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Audeze LCD XC, cuffia magneto planare chiusa


marillion

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Ci risiamo, un altra orto dinamica, dirà qualcuno di voi. Ebbene sì, parliamoci chiaro, la vera novità degli ultimi anni nel nostro mondo l’hanno portata questi due marchi che oramai vanno per la maggiore e cioè Hifiman e Audeze. Molti altri produttori stanno fiutando il business, si legge in rete ad esempio di una cuffia della Oppo o di una certa Abyss (non ancora importata nel Bel Paese da quanto ne so) che con la loro AB-1266 sono arrivati a oltre 5.000 dollari USA di listino.

 

La volta scorsa abbiamo parlato delle Hifiman HE500 e anche in termini  entusiastici, stavolta invece ho in mano qualcosa se vogliamo anche di più sfizioso e cioè di una magneto planare chiusa! Per me, come credo per molti di voi, la  curiosità è a livelli altissimi. Non pensavo che all’Audeze osassero  cosi tanto. Si sa le cuffie chiuse sono un po' il tallone d’Achille di tutti i produttori.  Devo ammettere che non le amo molto. Non ho trovato negli anni  nessuna chiusa che mi piacesse veramente ad eccezione della Sony CD3000, oramai da anni fuori catalogo.

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Per i vantaggi della tecnologia magnetoplanare  vi rimando alla recensione della 500, ma credo che molti di voi ne sanno già abbastanza e dico questo perché in rete oramai si parla tantissimo di queste cuffie, molti le acquistano e alcuni... le rivendono. Come per tutti i prodotti del resto avremo sempre  estimatori e detrattori. Personalmente ho abbracciato con convinzione questo genere di cuffie senza un benché minimo pentimento, per cui ho pregato  il nostro Direttore e la nostra bravissima  segretaria di redazione Giovanna (che ringrazio pubblicamente per tutto il suo preziosissimo lavoro) di poter avere questa possibilità per la mia prossima recensione. Finalmente, grazie all’importatore italiano e cioè alla Proaudio, ho la fortuna di poter testare questo gioiellino per voi.

 

Innanzitutto un breve accenno a questo marchio che oramai è conosciuto aiAlexanderRosson.thumb.jpg.440ced5d71ec5f9c826be2d17a7ff207.jpg più. Audeze nasce negli Stati Uniti alcuni anni fa  dall’idea di due appassionati dell’ascolto in cuffia e cioè Alex Rossen e Sankar Thiagasamudram. La loro intenzione era quella di riuscire a costruire le migliori cuffie del mondo usando materiali di pregio e le migliori tecnologie disponibili al momento. La  società è cresciuta in modo esponenziale negli ultimi anni.

Il Sig. Rossen addirittura nel primo periodo ci lavorava solo part-time. Da quanto mi risulta oggi conta oltre 12 persone che ci lavorano a tempo pieno. Il boom di richieste per i loro fantastici prodotti non è facile da gestire. Se date un occhiata al loro sito, la XC è data indisponibile fino a marzo inoltrato. Di conseguenza lo stesso importatore è in difficoltà nel rispondere alla grande e inaspettata richiesta.

Un paio di anni fa ho acquistato una LCD-2, la entry level del marchio americano, di cui sono più che soddisfatto e che  come vedremo più avanti, ho usato per la  prova comparativa. Oltre alla 2 nel loro catalogo possiamo trovare la LCD-3 (una diretta evoluzione della 2) e le nuove X e XC. Stiamo parlando di cuffie che partono da un prezzo di listino di oltre mille euro a salire. Questo fa già capire a che tipo di clientela puntano alla Audeze.

