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Jazz!


analogico_09

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analogico_09
23 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

È un fiume con molti affluenti ed altrettanti rivoli ?

 

 

Insomma vorresti (ri)aprire la questione sulla nascita del jazz., da dove proviene, quali radici, quali contaminazioni.., discorso ricorrente e affascinante che lascia spazio a molte aperture e possibilità interpretative libere ma non licenziose...

Le radici prime e primordiali del jazz, di tutte le espressioni musicali afroamericane, dai tempi della schiavitù fino alle ultime svolte del grande ed autentico jazz, sono nelle forme di tribalità africane.., è venendosi a trovare in contatto con quelle che l'america schiavista e razzista, di selvaggia provincia, troverà dei grandi vantaggi, ma...

 

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analogico_09
43 minuti fa, Grancolauro ha scritto:

Io la vedo così: la "casa del jazz" ha generosamente ospitato in anni recenti, senza chiedere nulla in cambio, molti  musicisti/compositori classici che non vogliono fare a tutti i costi musica d'avangurdia, né ridursi a comporre solo colonne sonore, musiche per videogiochi, ritornelli pubblicitari. In questa nuova casa, questi musicisti sono riusciti a elaborare un loro linguaggio e a comunicare con molte persone che hanno apprezzato questo loro percorso artistico. I legami con la grande tradizione del jazz sono flebili, spesso del tutto inesistenti. Ma io trovo comunque apprezzabile l'ospitalità, una virtù tanto celebrata nell'antichità e in altre culture quanto sottovalutata ai nostri giorni :classic_smile:

Scusate l'intrusione...

 

 

Sarà, Damiano, ma per me il jazz è il jazz e non altro. Già motivata la mia idea, cosa sia per me la musica jazz, questo enorme meraviglioso patrimonio musicale afroamericano che tale resta, o dovrebbe restare, permeato dal blues, anche se venisse suonato nel ridente e sperduto borgo di "Cantagalli de sopra".. ☺️ Per me quindi bisognerebbe prendere il jazz come jazz e la musica "altra" meravigliosa ma "altra" cosa, come musica meravigliosa ma "altra" cosa dove siano sempre state le forme di contaminazione più o meno felici, molte straordinarie, altre banalmente commerciali, ibride, inclassificabili,ciò nonostante rispettabili ma non "sbattibili" tout-court nella casa del jazz...
Dopodichè ottima cosa l'ospitalità, ma si tratterebbe di capire se l'ospite che si autoficca nella casa del jazz sia stato invitato o meno...  :classic_happy:

Battute a parte (per sdrammatizzare un po' di questi tempi cupi, da lupi) non c'è bisogno di scusarti, sai bene che per quanto mi riguarda ti leggo sempre con piacere oltre al fatto, pleonastico precisare, che ciascuno è libero di intervenire dove vuole in ogni sezione del forum dove naturalmente da cosa nasce cosa.. e tante cose messe insieme fanno lo scambio/confronto delle idee sui vari aspetti dell'argomento trattato. :classic_smile:

 

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analogico_09
2 ore fa, MauJazz ha scritto:
22 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Ti piace fare la collezione di figurine panini? 🤔

Mi piace mangiarli i panini ....  possibilmente imbottiti di buon prosciutto 

 

 

Perfetto, idem.., mi fai venire l'acquolina in bocca.., ma questo spazio è per altro, per le collezioni di figurine e panini imbottiti se n'annassimo al longue bar e la birra la offro io. 😋

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8 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

si tratterebbe di capire se l'ospite che si situa nella casa del jazz sia stato invitato o meno...

Buona a domanda. A me sembra che a un certo punto, tra gli anni '80 e '90 del secolo scorso, l'ospite sia stato "ben accolto", per così dire. Forse è successo solo per ragioni commerciali, per ampliare il pubblico, o forse (almeno in parte) per ragioni più nobili, come alcuni sostengono. Fatto sta che la porta è stata aperta dall'interno della casa del jazz. Pensiamo al ruolo che hanno avuto Keith Jarrett e Miles Davies in tutto questo.

