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analogico_09

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analogico_09
1 ora fa, damiano ha scritto:

Dizzy, secondo me, era un'altra cosa, è considerato uno dei principali "codificatori" del be-bop, secondo, non saprei dire se in senso cardinale od ordinale 🙂, solo a Bird

 

 

Dall'imperdibile libro "La Leggenda di Charlie Parker" (Arnoldo Mondadori Editore, da anni fuori catalogo, solo usato) di Robert G. Reisner, critico d'arte, "addetto ai lavori", organizzatorie di concerti jazz, gestore di locali, se non ricodo male, etc, il quale raccolse le testimonianze vive e dirette di molte persone che in vario modo e per vari motivi vennero a contatto con Parker (amici, conscenti, i grandi colleghi, musicisti vari, parenti, critici, il tassista, un liutaio gestore di un negozio di strumenti antichi, frequentato anche da Varèse che era l'idolo di Bird, etc).

 

Quella che segue è una parte della testimonianza di Dizzy Gillespie che copio a mano:

 

" Negli anni di guerra, quando gli appartamenti erano scarsi [...] mia moglie ed io trovammo un posto comodo. Per evitare proteste, io mi esercitavo sempre in uno studio, ed evitavo di provare le cadenza di tromba di sera. Erano le tre del mattino: suona il campanello, ed io apro la porta per quel tanto che permette la catena. C'era Bird, con lo strumento in mano: 'Fammi entrare, Diz, ce l'ho fatta; devi sentire questa roba che ho elaborato'. Io avevo trascvritto gli assoli di Bird, cosa che lui non aveva la pazienza di fare. 'Non ora' dissi; 'Più tardi, domani.'

'No!' gridò Bird 'domani non me le ricordo, ce l'ho in testa adesso. Fammi entrare, ti prego.' Dall'altra stanza mia moglie gridò: 'Buttalo fuori' edi io, ubbidiente, gli sbattei la porta in faccia." Allora Parker imboccò il sax e suonò il pezzo sul pianerottolo. Io afferrai carta e matita e lo trascrissi da dietro la porta"
 

 

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Posto quest'album dedicato alle composizioni di un altro grande del be bop, Tadd Dameron. Sono composizioni che fanno fare un salto a questa musica rispetto all'era dello swing.  Joe Lovano  ha fatto un pò di tutto, come si addice ad un sassofonista moderno, eccolo qui nella veste di bopper. Per chi non lo sapesse, la 52. strada era quella in cui c'erano i locali in cui di notte si riuniva quella generazione di musicisti.

 

 

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analogico_09
1 ora fa, Ivo Antonio ha scritto:

Per chi non lo sapesse, la 52. strada era quella in cui c'erano i locali in cui di notte si riuniva quella generazione di musicisti.

 

Beh.., chi frequenta questo topic sa della 52 street la strada "fucina" del jazz... un must.

 

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analogico_09

Uno dei locali preferiti dai doppers fu il leggendario Minton's Playhouse.., che stava da un'altra parte... fondato dal tenorsassofonista Henry Minton nel 1938 sulla 118ª Strada Ovest, al primo piano del Cecil Hotel a New York.

 

Celebre questa foto...una riunione di geni...

 

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più recente

 

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 Alcuni restarono lontano dai prodotti che espandevano lo stato di coscienza ed hanno suonato nei decenni successivi, altri invece si fermarono presto, Dodo Marmarosa, Fats Navarro e su di tutti Bud Powell, un pianista che ha rivoluzionanto il modo di esprimersi sullo strumento. Dopo di lui il piano jazz fu un'altra cosa. Peccato per il mancato riconoscimento in patria. Dalla sua biografia il famoso film di Bertrand Tavernier con Dexter Gordon

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Dalla fucina del bop uscirono tanti musicisti. Non poteva mancare un'incisione del quintetto di Miles Davis. Suonavano tutte le sere provando e riprovando gli stessi pezzi. L'intesa della band è perfetta, vale anche per i gruppi di Winton Marsalis, ma qui si tratta di musicisti di un altro periodo storico. Hanno inventato il jazz  mainstream e li si insegna oggi nelle scuole.Non fanno accademia, nessuno gli scrive gli assoli o arrangia le esecuzioni.

 

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Rispetto a Dizzy Gillespie Miles aveva un altro modo di sentire la musica e le pulsioni del periodo.  In quest'album del 1971, non conosciutissimo ma fra i suoi migliori a mio modesto avviso, Miles ci porta ad una riflessione sul quella parte del  mondo afroamericano  ancora tenuto escluso dal sogno americano.

 

 

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Per tornare allo spirito di questo topic che vuole essere discorsivo...

