articolo, che sia piaciuto o meno.. 😉

G

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