domenico80 Inviato 21 ore fa Condividi Inviato 21 ore fa @briandinazareth è solo uno dei tanti esempi di come possa agire la pubblica amministrazione , certamente scorrelata dall'evasione fiscale , ma integrata nel sistema agenzia delle entrate e rapporti con il cittadino Link al commento https://melius.club/topic/29378-in-italia-lo-stato-%C3%A9-troppo-generoso/page/9/#findComment-1758156 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
appecundria Inviato 21 ore fa Condividi Inviato 21 ore fa 2 ore fa, briandinazareth ha scritto: evasori che sono tali perché altrimenti morirebbero di fame Però questo nessuno lo dice. Se ad ogni post si modifica qualcosa si finisce per non capirsi. Ci sono lavori che, una volta posto tutto a norma e regola, diventano poco interessanti per il cliente che non li commissiona più, e a sua volta quel cliente diventa non più interessante per quel fornitore. Il carico non sarebbe nemmeno quello delle tasse imho, ma quello degli adempimenti spropositati per numero e impegno necessario. Link al commento https://melius.club/topic/29378-in-italia-lo-stato-%C3%A9-troppo-generoso/page/9/#findComment-1758182 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
briandinazareth Inviato 21 ore fa Condividi Inviato 21 ore fa Adesso, appecundria ha scritto: Ci sono lavori che, una volta posto tutto a norma e regola, diventano poco interessanti per il cliente che non li commissiona più, e a sua volta quel cliente diventa non più interessante per quel fornitore. Il carico non sarebbe nemmeno quello delle tasse imho, ma quello degli adempimenti spropositati per numero e impegno necessario. ok, ma parliamo di altro problema, reale, abbastanza slegato da quello delle tasse. nel mio intervento mi riferivo a quello che diceva moz Link al commento https://melius.club/topic/29378-in-italia-lo-stato-%C3%A9-troppo-generoso/page/9/#findComment-1758185 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Angics Inviato 19 ore fa Condividi Inviato 19 ore fa 11 ore fa, simpson ha scritto: Il problema grosso sono i LADRI che, oltre a non pagare le tasse, usufruiscono anche delle detrazioni, arrecando un danno doppio al sistema. Mi permetto di correggerti: le detrazioni, se non paghi tasse, non le sfrutti di certo. Ma rimane il fatto che, oltre a quello dei ladri, ma c'è un altro grosso problema alla base: siamo un paese dove meno tasse paghi, più servizi hai. Purtroppo è un dato di fatto: chi ha redditi bassi è sempre il percettore di qualsiasi iniziativa di welfare mentre chi ha redditi alti, nonostante contribuisca molto di più, non ha quasi nulla indietro. Adottare questo tipo di approccio in uno dei paesi europei con la più alta propensione all'evasione direi che è doppiamente stupido. Inoltre crea dei grossi squilibri sociali: ci sono diversi casi in cui, paradossalmente, un reddito basso può ottenere agevolazioni economiche e fiscali a tal punto da "guadagnare" più di chi percepisce un reddito superiore. Il che è assurdo. Siamo uno dei paesi che spende di più AL MONDO in welfare. Metà della nostra intera spesa pubblica è impiegata in servizi al cittadino. E, contemporaneamente, due terzi dei cittadini non pagano abbastanza IRPEF nemmeno per coprire la sola spesa sanitaria pro capite. E' un sistema che non può stare in piedi. 1 Link al commento https://melius.club/topic/29378-in-italia-lo-stato-%C3%A9-troppo-generoso/page/9/#findComment-1758279 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
audio2 Inviato 19 ore fa Condividi Inviato 19 ore fa 3 ore fa, mozarteum ha scritto: probabilmente una valutazione politica del fenomeno anche le indicazioni sia della ue che della bce, che per vari motivi consigliano di non scendere sotto una certa quota minima di denaro fisico effettivamente circolante ed in possesso delle persone. Link al commento https://melius.club/topic/29378-in-italia-lo-stato-%C3%A9-troppo-generoso/page/9/#findComment-1758288 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