Miles Davis mentre suona il Bop inventa il Cool di soppiatto con il suo lirismo più tagliente, "morbido" e rarefatto, in parte mutuato da Lester Young, rispetto alla tromba di Gillespie e ad alle altre trombe bop, creando uno stupefacente, inedito contrasto sonoro ed espressivo con la frase torrenziale di Parker

 

 

 

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Piace molto anche a me Jack Johnson, ne parlavo qui a proposito del formidabile due iniziale ingaggiato con JohnMcLaughlin in modo improvvisato ed inatteso.., c'è tutta una storia di casualità che entrano in ballo mentre il chitarrista suonava il suo riff...

Davis era appassionato di box sport nel quale si dilettava.., con questo musica destinata a fungere da colonna sonora per un documentario sul pugile nero, rende omaggio al primo afroamericano che vinse il titolo dei pesi massimi nel 1908

 

"Johnson è considerato da molti esperti di boxe uno dei più grandi pesi massimi di tutti i tempi. Figlio di ex schiavi, Johnson si faceva beffe delle convenzioni sociali e razziali dell'epoca, celebrando la propria grandezza sulla stampa, guidando auto fantasiose e vestendosi con abiti costosi, e pronunciando e agendo in modo impenitente la sua preferenza per le donne bianche. Per i razzisti prevalenti in quel periodo Johnson era un demone, l’incarnazione vivente del collasso razziale del paese e dei pericoli morali, persino religiosi, del meticciato. Non appena Johnson vinse il titolo dei pesi massimi nel 1908, sulla stampa si diffusero grida per una “Grande Speranza Bianca” per rivendicare il titolo, riscattare la razza bianca e rimettere a posto il mondo. Quando Johnson sconfisse l'ex campione James Jeffries nel 1910, in tutto il paese si verificarono rivolte razziali, che provocarono almeno 20 morti."

Iconica , epocale questa immagine insostenibile per i tempi. Un uomo bianco steso a terra ai piedi del "negro" che lo aveva messo KO con il pubblico formato quasi esclusivamente da bianchi (mi pare vedere un solo afroamericano) che osserva attonito ed incredulo prima che esplodessero le violenze. 

 

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Ascoltare nel finale onirico la tromba di Davis di straziante lirismo.. già segnato il punto

 

«I'm Jack Johnson. Heavyweight champion of the world. I'm black. They never let me forget it. I'm black all right! I'll never let them forget it!»
 

 

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21 hours ago, analogico_09 said:

rispetto alla tromba di Gillespie e ad alle altre trombe bop

Miles era un genio con delle idee, che ebbe anche il merito di scoprire musicisti come Dave Holland, Bill Evans, Mike Stern. Dizzy era tutta un'altra personalità, non si trovò neanche ad incidere con chi aveva cercato di emulare Bird, Phil Woods o Jackie McLean (che incise quattro brani con Miles su Blue Note). Miles rischiava con nuove idee, Dizzy suonava in giro, a volte cose più interessanti, altre meno, ma niente di veramente innovativo. Due modi diversi di vivere, l'uno sempre al massimo, musicalmente e nella vita reale, alla ricerca di chissà cosa,  l'altro sulla scia di un bop divenuto un marchio di successo e quindi da replicare.

Ciò non toglie che furono due innovatori nel periodo bop, l'uno rimasto soddisfatto di quanto raggiunto, l'altro animo inquieto,  presente appena c'era qualcosa di nuovo.

 

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@Ivo Antonio Scusa ma non capisco la necessità di mettere  stretto paragone yout-court i musicisti tra di loro, a chi sia il migliore per quello che abbino e non abbiano fatto, come se le biografie deciessero sul valore e le realtà delle estetichem musicali di ogni musicista. Ogni musicista ha le sue particolarità, e ogni particolarità foss'anche di un musicista meno "bravo", potrebbe rivelarsi ugualmente unica e irripetibile, Davis più creativo di Gillespie.., più "talent scout", ecc, ma non la metterei su questo piano.., Dizzy è stato terribilmente innovativo a prescindere da quello che è il percorso personale di un Davis più giovane, con più futuro davanti per poter esplorare nuove strade musicali. Ciò nonostante forse Davis non sarebbe stato se non fosse prima stato Gillespie. Ovviamente Brubeck non potrà essere in nessun modo paragonato a Bud Powell.. per fare nun esempio e cercare di chiarire meglio ciò che intendo dire, questo paragone è su mondi musicali davvero diversi, antitetici tra di loro, l'eclettismo esteriore di Brubeck contro la profonda, straziante poesia di Powell.

Senza Gillespie a mio avviso non sarebbe esistito il Bop così come lo conosciamo; senza Davis invece probabilmente si.

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