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16 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

ma per me il jazz è il jazz e non altro. Già motivata la mia idea, cosa sia per me la musica jazz, questo enorme meraviglioso patrimonio musicale afroamericano che tale resta, o dovrebbe restare, permeato dal blues,

Forse vado OT in questa discussione ma mi interessa il tuo pensiero che in parte condivido sia sulle origini che  sugli anni d'oro del Jazz nato e cresciuto in contesti storici irripetibili.

Ma ai giorni nostri secondo il tuo parere non esiste una musica che si può definire Jazz.

Concordo sul fatto che oggi si abusi molte volte sul significato che la parola Jazz dovrebbe rappresentare.

Un caro saluto Stefano.

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https://melius.club/topic/1001-jazz/page/64/#findComment-1062399
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Gaetanoalberto

Mi piacciono molto le idee dell’ospitalità e della porta aperta dall’interno.

Non so, abbiamo anche una nuova musica moderna commercialmente definita “classica”, pure se molto distante dallo stesso concetto che il binomio “musica classica” dovrebbe esprimere.

Se questa “ospitalità” sia anche il canale per mantenere l’interesse verso la musica che piú tradizionalmente si iscrive nei canoni dei rispettivi generi e verso i generi stessi, che non mi sembra del tutto scemato, lo scopriremo, o lo scopriranno i nostri posteri, ma potrebbe non essere un fatto negativo.

 

 

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analogico_09
1 ora fa, Grancolauro ha scritto:

Buona a domanda. A me sembra che a un certo punto, tra gli anni '80 e '90 del secolo scorso, l'ospite sia stato "ben accolto", per così dire. Forse è successo solo per ragioni commerciali, per ampliare il pubblico, o forse (almeno in parte) per ragioni più nobili, come alcuni sostengono. Fatto sta che la porta è stata aperta dall'interno della casa del jazz. Pensiamo al ruolo che hanno avuto Keith Jarrett e Miles Davies in tutto questo.

 

Damiano.., non sto parlando della forme di contaminazione più nobili tra jazz e altri generi - rock, classico, world, folk, ecc), quasi mi "offende" che tu voglia convincere me del ruolo che ha avuto Miles Davis, Jarrett, la musica, latina, afro, orientale, ecc, perfino la musica di Chopin.., Bach, Vivaldi, e Strawinsky, ecc, ecc, ecc.., dove lo spirito profondo del jazz  resta inalterato pur con l'approrto di altri stili ed espressioni musicali che a loro volta (ad esempio il gia citato Strawinsy) non perdono le proprie specificità culturali ed estetiche.., io parlavo di commistioni musicali manierate, senza nessuna precisa identità culturale che cercano di averne più d'una senza in realtà possere nessuna, ase non l'ibridezza che in casa del jazz male accoglie. Ovviamente questo è im mio modesto ma chiaro parere.

Mi pare che tu non abbia letto i miei numerosi interventi su tali questioni, anche in questo topic, non che che sia obbligato a farlo, ci mancherebbe, però forse se conoscendo già un po' la mia idea, ci capiremmo meglio e non mi ritroverei a cercare di dirti che ... insomma.., come recita l'antico detto bersaniano: "stiamo mica qui a imparare il credo algli aspostoli?"  😇 🙏 🙂

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21 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

: "stiamo mica qui a imparare il credo algli aspostoli?"

Conosco bene il tuo punto di vista sul tema, caro Peppe, né voglio imparare niente a nessuno, figurati. Esprimevo soltanto un (banale) punto di vista (in parte) alternativo sulla questione. Semplici ovvietà, le mie. Appunto

 

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analogico_09
2 ore fa, Look01 ha scritto:

Forse vado OT in questa discussione ma mi interessa il tuo pensiero che in parte condivido sia sulle origini che  sugli anni d'oro del Jazz nato e cresciuto in contesti storici irripetibili.

