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Bose 901, la Leggenda é ancora viva


dadox
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robyroadster

@dadox

Urca, pensavo fosse per entrambi la cifra, comunque a te avevano fatto lo stesso prezzo quindi.

Al momento funzionano correttamente e hanno la medesima impedenza misurando con il tester 6 ohm, ma se si rompe accidentalmente chissà😀😀

Ti avevano fin dal principio detto che avrebbero aggiornato con i nuovi trasduttori o è stata una sorpresa?

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1 ora fa, robyroadster ha scritto:

Ti avevano fin dal principio detto che avrebbero aggiornato con i nuovi trasduttori o è stata una sorpresa?

Sorpresa. Mi hanno soltanto parlato di controllo generale. 😊 

Se viaggiano a 6 ohm entrambe sono in salute! Se proprio vuoi inviarle aspettati un lifting di upgrade 😙 Loro fanno l’aggiornamento ai drivers più recenti per darci un taglio al famigerato sbriciolamento delle sospensioni in foam. Gli ultimi sono in tela, quindi eterni.

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18 minuti fa, robyroadster ha scritto:

Non male il bordo dei trasduttori a forma di crostata🥮🥟😀😀

 

Dicono siano talmente tosti che ci vogliono dei bei mesetti per il rodaggio.

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skillatohifi

@dadox la tua splendida disamina mi ha emozionato.., anche xche'.. in gioventù le ho avute anch'io le bose e mi hai fatto ritornare indietro nel tempo, sono passati tanti tanti anni.. ma quei ricordi sono unici e indelebili, io c'ero..!! e lo so bene quale magia le Bose e altri pochi marchi famosi ci facevano sognare. Ti ringrazio. CIAO. 

 

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@skillatohifi Beh, lo scopo era quello.  😊 Risvegliare ricordi (che ancora oggi possono essere riportati a galla).
Difficilmente si tornerà agli entusiasmi di un tempo, non è soltanto una questione di impianti hifi o casse. È proprio il modus vivendi attuale che non va bene. Troppo alta la percentuale di negatività rispetto a quella positiva. 😔

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Merlino

Salve,

 

sono stato sempre attratto dai sistemi non convenzionali e volevo chiedere all'autore della discussione qual'è stato il suo approccio con questo sistema e quali sono le differenze più eclatanti rispetto ai diffusori tradizionali a radazione diretta.

Oltre alla timbrica, e un certo effetto live, come viene proposta la scena? Lo sviluppo in altezza comè?

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@Merlino

2 ore fa, Merlino ha scritto:

come viene proposta la scena? Lo sviluppo in altezza comè?

La cosa bella è che "non si può dire". Quando il suono proviene, letteralmente, da ogni dove, come in un teatro durante un concerto di musica classica, non si può parlare, a mio parere, di "scena" e "sviluppo in altezza". Sembra strano, ma è così... provare per credere. Ma, lo ripeto come un mantra, devono essere collocate a regola d'arte. E non ci vogliono cinque minuti per farlo, ma forse qualche mese (tre mesi, nel mio caso).

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bambulotto
Il 8/4/2021 at 09:33, magoturi ha scritto:

Curiosita': ma le Bose 901 non le fanno piu' o non le importano piu'? vedo che di nuove non se ne trovano.

SALVO

Qualcosa si trova.....:classic_wacko:

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15 ore fa, Merlino ha scritto:

sono stato sempre attratto dai sistemi non convenzionali e volevo chiedere all'autore della discussione qual'è stato il suo approccio con questo sistema e quali sono le differenze più eclatanti rispetto ai diffusori tradizionali a radazione diretta

 

