Vai al contenuto
Melius Club

Jazz!


analogico_09

Messaggi raccomandati

1 ora fa, analogico_09 ha scritto:

ha la sua importanza il tipo di esperienza maturata nei  determinati campi musicali, fatto anche di natura anagrafica

Penso anch’io sia così. Lo dimostra il fatto che alcuni grandi classici della storia del jazz sono per me pressoché inascoltabili… Ho solo da imparare, come vedi 🙂

Link al commento
https://melius.club/topic/1001-jazz/page/65/#findComment-1062564
Condividi su altri siti

analogico_09
3 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Se questa “ospitalità” sia anche il canale per mantenere l’interesse verso la musica che piú tradizionalmente si iscrive nei canoni dei rispettivi generi e verso i generi stessi, che non mi sembra del tutto scemato, lo scopriremo, o lo scopriranno i nostri posteri, ma potrebbe non essere un fatto negativo.

 

 

No, non è attraverso questi compromessi, o scorciatoie, che partendo dai surrogati si arriva alle migliori miscele dell'autentico caffè.

Non parliamo in modo generico. Restiamo al jazz, e per quanto riguarda tale musica dell'anima, aperta al mondo, alle genti tutte - la quale chiede molto a chi voglia approfondirla e non trattarla come musica easy per gli ascolti audiofoli rilassati sui divani con bicchere di wiskiey in mano e sulle ginocchia bella fanciulla, come sottofondo per le pubblicità, ecc - ho personalmente osservato il fenomeno a lungo, da vicino nel corso di alcuni lunghi e laboriosi decenni, e potrei testimoniare che sia stato già "scoperto", stabilito (non serve attendere il respondo dei posteri che non sono nel gioco) come non si giunga al jazz, al grande ceppo centrale ed originario, né alle molteplici, complesse e varie ramificazioni se non in misura minima, trascurabile, partendo dalla forme di contaminazioni rock-jazz che contengono i caratteri più ordinari e superficiali della musica afroamericana che vanta una complessità che richiede tutt'altro impegno, approfondimento, ben altri presupposti, dedizione, esperienza, costanti ascolti.

In genere, nella stragrande maggioranza dei casi, salvo eccezioni minime, chi crede di poter approcciare il jazz partendo essenzialmente dal rock-jazz, finirà per fermarsi  alle forme più commerciali e consumistiche del jazz con parvenze di rock, pop, ecc, raramente si spingerà verso la scoperta dell'intero universo jazzistico che richiede molta curiosità, vivo interesso, grande passione e voglia di approfondire. 

Lasciamo stare Miles Davis.., Miles Davis, né prima, ovviamente, né dopo nelle sue rivoluzioni elettriche, le utime autentiche rivoluzioni della storia del jazz - BB - non è mai stato jazz-rock, e su questo ho già largamente motivato la mia idea.

I dischi del Davis funky, riassumento, di prima del ritiro e del ritorno sulle scene nel 1982 (uno dei primissimi concerti del rientro, fu a Roma, ed io c'ero), non tutti vennero capiti e apperezzati, ancora oggi restano incompresi da chi prova scarso interesse per il jazz predominate e si aspetta un rock che è solo marginalmente presente in qualche sparuta "coloritura"...

 

Ah.., questo vale anche per la "classica" e altri generi musicali di grande complessità.., non si arriva a Vivaldi ascoltando la sviolinata delle  4 stagioni montata in una pubblicità... Potrebbe rappresentare un punto di partenza per approfondire la musica, perchè no.., lo dicono pure quelli del marketing, i cosiddetti creativi, ma nella realtà succede solo che il prodotto reclamizzato si vende di più...

 


 

 

 

Link al commento
https://melius.club/topic/1001-jazz/page/65/#findComment-1062570
Condividi su altri siti

Gaetanoalberto
11 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Non parliamo in modo generico

Dunque. La chiacchierata aveva, almeno per me, un filo logico e non generico.