Ma ai giorni nostri secondo il tuo parere non esiste una musica che si può definire Jazz.

Concordo sul fatto che oggi si abusi molte volte sul significato che la parola Jazz dovrebbe rappresentare.

Un caro saluto Stefano.

 

 

Non mi pare che sia OT, le tue osservazioni sono pertinenti. Il jazz nasce, cresce, si sviluppa in ogni modo fino a quando le condizioni socio-razziali, culturali, economico-politiche, psicologiche, psichiche, antropologiche bon si avviano verso cambiamenti spesso radicali, epocali. Il jazz nasce come musical popolare nei bassifondi delle emarginazioni, nel "dolore", anche nella gioia va da se'.., dove in tutto questo, riassumento, il jazz, prima il blues e le musiche della schiavitù Work song, plantation song, ecc) c'è nutrimento spirituale per i musicisti, possibilità di mettere su uno stile, più stile, delle tecnicheproprie, il senso profondo e metafico del blues, ecc, ecc... Tutto di etto molta a stringere.

Il genio di Billie Holyday, di Charlie Parker, di Armstrong,  ecc, ecc, ecc, si forma nel dolore, nei bordelli, nelle privazioni.., e meno male diciamo noi che queste cose siano state superate, siano migliorate certe condizioni di vita, dove tuttavia  retano ancora sacche di emarginatone e di violenza contro il mpopolo del blues ma molto meno in confronto a prima... meno male dicevo che non ci sono più i linciaggi nelle profonde province americane,  che i "negri" nonsi appendano più ai rami degli alberi tali da sembrare "strange fruit" dal colore rosso sangue... meno male.., ma spatito questo è sparita anche la poesia, òla trasfigirazione del jazz.., e meno male, lo ridico.., perchè comunque abbiamo tanta di quella musica registrata dell'intera storia che possimo perlomeno alimentare la nostra immaginazione attraverso musiche ancora capaci di evocarre, riportare in vita ciò che è morto nella "realtà"... Ma i poeti della realtà non se ne fanno nulla, e meno che perlomeno questo resti... quindi il jazz non è morto, vive ancora in chi voglia sappia farlo rivivere in se e negli altri che condividono le stese istanze immaginifiche e che sappiano condividerle tra di loro.

 

A parte questo, musica di oggi (non parlo delle ultime propraggini ancora vive del jazz "morto") così "levigata" appresa nelle disinfettate classi dei conservatori, o scuole di musiche borghesi,  è certamente libera di definirsi jazz, o che si sia noi a considerarla tale.., ma anche io, o chiunqua altro, volentdo, si ha la libertà di considerarci dei "napoleone"... 😆...  che male c'è, le vie del delirio sono infinite...
solo una battuta, spero capirai.., per rendere meno seriosa la discussione.., grazie dell'intervento e ricambio il saluto.

 

  • Thanks 1
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analogico_09
6 minuti fa, Grancolauro ha scritto:

Conosco bene il tuo punto di vista sul tema, caro Peppe, né voglio imparare niente a nessuno, figurati. Esprimevo soltanto un (banale) punto di vista (in parte) alternativo sulla questione. Semplici ovvietà, le mie. Appunto

 

 

A volte mi resta più facile fare degli esempi un po' "spiccioli" e magari impertinenti per "abbreviare".., so bene che non vuoi impararmi nulla tanto più che detto senza ironie io spesso apprendo da te molte cose sulla musica classica, specialmente, sugli aspetti estetici, tecnici, linguistici più specifici dal momento che le tue conoscenze musicali in tali ambiti hanno delle basi di studio e di esperienza importanti. Le tue non sono ovvietà sono la tua visione delle cose, e ci sta, anche in questo forse ha la sua importanza il tipo di esperienza maturata nei  determinati campi musicali, fatto anche di natura anagrafica. 

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