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DaaD di Acustica Applicata. Dispositivi passivi per trattamento acustico


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Quando ho accettato di svolgere la prova di questi dispositivi, nati per migliorare acusticamente le sale d'ascolto degli audiofili o le sale di registrazione, non mi sono reso immediatamente conto del tempo e della fatica che avrei dovuto spendere.

É stata un'esperienza sicuramente importante e formativa per la mia “carriera d'ascoltone” ma anche allenante fisicamente: non tanto il peso, comunque non disprezzabile, ma i metri cubi di materiale spostato sono stati assolutamente rilevanti. Chiedere al corriere e alla segretaria del mio ufficio.

 

Acustica Applicata

L'azienda Acustica Applicata nasce nell'ormai lontano 1992 e, come si intuisce anche dal nome, la spinta e l'interesse primario dei suoi fondatori era rivolto alla produzione e alla commercializzazione di elementi acustici modulari per il trattamento di ambienti d'ascolto. Negli anni seguenti l'azienda ha acquisito la distribuzione di un importante marchio di diffusori made in Usa, parliamo naturalmente di Avalon Acoustics, e più recentemente dei cavi in alluminio De Antoni, ma non ha mai dimenticato le proprie origini: infatti il catalogo, oltre ai Daad nelle varie versioni 2, 3 e 4, si è arricchito con Studio Daad ed EcoDaad e anche con i risuonatori acustici Polifemo e Phemo. Inoltre sono a disposizione una serie di strumenti per analizzare strumentalmente le caratteristiche fondamentali del suono di un sistema hi-fi in una determinata sala ed anche un servizio di consulenza acustica a domicilio.

A corredo di questa vasta serie di prodotti vi è una più che esauriente documentazione e, impagabile, la grande preparazione e la disponibilità di due Signori come Italo Adami e Fabio Liberatore.

 

Design e Costruzione

I Daad sono realizzati, almeno per quanto concerne la parte visibile esterna, con un lamierino stirato microforato, di colore bianco o nero, chiuso alle estremità con due “tappi” in legno. L’altezza tipica di questi dispositivi è di 110 cm, ma possono essere realizzati, come è avvenuto anche nel mio caso, su misura per meglio adattarsi agli spazi e agli arredi esistenti. I modelli disponibili sono il Daad 2, il Daad 3 e il Daad 4 e formalmente differiscono fra loro per il diametro (22, 28, 39 cm), che determina la frequenza di taglio che è rispettivamente 120, 70 e 50 Hz, e per il numero di lobi di cui è costituito il corpo centrale verticale.

Ognuno di essi possiede, oltre ad uno o più lobi assorbenti a seconda del modello, almeno un lobo riflettente che interviene a frequenze superiori ai 400 Hz. Questo stratagemma costruttivo permette, con la semplice rotazione del dispositivo, di giocare con l’energia sonora, di assorbirla o restituirla in ambiente a seconda delle necessità.

A complemento dei succitati Daad, nel catalogo di Acustica Applicata troviamo altri due prodotti: lo Studio Daad, sostanzialmente un DaaD 2 equipaggiato con un'asta telescopica interna innestata su treppiede che permette di posizionarlo da 23 a circa 100 cm dal pavimento, e gli Eco Daad, efficaci a partire dai 260 Hz, che grazie alla loro forma semicilindrica sono facilmente applicabili al soffitto e alle pareti o possono anche essere appoggiati al pavimento.

DaaD-Group.jpg.81335320182b06d9cdfda3b0a8d69bd0.jpgTutti questi prodotti in fase di trasporto sono contenuti all’interno di robusti imballi, che potrebbero benissimo andar bene anche per diffusori dal peso di oltre 50 kg, e non sono accompagnati da alcuna documentazione dal momento che il manuale e moltissimi altri utili articoli sono disponibili, non solo per i clienti ma anche semplicemente per i curiosi, sul sito internet, che vi consiglio di consultare, di Acustica Applicata.

