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Indiana Line Tesi 260, diffusori da scaffale


cactus_atomo

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Indiana Line è una realtà consolidata da anni, un marchio che fa parte della storia dell'hifi italiana, caratterizzata da sempre dalla capacità di offrire al pubblico prodotti dal prezzo assai contenuto, fortemente concorrenziali con il resto della produzione nazionale ed estera, garantendo al contempo una buona qualità, dal punto di vista del suono, del livello costruttivo, della presenza “fisica” nei punti vendita e sopratutto della assistenza post vendita e dell'attenzione al cliente, cosa non comune per i prodotti di questa fascia di prezzo. Il catalogo attuale è assai vasto, si articola su più serie differenti, con modelli sia da stand che da pavimento, spesso troppo vicini per caratteristiche e prezzo, la serie Tesi è intermedia e il modello 260 il maggiore da stand, con un prezzo consigliato di 260 euro la coppia.

 

Design

Le Tesi 260 hanno una estetica assai tradizionale e piuttosto anonima, le dimensioni sono quelle di un mini diffusore leggermente ingrassato (15,5 cm x 34 x 30), disponibili in finitura nera o rossa, sono dotate di economici ma utili piedini che impediscono al diffusore di spostarsi accidentalmente.

 

Costruzione

Le Tesi 260 sono un classicissimo due vie compatto, woofer da 16, tweeter da 2,6, reflex anteriore, costruzione solida, peso ragionevole (circa 6 kg cadauna). Vengono consegnate in coppia, in un imballo unico. La morsettiera, monoviring, è comoda e robusta ed accetta diversi tipi di terminazione e cavi anche di buona sezione. La casa dichiara una efficienza di 91 db e una risposta in frequenza di 45-22.000, amplificazione suggerita da 30 a 100 watt. Le griglie parapolvere  sono amovibili, ma non sono fatte per un continuo togli e metti, quindi meglio lasciarle nelle loro sedi.

 

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Suono

Le Tesi 260 sono state provate nel mio studio, di circa 18 mq, per la maggior parte degli ascolti i diffusori sono stati posizionati su stand di circa 90 cm, a 70 cm dalle pareti laterali a e 50 cm dalla parere di fondo, circa due metri di interasse tra i tweeter, punto d'ascolto a circa 2,5 metri (ma sono state ascoltate in altre disposizioni non canoniche (per esempio in libreria o su mensola a muro). Come mia abitudine gli ascolti si sono svolti con cd “normali”, di tutti i generi musicali, e di etichette differenti. Le elettroniche erano un coordinato Legro (un Linn rimarchiato), da circa 40 watt per canale per la parte ampli. Cavi di potenza Supra Classic 2,5.

Il carattere delle 260 viene fuori subito, è un suono compatto, carnoso, leggermente virato verso il medio basso, il che conferisce alla musica riprodotta calore, assenza di fatica di ascolto ed un carattere emozionale impensabile per le dimensioni del diffusore.

Anche in questo caso direi che l'efficienza dichiarata sia un po ottimistica, come anche la risposta in basso.

Il pianoforte, pur mancando della ottava inferiore, resta complessivamente realistico, lo stesso vale per la grande orchestra (il Dies Irae del Requiem di Verdi per esempio), l'immagine  e le dimensioni complessive, però, pur percepibili in larghezza e in profondità, restano un po' piccole, rispetto a quanto ottenibile da sistemi maggiormente impegnativi ed ingombranti.

Le voci sono generalmente valide, quelle maschili rendono più di quelle femminili, i cori non impastano e si staccano bene dalla massa orchestrale.

Con la musica amplificata le Tesi si difendono molto bene, manca ovviamente la visceralità e la SPL dei concerti live, ma l'approssimazione che si riesce ad ottenere in ambienti non dedicati è davvero molto buona (e con i miei 40 watt il livello ottenibile era maggiore di quello che l'ambiente richiedeva), anche a livello di coinvolgimento emotivo. Per le loro caratteristiche le Tesi 260 si prestano bene ad essere utilizzate anche nei sistemi home theather, sia come frontali (per sistemi HT minimali) che come surround, uso per il quale sono forse sprecate.

 

Universalità

Le Tesi 260 non sono un diffusore “ostico”, si pilotano facilmente con 20 watt (ma ne digeriscono anche molti di più), grazie alle ridotte dimensioni possono stare praticamente ovunque, eviterei di incassarle troppo per non dare eccessiva enfasi al medio basso.  Il posizionamento su stand non è obbligatorio, ovviamente, anche in questo caso giova orientarle leggermente verso l'ascoltatore.

