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McIntosh MVP 891, lettore multiformato


vignotra

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Siamo alla fine del 2012. Mentre si approssima la famosa scadenza Maya del 21 dicembre, nel leggere tutto quello che è  pubblicato nel mondo audio/video, in rete e non, l’unica fine certa sembrerebbe essere quella dei supporti software fisici a vantaggio di quelli liquidi o di quelli via streaming.

Che senso ha provare, allora, un lettore che della lettura di tutti i supporti fisici attualmente esistenti ha la sua ragione di essere?

Ma soprattutto, che senso ha acquistare un lettore con un solo ingresso digitale (in formato usb) dal costo di listino di ben 8.000 euro?

Vi chiedo di avere pazienza perché a queste due domande basilari risponderò alla fine.

Come regola vuole, inizio a descrivere che prodotto è, cosa può fare e cosa non può fare.

L’891 è in grado di leggere tutti questi formati, sia audio che video:

BD-Video, BD-3D Video, Super Audio CD (SACD), HDCD, CD-R, CD-RW, Picture CD (Kodak), Fujicolor CD, WMA(Windows), DVD-Audio, DVD-Video, DVD-R, DVD+R, DVD-RW, DVD+RW, e DVD-AVCHD

L’ottica di lettura prevede ben tre raggi laser con lunghezza d’onda diversi, al fine di consentire l’accurata lettura di tutto il image.png.bd1637de13ea0155150ed3fde1e8f807.pngsoftware. Per il comparto video, la lettura è eseguita al doppio della velocità normale mentre per i cd audio la lettura è eseguita a velocità quadrupla.  I dati, così letti, sono poi trasferiti a una memoria interna. Il sistema dovrebbe garantire, a detta del costruttore, una lettura meticolosa e priva di errori di tracciamento.

La risoluzione video via HDMI è di 1080p/24 frame al secondo. Il processore video è l’ottimo Anchor Bay ABT 2015 e la conversione video D/A è da 12 bit 297mhz.

Per l’audio la conversione D/A è affidata a 2 convertitori  a 8 canali 32 bit 192 khz, i famosi ESS Sabre 9018, uno per le uscite analogiche 7.1 e l’altro per quelle stereo rca/xlr in configurazione quad balanced mode.

Le connessioni principali, presenti sul pannello posteriore, prevedono una uscita HDMI (sia video che audio), una uscita video composito ed una component Ypc. Le uscite audio sono due stereo (duplicate in rca e xlr) ed una 7.1 per il collegamento con processori e/o ampli HT non dotati di connessioni HDMI.

L’audio digitale, oltre che HDMI è disponibile anche via uscita coassiale (compatibile fino a 192 khz).

E’ anche presente una porta ethernet che consente al lettore di dialogare con la rete per i contenuti BD live,  per gli eventuali aggiornamenti software e per la visione dei filmati, anche HD via YouTube.

Sul pannello frontale, oltre ai consueti comandi operativi, vi è un ingresso USB per memorie di massa che consente la visione di file audio/video. Sul manuale, al quale vi rimando per ulteriori approfondimenti, non è specificata la risoluzione massima in ingresso dei file audio.

 

In uso

Ho connesso il lettore sia all’impianto HT, tramite le uscite 7.1,  che all’impianto stereo tramite, l’uscita analogica rca e quella digitale coassiale (quest’ultima collegata al convertitore MDA1000).

L’impianto HT è composto dall’ampli Yamaha Z9, dal lettore blu ray Yamaha BD-S1067, dal lettore DVD Pioneer 868, e dai diffusori Dynaudio della serie Contour.

L’impianto stereo, all McIntosh,  è composto dal preamplificatore C1000T, dai finali  monofonici MC501, dai lettori digitali MCD1100 – MCD1000-MDA1000 e dai diffusori Dynaudio Sapphire.

Ho iniziato, come ovvio, dalla visione di materiale video in formato HD. Il “nostro”, all’atto del caricamento dei blu ray, non ha mostrato differenze sostanziali rispetto allo Yamaha 1067 in punto velocità, restando comunque più lento di quel fulmine di guerra che è la Ps3. Le differenze, invece, sono emerse immediatamente con l’inizio della riproduzione. In questi giorni ho rivisionato in HD la quadrilogia di Indiana Jones. Devo ammettere di essere rimasto sbalordito dall’ottimo lavoro fatto nel portare a nuovo splendore questi capolavori del cinema ma, ancor di più, sono rimasto favorevolmente impressionato dalla qualità cinematografica che il nostro lettore riesce a trasferire al display (Pioneer Kuro LX508D). L’immagine è emersa pulita e definita ma senza essere falsa. Ripeto: mi è sembrato di essere davanti al telo del cinema. Ponendo lo stesso software nel lettore giapponese Yamaha si assiste ad un leggero downgrade della qualità percepita, come se la conversione, soprattutto nelle scene più movimentate, non avesse tutta la capacità di calcolo necessaria.

