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Lenco LBT-188, un giradischi per i Post-Millennial


appecundria

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La gloriosa Lenco AG è stata una fabbrica di giradischi fondata nel 1946 in Svizzera. I Post-Millennial sono i nati nel III millennio. Cosa ci azzeccano i Post-Millennial con la Lenco? Andiamo a scoprirlo!


Lenco, ieri e oggi

Lenco AG fu fondata dai coniugi Laeng seguendo un iter che oggi si direbbe da start-up. Avevano un negozio di materiale elettrico e la signora Marie cominciò ad assemblare giradischi nel retrobottega. I giradischi dei coniugi Laeng piacevano, era anche il momento storico adatto, e così assembla oggi, assembla domani, l'attività decollò.

 

Lenco L75 brochureNacque così una delle più popolari fabbriche di giradischi dell'età dell'oro del vinile. Il maggior successo commerciale è stato il Lenco L75, giradischi con trazione a puleggia lanciato nel 1967, tuttora ricercatissimo e non solo dai collezionisti, anche da chi lo compra per usarlo quotidianamente. Addirittura è fiorente il modding del Lenco L75 perché è una base che ben si presta a quelle che i nostalgici chiamano le "abarthizzazioni".

 

Un brutto giorno venne a mancare Marie Laeng e con lei mancò la spinta vitale, l'anima, della Lenco. Nel frattempo i giapponesi stavano invadendo il mondo con i cosiddetti "rack", coordinati di qualità a volte discutibile, completi di giradischi ancora più discutibili, ma adatti al boom dell'impianto stereo in tutte le case. Nel 1977 l'avventura della Lenco terminò.

 

Oggi Lenco è un brand di un gruppo olandese che produce in oriente svariate linee di prodotto, tra le quali diversi giradischi.
 

Design e costruzione

Diciamolo subito: il Lenco LBT-188 è davvero bello! Nella versione con base noce finito a specchio e le parti meccaniche color alluminio, causa l'effetto WOW! nell'osservatore Post-Millennial.

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Ha il look di certi giradischi giapponesi di fascia medio alta degli anni '70 e chi non conosce gli originali non farà caso alle differenze costruttive, invero abissali, ça va sans dire. La versione con base in colore legno naturale e parti meccaniche di colore nero è invece di look gradevolmente contemporaneo.


1019788792_LencoLBT-188motore.thumb.webp.b46839f186c51bc9d385078641d30d9f.webpIl nostro Lenco pesa 4,8 Kg, la base è rivestita da un laminato plastico lucidissimo, non è agevole verificare il materiale costruttivo della base stessa, la casa dichiara che è legno. Il perno è dotato di un collarino d'ottone, il piatto rotante da 30 cm. è in metallo e pesa un po' più di 500 grammi, il motorino è fissato alla base con tre viti con minuscole rondelle di gomma ed è collegato al piatto dalla classica cinghia, qui piuttosto corta. Logicamente, con queste premesse, l'avvio è istantaneo, sia a 33 giri che a 45 giri, ma chiariamo agli aspiranti DJ che con questo gira non è possibile fare lo scratch.

I comandi acceso / spento e 33 / 45 sono grossi e comodi da usare, realizzati in plastica rivestita da un sottile strato metallico.

 

Il wow & flutter, che è il grado di precisione e costanza di rotazione, è dichiarato inferiore allo 0,15%. Il rapporto segnale / rumore (S/N) dichiarato è di 55 dB, questa è la proporzione tra il livello del segnale audio e quello del rumore di sottofondo. La casa non dichiara lo standard di misurazione del rapporto S/N, presupponendo che sia quello usuale si tratta di un valore non proprio eccezionale tuttavia - come vedremo più avanti - non ci sono pregiudizi riscontrabili all'ascolto.

 

Le dimensioni sono L 420 H 360 P 125 mm, vista dal frontale la base si presenta slim e appoggia su due bei piedoni in gomma di sagoma tronco-conica, il retro ospita l'elettronica quindi è molto più spesso e poggia su due semplici gommini.

 

Il "pezzo forte" del Lenco LBT-188 è senza dubbio il braccio. L'articolazione è piuttosto sofisticata per la categoria, stabile e priva di gioco (praticamente copiata pari pari da quella Technics). La canna con shell integrato appare essere in alluminio, comunque è sufficientemente sorda e rigida. La lunghezza effettiva del braccio è di 218,5 mm (8.6") e ha un overhang di 0.73in. L'antiskating è realizzato con il classico pesetto, molto funzionale, benché le relative istruzioni di impostazione non siano proprio chiarissime. Il fonorivelatore è una Audio-Technica AT-3600L, una magnete mobile con stilo conico e separazione stereo maggiore di 18 dB. La forza d'appoggio consigliata è di 3 grammi.

