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  1. «È tempo che le medie potenze agiscano insieme perché se non siedi al tavolo sei nel menu» di Redazione Online «L'ordine mondiale è finito. Siamo in un'era di rottura, non di transizione. Sottomettersi alle grandi potenze non garantirà sicurezza. E costruire muri e fortezze non serve. Serve creare nuove coalizioni forti fra Paesi che condividono visioni, valori e interessi». Il discorso integrale del premier canadese al Forum 21 gen 2026 «Oggi parlerò della rottura dell'ordine mondiale e dell'inizio di un'età brutale» questo l'incipit del memorabile discorso tenuto dal primo ministro del Canada Mark Carney al Forum economico mondiale di Davos e già diventato virale in rete. Non si è limitato a schierarsi al fianco di Groenlandia e Danimarca, Carney ha descritto con brutale realismo la politica delle «grandi potenze» - senza mai nominare il presidente Usa Donald Trump - ma ha anche proposto un'alternativa: la costruzione di un nuovo dialogo tra «medie potenze», come il Canada, per un nuovo ordine. Qui di seguito la traduzione integrale del discorso come è stato trascritto sul sito del World economic Forum «È un piacere – e un dovere – essere con voi in questo momento di svolta per il Canada e per il mondo. Oggi parlerò della rottura dell’ordine mondiale, della fine di una bella storia e dell’inizio di una realtà brutale in cui la geopolitica tra le grandi potenze non è soggetta ad alcun vincolo. Ma vi propongo anche un’altra tesi: che altri Paesi, in particolare le potenze di medio livello come il Canada, non sono impotenti. Hanno la capacità di costruire un nuovo ordine che incarni i nostri valori, come il rispetto dei diritti umani, lo sviluppo sostenibile, la solidarietà, la sovranità e l’integrità territoriale degli Stati. Il potere dei meno potenti comincia dall’onestà. Ogni giorno ci viene ricordato che viviamo in un’epoca di rivalità tra grandi potenze. Che l’ordine internazionale basato sulle regole sta svanendo. Che i forti possono fare ciò che vogliono e che e i deboli devono subire ciò che devono. Questo aforisma di Tucidide viene presentato come inevitabile – la logica naturale delle relazioni internazionali che si riafferma. E di fronte a questa logica esiste una forte tendenza, da parte dei Paesi, ad adeguarsi per sopravvivere. Ad accomodarsi. Per evitare problemi. Nella speranza che la conformità garantisca sicurezza. Non lo farà. Quali sono dunque le nostre opzioni? Nel 1978 il dissidente ceco Václav Havel scrisse un saggio intitolato "Il potere dei senza potere". In esso poneva una domanda semplice: come si manteneva il sistema comunista? La sua risposta cominciava con un fruttivendolo. Ogni mattina questo negoziante esponeva in vetrina un cartello: «Lavoratori di tutto il mondo, unitevi!». Non ci credeva. Nessuno ci credeva. Ma lo esponeva comunque – per evitare guai, per segnalare conformità, per tirare avanti. E poiché ogni negoziante, in ogni strada, faceva lo stesso, il sistema persisteva. Non solo attraverso la violenza, ma attraverso la partecipazione delle persone comuni a rituali che in privato sapevano essere falsi. Havel definì questo atteggiamento "vivere nella menzogna". Il potere del sistema non derivava dalla sua verità, ma dalla disponibilità di tutti a comportarsi come se fosse vero. E la sua fragilità proveniva dalla stessa fonte: quando anche una sola persona smette di recitare – quando il fruttivendolo toglie il cartello – l’illusione comincia a incrinarsi. È tempo che le imprese e i Paesi tolgano i loro cartelli. Per decenni Paesi come il Canada hanno prosperato all’interno di quello che chiamavamo l’ordine internazionale basato sulle regole. Abbiamo aderito alle sue istituzioni, lodato i suoi principi e beneficiato della sua prevedibilità. Potevamo perseguire politiche estere fondate sui valori sotto la sua protezione. Sapevamo che la storia dell’ordine internazionale basato sulle regole era in parte falsa. Che i più forti si sarebbero auto-esentati quando conveniente. Che le regole commerciali venivano applicate in modo asimmetrico. E che il diritto internazionale veniva applicato con rigore variabile a seconda dell’identità dell’accusato o della vittima. Questa finzione era utile e, in particolare, l’egemonia americana ha contribuito a fornire beni pubblici: rotte marittime