Con un altro film di recente uscita (Sherlock Holmes – Gioco di ombre), ho potuto cogliere alcuni particolari nelle scene più buie che con il lettore 1067 restano in secondo piano, se non nascosti.

image.png.8900883a78f9ff97e7445ed534e80e92.pngHo potuto cogliere la massima espressione del convertitore video, nella visione dei normali e obsoleti dvd. Con il film Frequency, ho goduto di una qualità di immagine che, sia come definizione che come piacere di visione complessiva, rasenta quella del materiale in HD. Nelle scene più scure, così come in quelle dense di fumo ed artefatti digitali, l’891 non si è mai scomposto, presentando sempre una immagine fluida, compatta e cromaticamente completa, senza mai evidenziare scalettature o altri tipi di artefatti. In questo, sia lo Yamaha che il Pioneer restano ben distanti, presentando il primo una immagine più velata ed il secondo entrando in crisi mostrando quadretti di pixel nelle immagini con il fumo degli incendi.

Il video, tuttavia, senza l’ausilio audio degli effetti speciali, resterebbe poco coinvolgente. Qui il lettore americano sfodera un’altra grande prestazione. Sia con i formati compressi (Dolby Digital e DTS standard) che con quelli nuovi in HD lossless (DD HD e DTS HD Master Audio) si percepisce chiaramente la differenza di caratura tra lo Yamaha ed il McIntosh. Il giapponese presenta un suono complessivamente più leggero e meno grintoso, restituendo un coinvolgimento che definirei quasi soporifero. Il panning è corretto, così come l’emissione, mai ovattata o carente timbricamente (soprattutto nelle voci) ma non emoziona. L’americano in questo è padrone della scienza. Emoziona, graffia e morde. Ha una dinamica nettamente superiore e ti fa entrare all’interno del film senza che mai venga la voglia di abbassare il volume.  Per meglio assaporare la sua timbrica, quasi sempre ho preferito ascoltare l’audio in lingua originale, onde evitare così eventuali artefatti introdotti in sede di doppiaggio. Devo ammettere che, grazie alla notevole potenza di erogazione dell’ampli Yamaha Z9, ho potuto riscoprire anche l’audio di vecchi dvd che, in prima battuta, non mi avevano coinvolto e convinto più di tanto. La dinamica nei film di azione o di fantascienza è veramente notevole.

 

Ora passiamo all’audio, prima in formato multicanale e poi in stereo

Sono un convinto sostenitore del formato SACD e, sin dalla sua uscita, ho iniziato ad acquistare materiale musicale (soprattutto Jazz e classica) in questo supporto.

Se nell’ascolto in stereo mi sono concesso, spesso e volentieri (quando disponevo di tempo libero sufficiente), sedute di ascolto di almeno 3 – 4 ore, con l’audio in multicanale ho avuto un rapporto di odio/amore. Ho sempre percepito le reali potenzialità dell’ascolto della musica classica in multicanale. Con la giusta ambienza,  riprodotta dai canali posteriori, si può assistere all’evento musicale come se ci si trovasse nelle prime file di una sala da concerto. Il respiro della musica in multicanale assume una profondità, un impatto che può essere paragonato solo al concerto dal vivo. Con la musica in semplice stereofonia si gode di una immagine più olografica, più di insieme, come se si assistesse allo stesso concerto dal centro della sala.  Fin qui la parte positiva perché, fino all’arrivo del 891, non sono mai riuscito ad ascoltare i sacd in mchl per più di 15-20 minuti;  prima con il Sony XA777ES (oscuro e poco dinamico), poi con il Pioneer 868 (a tratti sgraziato e fastidioso) che con lo Yamaha 1067 (dolce ma poco dinamico) il divertimento terminava quasi subito.

L’approccio del McIntosh alla musica è totalmente diverso. Ha in sé l’imprinting dei lettori di alto standing di famiglia, sia per quanto attiene alla timbrica sia alla dinamica. Non va mai oltre le righe, sia sulle frequenze più basse, riprodotte con forza e precisione, che con quelle più acute che risultano estese, ariose a mai fastidiose.  Con le registrazioni della label Pentatone ho riscoperto capolavori della musica classica che, “solo” in stereo sono ottimi ma, in multicanale, assumono, come dicevo, il respiro unico dell’esecuzione live.

