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Come scegliere il subwoofer: mini guida 2020 per neofiti


appecundria

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Per alcuni il subwoofer è fatto per l'home theater e i suoi effetti nella riproduzione audio musicale sono dubbi o addirittura negativi: ebbene non è così, se progettati e soprattutto installati in modo appropriato, i subwoofer possono essere estremamente efficaci. Bassi eccessivi o scarsamente definiti, come pure un evidente buco nello spettro delle frequenze nella regione di crossover tra gli altoparlanti satellite e il subwoofer, sono per lo più imputabili ad una cattiva scelta e/o ad un posizionamento errato in ambiente. E allora, non c'è niente di meglio di una mini guida di Melius per aiutare gli appassionati neofiti a fare la scelta giusta di subwoofer per alta fedeltà due canali entro i 600 euro. Buona lettura, buona scelta e buona musica!

 

Caratteristiche tecniche principali

La membrana dell'altoparlante emette da due facce, fronte e retro, che vanno isolate tra di loro. La tecnica usata per fare questo è detta "carico acustico" dell'altoparlante, questo compito è svolto dal mobile. Esiste una decina di carichi acustici diversi ma quelli che ci interessano per questa guida sono solo due: sospensione pneumatica e bass-reflex. Nei subwoofer caricati in sospensione pneumatica (sealed), il mobile è completamente chiuso, questi sono generalmente più compatti ed è più semplice inserirli in ambiente, specialmente accostati alle pareti. La risposta alle variazioni rapide di ampiezza (come nella fase d'attacco dello strumento) di un woofer in sospensione pneumatica è ottima. D'altra parte, il suono emesso da un sub bass-reflex (ported) è più forte di quello di un sealed e scende più in basso grazie all'apertura di un condotto verso l'esterno. Una via di mezzo sono i subwoofer bass-reflex con passivo (radiator) sono compatti come i sealed e riescono ad avere un accordo a frequenze molto basse come i reflex. Purtroppo questi sono più complessi e costosi dei due precedenti perché al posto del condotto hanno un altoparlante passivo.434167907_Bassreflex-Gehuse_(enclosure).png.2b013e473db011583dd2fa729ac22051.png

Un'altra differenza nel mobile è il design Down-firing o Front-firing: la differenza sta nella direzione dell'altoparlante. Se è rivolto verso il basso, è un subwoofer down-firing, se invece emette il suono dalla parte anteriore, si dirà front-firing. E' difficile ricavare da questo dato delle indicazioni precise sul comportamento del sub in ambiente, ci sono altre caratteristiche più incisive, tuttavia molto genericamente si può dire che nel design down-firing il pavimento funge da superficie riflettente, col risultato di avere spesso bassi più immanenti e minori onde stazionarie. I subwoofer front-firing diffondono invece il suono direttamente nell'ambiente, ciò può tradursi in bassi più accurati e veloci. Nell'illustrazione, linkata da Wikipedia, è mostrato un design front-firing caricato in bass-reflex a condotto anteriore.

I sub hanno generalmente a bordo una amplificazione dedicata, tipicamente in Classe-D, una topologia che offre elevate potenze e bassi consumi con una minima produzione di calore. La Classe D utilizza un tipo di uscita noto come Pulse Width Modulation (PWM) che commuta tra soltanto due stati (per questo  è detta "digitale"). Per fare questo, gli amplificatori di classe D richiedono un filtro di uscita che potrebbe influire sulla qualità del suono. La topologia BASH Tracking utilizza un amplificatore di Classe D solo per tracciare il segnale di ingresso e regolare la tensione disponibile per alimentare un amplificatore di classe A/B, eliminando così il filtro di uscita.

Crossover passivi e altri circuiti analogici hanno dei limiti funzionali, il DSP è un processore dedicato all'elaborazione dei segnali nel dominio digitale. Modellando digitalmente il suono, le possibilità sono quasi infinite per quanto riguarda la correzione dei difetti naturali di un altoparlante. Il subwoofer è un ottimo candidato per l'elaborazione DSP poiché è un progetto in cui un unico progettista controlla l'altoparlante, il mobile e l'amplificatore, il risultato può essere una risposta acustica estremamente fedele alle specifiche di progetto.

 

Connessioni e comandi

Il sub è un componente in sé piuttosto semplice, il pannello si riduce generalmente ai quattro elementi che seguono.

Connessione “LINE IN” (Ingresso linea). Molti degli attuali amplificatori sono dotati di un’uscita contrassegnata "Subwoofer Out" o "LFE" che offre un segnale mono già filtrato. In alternativa si possono collegare le uscite "Pre Out" dei canali sinistro e destro agli ingressi sinistro (L/LFE) e destro (R) del subwoofer. Come terza opzione c'è quella di collegare i morsetti dei diffusori dell'amplificatore con i corrispondenti del sub. Questa in verità è la scelta di molti audiofili esperti (potrei anche dire incalliti), tuttavia ad un principiante la consiglio come ultima opzione, ogni cosa a suo tempo.