aperte, un sistema finanziario stabile, sicurezza collettiva e sostegno a quadri per la risoluzione delle controversie. Così abbiamo messo il cartello in vetrina. Abbiamo partecipato ai rituali. E per lo più abbiamo evitato di denunciare le discrepanze tra retorica e realtà. Questo patto non funziona più. Permettetemi di essere diretto: siamo nel mezzo di una rottura, non di una transizione. Negli ultimi due decenni una serie di crisi – finanziarie, sanitarie, energetiche e geopolitiche – ha messo a nudo i rischi di un’integrazione globale estrema. Più recentemente, le grandi potenze hanno iniziato a usare l’integrazione economica come un’arma. I dazi come leva. Le infrastrutture finanziarie come strumenti di coercizione. Le catene di approvvigionamento come vulnerabilità da sfruttare. Non si può «vivere nella menzogna» del beneficio reciproco attraverso l’integrazione quando l’integrazione diventa la fonte della propria subordinazione. Le istituzioni multilaterali su cui facevano affidamento le potenze medie – l’OMC, l’ONU, le COP, l’architettura della risoluzione collettiva dei problemi – sono fortemente indebolite. Di conseguenza, molti Paesi stanno giungendo alle stesse conclusioni. Devono sviluppare una maggiore autonomia strategica: nell’energia, nel cibo, nei minerali critici, nella finanza e nelle catene di approvvigionamento. Questo impulso è comprensibile. Un Paese che non è in grado di nutrirsi, di rifornirsi di energia o di difendersi ha poche opzioni. Quando le regole non ti proteggono più, devi proteggerti da solo. Ma guardiamo con lucidità a dove questo conduce. Un mondo di fortezze sarà più povero, più fragile e meno sostenibile. E c’è un’altra verità: se le grandi potenze abbandonano persino la pretesa di regole e valori per perseguire senza ostacoli il proprio potere e i propri interessi, i benefici del “transazionalismo” diventano più difficili da replicare. Le potenze egemoni non possono monetizzare indefinitamente le loro relazioni. Gli alleati diversificheranno per coprirsi dall’incertezza. Compreranno assicurazioni. Aumenteranno le opzioni. Questo ricostruisce la sovranità – una sovranità che un tempo era fondata sulle regole, ma che sarà sempre più ancorata alla capacità di resistere alle pressioni. Come ho detto, una gestione del rischio di questo tipo ha un costo, ma il costo dell’autonomia strategica, della sovranità, può anche essere condiviso. Gli investimenti collettivi nella resilienza sono meno onerosi che costruire ciascuno la propria fortezza. Standard condivisi riducono la frammentazione. Le complementarità generano benefici a somma positiva. La domanda per le potenze medie, come il Canada, non è se adattarsi a questa nuova realtà. Dobbiamo farlo. La domanda è se ci adattiamo semplicemente costruendo muri più alti, oppure se possiamo fare qualcosa di più ambizioso. Il Canada è stato tra i primi a cogliere il segnale di allarme, avviando un cambiamento profondo della propria postura strategica. I canadesi sanno che la vecchia e comoda convinzione secondo cui la nostra geografia e le nostre alleanze garantivano automaticamente prosperità e sicurezza non è più valida. Il nostro nuovo approccio si fonda su ciò che Alexander Stubb ha definito “realismo basato sui valori” – oppure, in altre parole, sull’essere al tempo stesso guidati da principi e pragmatici. Guidati da principi nel nostro impegno verso valori fondamentali: sovranità e integrità territoriale, il divieto dell’uso della forza salvo nei casi conformi alla Carta delle Nazioni Unite, il rispetto dei diritti umani. Pragmatici nel riconoscere che il progresso è spesso incrementale, che gli interessi divergono, che non tutti i partner condividono i nostri valori. Ci impegniamo in modo ampio e strategico, a occhi aperti. Affrontiamo attivamente il mondo per quello che è, non aspettiamo un mondo che vorremmo fosse. Il Canada sta calibrando le proprie relazioni affinché la loro profondità rifletta i nostri valori. Stiamo privilegiando un coinvolgimento ampio per massimizzare la nostra influenza, data la fluidità dell’ordine mondiale, i rischi che essa comporta e le poste in gioco per ciò che verrà. Non facciamo più affidamento solo sulla forza dei nostri valori, ma anche sul valore della nostra forza. Stiamo costruendo questa forza in patria. Da quando il mio governo è entrato in carica, abbiamo