Guarda, riguardo la resa in ambiente, l’unica cosa certa del sistema 901 rispetto ai diffusori tradizionali, è che hanno in comune una emissione in ambiente che richiede stanze generose per la corretta efficacia del metodo adottato (suono riflesso per Bose, suono diretto ma con propagazione a tromba per Klipsch, Tannoy et similari). Il paragone però finisce lì. Il metodo attivo adottato da Bose riesce ad arrivare laddove agli altri non compete, cosa che però non a tutti può suscitare pareri positivi. Edilio @ediate è uno dei pochi forumers che ha avuto modo di testimoniare sperimentando con le sue orecchie ciò che da secoli tentavo di descrivere. Il suono propagato delle 901 non è nemmeno lontanamente simile ad un artifizio basato sul riverbero, si ha invece un sentore che a suonare siano veramente i muri, come fossero loro stessi i diffusori. Posizionandoci ad una distanza adeguata, veniamo inondati dal suono che si propaga alla pari di una esecuzione reale, come fossimo lì. Il fatto che il 99% dei diffusori in commercio adotti l’emissione diretta non vuol dire che sia il modo giusto di ascoltare musica. Io da quando tanti anni fa sentii le 901 ebbi subito la sensazione di un suono che “rilassa il cervello”, anche se a volume alto. Ho venduto elettronica e diffusori di molte marche, ne ho sentiti altrettanti nelle fiere, agli eventi, ma rincasando, non sono mai riuscito ad apprezzare altri diffusori al punto di pensare ad un cambio del testimone e optare per altro. Forse qualcosa che possa “conquistarmi” esiste, ma mi gioco le 🎱🎱 che sicuramente esigono sforzi economici fuori portata per la stragrande maggioranza della gente. Io mi incavolo quando si inizia ad inveire contro le 901, spesso sfiorando l’arroganza, quasi a sottolineare la stupidità dei possessori. Bisognerebbe invece chiedersi come mai questo esserci affezionati, questa riluttanza a pensarla diversamente a chi vede l’hifi come un credo assoluto con regole ferree da rispettare altrimenti non è hifi. Se così è ben felice di non far parte di tale categoria, di audiofili che devono fissare coi chiodi la poltrona ad una distanza precisa di un triangolo equilatero dai diffusori e col collare per bloccare il collo onde sentire perfettamente entro qualche cm di tolleranza la voce di un solista, che poi alla fine pare una emulazione dell’ascolto in una cuffia, non della realtà. Situazione che per quanto perfetta, non può minimamente fregiarsi della condivisione di una esperienza con le altre persone presenti. 
Dovessi mai diventare milionario, entrerebbe nel salotto di casa quantto di meglio possa pffrire il mercato dell’hi-end, ma quei diffusori resteranno lì, sui loro piedistalli‼️

 

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No, non è la stessa cosa. Non nel risultato ottenibile. La 901 ricrea una situazione dal vivo a “tutta forza”...se i diffusori stessero nascosti dietro ad una tenda, ti immagineresti che là dietro ci sia una coppia di diffusori molto grandi (essendo comunque consapevole che là dietro ci sono dei diffusori). Tutta l’energia mira in zone ben precise, ad incrociare verso gli ascoltatori di modo che si venga coinvolti, e sfruttando i rimbalzi (se così si può dire) dalle pareti, le risonanze acustiche vengono eliminate, e così all’orecchio non arriva mai un suono aggressivo, sparato in faccia. Se si ascolta un concerto alla Scala, un pieno orchestrale per quanto coinvolgente non ti fa portare le mani a coprire le orecchie da così tanta energia sonora che si propaga nella Sala durante l’esecuzione orchestrale. Il concetto della 901 è quello. 😊 

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@Merlino  No, non è come con i diffusori omnidirezionali, il suono sembra provenire da ogni parte, da ogni parete, come se fossi in una sala da concerto. E' un concetto difficile da descrivere, legati come siamo a due diffusori che riproducono la musica da due punti ben precisi. Anche questi sono due diffusori, ma fanno suonare tutta la stanza, senza sovrapposizioni, senza rimbombi o echi; è un modo del tutto nuovo di ascoltare, che può piacere (moltissimo, come è successo a me) o no. Un ottimo sistema multicanale potrebbe teoricamente avvicinarsi a quel tipo di riproduzione, ma purtroppo non ci si avvicina nemmeno lontanamente, anche mettendoci la migliore immaginazione... 🤗

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8 ore fa, ediate ha scritto:

Anche questi sono due diffusori, ma fanno suonare tutta la stanza, senza sovrapposizioni, senza rimbombi o echi

Hanno studiato e attuato un insieme di formule che lavorando in simbiosi creano il risultato che ben conosciamo. È tutto un sistema correlato, ragionandoci sopra, non riesco ancora a capire quale sia il bandolo della matassa, cioè da cosa siano partiti a sviluppare per primo. Non è come calcolare il volume di una cassa, il reflex etc...