Comando “LEVEL” (Guadagno). Regola il volume di ascolto del sub, va impostato una volta per tutte allineando il livello a quello dei diffusori principali fino ad ottenere il risultato voluto. Completata questa impostazione, il comando del volume sull’amplificatore dell’impianto regolerà contemporaneamente il volume sia del subwoofer sia degli altoparlanti principali.

Comando “LOW-PASS” (Passa-basso). Il punto di crossover prescelto determina la frequenza alle quale le basse frequenze vengono trasferite al subwoofer. Impostare il punto di crossover in base alle dimensioni dei diffusori principali. Come regola generale, per altoparlanti da pavimento, più grandi, impostare il punto di crossover tra 50 e 80 Hz, mentre se si usano piccoli altoparlanti da scaffale ovvero “satelliti” come altoparlanti principali, impostarlo tra 80 e 120 Hz.

Comando “PHASE”. Questo comando adatta acusticamente il subwoofer ai diffusori principali aiutando a correggere le differenze di fase meccaniche ed elettriche.

 

Posizionamento in ambiente d'ascolto
Un altoparlante posto in una stanza può teoricamente fornire un'energia dei bassi 64 volte maggiore in un posizionamento piuttosto che in un altro, questo significa che un altoparlante deve trovarsi in un posto specifico per mantenere i suoi bassi in equilibrio con il resto del suono. Il posizionamento del subwoofer in un ambiente non dedicato all'ascolto comporta sempre dei compromessi ed è condizionato da esigenze concorrenti come arredamento, estetica, spazio disponibile, area calpestabile. Tuttavia l'ambiente è parte integrante del sistema di riproduzione ed ogni stanza ha i suoi problemi di ordine acustico, problemi che bisogna cercare di mitigare col migliore posizionamento del sub. Le basse frequenze sono non direzionali, se posizionato correttamente un buon subwoofer non dovrebbe rivelare la sua posizione, tuttavia subwoofer non ben progettati tendono però a generare rumore fuori dalla loro banda (distorsione armonica e rumori udibili delle porte), ciò rende la loro posizione facilmente rilevabile e maschera anche la gamma media dai diffusori. Assumendo di avere un prodotto di qualità, bisogna considerare che le riflessioni, le onde stazionarie, la risonanza e l'assorbimento influenzano fortemente le prestazioni e che la vicinanza di un sub a una parete piatta può causare un suono rimbombante e sgradevole.400px-Standing_wave_2.gif

Il principale problema è proprio l'onda stazionaria (l'animazione che vedete è linkata da Wikipedia), una risonanza a bassa frequenza che si verifica tra due pareti opposte, le onde stazionarie  causano un aumento di livello ad alcune frequenze, un'estensione della durata del suono a quelle stesse frequenze e alcuni profondi cali ad altre frequenze. Il fenomeno non si verifica allo stesso modo in punti diversi della stanza, questo è il motivo per cui la resa di un sub varia da punto a punto pur nella stessa stanza. Insomma, si tratta di provare a collocarlo in vari punti e a regolare i comandi su diverse posizioni fino a trovare la configurazione adatta alla stanza e alle proprie preferenze. Il posizionamento del subwoofer nella parte anteriore della stanza è il più comune e di solito si traduce nella migliore fusione con i diffusori, d'altra parte un posizionamento nell'angolo può aumentare notevolmente l'uscita del subwoofer. Conviene quindi cominciare col sub posizionato tra i diffusori (non necessariamente al centro) e discostato dalla parete di fondo, ascoltare, poi accostarlo alla parete di fondo, ascoltare, poi spostarlo verso l'angolo libero più vicino e ascoltare ancora. Prendetevi il giusto tempo, anche qualche giorno di ascolto per valutare ciascuna posizione non guasterà. Due sub oppure solo uno? In genere un buon sub è in grado di sonorizzare al meglio anche un tipico ambiente italiano di medie dimensioni, però c'è da dire che con due subwoofer aumenta notevolmente la densità modale nella stanza. Il risultato è una risposta in frequenza più fluida in più posizioni di ascolto nella stanza, con meno potenziale per irregolarità evidenti nella risposta in frequenza. Consiglio: cominciate con uno, poi quando (se) vorrete fare upgrade, valutate la possibilità di prenderne un altro uguale. Accessori utili: in caso di eccessive vibrazioni trasmesse al pavimento, provate i GorillaGrit e se non bastano si può passare ai SoundCare. Potrà essere utile anche un buon cavo come il Focal Elite. Un ultimo pro memoria: i subwoofer hanno magneti grandi e potenti, tenete il vostro sub distante da apparecchi sensibili.