 

49684646_IndianaLineTesi260.jpg.09659e0076621c7c844519d9187baef8.jpgValore

Il listino ufficiale delle Tesi 260 è di 260 euro, veramente incredibile per i risultati ottenuti. Non mi piace parlare di ammazzagiganti (e queste Indiana Line non lo sono ne vogliono esserlo), ma questo diffusore è davvero una sorpresa, un prodotto in grado di coniugare prestazioni ragionevolmente valide, facilità di collocazione in ambiente, interfacciabilità, reperibilità ad un costo molto più che accessibile. Non vedo molti rivali per questo diffusore nella sua fascia di prezzo, da ascoltare assolutamente da parte chi ha budget limitato, non si fida dell'usato ma vuole comunque ottenere un risultato di qualità.

 

Concretezza

Queste Indiana Line centrano perfettamente l'obiettivo di offrire all'utente un prodotto molto concreto, essenziale, che non concede nulla alle mode del momento e che bada al sodo, sacrificando tutto quello che farebbe salire il budget senza riflettersi in modo evidente sul suono.

 

Conclusioni

Pur essendo, complessivamente, un diffusore universale, senza particolati controindicazioni per nessun genere musicale, queste Tesi 260 mi sembrano perfette per un pubblico giovane, adolescenti e studenti, tipicamente squattrinati, con a disposizione spazi limitati, ma amanti della musica e stufi di doversela sorbire da impianti scadenti, una tipologia di acquirenti che non ascolta solo classica o jazz raffinato, ma anche e sopratutto pop, rock, metal, che ha bisogno di un diffusore generalista, adatto alla musica, ai film (magari pure alle playstation), ma che alla bisogna possa essere utilizzato anche per una festicciola casalinga basata su rap, house e disco, un diffusore che possa suonare a lungo senza stancare le orecchie, che possa rendere piacevole l'ascolto a volumi condominiali o mentre si studia, ma che in caso di necessità possa essere “spinto” a fare anche un po di sano “fracasso”. Un diffusore da primo impianto che va già bene così ma che ha le premesse per far crescere la passione per l'audio di qualità.

 

Pagella Indiana Line Tesi 260

Design e costruzione. 3/5. Aspetto tradizionale e scarno, dalla costruzione economica ma adatta allo scopo.

Suono. 3/5. Suono valido e notevole in relazione al prezzo.

Universalità. 4/5. Diffusore estremamente versatile.

Concretezza. 5/5. prodotto molto concreto, essenziale.

Valore. 5/5. Ottimo rapporto qualità prezzo.

Voto complessivo. 20/25

 

di Enrico Felici

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  • Thanks 2

4 Comments


Recommended Comments

Con un Rotel RA1, queste Tesi funzionano, senza troppi riguardi, da anni in camera di mio figlio.

Sono state davvero un ottimo investimento.

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bene! bella recensione! completa e dettagliata! per me indiana line è imbattibile per rapporto qualità prezzo... per quello che le paghi valgono e rendono molto di più... nella mia ex cameretta dai miei genitori avevo delle minuscole indiana line nate per gli effetti sorround ma che si possono usare anche nel 2.0. ebbene sembrava di avere delle casse ben più grandi e potenti... poi pur con il wofeer di soli 10cm un basso niente male! 

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Condivido l'alto apprezzamento per i prodotti Indiana Line. Io, per motivi familiari, ho dovuto investire sulle cuffie, per cui l'ascolto dei diffusori è per me secondario ed occasionale. Allora ho scelto di spendere poco, ed ho acquistato una coppia di Indiana Line della serie più "basica", ossia le Nota 550 ultima serie, che - accoppiate ad un finale costruito attorno ad un modulo Hypex Ncore - suonano benissimo, con una ricostruzione scenica tridimensionale ed un timbro caldo e credibile. Non fanno rimpiangere realizzazioni che costano tre o quattro volte di più.

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io le ho, provate accoppiate sia con marantz 2225 o 2230 e nad 3020, 3030, 3045 sono finite in cantina, mi spiace andare contro corrente, costano sui 250/300 euro, per mia opinione investite 50 euro in più per delle Klipsch R51 che sono una spanna sopra.

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