 

Costruzione

Wow! Ecco la mia espressione quando ho preso in mano questa cuffia. Bellissima. Costruita con materiali di assoluta qualità. La pelle dei pads rispetto a quella della sua sorella minore, la 2, è di tutt’altro livello, morbida al tatto e di pregevolissima fattura, parliamo di pelle d’agnello. Il che rende la XC comodissima da indossare. Si modella sul cranio senza nessun fastidio. Il legno usato poi è di altrettanta notevolissima qualità. Bello a dir poco. Ragazzi questa cuffia è un opera d’arte. Raramente ho avuto tra le mani  un prodotto cosi bello. Ricordo anni fa una Audio Technica ATH- L3000, oramai fuori produzione, a questi livelli, altrettanto  bella e ben costruita. I cups esterni sono lavorati a mano e rendono, rispetto alle Audeze “aperte”,  la cuffia ancora più elegante. La casa dichiara che si tratta di Bubinga wood. Ammetto la mia ignoranza in materia ma... a tatto e occhio ci siamo alla grande.

Il peso, già una nota dolente per tutte le cuffie orto planari. Anche qui siamo su livelli ragguardevoli (650gr.) ma vi assicuro che la notevole indossabilità e, come già detto sopra,  la morbidissima pelle dei pads rendono il peso davvero secondario. L’ho indossata anche per tre ore di seguito senza (o quasi) nessuna fastidio. La dotazione comprende un comodo bauletto per il trasporto di plastica di buona qualità e due cavi uno sbilanciato e l’altro bilanciato a 4 pin e un adattatore, oltre ad un utilissimo (visti i materiali) kit di pulizia.

La casa da le seguenti  (principali) specifiche tecniche: Max potenza consigliata : 15 Watt; Risposta in frequenza: 15 – 20 KHz; Distorsione armonica (THD):  meno dell’1%; Impedenza: 22 Ohm; Efficienza: 95 db/1 mW; Peso: 650 grammi; Prezzo euro 1.799,00.

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Ascolto

La LCD-XC  è stata provata nel mio attuale impianto e cioè: lettori cd Audia Flight  CD one e SACD Yamaha CDS2000; DAC: Audiolab MDAC; Lettori portatili: Hifiman HM-601 – Vari ipod touch; Ampli per cuffia:  Bryston BHA-1 e Wooaudio WA22; Ampli per cuffia portatili: Fiio E11 e E12, Ampli/DAC IBasso D10 Cobra; Cuffie: Audeze LCD-2 rev. 2 e Sennheiser HD800 con cavi bilanciati e sbilanciati.

L’Audeze è stata tenuta “sotto” rodaggio per circa 50 ore prima di iniziare la prova. Ho usato per l’ascolto quasi esclusivamente un cavo bilanciato, fornito nella confezione, ma si possono trovare in rete diversi cavi  aftermarket con molta facilità. Nel mio caso ho “sfruttato” il suo  XLR  a 4 pin. Le incisioni  usate per gli ascolti variano tra il Rock e il Jazz e qualcosa di classica. Come dicevo,  conosco  abbastanza bene questo marchio in quanto sono possessore di una splendida LCD-2 da circa due anni. Inoltre un paio di anni fa ho avuto modo, brevemente, di ascoltare un  LCD-3 (diretta evoluzione della 2) e per quel poco che ho ascoltato mi sento di affermare che anche in quel caso è stato fatto centro, l’ho trovata più bilanciata e meno scura. Se poi valga la pena acquistarla al posto della 2 visto il prezzo non proprio contenuto che si avvicina ai 2.000 euro, non ve lo so dire, si sa questi sono discorsi soggettivi che cambiano in base a budget ed esigenze personali.

Come avrete visto dalle specifiche tecniche la cuffia è facilmente pilotabile, tale da farmi pensare che andasse bene anche con dispositivi portatili.  Certo, date le dimensioni, il peso e non ultimo... il prezzo, sarà difficile vederla indossata in giro da qualche teenager o altro (nemmeno negli States). Però magari per chi ama spostarsi in casa ascoltando musica, anche questo potrebbe esser un fattore importante.