Siamo partiti dalla Marie Krüttli, che è quanto di più distante dal rock e dal Vivaldi della pubblicità cui tu accenni, per cui non colgo il nesso.

Tra l'altro a me lei non piace per niente.

Però, per la curiosità di cui parliamo, ascolto quasi tutte le proposte mensili di Musica Jazz, tra le quali molte non rientrano quasi per niente nei canoni di quello che tu ritieni jazz.

Tuttavia questo a mio avviso mantiene vivo un movimento che dal mio punto di vista è utile anche al fine di non perdere la memoria del "vero" jazz a cui ti riferisci.

Ed infatti il jazz in senso proprio e questa nuova "cosa" che spesso secondo te non lo è e che altri invece chiamano jazz contemporaneo, in molti ambienti specializzati, vengono trattati nello stesso luogo.

Dunque io penso,  ma anche questa è un'opinione seppur motivata razionalmente, che la divulgazione sia uno strumento per non far morire una passione che per fortuna passa attraverso diversi approcci, il cui effetto non è prevedibile in partenza, se non filtrandolo attraverso un pregiudizio.

Quanti si avvicinerebbero, oggi dico, al jazz che entra nell'anima di quella storia umana che ne costituisce il substrato?

Senza dimenticare che il blues ed il jazz non esprimono solo sofferenza, ma anche libertà, gioia, lotta per l'emancipazione, liberazione dei sentimenti e dei sensi, e che molti jazzisti si rifiutavano di essere incasellati (anche nella lotta in corso per l'emancipazione).

E poi gli stili erano già variegati, al di là dei legami più o meno stretti o vicini con lo schiavismo e lo sfruttamento dei negri americani, e piuttosto elevata era la conflittualità critica tra gli amanti de jazz nelle sue forme più tradizionali, e quelli più inclini alle espressioni eclettiche.

Quindi, e spero la conclusione non sia generica ma razionale, io sono convinto che si debba lasciare un certo spazio di libertà di approcci, e che questo possa portare anche ad un interesse sincero e serio verso il jazz che entrambi apprezziamo, anche se, ad esempio, io ci sono arrivato, o meglio, piano piano vorrei arrivarci, anzi, non penso proprio ci sia un punto di arrivo ma solo di ripartenza, senza fretta, e (ri) partendo anche continuamente dal rock.

Se poi si sia raggiunto un particolare nirvana nella simbiosi con la radice profonda è cosa tutta da scoprire, ed anche difficile trovare il giudice titolato ad  emanare la sentenza.

Per esempio, questa chiacchierata è proprio frutto di passione ed interesse sinceri, non di superficialitá, anche se per caso i punti di vista rimanessero diversi, e sempre senza alcun intento di imparare il credo agli apostoli...si fa per chiacchierare.

 

Link al commento
https://melius.club/topic/1001-jazz/page/65/#findComment-1062612
Condividi su altri siti

analogico_09

@Gaetanoalberto  La questione è più semplice e più circoscritta a un determinato argomento. Su quanto anche da te intavolato ho detto la mia chiara e infraintendibile. Ho provato a seguire la tua replica ma dopo due righe mi è sembrato che non mi avrebbe retto la pompa.., affastelli cento argomenti uno sull'altro in maniera incomprensibile, conferma giuntami non appena ho cercato di dare una rapida scorsa al resto del messaggio fuori misura, non pertinente rispetto al tema trattato. Mi sembra chiaro inoltre l'inutilità di questa frase assurda, infondata

 

1 ora fa, Gaetanoalberto ha scritto:

io sono convinto che si debba lasciare un certo spazio di libertà di approcci,

 

... chi vorrebbe mai negare, chi lo avrebbe scritto che non si voglia lasciare  spazio di libertà di appricci a chicchessia, etc?? Nessumo ovviamente, né il sottoscritto a cui ti rivolgi nell'esternare le tue interpretazioni speciose, o superficiali non cambia l'effetto.., a fronte delle quali ti chiudi ad ogni possibilità di dialogo.