ridotto le tasse su redditi, plusvalenze e investimenti delle imprese, abbiamo eliminato tutte le barriere federali al commercio interprovinciale e stiamo accelerando mille miliardi di dollari di investimenti in energia, intelligenza artificiale, minerali critici, nuovi corridoi commerciali e altro ancora. Raddoppieremo la spesa per la difesa entro il 2030, facendolo in modo da rafforzare le nostre industrie nazionali. Ci stiamo rapidamente diversificando all’estero. Abbiamo concordato un partenariato strategico globale con l’Unione europea, inclusa l’adesione a SAFE, il sistema europeo di appalti per la difesa. Negli ultimi sei mesi abbiamo firmato altri dodici accordi commerciali e di sicurezza in quattro continenti. Negli ultimi giorni abbiamo concluso nuovi partenariati strategici con Cina e Qatar. Stiamo negoziando accordi di libero scambio con India, ASEAN, Thailandia, Filippine e Mercosur. Per contribuire alla soluzione dei problemi globali perseguiamo una geometria variabile: coalizioni diverse per questioni diverse, basate su valori e interessi. Sull’Ucraina siamo membri centrali della Coalizione dei Volenterosi e tra i maggiori contributori pro capite alla sua difesa e sicurezza. Sulla sovranità artica stiamo fermamente al fianco della Groenlandia e della Danimarca e sosteniamo pienamente il loro diritto unico a determinare il futuro della Groenlandia. Il nostro impegno verso l’Articolo 5 è incrollabile. Lavoriamo con i nostri alleati NATO – compresi quelli nordici e baltici – per rafforzare ulteriormente i fianchi settentrionale e occidentale dell’Alleanza, anche attraverso investimenti senza precedenti del Canada in radar oltre l’orizzonte, sottomarini, velivoli e presenza sul terreno. Il Canada si oppone con forza ai dazi legati alla Groenlandia e chiede colloqui mirati per raggiungere obiettivi condivisi di sicurezza e prosperità nell’Artico. Sul commercio plurilaterale sosteniamo la creazione di un ponte tra il Partenariato Trans-Pacifico e l’Unione europea, dando vita a un nuovo blocco commerciale di 1,5 miliardi di persone. Sui minerali critici stiamo formando “club di acquirenti” ancorati al G7, per consentire al mondo di ridurre la dipendenza da forniture concentrate. Sull’intelligenza artificiale cooperiamo con democrazie affini per evitare di essere costretti, in ultima analisi, a scegliere tra egemoni e hyperscaler. Questo non è multilateralismo ingenuo. Né è affidarsi a istituzioni indebolite. È costruire coalizioni che funzionano, tema per tema, con partner che condividono un terreno comune sufficiente per agire insieme. In alcuni casi, si tratterà della grande maggioranza delle nazioni. Ed è creare una fitta rete di connessioni tra commercio, investimenti e cultura, su cui potremo fare affidamento per le sfide e le opportunità future. Le potenze medie devono agire insieme perché, se non sei al tavolo, sei nel menù. Le grandi potenze possono permettersi di andare da sole. Hanno la dimensione del mercato, la capacità militare e la leva per dettare le condizioni. Le potenze medie no. Ma quando negoziamo solo bilateralmente con un egemone, negoziamo da una posizione di debolezza. Accettiamo ciò che viene offerto. Competiamo tra noi per essere i più accomodanti. Questa non è sovranità. È la rappresentazione della sovranità mentre si accetta la subordinazione. In un mondo di rivalità tra grandi potenze, i Paesi intermedi hanno una scelta: competere tra loro per ottenere favori oppure unirsi per creare una terza via con un impatto reale. Non dovremmo permettere che l’ascesa della forza bruta ci accechi rispetto al fatto che il potere della legittimità, dell’integrità e delle regole rimarrà forte – se scegliamo di esercitarlo insieme. E questo mi riporta a Havel. Che cosa significherebbe, per le potenze medie, “vivere nella verità”? Significa dare un nome alla realtà. Smettere di invocare l’“ordine internazionale basato sulle regole” come se funzionasse ancora come promesso. Chiamare il sistema per ciò che è: un periodo di intensificazione della rivalità tra grandi potenze, in cui i più forti perseguono i propri interessi usando l’integrazione economica come strumento di coercizione. Significa agire in modo coerente. Applicare gli stessi standard ad alleati e rivali. Quando le potenze medie criticano l’intimidazione economica proveniente da una direzione