La LCD-XC  più di altre testate nella mia “carriera” di cuffiofilo, necessità  di un buon rodaggio. L’esemplare che mi è stato inviato dall’ importatore era praticamente inusato. Ho provato ad ascoltarla il giorno stesso che mi è arrivata  e difatti le prime impressioni d’ascolto sono risultate  non particolarmente positive. Suono impastato, basso esagerato, alti brillanti. Dopo almeno 50 ore di rodaggio il tutto è come per magia cambiato. Mi sono ritrovato una cuffia dal suono bilanciato e dettagliato, con una buona/ottima separazione dei piani sonori, ricca di armoniche. In parole povere, un altra cuffia!

Il mio solito impianto d’ascolto, a cui ho sostituito da poco il lettore di riferimento con un ottimo Audia Flight (come potete vedere nelle note sopra) è ottimizzato per l’ascolto in bilanciato e quasi tutta la prova è stata fatta in questa configurazione.

Inizio la prova usando l’ampli Bryston di cui vi ho parlato qualche  numero  fa su questo stesso magazine. Apparecchio che fa della raffinatezza e del dettaglio i suoi punti di forza.  Lo faccio scaldare per un po’ (ricordo che stiamo parlando di un ampli che lavora in pura classe A). Questo prodotto ha bisogno di almeno una mezz’ora per suonare a dovere, pena una “durezza” che potrebbe diventare con alcune cuffie fastidiosa.

 

417pXhHa5xL._AC_.jpgParto con un capolavoro dei Dire Straits e cioè “Communique”. Chi non conosce questo disco? Il secondo della discografia, non molto corposa in verità, del gruppo di Mark Knopfler. Di solito lo uso per testare cuffie non particolarmente generose nel registro basso, medio basso, per via di una preponderanza di queste frequenze presente nell’incisione. Imposto il gain dell’ampli nella posizione low e in questo modo riesco ad ottenere un ottimo volume di ascolto già a ore 9. Si nota subito un basso corposo e abbastanza definito, un medio basso leggermente esuberante e tanto tanto  dettaglio. Le frequenze alte ci sono tutte ma non sono assolutamente fastidiose. La voce di Mark esce bella calda e presente. Per esser una cuffia chiusa non la trovo assolutamente arretrata. Faccio un “change” in tempo reale con la LCD-2 e mi ritrovo costretto a cambiare le impostazioni sia di volume che di gain dell’ampli, vista la necessità di maggior birra di quest’ultima. La timbrica vira più sul “dark” con conseguente perdita di dettaglio. Il basso in questo caso lo trovo troppo esuberante, anche se il medio basso risulta molto più controllato. La voce di Knopfler è leggermente meno definita e più “impastata”.  Uhm... direi che siamo un gradino sotto.

Cambio genere e metto su gli E.S.T., lo straordinario trio jazz svedese. Ho tutti i lavori di questo spettacolare gruppo. Adoravo Svensson, è stata una grossa perdita per il jazz modermo. In questo caso ascolto “Seven days of falling”. Anche qui la XC fa uno straordinario lavoro. Tanto dettaglio, il piano esce fuori piacevolissimo come raramente mi è capitato di ascoltare. Basso controllato e mai invadente. I piani sonori sono restituiti correttamente. Non riesco a trovare nessun difetto, sarà forse che sto diventando sordo ma questa cuffia per me è spettacolare.

Passo alla sorella minore e si nota subito una grossa differenza. Il tono scuro della cuffia non è proprio l’ideale per questa incisione. Il basso è meno esuberante che con i Dire Straits ma meno corretto che con la XC. Intendiamoci, ne esce comunque un suono piacevole, ma secondo me la XC risulta anche questa volta vincente e non di poco.

Rush “Exit stage left”. Il trio canadese è da sempre uno delle mie band preferite. Questo è il loro secondo album da vivo e esce proprio nel loro periodo più creativo, siamo nel 1981, dopo album come “Permanent wawes“ e “Moving Pictures”. Purtroppo recentemente i loro live non si contano più, una scorpacciata utile solo per i collezionisti. Per quanto mi riguarda sono rimasto fedele a questo cd e mi ritrovo spesso ad ascoltarlo. Inizio con il brano “XYZ” un cavallo di battaglia dei loro concerti, brano strumentale in cui l’assolo di Neil Peart fa rimanere senza fiato! La batteria esce fuori molto bene con la XC. Buon sound stage, anzi ottimo per una chiusa. Ma passando alla LCD2 stavolta riesco ad apprezzar di più il basso pieno e rotondo di quest’ultima. I medio/bassi più precisi e anche il suo carattere “dark”, che  con il Rock di un certo tipo la rende più musicale della sorella maggiore.