 

Suono

Per relazionarvi sullo svolgimento e sui risultati di questa prova più che descrivere nel dettaglio l’impianto stereo utilizzato, che è più o meno quello delle prove precedenti, è sicuramente più importante definire l’ambiente d’ascolto, la posizione di diffusori e punto d’ascolto, il tipo di arredi presenti.
La mia sala, non dedicata esclusivamente alla musica, misura 584 cm di lunghezza, 400 di larghezza e 278 di altezza, è arredata con due divani e alcuni metri di librerie posizionati come indicato nel grafico n.1. Alle pareti alcuni quadri, incorniciati ma privi di vetro, un tappeto a pavimento e abbondanti tendaggi a coprire gli infissi esterni. L’impianto è posizionato su un lato corto in corrispondenza di un'ampia finestra, la distanza dal frontale dei diffusori (presa dal tweeter) alle pareti laterali, alla parete a loro retrostante e dei diffusori fra di loro è rispettivamente di 90/177/220 cm. Inoltre la distanza del punto d'ascolto ai diffusori è 287 cm in diagonale e 265 cm sulla perpendicolare, mentre quella alle pareti laterali 200 cm e alla parete retrostante 142 cm.
In corrispondenza dei punti di riflessione primaria, alle spalle dei diffusori, sono presenti un paio di pannelli assorbenti che misurano (LxH) 60x120 cm.
Per dare un quadro esaustivo della situazione è indispensabile che dichiari almeno quali sono stati i diffusori utilizzati durante il periodo in cui ho potuto godere della presenza dei Daad in sala. Oltre ai miei “cassoni” d'ordinanza, le sempreverdi Revel Ultima Studio, ho testato le nuove Opera Grand Callas e per alcune settimane anche una coppia di Altec A7.
Se si vuole testare i dispositivi in oggetto, questa serie di informazioni, comprese le carenze del suono su cui si vuol intervenire (ad esempio poca articolazione, suono concentrato tra i diffusori, sbilanciamento dx-sx del fronte sonoro, assenza di profondità, scarsa focalizzazione, bassi lunghi, alti stridenti, ecc.), vanno trascritte e trasmesse ad Acustica Applicata che provvederà ad analizzarle e realizzare un trattamento su misura.
Nel mio caso, per fortuna, non vi erano grossi difetti da correggere, la sala ha delle buone misure e modi di risonanza non significativamente problematici, ma desideravo maggior articolazione in gamma bassa, una migliore focalizzazione e una maggiore larghezza del palcoscenico sonoro.

Dopo un breve periodo mi è stato proposto l’insieme di Daad per trattare la mia sala, costituito da n.2 Daad 4, n.4 Daad 3 standard e n.3 Daad 3 di altezza pari a 75 cm. In aggiunta ai nove elementi anche uno Studio Daad.

La prima configurazione consigliatami, visibile nel grafico n.2, prevedeva l’inserimento di una colonna formata da un Daad 4 e un Daad 3 negli angoli dietro ai diffusori, dello Studio Daad dietro al mobiletto porta elettroniche e dei tre DaaD 3 a misura sopra le librerie.

Fin da subito i cambiamenti mi sono apparsi evidenti con un suono che andava nella direzione voluta e richiesta ad Acustica Applicata. L’affinamento di questa prima soluzione ha comportato, soprattutto per la mia poca dimestichezza con questi prodotti, alcuni giorni di prove intense. Ricordo comunque che le variabili in gioco non sono poche dal momento che ogni dispositivo non va solamente movimentato sul piano orizzontale, ma anche ruotato indirizzando il lobo riflettente verso una direzione specifica.
Una prima modifica è avvenuta con l’inserimento di una coppia di DaaD 3 negli angoli dietro al punto d’ascolto e ciò ha prodotto, come era intuibile, una miglior precisione della gamma bassa ed anche una maggior micro dinamica.

Ho testato questa disposizione per diverso tempo fino a quando non mi sono convinto che mancava un po’ di ariosità e brillantezza in gamma alta.