Da sostenitore della piena libertà di espressione degli altri e della mia,  prendo anche per me stesso la legittima libertà di dire quel che penso del tuo intervento risentito, provocatorio e deborante. Con tutto il rispetto.

  • Sad 1
Link al commento
https://melius.club/topic/1001-jazz/page/65/#findComment-1062636
Condividi su altri siti

analogico_09
2 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Senza dimenticare che il blues ed il jazz non esprimono solo sofferenza, ma anche libertà, gioia, lotta per l'emancipazione, liberazione dei sentimenti e dei sensi, e che molti jazzisti si rifiutavano di essere incasellati (anche nella lotta in corso per l'emancipazione).

 

 

Ah, si.., certamente, ed io cosa avrei invece scritto, cosa andrei scrivendo da sempre, cose che tu certamente avrai avuto modo di leggere?

E tutte le altre cose che scrivi ripetendo quanto abbia già proposto ma travisandone il senso.., sembra che voglia metterti in competizione ma io non provo interesse e divertimento in queste cose.

 

Parli di "pregiudizio" a uffa.., ti permetti di attribuirmi cose mai da me soistenute riprendendo i miei argomenti in maniera distorta, ovvero dando ad essi significati distorti...

Mi fermo perchè comincio già a provare gli effetti radiottavivi nel fare la radiografia del tuto scritto completamente sfocato rispetto al terreno d'indagine, oltre che evidentemente, volutamente scorretto.

Alla fine parli di giudici che sparano sentenze.., un torrente senza argini... ecc, ecc.

E poi , tra le tante altre affermazioni tirate a caso:

 

Ed infatti il jazz in senso proprio e questa nuova "cosa" che spesso secondo te non lo è e che altri invece chiamano jazz contemporaneo, in molti ambienti specializzati, vengono trattati nello stesso luogo.

 

ma che vuol dire, quale sarebbe il jazz contemporaneo, di quali ambienti specializzati parli, cosa trattano nello stesso luogo .., tutto evasivo quindi per me inconcludente.  In ogni caso la mia risposta su quello che per me è o non è , e perchè,  la trovi negli altri mie post. Ci vuole continuità e coerenza, attinenza, quando ci si pone come interlocutori su spoecifiche questioni, maggior continenza concettuaòle e con presupposto di veridicità non interpretazioni che alterano i concetti altrui ben chiariti e motivati  e su cui si potrà certamente dissentire ma non fraintendere arbitrariamente.

 

Questo spazio, dedicato espressamente al jazz autentico, non alle varie forme di fusion o commistioni di cui si parla largamente in altre stanze, è un topico che fila liscio e tranquillo da molto tempo e tale dovrà restare. 

Invito pertanto a porre fine alle polemiche inutili e provocatorie.

  • Confused 1
Link al commento
https://melius.club/topic/1001-jazz/page/65/#findComment-1062643
Condividi su altri siti

Il jazz è musica pura, non più non meno di quanto non lo fosse la musica di Bach scritta a partire da arzigogoli numerici o per baciare le chiappe ai sollazzare le orecchie dei ricchi datori di lavoro.

.

Certo ci sono appassionati di cucina che amano sentirsi dire dal cuoco che ciò che stanno mangiando "ha radici nel territorio" e cose del genere ma per lo più se una pietanza è buona è buona e se è cattiva è cattiva, le radici culturali di quella pietanza, i suoi legami con il territorio ecc non rendono buona una pietanza cattiva e viceversa.

.

Certo anche nel sesso c'é chi preferisce ad un/a partner con un bel fisico ed abile nelle arti del sesso una persona meno bella ed abile mascherata da batman o wonder woman. Insomma tutti i gusti son gusti.

.