ma tacciono quando proviene da un’altra, stanno lasciando il cartello in vetrina. Significa costruire ciò in cui affermiamo di credere. Invece di aspettare il ritorno del vecchio ordine, creare istituzioni e accordi che funzionino davvero come descritto. E significa ridurre le leve che consentono la coercizione. Costruire un’economia domestica forte dovrebbe essere sempre la priorità di ogni governo. La diversificazione internazionale non è solo prudenza economica; è il fondamento materiale di una politica estera onesta. I Paesi si guadagnano il diritto a posizioni di principio riducendo la propria vulnerabilità alle ritorsioni. Il Canada possiede ciò che il mondo desidera. Siamo una superpotenza energetica. Deteniamo vaste riserve di minerali critici. Abbiamo la popolazione più istruita al mondo. I nostri fondi pensione sono tra i maggiori e più sofisticati investitori globali. Abbiamo capitale, talento e un governo con un’enorme capacità fiscale per agire con decisione. E abbiamo i valori a cui molti altri aspirano. Il Canada è una società pluralista che funziona. Il nostro spazio pubblico è rumoroso, diverso e libero. I canadesi restano impegnati nella sostenibilità. Siamo un partner stabile e affidabile – in un mondo che non lo è affatto – un partner che costruisce e valorizza relazioni di lungo periodo. Il Canada ha anche qualcos’altro: la consapevolezza di ciò che sta accadendo e la determinazione ad agire di conseguenza. Sappiamo che questa rottura richiede più di un adattamento. Richiede onestà sul mondo per quello che è. Stiamo togliendo il cartello dalla vetrina. Il vecchio ordine non tornerà. Non dovremmo rimpiangerlo. La nostalgia non è una strategia. Ma dalla frattura possiamo costruire qualcosa di migliore, più forte e più giusto. Questo è il compito delle potenze medie, che hanno più da perdere in un mondo di fortezze e più da guadagnare in un mondo di cooperazione autentica. I potenti hanno il loro potere. Ma anche noi abbiamo qualcosa: la capacità di smettere di fingere, di nominare la realtà, di costruire forza in patria e di agire insieme. Questa è la strada del Canada. La scegliamo apertamente e con fiducia. Ed è una strada aperta a qualsiasi Paese disposto a percorrerla con noi. 21 gennaio 2026
    33 punti
  2. Questa è la mia sala ora terminata con il trattamento acustico di Acustica Applicata Impianto composto da: _Diffusori Sigma Acoustics Orchestra 2.9 _Pre valvolare Doge 8 Clarity _Streamer Cambridge Audio 851N modificato Aurion impiegato maggiormente per lettura file locali su SSD _Streamer Sony HAP Z1 ES impiegato maggiormente per lettura file locali su SSD _Rtr Studer A810 _Finale McCormack DNA-2 _Trattamento acustico Acustica Applicata con risonatori Volcano e Bat e elementi Daad 3, Studio Daad e EcoDaad La sedia visibile i foto sarà presto sostituita da un divanetto due posti in pelle in arrivo a breve. Ho impiegato un pò a trovarne uno di mio gradimento e con altezza della seduta (54cm) superiore alla media,
    32 punti
  3. Buongiorno a tutti, Ecco il mio impianto al momento: Diffusori Klipsch Cornwall 4 + 2 subwoofer REL T9/X Integrato Pass INT150 Giradischi GyroDec con Hana SL Pre phono Lehmann Decade Meccanica CD Roksan Attessa Streamer Innuos Zen MK3 Dac Lab12 Dac1 Reference Sto trattando l'ambiente, sono in arrivo una tenda a vetro per la finestra e dei pannelli tipo skyline per la parete posteriore ai diffusori. Nelle ultime foto Joy, la mia compagna di ascolti e di vita, di gran lunga il "componente" migliore
    30 punti
  4. Update Gennaio 2026 con nuovo pre phono DS Audio W3EQ
    24 punti
  5. Partecipo anche io dopo avere visionato tutti questi bellissimi impianti. Ecco la mia stanza dei giochi. Sorgenti digitali: Streamer SOTM sms200 ultra + alimentazione lineare; Meccanica CD Teac PD-505T; DAC Denafrips Terminator. Analogico: Giradischi Hanss T30; Bracci: SME309 e Sorane SA1.2; Testine montate: AT OC9III e Goldring Ethos + altre che alterno, Pre phono Allnic H-5500. Amplificazione: Pre Musical Fidelity KW Hybrid, Finale Musical Fidelity KW750; ampli cuffie Woo WA6SSE Diffusori: Monitor Audio PL300II. Cuffie: Sennheiser HD880 e Hifiman Aria. Mi piace ascoltare musica classica di tutte le epoche, poi a seguire jazz e qualcosa di rock blues. Il suono del mio impianto diffusori lo definirei educato in tutte le gamme e materico.