Dopo un confronto con Fabio Liberatore ho modificato la disposizione del trattamento acustico, togliendo i Daad 3 a misura sopra le librerie e formando tre colonne di altezza simile in corrispondenza della parete retrostante al punto d’ascolto: questo ha permesso di guadagnare nuovamente quella ricchezza in gamma alta migliorando al tempo stesso la pulizia della gamma medio-bassa e la stabilità della scena sonora.

La condizione precedente non posso dire fosse errata: quei tre Daad 3 sopra le librerie andavano a controllare le riflessioni del soffitto che sono in genere fra le più problematiche ma evidentemente assorbivano anche molta energia in gamma alta limitando un po’ la brillantezza del suono. A parte piccoli spostamenti e una serie infinita di affinamenti questa è la configurazione che ho più apprezzato a casa mia, sia con le Revel, sia con le Opera Grand Callas.

Questi ultimi diffusori hanno un’impostazione molto diversa dalle Revel, con una gamma medio-bassa molto generosa, che si può comunque controllare aprendo o chiudendo i tre condotti reflex posti sulla parte posteriore o agendo sull’interruttore che inserisce l’equalizzazione della risposta alle basse frequenze.
Con queste altre “voci” la configurazione ottimale si è rivelata praticamente la medesima di quella affinata con le Revel. Sono state effettuate solo piccole rotazioni dei Daad ed avanzato lo Studio Daad quasi fra i diffusori invece che a fondo sala dietro al tavolo porta elettroniche. Alcuni parametri, soprattutto l'articolazione e il controllo della gamma medio-bassa, rispetto alla condizione di partenza (senza alcun trattamento), ne hanno tratto un buon beneficio.

Una prova particolare e molto interessante è stata quella con le mitiche Altec A7, diffusori vintage con caricamento a tromba (tromba-reflex per il basso), che ho avuto per un po' di tempo.

Com' era prevedibile, un po' per la minore energia in gamma bassa prodotta (l'estensione in basso è più limitata rispetto a Revel e Opera), un po' per il tipo di emissione, il trattamento che era ottimale in precedenza è diventato inadatto ed eccessivo.

Per raggiungere un buon equilibrio timbrico e ottenere un suono ricco di armoniche è stato necessario ridurre drasticamente la presenza dei Daad in sala, mantenendo solo la coppia di Daad 4 e 3 agli angoli della parete frontale e nient'altro.

 

Universalità

Una delle caratteristiche vincenti di un prodotto come i Daad è proprio la flessibilità e l'adattabilità ad ogni tipo di ambiente. Come per tutti i dispositivi non fissi è possibile posizionarli e riposizionarli, per passi successivi, fino al raggiungimento dei risultati migliori e più convincenti. La loro conformazione, la presenza di una parte diffondente e una assorbente ne permettono una assoluta adattabilità. Inoltre anche se la misura standard in altezza è prefissata a 110 cm, è possibile ottenere da Acustica Applicata dei Daad di dimensioni personalizzate.

 

Valore

Il costo di un trattamento Daad è rilevante, basti pensare che la fornitura da me utilizzata ha un prezzo di listino che supera i 5600 euro. Va precisato però che il trattamento acustico, vale per i Daad ma anche per qualsiasi altro prodotto, può anzi deve crescere per piccoli passi ed evolversi nel tempo per step successivi.

I prodotti concepiti per il trattamento acustico delle sale d'ascolto sono sicuramente destinati a un pubblico ampio, formato da audiofili esperti e meno esperti, ma nel caso dei Daad anche se apportano, come abbiamo visto, dei miglioramenti sonori tangibili, considerando il loro prezzo d'acquisto e il numero di dispositivi minimi necessari, dobbiamo necessariamente rilevare che sono prodotti rivolti a migliorare la resa sonora di impianti audio di un certo pregio.