c’è una totale sinergia progettuale. La forma dell’involucro, una variante del bass reflex (ma in comune con esso ha solo l’aria in uscita) formato dalla Acoustic Matrix, un insieme di camere comunicanti atte a gestire i 18 drivers (9 per diffusore, 8 posteriori, 1 anteriore) identici, a larga banda. I suddetti drivers si sa, sono molto limitati in risposta in frequenza, come del resto tutti i larga banda. Di primo acchito, chi si limita solo ad una analisi superficiale, si fa certo una idea altrettanto sbagliata. Ma non tutti pensano che piuttosto (anzi, quasi nessuno) siano stati progettati per suonare in modo totalmente opposto. Mi risulta che nessuno abbia mai messo in cantiere altoparlanti simili, la soluzione tradizionale comporta l’utilizzo di un crossover passivo, atto a smistare il “traffico” di frequenze da inviare ad altoparlanti a lui collegati. Invece il concetto del driver a larga banda HVC (Helical Voice Coil) sta nel venir gestito da un segnale preamplificato ed equalizzato a monte dell’amplificazione, costringendo il driver a suonare in maniera completamente opposta alla sua risposta in frequenza “nativa”. Una sorta di iniezione si droga, una forzatura che va a piegare l’altoparlante ai voleri del suo personale equalizzatore (attivo, appunto), venendo obbligato a riprodurre il suono secondo i canoni recettivi umani, ovvero il suono riflesso. Una forzatura a carattere distruttivo, sopratutto se erroneamente la si applica ad un qualsivoglia altoparlante “normale”. La curva “folle” che introduce l’equalizzatore attivo del sistema 901 è a dir poco deleteria, se non fisicamente distruttiva ad alti volumi, per un qualsivoglia altoparlante. Al contrario, i drivers HVC sono stati studiati proprio per sopportare, e girare a loro favore questa curva di frequenze anomale inserita nel percorso del segnale che viene inviato ai diffusori. 11,5 cm di diametro, molto pesanti (circa 1kg cadauno) quindi magnete generoso, cestello in plastica (non sminuiamola eh, con la plastica si producono le pistole e si va su Marte), quindi amagnetico. Bobina mobile elicoidale, in alluminio, avvolta di taglio, vero tallone d’Achille delle bobine mobili tradizionali in rame, che per ottenere il medesimo spessore abbisognano di parecchi avvolgimenti. Questo progetto in sostanza consente all’altoparlante di sopportare test di laboratorio con impulsi fino a 4000 watt, un risultato vertiginoso per un altoparlante così piccolo, difficile parlare di inaffidabilità del componente. Che fra l’altro, sin dalla fine degli anni 60, venne messo alla gogna in sede produttiva, dal Syncom Computer, che, vigilando sulla catena di montaggio, eliminava automaticamente dalla produzione i soggetti che sforavano lo 0,002% di tolleranza. Fantascienza!

Immaginatevene 18, montati in punti ben studiati dei diffusori, equalizzati attivamente da un apparecchio che racchiude al suo interno la somma di anni di studi di una intera sezione del Massachusset Institute Technology sulla percezione del suono, che condiziona una coppia di diffusori a suonare secondo il fabbisogno dell’orecchio umano, (e che purtroppo in tanti lo considerano un volgarissimo equalizzatore). Però, chissà come mai un qualunque altro apparecchio simile, nella stessa categoria di appartenenza, non riesce assolutamente a piegare al suo volere i diffusori in oggetto...forse ci riesce ad andarci vicino con la risposta in frequenza, ma la magia del suono diretto/riflesso va a farsi benedire. Tutto il progetto convoglia nell’equalizzatore attivo, delegato a far andare d’amore e d’accordo suono, altoparlanti, matrice, efficienza, sopportazione in potenza.

E a bene guardare, dato che in parecchi lamentano che la 901 non ha un che di pregevole ma se ne criticano i materiali, vuol dire che in sede progettuale non è stata pensata per appagare la vista, ma tutta sostanza. Altrimenti quasi certamente sarebbe finita sin da subito in una categoria superiore, allontanando la filosofia del diffusore da grandi prestazioni dal ceto medio. Per carità, non è che già negli anni 70/80 te le regalassero, 2 testoni circa di lire erano già un bel gruzzoletto da investire nell’impianto hifi, e solo nei diffusori poi...ma nulla a che vedere con certi costosissimi obrobri odierni. Ma questa è un’altra storia...

Altra nota, ad appoggiare lo studio ed il risultato palese che ne deriva, i diffusori direct/reflecting sono gli unici al mondo che riportano sui manuali d’uso misure precise al cm delle tolleranze di posizionamento, da considerare imperative per un corretto risultato di riproduzione dell’evento musicale. Nessun altro costruttore lo fa, i posizionamenti vengono proposti, ma poi alla fine suggeriscono di andare per tentativi. Ed è proprio così, se si sgarra con la 901 di uscire dalle tolleranze del manuale, si perde per strada la “magia”. È come non riuscire a trovare il risultato di una espressione matematica. 

Ecco, mi dilungo sempre, ma quando mi sveglio, al mattino il mio neurone superstite scalpita...🧠 

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78 giri

@dadox complimenti, alle 7 di mattina sei già in grado di ragionare così a lungo 😉 comunque la mia curiosità sta aumentando sempre più, spero vivamente di riuscire ad ascoltarle prima o poi, anche se mi sembra di capire che gli vada costruita una stanza attorno con misure ben precise per ottenere il massimo risultato. In Toscana sapete se c'è qualcuno che le usa? 