    23 punti
  6. Lavoro lunghissimo ma siamo arrivati a termine 😅😅😅
    23 punti
  7. Foto dell’aggiornamento già postata nella sezione dei fan Mc… sperando che la ripetizione sia consentita. Il mobile dopo l’estate si è affollato, dal precedente finale stereo sono dapprima passato ai monofonici e adesso il pre è a due telai. Impianto libero da vinile e prevedibilmente stabile in futuro, salvo ritocchi minimi preamplificatore a due telai McIntosh C1100 finali monofonici McIntosh MC611 diffusori Sonus Faber Stradivari G2 Bluesound NODE X (usato solo come streamer) DAC Meitner MA1-V2 Blu-ray SONY UBP-X1100ES (usato solo come lettore e sorgente video) cavi Van Den Hul 3T The Cumulus Hybrid TV SONY KD77AG9
    22 punti
  8. Questa è la mia sala. Impianto composto da: gira Vpi Áries 3 con SME 4 e Viv Audio labs Pre phono Aurorasound Vida mk 2 e suo step up Afe 12 Pre Spectral dmc 30 ss G2 Finale Pass Labs x250.5 Diffusori Thiel cs 2.4
    21 punti
  9. Opera terminata 😅😅😜😜
    21 punti
  10. Aggiornamento: rispetto alla foto precedente si sono aggiunti il DAC LAiV Harmony R2R e il Pre E.A.R. Yoshino 868L. Il resto della catena è composto da: lettore cd Gold Note CD-10, finale Bryston 4B3 e diffusori PMC Prophecy 9. La cosa più difficile è stata trovare il gatto dello stesso colore del parquet.
    19 punti
  11. Ciao a tutti. Questa è la mia tana. Non è un ambiente troppo ordinato; si tratta di una taverna dove quasi ogni we ceniamo con amici, per cui il tavolo/consolle che si vede addossato al muro a sinistra finisce davanti all'impianto. Le prolunghe sono impilate vicino la cassa sin. I componenti si vedono in dettaglio nella seconda foto; generi ascoltati tutti. Preferenza al blues, rock alternativo e jazz.
    19 punti
  12. Ciao a tutti, Comparandolo con quelli visti, sarà poca cosa.. ma da qualche parte occorre iniziare. Ecco quindi il mio impianto: Giradischi Technics 1210 mk7 (devo ancora montare la sumiko moonstone) Ampli Syntesis 510ac Signature Diffusori JBL 4312G Cavi Van Den Hul Filtro di rete Audioquest L'ambiente non è trattato - a parte un grande tappeto da poco acquistato - ed essendo una torre pentagonale potrebbe non essere facile, ma vedremo. Sono nuovo e mi sento emozionato ad essere entrato in questo magico universo (mondo credo sia riduttivo). Essendo anche il mio primo post, scusatemi in anticipo qualora avessi fatto errori. Un saluto di nuovo a tutti. :) Tommaso
    19 punti
  13. Posto nuovamente la foto perché finalmente sono ritornato nella stanza principale della taverna, ho passato un'anno da incubo. La catena è composta da Pre accuphase c265 Finale a65 Cd marantz cd80 Giradischi lenco modificato Micro seiki rx 1500 con 4 bracci Phono RCM sensor 2 Rogue audio ares e Finalmente manley steelhead dell'amico cpataz più vari step up. Diffusori mino di prinzio
    18 punti
  14. Casa nuova ... casse nuove ! RIKI
    17 punti
  15. Questa è la mia sala 9x5m.....ovviamente valzer di diffusori Laho' Streamer Lumin U1 mini, Lettore Audio Aero Capitole SE, amplificatori ItaliAcoustic HSA-02S / HSA-05S / HSA-12S In primo piano il modello Unika pilotato da HSA-05S
    17 punti
  16. Maurodg65 cambia cavallo per favore, non c’e’ nessuna scusante - non per il diritto americano, ma per il diritto universale- per questi omicidi di persone inermi
    16 punti
  17. Se tu fossi stato a Washington davanti al reverendo King mentre proclamava "I have a dream" avresti commentato: "la prossima volta a cena evita la peperonata".
    16 punti
  18. Ecco qualche prima foto del mio setup definitivo…
    14 punti
  19. 14 punti
  20. lascia stare tutto e non fare più niente al massimo ti bannano da subito, poi ti reiscrivi col nome della suocera così impara.