Concludendo: istruttiva la storia di Billie Holiday ed utile a capire l' artista ma confesso che se dovessi scoprire, per assurdo, che era in realtà un membro della famiglia reale inglese, educata nei migliori college britannici e ricca a miliardi di sterline continuerei ad ascoltare le sue incisioni con lo stesso piacere e provando le stesse emozioni che provo oggi.

Link al commento
https://melius.club/topic/1001-jazz/page/65/#findComment-1062690
Condividi su altri siti

analogico_09

@audio_fan Mi pare - se sbaglio mi correggerai - che non ci sia mai stato concesso da parte tua il piacere di leggere un tuo intervento sul jazz in questo topic dedicato alla musica afroamericana nata nelle selvagge provincie e nelle città dalle "spalle terribili" della nazione nordamericana con succursale a Buckingham Palace - apprendo ora con autentico, vivo stupore... :classic_tongue:, insieme al fatto che con la sua musica fondata sugli arzigogoli sonori da settimana enigmistica Bach intendesse baciare le terga ai committenti. In quanto alla purezza del jazz.., quella, signora mia, appartiene solo alle giovani vergine caste e pure.., al jazz non si chiede tanto ma neppure si apprezzano le volgari derive peripatetiche che ne snaturano il nobile carattere.
Quante cose della musica e dell'arte che crediamo di conosce mentre invece ci sfuggono. Così come ci sfugge il fatto da te teorizzato (mancava all'appello.., meno male che sia infine arrivato autorevole conferma) che le condizioni storico-ambientali, esistenziali, sociali, socio-politiche, culturali, razziali, antropologiche, sentimentali, psico_e_logiche non siano affatto determinanti ai fini della creazione estetica che di esse non tiene conto non essendone influenzata, anzi caratterizzata, determinata.

Per quanto riguarda il resto, si apprezza il tuo tentativo di porre rimedio alla  prolungata assenza da questo luogo, ma non che tu intervenga con vaghezze varie ed assortite su quanto si stia specificatamente discutendo, le quali, sfuggendo probabilmente alla comprensione stessa di chi le scrive, tanto siano esse gustosamente nonsense, figuriamoci se possa capirle chi le legge se non nella giusta chiave interpretativa direttamente interconnessa con lo spirto della mascherata carnevalesca che mette in scena batman o wonder woman se non anche arlecchino e pulicinella, e la regina d'inghilterra... :classic_rolleyes:

Ma si da però il caso che qui si parla d'altro e che se se ne tollera una di "stravaganza" improvvida e paradossale, fuori argomento, non è detto che se ne possano tollerare altre.


 

Link al commento
https://melius.club/topic/1001-jazz/page/65/#findComment-1062777
Condividi su altri siti

Il dibattito è molto interessante ed ho partecipato anche in passato. Mi sono fatto questa idea: quello che scrive ripetutamente Peppe (scusa ma non c'è la faccio ad interloquire con @analogico_09 🙂) è storicamente vero. Il jazz nasce da sommovimenti sociali, politici e culturali e quindi è non ripetibile, come successo per altri "movimenti musicali" nati in situazioni analoghe, il rap?

Poi, se generalizziamo, ed associamo il Jazz alla musica improvvisata, c'è sempre stato bisogno di una specie: Dixie, bop, free, post-bop, modale......

Io me la faccio bastare così, amo la musica dove su una base armonica i solisti improvvisano. E mi piacciono i miscugli. Sentite la magnificenza di Night & Day, straclassico.che sta su tutte le edizioni del Real Book, dove Corea ad un certo punto, per movimentare la serata, invece di mettere un accordo di Fa diminuita "modalizza" il pezzo introducendo un Si Bemolle frigio per introdurre il modo frigiano.

Buona anno Jazz_come lo amate a tutti

Ciao

D.