tomminno Inviato 16 ore fa Condividi Inviato 16 ore fa 11 ore fa, Idefix ha scritto: incrociando el banche dati e SOPRATTUTTO poi con i dati in mano, andrebbero verificati chi ha tenori di vita non collimanti con l'Isee e/o il dichiarato, patrimoni, etc.etc. be' se è vero, come pare, che Fedez e Kabi Lame, per citarne 2 sempre agli onori della cronaca, sono nullatenenti... Link al commento https://melius.club/topic/29378-in-italia-lo-stato-%C3%A9-troppo-generoso/page/9/#findComment-1758439 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Idefix Inviato 14 ore fa Condividi Inviato 14 ore fa 1 ora fa, tomminno ha scritto: be' se è vero, come pare, che Fedez e Kabi Lame, per citarne 2 sempre agli onori della cronaca, sono nullatenenti... Mi sembra difficile com'è possibile? Link al commento https://melius.club/topic/29378-in-italia-lo-stato-%C3%A9-troppo-generoso/page/9/#findComment-1758471 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
gibraltar Inviato 5 ore fa Condividi Inviato 5 ore fa 13 ore fa, Angics ha scritto: chi ha redditi bassi è sempre il percettore di qualsiasi iniziativa di welfare mentre chi ha redditi alti, nonostante contribuisca molto di più, non ha quasi nulla indietro. Potremmo cominciare a far pagare tutto indistintamente a tutti: così chi si trova in difficoltà vera a far quadrare i conti rinuncerà a fare una costosa serie di analisi cliniche per il sospetto di qualche grave malattia mentre chi "contribuisce molto di più" perché ha un reddito più alto non avrà problemi e dunque potenzialmente anche qualche possibilità in più di scamparla. La sopravvivenza per censo, insomma. E intanto che ci siamo modifichiamo l'odioso articolo 53 della Costituzione, così che da: "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività" divenga "Tutti sono tenuti a concorrere in egual misura alle spese pubbliche, indipendentemente dalla loro capacità contributiva"... Link al commento https://melius.club/topic/29378-in-italia-lo-stato-%C3%A9-troppo-generoso/page/9/#findComment-1758562 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Angics Inviato 5 ore fa Condividi Inviato 5 ore fa 35 minuti fa, gibraltar ha scritto: E intanto che ci siamo modifichiamo l'odioso articolo 53 della Costituzione, così che da: "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività" divenga "Tutti sono tenuti a concorrere in egual misura alle spese pubbliche, indipendentemente dalla loro capacità contributiva"... Hai frainteso completamente il mio discorso ma per quanto mi riguarda (e non lo dico certo io) il criterio della progressività è applicato fin troppo. Siamo un paese in cui il welfare viene elargito in base al reddito. E siamo il paese in cui il reddito è evaso più che altrove. Ma, soprattutto, non ci sono sistemi di controllo che facciamo capire chi e quanto percepisca a livello di assistenza statale. Riporto per l'ennesima volta un estratto dei rapporti che ho già postato e che invito nuovamente a leggere (ti invito a leggere soprattutto le parte grassettate per farti capire meglio quello che ho scritto): a) siamo uno dei pochi Paesi che non dispongono di un’anagrafe nazionale dell’assistenza né di attività di monitoraggio e controllo nell’assegnazione di prestazioni assistenziali erogate dallo Stato centrale (INPS, Inail, bonus fiscali, esenzioni sanitarie, esenzione ticket ecc.) e degli Enti locali (Comuni, Province, Regioni, Comunità montane e altro) per cui una notevole quantità di prestazioni sono percepite indebitamente come spesso si rileva dagli atti di indagine o giudiziari; nel 2022 il Governo Draghi ha varato finalmente dopo oltre 15 anni, su proposta formulata dal nostro Centro Studi Itinerari Previdenziali, la realizzazione dell’anagrafe generale dell’assistenza che doveva essere completata nel 2023 ma di cui ancora oggi, anno 2025, non si sa nulla; b) nonostante questi preoccupanti numeri (più si spende e più aumentano i poveri) la politica continua ad aumentare le prestazioni assistenziali a partire dal TIR (l’ex bonus Renzi maggiorato), dalle detrazioni per i redditi fino a 25mila euro, (a volte 35mila) da svariati bonus e agevolazioni su bollette, accise, mobili, elettrodomestici, canone TV, contributi affitti e così via. Poi, dopo il REI (Reddito di inclusione introdotto dal PD) e dopo il Reddito di Cittadinanza, la pensione di cittadinanza10 e il reddito di emergenza del Governo gialloverde, il Governo Meloni li ha sostituiti con l'assegno di inclusione (AdI), che nel periodo gennaio – giugno 2024 ha riguardato 697.640 nuclei familiari su un potenziale di 737mila le famiglie