    14 punti
  21. Il mio impianto: • lettore McIntosh MCD350 • giradischi Thorens TD320 • ampli McIntosh MA5200 • diffusori Klipsch La Scala AL5 Cavetteria varia Wirewolrd/Supra. . . . in questo momento sto ascoltando questo splendido cd, vi assicuro che la resa è molto... appagante
    14 punti
  22. Ci sono momenti in cui bisogna essere decisi, chiunque non veda il pericolo che si sta configurando negli usa è un potenziale nemico delle persone per bene.
    13 punti
  23. Zelensky ha ragione, ha ricevuto aiuti militarmente scarsi tardivi e discontinui, mentre a parole tutti si facevano belli proclamando il sacrosanto diritto all'integrità territoriale dell' Ucraina, all'atto pratico inviavano poco più che scatole di miccette, e solo a patto che le scoppiassero senza far sentire il botto in russia. Dopo 4 anni di questo indecente tira-e-molla, col paese devastato sotto i colpi di un infame figlio di puttana che mira scientificamente ai bersagli civili, è normale che abbia le palle lievemente girate.
    13 punti
  24. Sì, vergogna e disonore, ma pure calma e gesso. La colpa dell'Europa è quella di non aver chiuso bene la stalla dopo che USA, Russia e Ucraina hanno fatto fuggire i buoi? Il buon Zelensky preferisce Trump e fa bene, è una ottima scelta per lui, possono uscire tarallucci e vino. Ma che l'Unione ne tragga le dovute conseguenze, si chiami fuori da beghe che non la riguardano e riapra il rubinetto del gas russo.
    12 punti
  25. @LeoCleo dai suvvia. Quelle milizie pretoriane sono i bracci armati di un presidente che non si pone nessun limite, nemmeno le leggi vigenti. Inoltre sono immunizzate dalle conseguenze delle loro azioni, anche se mortali. .. pensate a quella signora indifesa e non armata, come se fosse un congiunta, moglie sorella figlia.. E direi di smetterla con i distingui pelosi, che non fanno onore a chi continua a porli in discussione.
    12 punti
  26. L'esibizione al pagamento con carta rientra nell'uso proprio del documento di identità. Come pure lo è l'esibizione all'ingresso di una azienda perché il titolare (o chi per esso) ha diritti e doveri in tema di sicurezza. Trattenerlo, fotocopiarlo, usarlo per qualsiasi altro scopo non è consentito. Quella era la domanda e questa è la risposta. Altre opzioni quali: me ne frego, me cojoni, estcazzi, non entrare, saluto al duce, se famo du spaghi, eccetera eccetera sono sempre possibili ma non rientrano nella domanda.
    12 punti
  27. Eccolo in fase definitiva giradischi acoustic solid 110 braccio Sorane ta1 testina hana umami red pre Mc Intosh c12000 finale Mc Intosh Mc 462 Cd / dac Mc Intosh mcd 12000 75 anniversary streamer eversolo dmp a10 tv Sony bravia 8 OLED 77” diffusori sonus faber Amati cavi di segnale e di potenza cardas clear rev1 cavi di alimentazione cardas clear beyond ( mi arriveranno a metà febbraio già ordinati) per ciabatta pre e finale; Furutech dps 4.1 terminati con spine e prese Furutech rodiate per giradischi cd e streamer ciabatta e presa da muro Furutech con prese rodiate
    11 punti
  28. Perché dialogare da pari a pari con un plateale fax imbellle, che fa sofismi da mincione in malafede davanti all'assassinio a freddo di uno disarmato e immobilizzato? Cosa pensate di guadagnare alla discussione? Non vi pare che esistano limiti di decenza, di pudore, di dignità superati i quali discutere è impegno privo di scopo?