Condivido l’affermazione di Marco Cicogna di Audio Review in merito alla superiorità dell’ascolto in multicanale rispetto al semplice ascolto in stereo, tuttavia, per poter godere appieno di questa superiorità,  l’impianto multicanale deve essere di livello adeguato, sia come ambiente in cui è collocato, che come componenti dello stesso, compresi i diffusori. Quindi, se già l’assemblaggio di un normale impianto stereo ha un peso economico rilevante, quello di un impianto multicanale diventa ancor più oneroso.

 

Ascolto dei “semplici” cd stereo

Ho alternato l’ascolto dell’891 con quello dell’MCD1100 utilizzando il pre C1000T, al fine di rendere identica la catena di amplificazione. I risultati sono stati sorprendenti anche in questo caso.

Forse sono stato uno dei primi a credere nella superiorità del 1100 come uno dei 4 – 5 lettori a singolo telaio migliori al mondo. Ne ho avuto ulteriore conferma.

Pur montando gli stessi convertitori, i già citati Ess Sabre 9018, i due lettori suonano in modo percepibilmente diverso. L’891 è più rotondo, con un controllo delle basse frequenze appena meno preciso del 1100. La ricostruzione delle tre dimensioni della scena acustica è corretta (forse un po’ meno in profondità), con una estensione verso le alte frequenze precisa ma appena velata. In particolare, la voce femminile mi ha dato l’impressione di essere un po’ virata verso tinte scure, così come alcuni particolari ambientali mi sono sembrati un pò in secondo piano. L’ 891 ed il 1100 hanno la stessa timbrica, precisa, corretta ma il secondo ha una trasparenza, una precisione ed una profondità di immagine da primato assoluto. Provando a fare un paragone meteorologico per rendere l’idea delle differenze dei due lettori, è come se, guardando un panorama, con il 1100 sembra di vederlo in una luminosa e tersa giornata d’inverno, dove è possibile cogliere anche i particolari più lontani, con l’891 lo stesso panorama sembra leggermente più velato, come se lo si stesse guardando in una giornata di fine primavera, dove la luce è appena più calda. Con questo non sostengo che il 1100 sia freddo e radiografante, anzi, ha in sé una trasparenza, una definizione ed una dolcezza tale da renderlo, a mio modesto parere, il lettore digitale più “analogico” che abbia mai ascoltato.

Per quanto ha saputo esprimere con i cd, senza ombra di dubbio l’891 ha superato brillantemente la prova, considerando che non è un lettore dedicato esclusivamente alla musica.

Dvd – Audio Vs Sacd

Tempo fa ho acquistato, direttamente dalle mani del “nostro” Marco Lincetto, il cofanetto di Franz List “Grandes Etudes pour le Piano” eseguito da Massimo Gon, contenente due dischi, il primo in formato sacd ed il secondo nell’ormai definitivamente defunto dvd-audio.

Fino a ieri oggi, non possedendo una sorgente multistandard di livello adeguato con cui poter paragonare i due software, avevo limitato l’ascolto alla sola versione in sacd. Ora, con l’891, ho potuto finalmente effettuare questa prova e le sorprese non sono mancate.

Ho scelto una traccia non particolarmente lunga e con salti dinamici consistenti, come la numero 3 (molto vivace. A capriccio, in LA minore) utilizzando l’891 per la lettura del formato dvd-audio e il 1100 per la lettura del sacd. Entrambi i lettori collegati all’impianto principale stereo.

Ho ascoltato due volte di fila il dvd audio ed altrettante volte il sacd. Poi Ho fatto partire in contemporanea i due lettori, passando alternativamente dal dvd al cd.

La mia personalissima conclusione è questa: il dvd audio sembra essere più a fuoco ed avere una brillantezza maggiore che paga, però, con una certa durezza (propria del pcm) nel suono. Il sacd si esprime in modo leggermente più morbido e sembra di ascoltare il pianoforte ad una distanza lievemente maggiore rispetto al dvd audio.  La timbrica è identica ma il formato dsd restituisce un suono più naturale, oserei dire analogico, rispetto al suono più netto e contrastato del dvd audio. Ad esempio, il tempo di decadimento tra un colpo e l’altro del martelletto sulle corde, nel dvd audio è più veloce, e le armoniche successive alla fondamentale scompaiono velocemente mentre nel sacd la coda della vibrazione consente di percepire più chiaramente le armoniche successive.  Ovviamente entrano in gioco i gusti personali; non escludo che altri possano gradire maggiormente questo contrasto a tinte forti che il dvd audio è  in grado di riprodurre.  

In estrema sintesi, con il dvd audio sembra di essere seduti al posto dell’esecutore, con il sacd sembra di essere seduti davanti allo strumento ad un paio di metri di distanza.