 

  • Melius 2
Link al commento
https://melius.club/topic/1001-jazz/page/65/#findComment-1062995
Condividi su altri siti

analogico_09

@damiano Anche io apprezzo le contaminazioni di ogni genere musicale, con esse pure mi vi sono fatto grande, però, sarà una mia "ossessione" che non intendo affatto curare, ci tengo a prendere il jazz come jazz e le fusion contaminazioni varie assortite come tali. nulla mi vieta con viva e vibrante soddisfazione di ascoltare entrambe le cose e così... vissero tutti felici e contenti 🧡 con buona pace dei "permalosi" che non capendo quello che gli altri scrivono intrattengono se stessi con improvvidi  a volte marchiani fraintendimenti. Buone musiche di qualsiasi tipo purché siano buona musica a tutti.

  • Melius 1
Link al commento
https://melius.club/topic/1001-jazz/page/65/#findComment-1063041
Condividi su altri siti

3 ore fa, analogico_09 ha scritto:

figuriamoci se possa capirle chi le legge

Tranquillo, non c'era bisogno di confessarlo apertamente.

.

Per il resto nulla quaestio: lungi da me la pretesa di interferire sul tema "storia del jazz", puntualizzare che la dimensione del piacere è ortogonale a quella dell' approfondimento storico-sociologico l'ho già fatto, non mi aspettavo che si fosse d' accordo con me, certo non poteva questa consapevolezza  esimermi dall' esprimere il mio punto di vista.

Link al commento
https://melius.club/topic/1001-jazz/page/65/#findComment-1063074
Condividi su altri siti

analogico_09
3 ore fa, audio_fan ha scritto:

 

 

non mi aspettavo che si fosse d' accordo con me

 

 

Posso capire, non eri d'accordo nemmeno tu con te stesso mentre scrivevi cose avulse dalle oggettive realtà storiche, socio- estetiche culturali del jazz che l'hai buttata lì tanto per vedere l'effetto che avrebbe fatto l'acuta "provocazione"...

Avrai potuto immagino sincerarti del fatto che sia un po' rischioso cercare di rubare in casa di ladri.

Per quanto riguarda invece la dimensione individuale del piacere ortogonale, foss'anche tangenziale alle suddette oggettive realtà poco fa citate, entro le quali si "muove" dalla nascita alla "morte" il jazz, non v'è nulla da obiettate, salvo provare a ricordare per la seconda volta (alla terza ci arraBBiamo...  :classic_laugh:) che questa discussione è dedicata al jazz, non ai de gustibus, agli l'è bel, l'è brut personalistici di nessuna utilità ai fini di una pacata, costruttiva e pertinente discussione al netto delle autoreferenzialità ed isiosincrasie private.

Link al commento
https://melius.club/topic/1001-jazz/page/65/#findComment-1063324
Condividi su altri siti

analogico_09
4 ore fa, damiano ha scritto:

Night & Day, straclassico.che sta su tutte le edizioni del Real Book, dove Corea ad un certo punto, per movimentare la serata, invece di mettere un accordo di Fa diminuita "modalizza" il pezzo introducendo un Si Bemolle frigio per introdurre il modo frigiano.

 C'è molto di BB in questo brano.., d'altra parte Cicco Rea, come lo chiamavamo scherzando da giovani, è Corea.., fu uno dei fautori di quel disco epocale.., riconoscibilissime le sue sonorità, gli accordi modali, spagnoleggianti..

La versione di questo celebre brano è jazz, pieno e grande.

Mi pare riconoscere nel trombettistas molto davisiano Wallace Roney, era con Miles nel concerto Live at Montreux organizzato da Quincy Jones - uno degli ultimi di Davis prima di morire -  e si vedeva che andava in "deliquio" per il "divino" da come lo guardava.., come cercava di "imitarlo"... Davis diede evidenti segni di apprezzamento per le sue porformance... fu un'ottima spalla su cui Davis, stanco.., probabilmente già molto provato in salute, si "appoggiò".