    11 punti
  29. Salve, da un anno a questa parte mi sono dedicato a un progetto vintage molto interessante. Partendo da un giradischi Pioneer PL50L II , importato dal Giappone, ho voluto creare una gemma aggiornata portando il gruppo motore dal 50 al 70 (modello più costoso e performante). La scheda e motore dei due so praticamente identici se non fosse che il 70 ha dell'elettronica aggiuntiva per meglio gestire l'alimentazione e stabilità rotativa. Partendo da ciò mi sono studiato gli schemi e le schede, e dopo un'attenta analisi ho modificato e aggiunto i componenti mancanti sulla scheda del 50 di fatto aggiornandola al 70. I componenti sono identici ma moderni rispetto a quanto il service manual del 70 dichiara. Fatto questo ho costruito un nuovo plinto sulle misure del P10 - fratello maggiore della serie, e sostituito il trasformatore per alimentare il tutto a 220. Infine ho incapsulato i il cavo del pre-fono nello plinto con delle prese RCA. Con un coperchio nuovo il tutto è come da foto. Il Braccio è stato completamente smontato, lubrificato e rimontato, e il risultato è notevole (non come il mio Micro Seiki RX-5000/8000 ma molto bello) Ora avendo altri motori/bracci del 50 ho un nuovo progetto che comincerò a breve per l'upgrade al 70 , ma questa volta con un nuovo plinto che supporti oltre al suo braccio il mio SME 312S. Quindi poi venderò il mio 50/70. Saluti
    11 punti
  30. Come in Germania o forse peggio la ragion di stato atlantica ha consentito la sopravvivenza fisica o civile a soggetti che poi hanno inquinato il futuro del paese.
    11 punti
  31. 11 punti
  32. Metà impianto già presentato tempo fa ma da pochi giorni lo Spectral DMC 15 ha guadagnato due S... La differenza è chiaramente avvertibile... Finale sempre DMA 150, il sogno per il futuro è sostituirlo con un 250 o 260, vedremo... Giravinili autocostruito con piatto Orbe e braccio Grace 11". Insomma quasi tutto vintage, come me che sono vintage tre volte...
    11 punti
  33. Vale il 1980? Thorens-Micro-PhaseLinear-Sae-Bose-Allison
    11 punti
  34. La quantità di persone che evidentemente non avrebbe problemi a giustificare l'uso estremo della violenza contro chi non si omologa al loro pensiero, anche nel nostro paese, è preoccupante, vicende come questa sono una cartina di tornasole.
    11 punti
  35. Scartabellando in un angolo basso della mia libreria - discoteca trovo questo Quadrophenia che non ricordavo di avere. Controllandolo scopro che è una prima stampa UK. https://www.discogs.com/it/release/1065082-The-Who-Quadrophenia L’album è vissuto, il libro fotografico è staccato dai testi ma i dischi suonano come dio comanda. Magari nel 2026 si ripetessero ritrovamenti come questo!
    11 punti
  36. 11 punti
  37. Questa guerra ci riguarda da vicino, anzi da vicinissimo. Letto l'articolo del Corriere, Zelensky a mio parere non dice nulla di strano. Purtroppo. Chiaro che, dopo 4 anni sotto le bombe, obiettivi civili colpiti, scuole, ospedali, palazzi distrutti e civili morti sotto le bombe di quel delinquente di Putin, a Mosca probabilmente non sanno nemmeno ci sia una guerra, nessuna bomba, buon per loro, hanno visto, a Zelensky, dicevo normale girino un po' le scatole. Aiuti militari ne sono arrivati, guai pero' a colpire il territorio russo, non si sa mai che si arrabbiano di piu'. Quelli ti tirano bombe dalla mattina alla sera e tu puoi solo sperare di intercettarli. Bella teoria. La verita' purtroppo, alla prova dei fatti, e' che l'Europa, lo scrivo come fervente Europeista, non e' in grado, per tanti motivi, quando serve, di esprimere una voce unica quando serve. Di imporre sanzioni dure, non a pacchetti semestrali, con votazioni e preparazioni che durano settimane. Putin, quel delinquente assassino, ha avuto vita facile. Ha potuto fare quello che voleva. A Zelensky, al di la' di qualche pacca sulle spalle e di qualche incoraggiamento verbale, poca assistenza o almeno non quella di cui avrebbe avuto bisogno. Leggermente ot, ma non troppo, qualche giorno fa, forse domenica, un bell'articolo di Mauro su Repubblica, chi puo' lo legga per cortesia, parlava della sx e di come non veda e "senta" come sue le battaglie di Kiev e di Teheran. Per motivi storici, un antiamericanismo e anti occidentalismo,sempre e comunque, per cui si tace o non si dice abbastanza contro certe dittature. Hamas, alla fine, meglio di Israele. E io che voto da sempre a sx soffro molto di questa situazione. Come soffro per una Ue, cui credo, anzi crederei con piu' passione se non si limitasse a essere veloce e puntuale solo sul definire "la lunghezza di una vongola" per essere definita vongola. Auguri al Popolo Ucraino. Io non penso sia una guerra che non ci riguarda. Anzi, ci riguarda proprio. Alla grande.