 

image.png.34d4665f7cc73d60d0f129f1fe82aaa1.pngContenuti multimediali

Tramite la porta frontale usb il lettore è in grado di leggere files audio/video in formato mp3, wma, lpcm, jpeg, aac,  e, connesso alla rete, rende disponibili filmati da Youtube e in DvixHD.

Ho effettuato delle prove con un file audio, in formato wav 24 bit 96 khz ed ho trovato eccellente la qualità di riproduzione; purtroppo il lettore non supporta i files in formato flac e questa mancanza ha reso impossibile effettuare dei confronti tra questo formato ed il software in originale a mia disposizione.

La qualità delle foto e dei filmati è altrettanto eccellente. A tal proposito sono stato sorpreso dalla qualità della visione dei video ricevuti con il collegamento alla rete: la possibilità che il lettore permette, collegandosi direttamente a Youtube, di poter vedere i video caricati su questo portale, anche in formato hd, lo rende un vero centro d’intrattenimento multimediale.

Alla prima connessione alla rete, tramite porta ethernet, il lettore ricerca in automatico se sono disponibili aggiornamenti del firmware, operazioni svolta in pochissimi minuti e senza tentennamenti;  entrando nei contenuti multimediali, accedendo al portale di Youtube  inizia a leggere i contenuti disponibili in streaming. I video sono organizzati per tematiche, tantissime e di diverso genere. Ho trascorso un’intera serata a visionare i contenuti più disparati, di cultura, musica, storia, ecc. E’ disponibile anche la funzione di ricerca che ho prontamente utilizzato per cercare video su McIntosh: opportunamente ho trovato una recensione del preamplificatore C50 e ne ho approfittato per una istantanea

 

Conclusioniimage.png.1476679c6d98a828803ab8e86a4cae1d.png

Ero partito da due domande:

la prima relativa all’uso quasi esclusivo dei supporti fisici, la seconda sull’esistenza di un solo ingresso digitale in formato Usb:

alla prima domanda rispondo che il lettore, confermando la grande qualità nel trattare tutti i formati di cui è capace, rende le ore passate in sua compagnia, estremamente piacevoli. E’ facile da usare, affidabile e silenzioso; l’ascolto e la visione sono di prim’ordine, tanto da renderlo particolarmente appetibile a chi, volendo una sola sorgente, per un unico sistema audio/video, non vuole rinunciare a nulla sotto l’aspetto della qualità. Il confronto con lettori dedicati al solo audio non l’ha fatto sfigurare, anzi, ne ha messo in luce le grandissime potenzialità. Il comparto video si è confermato assolutamente all’altezza di quello audio, restituendo immagini cinematografiche spettacolari. Film e concerti in formato blu ray diventano un vero divertimento, a 360 gradi.

Alla seconda domanda rispondo che è sufficiente il solo  ingresso Usb perché legga la maggior parte dei contenuti audio (testato fino a 24bit 96 khz) e video in hd.

Ritengo che se avesse avuto anche la possibilità di poter leggere anche i file audio in formato flac, sarebbe stato perfetto. Questa mancanza, strana ed incomprensibile, mortifica un quadro d’insieme che, altrimenti, non avrei avuto difficoltà a definire superlativo.

 

Un’ultimissima considerazione: il prezzo

8.000,00 (ottomila) euro di listino non sono pochi, anzi sono tanti, soprattutto di questi tempi. La qualità del lettore, sia in termini di prestazioni che di qualità percepita, è molto alta. Mi chiedo, allora, è sufficiente tale qualità a giustificarne il prezzo, considerando che molti altri lettori di altri brand, svolgendo le stesse operazioni e magari anche con qualcosa in più, costano sensibilmente di meno?

In termini di pura razionalità la risposta non potrebbe che essere negativa ma, come noi audiofili ben sappiamo, il nostro mondo non è razionale, nemmeno di questi tempi. 

Molti, ad esempio, dopo aver acquistato un lettore multimediale simile sono ricorsi a customizzazioni, modifiche e moddadure varie. Ha senso anche questo? Se il lettore, spesso definito ammazza giganti, per migliorarne alcune prestazioni viene poi fatto modificare, con costi aggiuntivi anche sensibili rispetto al prezzo d’acquisto, vuol dire che, in fondo, non si è soddisfatti dell’acquisto al 100%.

In sintesi, vorremmo tutti il miglior prodotto al prezzo più basso; personalmente, a queste utopiche aspirazioni, non ho mai creduto. Alcuni prodotti hanno quel qualcosa in più, quel non meglio definito senso di completezza, di definitivo che gli altri non hanno: l’891 è questo, non è “solo” un lettore audio video, non è solo un lettore multimediale, non è solo un lettore streaming. E’ un McIntosh, al 100%. E questo conta e costa.  Ma,  soprattutto vale.

 

di Vincenzo Traversa

 

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