 

658367639_LencoLBT-188articolazione.thumb.webp.223bbd54362d4ce1f6e4e60b71f245d9.webpIl Lenco LBT-188 è un giradischi equipaggiato con un modulo elettronico che offre diverse funzioni. Innanzitutto è un preamplificatore phono, in pratica ciò significa che è possibile collegare il gira direttamente all'ingresso linea (cioè aux) dell'amplificatore, è comunque presente l'uscita phono per collegamento ad amplificatori che dispongano dell'ingresso dedicato ai giradischi. La seconda funzione è la conversione A/D, attraverso la porta USB del giradischi è possibile trasferire al PC il vinile già convertito in digitale. Infine c'è il trasmettitore Bluetooth, qui in versione 4.2, non l'ultimissima. Attraverso il Bluetooth è possibile ascoltare il vinile in una cuffia BT oppure inviare il segnale direttamente a diffusori acustici BT.

Infine, il giradischi è dotato di una leggera cappa trasparente incernierata che lo protegge da polvere e urti accidentali.

 

Complessivamente, si può dire che il Lenco LBT-188 sia ben costruito, relativamente alla sua classe di appartenenza. Si tratta naturalmente di un prodotto OEM, ovvero costruito su indicazioni di Lenco da un terzista in Estremo Oriente. Ogni singolo pezzo di questo giradischi si può trovare identico nei modelli entry level di blasonati marchi europei, non tutti insieme però. Il mio giudizio è positivo perché tra quelli che ho visto in fascia entry,  il 188 è quello che monta i migliori componenti.

 

Utilizzo ed ascolto

Il giradischi è preconfigurato in fabbrica, tranne l'antiskating, consiglio comunque la lettura del post Come mettere a punto giradischi e testina: mini guida per neofiti del vinile. La prima cosa che ho voluto verificare è stata la sensibilità del Lenco LBT-188 all'effetto Larsen (il ritorno in cassa), problema atavico dei giradischi leggeri senza controtelaio. Ebbene, questo Lenco, ascoltato attraverso il suo phono integrato, ne è totalmente immune, né si sente alcun effetto del rapporto S/N non eccellente. La prestazione è talmente netta da farmi intuire la presenza di un potente filtro subsonico integrato.
 

Lenco LBT-188-braccio.webpSempre attraverso il suo phono integrato ho collegato il Lenco al mio impianto principale Thorens - Primare - Thiel, non sto a descriverlo oltre perché costa n volte il prezzo di questo giradischi e quindi penso che abbia poco senso. Niente musica classica o barocca, ho messo su il sempreverde Made in Japan dei Deep Purple, copia originale dell'epoca, poi Kid A Mnesiac dei RadioheadTeatro d'ira dei Maneskin. Con questi generi il piccolo Lenco ha sfoderato una buona prestazione, il suono è pieno e potente, però piuttosto virato sul caldo. Per verificare questa sensazione ho messo sul piatto 30 di Adele che mi conferma e rafforza questa sensazione. Penso che sia la AT-3600L a dare questa sensazione (alla fine del test con santa pazienza ho montato velocemente una AT-95 vecchio tipo con stilo ellittico e il timbro è diventato molto più equilibrato).
 

Sempre con su la AT-3600L di serie mi trasferisco nell'home studio del rampollo, attrezzato con una coppia di ottimi mini monitor Samson MediaOne BT3 posti su scrivania. Posiziono il Lenco sulla sommità di un mobile ad un paio di metri dalle casse, attivo il Bluetooth e i dispositivi si connettono immediatamente. Questo è sicuramente l'ecosistema del Lenco LBT-188: la comodità del wireless, il suono gradevolmente analogico, il fascino dell'estetica ispirata al vintage. Il Post-Millennial non può desiderare di meglio.

 

Conclusioni

Il Lenco LBT-188 è un giradischi di fattura economica ma completo di tutte le funzioni che sono molto utili (se non ormai indispensabili) ad un utenza Post-Millennial. In primis la funzione di connessione Bluetooth, grazie alla quale il giradischi può collegarsi direttamente a cuffie e diffusori acustici BT andando a costituire un impianto minimal a se stante o inserirsi nell'ecosistema del personal computer. Il braccio più che decente garantisce un buon tracciamento e la salvaguardia dei preziosi vinili, le prestazioni all'ascolto sono buone ma migliorabili con la sostituzione della testina di serie con una a stilo ellittico dal timbro un po' più aperto, da spenderci una cinquantina di euro. L'estetica è ottima, la reperibilità è universale, sia in negozio, che in megastore, che su Amazon in varie opzioni a partire da 150 euro (fai clic qui).

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