 

I magnifici 5

Ed eccoci giunti al momento delle scelte. Non ho considerato "degni" woofer di taglio inferiore ai 25 cm, e pur restringendo il budget ad una fascia tra i trecento e i seicento euro, le opzioni possibili d'acquisto restano dozzine. Quindi, senza la pretesa di emettere giudizi assoluti, ho scelto i rappresentanti di cinque interpretazioni diverse del ruolo "subwoofer budget per alta fedeltà due canali", ecco a voi i magnifici cinque sub consigliati per un neofita... ma non solo per lui!

 

Magnat Tempus Sub 300A61fMRYUEnTL._AC_SL330_.jpg

Woofer da 30 cm in reflex

120 watt in Classe D con LPC

Front-firing con condotti posteriori

 

Presentato nel 2017, il Tempus 300A monta un altoparlante da 300 mm a lunga escursione con membrana in cellulosa dopata, la bobina mobile long-throw è ventilata, il magnete è stato messo a punto con l'ausilio di un Klippel Distortion Analyzer. Il woofer è caricato in bass reflex, front-firing, con condotti sul lato posteriore, bisognerà distanziarlo un po' dalla parete di fondo. L'amplificazione è fornita da un Classe D da 120 watt RMS con la circuitazione Magnat chiamata LPC Circuit, questa equalizza la risposta dei bassi più profondi nella gamma udibile e protegge il subwoofer tedesco da frequenze subsoniche (cioè non udibili) che potrebbero causare danni all'altoparlante. Magnat non specifica se si tratti di un DSP o no. La fase è commutabile 0/180°. Il cabinet è in MDF grado E1 con bracing interno, griglia frontale removibile, disponibile in finitura marrone o nera. Le dimensioni sono 355 x 447 x 445 mm, il peso è di 16,3 Kg.

In sintesi: il Tempus 300A è un prodotto progettato e costruito bene, sia pur badando al sodo, e permette l'ingresso nel mondo dei veri subwoofer per hi-fi stereo con l'impegno economico minimo possibile. Link a disponibilità e prezzi.

 

Klipsch Reference 10SWI71FrjvJFBsL._AC_SL500_.jpg

Woofer da 25 cm in reflex

150 watt in Classe D

Front-firing con condotto posteriore

Wireless

 

In produzione dal 2016, il R-10SWi è un wireless subwoofer, ha cioè la possibilità di essere posizionato esattamente nel punto più adatto avendo bisogno soltanto dell'alimentazione elettrica, la connessione non è a standard Bluetooth ma a 2.4 GHz. L'altoparlante è da 10" con l'iconica membrana spun-copper IMG (injected molded graphite) di Klipsch, caricato in bass reflex, front-firing, con condotti sul lato posteriore, bisognerà distanziarlo un po' dalla parete di fondo. L'amplificazione è fornita da un Classe D da 150 watt RMS. La fase è commutabile 0/180°. Il cabinet è in MDF, la griglia frontale è removibile, la finitura è in vinile nero satinato, il tutto si presenta con un bel look vintage. Le dimensioni sono 317 x 355 x 399 mm, il peso è di 11,6 Kg. In sintesi: compatto e wireless, il Reference-10SWI trova posto ovunque. Link a disponibilità e prezzi.

 

JBL LSR310S

Woofer da 25 cm in reflex613afGAreUL._AC_SL500_.jpg

200 watt in Classe D

Down-firing con condotto anteriore

Ingressi bilanciati

Uscite bilanciate filtrate

 

JBL ha introdotto nel 2017 la Serie 3 Monitor con questo sub che è un vero studio monitor, come si vede subito dal pannello connessioni e comandi piuttosto raro da trovare in hi-fi.Il woofer da 10" progettato per questo sub offre un'estensione a bassa frequenza fino a 27 Hz e 113 dB SPL di picco massimo. Il carico è bass-reflex con un condotto anteriore di forma brevettata, la Slip Stream. Il modulo amplificazione è in Classe D e offre 200 Watt, potenza necessaria a supportare l'equalizzazione XLF. il pannello offre infatti tre impostazioni di crossover: 80 Hz, XLF, esterno. L'impostazione 80 Hz implementa i filtri passa alto e passa basso per l'accoppiamento con monitor da studio JBL o di altri produttori. L'impostazione esterna esclude tutti i filtri, consentendo l'uso di un crossover esterno. L'impostazione XLF attiva un filtro passa alto 120 Hz in combinazione con un tuning a bassa frequenza che avvicina il 310S al sound dei sistemi di riproduzione dei club. La fase è commutabile 0/180°. Sono presenti ingressi e uscite bilanciati con prese XLR e 1/4", le uscite sono filtrate dal crossover e dunque mandano ai diffusori il segnale privo delle frequenze riprodotte dal sub, realizzando così un vero sistema multiamplificato. Il mobile è rifinito con vinile nero, le dimensioni sono 448 x 381 x 398 mm, il peso è di 15.6 Kg.
In sintesi: un sub da studio impiegabile anche a casa, ideale per chi ha dei monitor amplificati con ingresso bilanciato. Link a disponibilità e prezzi.