 

610zpC2L2cL._AC_SL330_.jpgClassica. Non sono un grande esperto di questo genere, ma mi tengo quei pochi cd buoni per testare nuovi prodotti.

In questo caso metto su “Symphonic Dances” di Rachmaninov. Una registrazione delle Reference Recordings che ritengo molto buona. Che dire... anche qui siamo a livelli eccelsi. Gli strumenti sono ben distinguibili e i piani sonori sono restituiti con un ottima fedeltà. Anche con questo genere mi sento di consigliare la XC. Con la 2 non ci siamo molto, il suono risulta un pò confuso e meno coinvolgente e decisamente troppo “bassoso”.

Insomma, non mi sentirei di consigliarla con questo genere di registrazioni.

Riascoltando il tutto con il WooAudio WA22 la chiusa Audeze diventa con tutte le incisioni meno dettagliata e il basso meno preciso, con un medio basso leggermente invadente e gli alti meno dettagliati. I medi invece vengono riprodotti molto bene, le voci risultano più calde e piacevoli. Per i miei gusti però la preferisco abbinata al Bryston. Un combo che mi sento di consigliare a tutti quelli in cerca di un ampli per questo gioiellino d’oltre oceano.

Per quanto riguarda il tipo di collegamento, non esiterei a scegliere l’ascolto in bilanciato. Ho trovato che in questo modo la cuffia ne guadagna in precisione e dettaglio. Inoltre riesco a sentire un migliore sound stage.

Passiamo quindi all’ascolto con dispositivi portatili. Direttamente dall’uscita del mio iPod touch di 4^ generazione il volume per le mie abitudini di ascolto non è abbastanza soddisfacente. La cuffia perde un po' di corpo rispetto ad amplificatori  di ben altra caratura. Vista la mia dotazione di ampli portatili della Fiio e cioè l’E11 e l’E12.

Già con il meno potente E11 il suono cambia in meglio, acquista in corpo e dettaglio e diventa più musicale. Intendiamoci, la XC è una cuffia esigente e come tutte le cuffie Top la qualità del sistema è fondamentale, detto questo la Audez’e è la migliore cuffia per dispositivi portatili che io abbia mai provato, anche perché ha qualcosa che ad esempio non ho trovato nella mia esperienza di ascolto con la Beyerdynamic T5 e cioè la musicalità.

Per quanto riguarda l’isolamento è buono ma non eccezionale, per cui chi vi sta intorno potrebbe lamentarsi.

 

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Conclusioni

Senza ombra di dubbio la migliore cuffia chiusa da me ascoltata e una delle migliori cuffie in assoluto che ho avuto sulle mie orecchie.  Costruita con materiali di pregio, è di una bellezza disarmante. Suona praticamente con tutto. Come tutti i cavalli di razza, se si vuole la prestazione, va trattata bene. Il prezzo visti anche i tempi non è certo invitante, ma se si è in cerca della qualità è inutile spendere per cuffie o cuffiette per poi rivenderle dopo qualche tempo. Con la XC si ha il meglio o quasi  che il mercato offre. Per cui... chi se la può permettere cominciasse a metter mano al portafogli. Consigliata senza riserve.

 

di Antonio Spadavecchia

 

Pagella AUDEZE LCD-XC

Design e costruzione 5/5 Linea moderna ma elegante. Costruzione spettacolare. Materiali eccellenti.

Universalità 5/5 Ottima. Suona bene con tutto o quasi.

Suono 5/5 Dettagliata e musicale

Concretezza 5/5 Prodotto ottimamente progettato

Valore 4/5 Prezzo altino, ma se rapportato alla qualità del prodotto più che giustificato.

Voto 24/25

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