Grazie e buoni ascolti 🔊

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1 ora fa, 78 giri ha scritto:

spero vivamente di riuscire ad ascoltarle prima o poi, anche se mi sembra di capire che gli vada costruita una stanza attorno con misure ben precise per ottenere il massimo risultato

Purtroppo il lato negativo (ma anche di altri diffusori) è che un ambiente bello grande per farle sfogare. Una grande coppia di Jbl monitor, piazzate in uno stanzino (come visto su youtube) praticamente quasi attaccate l’una con l’altra, cosa vuoi che generino? Solo un effetto radiolona gigante, di quelle che i rappers neri si portavano appresso a zonzo per Harlem 😁 negli anni ‘80. Le 901 patiscono il medesimo problema, solo che il fattore forma ci frega, essendo piccole pensiamo sia possibile “farle stare” un po’ ovunque. Ma se si spulcia nel manuale d’uso, scopriamo che le misure max consentite delle distanze fra le pareti laterali e quelle dei diffusori (alla fine sommiamo anche i diffusori stessi) sono:

- 3,6 metri distanti fra loro.

- 1,2 metri distanti dalle pareti laterali.

Sommiamo 3,6 + 2,4 e otteniamo 6.

A cui va aggiunta la larghezza che occupano i diffusori stessi, 55 cm l’uno, e siamo a 1,1 metri. 
Ergo, sommando i diffusori stessi al risultato precedente, sfruttare a fondo i diffusori significa piazzarli in un ambiente la cui parete di fondo a disposizione raggiunge una larghezza di 7,1 metri! 
Benedetto chi ha la fortuna di vivere in un posto simile! Va però detto che non è tassativo costruire una casa attorno ai diffusori, le 901 sono state progettate per adeguarsi il più possibile anche in ambienti minori. E lo fanno già di per sè, bisogna solo dar loro una parete di fondo con poco materiale attorno per lasciarle respirare, e non piazzarsi soltanto a poca distanza da loro per l’ascolto, non starci troppo vicino. 
Uno dei pinti di forza delle Bose, è che non necessitano di rivoluzionare il salotto con moquette tappetoni, tendaggi pesanti, tube traps e varie amenità, ad emulare uno studio di registrazione. Non per nulla, nel periodo dorato dell’hifi, le Bose sono state per parecchio tempo, le pecore nere per il giornalismo di settore perché al momento delle tradizionali analisi tecniche mettevano in difficoltà le strumentazioni convenzionali, restituendo sempre valori che andavano bene soltanto per il restante parco di diffusori che si sa, sono ad emissione diretta. Un incubo rilevarne i risultati quando veniva il momento di piazzarle in camera anecoica; per forza, un ambiente morto non fa altro che uccidere il suono riflesso! Ma tutti noi sappiamo che avere un ambiente del genere, arredare un salotto, ammiccando con vari metodi alla camera anecoica, diventa assurdo passarci del tempo, se non solamente per ascoltare la musica. L’insonorizzazione aiuta i diffusori ma rende ansioso viverci dentro. Estremismi che lascio volentieri ad una certa categoria di audiofili irrecuperabili. Ed è per quello che negli anni passati, Amar Bose ha iniziato a concepire una emulazione del suono al naturale emesso dai diffusori, come noi siamo abituati a recepire nella vita reale. 
Non è che ci vuole una laurea per capire le differenze...


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Tutte cose viste e riviste, a rendere bene il concetto del Sistema 901.

 

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3 ore fa, 78 giri ha scritto:

In Toscana sapete se c'è qualcuno che le usa? 

Mah, chissà quanta gente le possiede ma non frequenta i forum...🙄

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buongiorno a tutti

 

riprendo anche io questa discussione.

Pur non essendo lo stesso modello, sono anche io un possessore di una coppia di Bose 802 series2 che uso con soddisfazione in casa, collegate all'impianto Hi-Fi e pilotate da un finale Technics SE 9200

 

Paolo

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3 ore fa, Stereo ha scritto:

Pur non essendo lo stesso modello, sono anche io un possessore di una coppia di Bose 802 series2

...che sono le sorelle “minori” della 901, il primo diffusore Pro di Bose destinato al sound enforcement che attinse (e con successo) all’equalizzazione attiva e che fa uso dei drivers HVC, sebbene in versione customizzata appositamente per loro. Impedenza drivers in serie diversa, per ottenere gli 8 ohm necessari, evoluti sotto forma di esemplari in tela dalla seconda serie. Attenti quindi a non sbagliarsi ad adottarli sulle 901 solo perché all’apparenza identici (colore a parte). Non sono compatibili ai fini di una corretta performance. Stessa cosa con la 402. Ogni modello di driver HVC ha un cuore diverso. 

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