 

A11iVLwkEHL._AC_SL330_.jpgELAC Debut 2.0 Sub-3010

Woofer da 25 cm in reflex

200 watt BASH-Tracking

Front-firing con passivo inferiore da 25 cm

DSP

AutoEQ

 

Nato nel 2018 dall'opera del guru americano Andrew Jones (già progettista di Kef, Infinity e TAD), il 3010 porta nella categoria "budget" alcune tecnologie viste fin'ora solo in "premium".

Questo Elac mostra subito un elevato livello costruttivo, il mobile è in MDF conforme CARB2, una traversa centrale orizzontale ed una addossata al fondo rafforzano e irrigidiscono il cabinet, contribuendo a ridurre al minimo le vibrazioni indesiderate. Il design è front-firing, il caricamento è bass-reflex con passivo, il woofer attivo è un 10” long-throw con cono in carta dopata, il passivo è uguale salvo che appunto è passivo. Il tutto fornisce una risposta in fascia bassa fino a 28 Hz. L'amplificazione del sub tedesco è costituita da un BASH da 200 watt assistito da un DSP. Questo sub è anche dotato del sistema di equalizzazione automatica Auto EQ controllato tramite la app ELAC SUB Control 2.0. Utilizzando il microfono del tablet o dello smartphone, si fanno misurazioni della risposta sia da vicino che dalla posizione di ascolto. Con questi dati, l'app crea in automatico una curva di correzione, ma è possibile anche agire a mano tramite un equalizzatore parametrico a dodici bande incluso. L'app controlla tutti gli aspetti del volume e della messa a punto del sub, di conseguenza il retro del sub non presenta alcun controllo. Il mobile è rifinito con vinile color frassino nero, le dimensioni sono  364 x 343 x 343 mm, il peso è di 14,5 kg.

In sintesi: un prodotto con dotazioni di classe superiore proposto ad un prezzo molto vantaggioso. Link a disponibilità e prezzi.

 

SVS SB-100091nMujrUZSL._AC_SL330_.jpg

Woofer da 30 cm in sospensione pneumatica

300 watt in Classe D

Front-firing

Uscite filtrate

DSP

 

La linea 1000 è stata lanciata dall'americana SVS sul finire del 2012 e si è imposta sulla concorrenza in virtù delle sue eccellenti prestazioni e della sua tecnologia avanzata. Per la stereofonia la casa suggerisce la versione sealed, SB-1000, un modello caratterizzato da design attraente con bordi smussati e compattezza della forma.
Il mobile è costruito con un pannello frontale in MDF da 2,5 mentre gli altri pannelli sono da 2 cm. Le pareti interne sono rivestite con due fogli di materiale smorzante su tutte le facce. Il woofer ha un cestello in acciaio stampato, un cono da 12" in materiale plastico, un gruppo mobile a lunga escursione ed un motore ottimizzato con la Finite Element Analysis con doppio magnete in ferrite. Con questi presupposti il sub sfodera l'eccellente prestazione di 23 Hz a –3 dB e 21 Hz a –6 dB. A questo risultato non è estraneo il processore di segnale DSP avanzato e potente implementato da SVS, qualcosa che non è molto comune da vedere in un subwoofer economico. L'amplificatore a bordo è un Classe D da ben 300 watt (la sospensione pneumatica è un po' più vorace di watt), i controlli agiscono nel dominio digitale e quindi garantiscono interventi precisi e senza l'introduzione della distorsione tipica di quelli tradizionali. La fase è regolabile con continuità. Il pannello offre anche uscite linea filtrate a 80Hz per realizzare una multiamplificazione. Purtroppo la casa madre riserva la funzione AutoEQ alla serie superiore, forse i sette anni dal lancio cominciano a pesare. La finitura è in vinile tipo frassino nera opaca, la griglia è in tessuto, le dimensioni sono 344 x 329 x 354 mm, il peso è di 12,5 kg.

In sintesi: forse i bassi più profondi, potenti e veloci della categoria, peccato per la mancanza di un AutoEQ. Link a disponibilità e prezzi.

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