che coinvolge 1,7 milioni di cittadini (482.367 Sud e Isole; 90.818, al Centro e 124.455 al Nord) per un assegno medio di 618 euro al mese e un costo intorno ai 4,7 miliardi11; ha inoltre introdotto il SFL (supporto alla formazione e al lavoro) che nello stesso periodo ha coinvolto 96.161 persone (80% al Sud). Tutte queste agevolazioni sono legate e dipendenti dall’ISEE (l’indicatore della situazione economica equivalente) che, lungi dal far emergere i redditi e aumentare l’occupazione, “incentiva” a dichiarare il meno possibile (e quindi anche a fare lavori irregolari) per beneficiare delle numerosissime agevolazioni e benefici collegati al reddito e che dovrebbe essere rivisto in modo sostanziale; è una provocazione ma se si sospendesse l’ISEE per due anni, avremmo un milione di lavoratori regolari in più e almeno 3 milioni di “presunti” poveri in meno. Sarebbe altresì necessario abolire la flat tax che non prevedendo deduzioni e detrazioni incentiva elusioni e evasione fiscale. Due strumenti che sono un potente “motore” per produrre sommerso. Per questo occorre introdurre il contrasto d’interessi, che costerebbe assai poco allo Stato, ma garantirebbe più vantaggi per le famiglie di lavoratori dipendenti e maggiore equità. Infine, occorre sottolineare come il sistema fiscale italiano, in particolare la curva IRPEF, è totalmente falsato da una doppia serie di interventi pubblici: da un lato gli sgravi fiscali (TIR, decontribuzioni e deduzioni) e dall’altro dalle prestazioni in danaro erogate dalla pubblica amministrazione quali l’AUUF12, alcuni bonus e prestazioni non contabilizzate erogate da enti locali. Il paradosso è che un cittadino che dichiara 36.000 euro l’anno paga per intero i contributi (9,16%) e le imposte e ha un netto di circa 22.000 euro; un soggetto che dichiara 20.000 euro lordi l’anno, per effetto del TIR e delle deduzioni, paga meno di mille euro e ha un netto di 19.000. Se poi entrambi i soggetti hanno due figli minori il primo percepirà 23.560 euro (1.560 per AUUF) il secondo 23.320 euro. Se poi si considerano le altre agevolazioni il secondo nucleo familiare percepirà più netto del primo, senza contare che il primo nucleo con le tasse pagate si paga per intero la sanità mentre il secondo nucleo è totalmente a carico della collettività. Se il numero di nuclei assistiti fosse ragionevole e fisiologico (diciamo il 5% della popolazione) non ci sarebbero problemi di sostenibilità ma quando sfiora il 50% (come vedremo) il finanziamento del welfare non può essere che a debito e la redistribuzione a livelli mostruosi. Prosegue anche con l’attuale Governo e con questa attuale opposizione il folle “sogno tutto italiano" di pensare di far funzionare il Paese con la maggioranza che beneficia di tutti i servizi forniti dalla PA quasi gratuitamente senza pagare né imposte né contributi; insomma vive alle spalle di altri cittadini. Se fossero una percentuale fisiologica diciamo intorno al 6/8% sarebbe più che comprensibile ma come si evince dai dati dei capitoli 1 e 2, si tratta di numeri importanti. I dichiaranti con redditi da negativi o zero e fino a 7.500 euro lordi, sono 8,4 milioni pari, con le persone a carico, a 11,7 milioni di italiani (il 20%) e non versano imposte; successivo 30% di contribuenti pari a 11,5 milioni che con le persone a carico diventano 17,7 milioni, versano imposte minime; per farla breve il 49,9% degli italiani, al netto delle agevolazioni fiscali, versano solo il 5,64% di tutta l’IRPEF e ancor meno delle altre imposte dirette (IRES, IRAP, ISOST) e territoriali (IMU, TASI, addizionali regionali e comunali); questo 50% circa è totalmente carico di altri contribuenti. Per pagare la sola sanità a questo 50% circa di italiani (quasi 30 milioni) la differenza tra l’IRPEF pagata (11,69 miliardi) e la spesa sanitaria pro capite (2.222 euro) occorre che altri cittadini paghino ogni anno 56,39 miliardi, poi ci sono tutti gli altri servizi, rigorosamente gratis. C’è poi un ulteriore 22,69% di contribuenti pari a 13,386 milioni di cittadini che versa una imposta media sufficiente per pagarsi la sanità pubblica per sé e per la persona a carico ma non gli altri servizi pubblici. Resta che il 27,41% di italiani che dichiarano redditi da 29mila euro in su pagano il 75,29% di tutta l’IRPEF