 

Conclusioni

Penso che ogni audiofilo dovrebbe cercare di ottenere il massimo dal proprio ambiente d'ascolto con l'inserimento di un trattamento acustico passivo invece che dannarsi l'anima cambiando componenti hifi con la velocità con cui ci si cambia i calzini, o adottando i tanti e bizzarri tweaks audio estremi che ci hanno inizialmente divertito e poi annoiato e indispettito. Anche se l'interesse per questo tipo di prodotti è senz'altro maggiore che in passato, non possiamo non notare come sia ancora più attraente cambiare un cavo, o l'amplificatore piuttosto che “sporcarsi” le mani e approfondire un tema tanto sconosciuto ma fondamentale come l'acustica negli spazi chiusi.
Se anche uno solo di coloro che leggeranno questo mio scritto saranno invogliati dall'intraprendere questo fruttuoso percorso, con Daad o qualsiasi altro dispositivo per il trattamento passivo ambientale, ne sarò molto felice.

 

Pagella Acustica Applicata Daad

Design e costruzione 4/5 Design migliorabile, ma buona la realizzazione e la fattura.

Universalità 5/5 Pressoché totale, adattabilità spinta ai massimi livelli.

Suono 5/5 Una volta disposti correttamente e in giusta quantità si riescono ad ottenere ottimi risultati.

Concretezza 5/5 Molto efficaci e capaci di risultati immediati.

Valore 4/5 Rapporto qualità/prezzo adeguato ma considerato il loro costo non è possibile inserirli in ogni sala d'ascolto.

Voto complessivo 23/25

 

di Pierfrancesco Fantin

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2 Comments


Recommended Comments

Da quando mi introdussi, in giovane età, nel mondo dell’HiFi, parliamo della fine degli anni ottanta, non ci volle molto a capire che l’ambiente in cui suonavano i mie primi modesti impianti, aveva una peso rilevante nel successo o nell’insuccesso del risultato sono finale. Avendo da subito avuto un ambiente dedicato di grandi dimensioni, ma molto riflettente, mi confrontai con le problematiche che ne derivavano. Leggendo, a quel tempo, molte riviste di Alta Fedeltà, mi informai su come approcciare la disposizione dell’impianto nell’ambiente e come questo influiva sul suono. Ben presto mi resi conto, che era inutile cambiare pezzi su pezzi, se non mettevo mano ad un trattamento, seppur minimo, del mio ambiente. È così feci. Contattai un’azienda specializzata, che mi fece un’analisi dell’acustica dell’ ambiente e iniziai a fare un trattamento basico a base di tube traps e pannelli assorbenti. Alcune cose le acquistai, altre le costrii (al tempo, i soldi erano pochi), sulla base di indicazioni ricevute ed esperimenti fatti. Riuscii, ad ottenere un risultato soddisfacente, che mi permise, negli anni 90, di assemblare impianti anche di una certa caratura, con grande soddisfazione. Da quei tempi, ad oggi, ho sempre considerato l’ambiente e il suo trattamento, come un anello fondamentale, della catena di riproduzione.

Venendo al post sopra, non posso che confermare quanto scritto, e nel particolare, pur non avendo mai avuto prodotti di Acustica Applicata, mi è capitato molte volte, di ascoltare impianti inseriti in ambienti trattati con i loro prodotti, riscontrando sempre un eccellente risultato sonoro. Purtroppo, oggi, il mio impianto è inserito in un soggiorno arredato, di modeste dimensioni, che ho parzialmente trattato con buoni risultati, ma che non mi permetterebbe di inserire i prodotti di questa azienda. Il mio sogno, di ritornare ad avere una stanza dedicata, che mi permetta di fare un trattamento più radicale e professionale, dovrà attendere fino a quando non riuscirò a cambiare casa. 

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@iBan69 sono nella tua stessa condizione (soggiorno arredato). Sono riuscito ad inserire 4 daad negli angoli dietro ai diffusori e un Volcano al centro tra i diffusori e la loro influenza si è fatta sentire eccome. Immagino cosa si possa fare in un ambiente completamente dedicato all impianto. 

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