    10 punti
  38. Un paio di riflessioni: 1. con molta lucidità coglie il fatto che l'attuale fase non è solo una "parentesi Trump". Anche qui molti pensano che tolto di mezzo lui, le cose poco a poco tornerebbero alla normalità. Sembra quasi che gli usa siano la famiglia la cui quotidianità è stravolta dal trovarsi a dover gestire il nonno con l'alzheimer. Non è così. Lo dico sempre che lui è quello che sta sotto ai riflettori, ma dietro ha tutta la produzione, che è enormemente potente. I lanzichenecchi sono arrivati alle stanze dei bottoni, c'è stato un cambio nella classe dirigente usa, che va al di là dello scrotus. Carney lo afferma chiaramente. La linea attendista, che cerca di ingraziarsi il nonno per pararne le intemperanze, nell'attesa che arrivi un ricambio, è una linea miope che ci fa perdere solo tempo. Meglio organizzarsi di conseguenza, come suggerito dal premier canadese. Se si arrivasse ad una massa critica, UE e Canada, ma anche il resto del commonwealth con riavvicinamento dell'UK, potremmo essere più robusti di fronte alle angherie sia d'oltreoceano che orientali. 2. nella calata a valle lanzichenecca dell'internazionale nera s'ode a destra una voce autenticamente liberale. Un discorso conservatore, di destra, anche nazionalista, che auspica il mantenimento della schiena dritta, ma che non ha bisogno né di toni da bivacchi di manipoli, né di orizzonti da razza superiore. In altre parole, che non abdica a quei valori faticosamente conquistati nell'ultimo secolo o giù di lì. Alla buonora! Il confronto con chi invece racconta di spezzare reni a manca e a destra, da mane a sera, ma alla prova dei fatti è impegnatissimo nella gara a chi spinge la lingua più in fondo, è impietoso.
    10 punti
  39. Essenziale Geniale Francese Etonnante (In Francia il giradischi è femmina..) E.. ricordo di un caro amico, e forumer, che non è più con noi
    10 punti
  40. sorgenti Michell Orbe con braccio Graham Phantom ll Supreme Thorens TD 160 con braccio originale North Star Phono Stage Music First Audio Moving Coil Step-Up Ifi ZEN Phono 3 Gustard A26 Meridian G08 Preamplificatore Norma Revo SC-2 Finali Norma Revo PA 160MR Diffusori JBL S3900 Summit Tannoy Kensington SE Cavi Audioquest Diamond e Sky
    10 punti
  41. Lettore CD Lector 7/T mkii; preamplificatore Music Reference RM5-II; finali Zerozone S1000W; diffusori Klipsch Cornwall-III. Ambiente dall’acustica particolarmente felice 4,5X3,7. Generi ascoltati: tutto, tranne il metal pesante.
    10 punti
  42. Però è un difetto logico profondo il pensare che una competenza specifica, per quanto remunerativa, ti possa dare una qualche autorità in geopolitica o sia una prova di non ignoranza. L'argomento ad money è solo volgare e non degno di un consesso informato e sufficientemente intelligente. qualunque cosa si pensi di maduro, io non ne ho mai pensato bene, siamo di fronte ad un atto criminale molto pericoloso. Accettare questi atti, come putin con l'ucraina o il massacro dei civili in palestina, significa non avere i principi minimi di rispetto delle regole di diritto e civili, quello che si imputa a maduro. Un bel cortocircuito logico che si traduce nell'appoggio ai peggiori della storia, quando sono forti...
    10 punti
  43. Una cosa vera l’ha detta mia figlia più grande… che ha 31 anni non 65… a San Silvestro bisognerebbe solo starsene a casa, troppa elettricità in giro, troppi freni inibitori saltati. Senza scomodare alterazioni importanti da droga. Si spara perfino, si trascende, aumentano stupri e violenze esponenzialmente. Tutti sono su di giri e tutto sembra doversi fare oltre il normale, anche cose usuali. Ci sono altri 364 giorni per divertirsi ma con la giusta consapevolezza. Pur con tutto il pessimo allestimento di questo locale in qualsiasi altro giorno dell’anno non sarebbe successa una tragedia simile o le mille tragedie singole che ogni anno affollano i pronto soccorso e a volte i cimiteri. Alla natura umana non c’è molto rimedio ma parlatene coi vostri ragazzi, fate che ci riflettano. A volte dite anche dei NO fermi. Non lo so… è tutto così assurdo quel che è successo. Mah
    10 punti
  44. Stasera un poco di country-rock...
    10 punti
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