 

 

 

Link al commento
https://melius.club/topic/1001-jazz/page/65/#findComment-1063368
Condividi su altri siti

2 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Mi pare riconoscere nel trombettistas molto davisiano Wallace Roney,

Esatto...come al solito

Cicco 🙂, mi piace tanto, secondo me è un grande assoluto. È stato in grado di interpretare tanti generi con incredibile maestria, dal post bop, al free più sperimentale, con Braxton e Altschul (per ECM), al prog, gli inizi di Return to Forever, alla reinterpretazione del repertorio Monkiano, con Vitous e Haines. Tra l'altro era un fervido seguace di Dianetics

Ciao

D.

  • Melius 1
Link al commento
https://melius.club/topic/1001-jazz/page/65/#findComment-1063559
Condividi su altri siti

giorgiovinyl
Il 3/1/2024 at 22:36, Grancolauro ha scritto:

Penso anch’io sia così. Lo dimostra il fatto che alcuni grandi classici della storia del jazz sono per me pressoché inascoltabili…

Curiosità, qualche esempio di grande classico del jazz per te inalscoltabile?

Te lo chiedo perché tu mi sembri di larghe vedute. Nel thread ristampe Blue Note purtroppo mi devo confrontare con qualcuno di vedute ristrette.

Link al commento
https://melius.club/topic/1001-jazz/page/65/#findComment-1064826
Condividi su altri siti

giorgiovinyl

Cerco di entrare pure io in punta di piedi nella discussione. 
Il jazz è sicuramente legato alla cultura afro americana, ma è sempre stato un melting pot in cui confluivano tante cose.

Però dopo una continua evoluzione durata più di cinquant’anni la spinta propulsiva si è esaurita o forse propagata in altri ambiti.

È venuto meno il legame fortissimo con la comunità afroamericana che ormai predilige altre musiche, semplificando prima il soul, poi il funk oggi il rap. 
Il blues alle orecchie di un/a giovane afroamericano/a farà probabilmente lo stesso effetto che fa alle nostre il canto delle mondine. 
Ora è rimasto una musica che rispetto al jazz originale è sicuramente annacquato e non ha più quell’anima black, ma si è contaminato e disperso in mille rivoli. 
Gli stessi musicisti afroamericani, pur per fortuna presenti non sono più dominanti e seppur bravi non hanno, né potrebbero avere, lo spessore del passato. 

  • Melius 2
Link al commento
https://melius.club/topic/1001-jazz/page/65/#findComment-1064859
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un membro per lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora



  • Badge Recenti

    • Reputazione
      PL-L1000
      PL-L1000 ha ottenuto un badge
      Reputazione
    • Membro Attivo
      simo15
      simo15 ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
    • Ottimi Contenuti
      Paky33
      Paky33 ha ottenuto un badge
      Ottimi Contenuti
    • Membro Attivo
      Oscar
      Oscar ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
    • Badge del Vinile Verde
      jackreacher
      jackreacher ha ottenuto un badge
      Badge del Vinile Verde
  • Notizie

  • KnuKonceptz

    Kord Ultra Flex speakers cable

    Rame OFC 294 fili 12 AWG

    61dl-KzQaFL._SL1200_.jpg

  • 50 Diffusori significativi degli anni ‘70

    1. 1. Quali tra questi diffusori degli anni '70 ritieni più significativi?


      • Acoustic Research AR-10π
      • Acoustic Research AR-9
      • Allison One
      • B&W DM6
      • BBC LS3/5a
      • Dahlquist DQ10
      • Decibel 360 Modus
      • ESS AM-T 1B
      • IMF TLS 80
      • JBL L300 Summit
      • Jensen Model 15 Serenata
      • KEF 105 Reference
      • Linn Isobarik
      • Magnepan Magneplanar SMG
      • Magnepan Magneplanar Tympani 1
      • Philips RH545 MFB Studio
      • RCF BR40 & BR55
      • Snell Type A
      • Technics SB-10000
      • Yamaha NS-1000M

×
×
  • Crea Nuovo...