e oltre il 90% delle altre imposte dirette; di questi in particolare il 17,7% di cittadini che dichiarano redditi da 35mila euro in su pagano il 62,4% dell’IRPEF e il grosso di tutte le imposte dirette e territoriali. Un “sogno” incentrato sul pericoloso binomio “meno dichiari e più avrai dallo Stato” il cui asse portante è l’ISEE e più dichiari meno agevolazioni, meno bonus e più tasse. Meno si dichiara e si pagano meno tasse, meno contributi ma si hanno più agevolazioni e distribuzione di denaro pubblico tipo l’AUUF, sussidi, prestazioni assistenziali, bonus e alla generosa (troppo) NASpI; il tutto sulla base dell’ISEE (il vero motore del sommerso che incentiva a dichiarare il meno possibile e a lavorare in nero), assieme al reddito di cittadinanza prima e all’ADI ora. Insomma, una grande redistribuzione di una “torta” sempre più piccola, per le sempre più numerose schiere definite da politici, sindacalisti, Caritas e chiesa, come "fragili, poveri e bisognosi" senza un minimo di indagine sui motivi di tale, a volte presunta, indigenza. Spesso, purtroppo per il nostro bel Paese, queste iniziative sono mosse dalla conquista del consenso politico a tutti i costi, anche a scapito della nostra sostenibilità finanziaria minata dal mostruoso debito pubblico che all’inizio del 2025 sfonderà l'astronomica cifra dei 3.000 miliardi di euro e, stando al DFP, non si fermerà lì perché aumenterà di altri 200 miliardi nel triennio 2025/27. Il grave è che presa da questo sacro furore del "panem et circenses" per tutti, la politica di questi ultimi 16 anni non riesce nemmeno a verificare se le enormi somme ridistribuite dai pochi che le tasse le pagano ai tanti che vivono alle spalle dei pochi, producano effetti positivi sull'economia oppure, come sembra, siano un metadone sociale che blocca la crescita dell’occupazione; nonostante il record assoluto del 2024, siamo sempre ultimi in Europa per occupazione totale con circa 8 punti in meno rispetto alle medie UE e 15 rispetto ai nostri competitors, rispettivamente 13 e 20 per l’occupazione femminile, 15 – 30 per l’occupazione giovanile e 6,5 – 15 per gli over 55. Insomma, ci mancano 4 milioni di lavoratori ma in compenso abbiamo circa 3 milioni di NEET, 3 milioni di lavoratori in nero e oltre 4 milioni che beneficiano ogni anno di NASpI, cassa integrazione, RdC e ora ADI. Nonostante ciò, la politica promette ancora: decontribuzioni, esenzione IRPEF per gli agricoli fino a 10mila euro di reddito) senza porsi la domanda di come può vivere il 50% degli italiani con redditi che non arrivano in media a 12.500 euro. E poi, come è possibile che solo il 17,7% dichiara più di 35mila euro lordi? Siamo quindi in presenza di una evasione di massa fortemente incentivata dallo Stato? La risposta è purtroppo positiva. Incentivata da strumenti come l’ISEE, i bonus, gli sconti fiscali e contributivi che falsano, fino ad annullarla la curva della pressione fiscale perché meno dichiari al fisco e più aiuti ricevi dallo Stato; viceversa più sei onesto e dichiari più paghi e meno agevolazioni hai. Facciamo un esempio magari un poco estremo ma non tanto: prendiamo una famiglia composta da 2 genitori + 2 figli minori + un over 60, con un ISEE basso (9.600 euro o poco più); dallo Stato centrale riceveranno 4.700 euro circa come AUUF più 6.900 come ADI + 3.600 euro per contributo affitto; in totale circa 15mila euro netti senza lavorare senza pagare né tasse né contributi e beneficiando di tutti i servizi gratis a partire da sanità (che costa 2.223 euro pro capite) e scuola che in molti Paesi sono a pagamento e poi tutto il resto; e magari una pensione sociale, lo scuolabus, la mensa scolastica e altro, tutto gratis. Basta fare un lavoretto in nero da 400/500 euro mese per ciascun coniuge e si arriva comodi a 2mila euro netti mesi. Perché lavorare? Se questa situazione riguardasse il 3 o 4% delle famiglie sarebbe sostenibile e anche comprensibile ma quando riguarda oltre il 60% degli italiani, i conti esplodono. 1 1 Link al commento https://melius.club/topic/29378-in-italia-lo-stato-%C3%A9-troppo-generoso/page/9/#findComment-1758580 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Angics Inviato 5 ore fa Condividi Inviato 5 ore fa Dopodiché sulla fotografia dello stato del paese ci sono altri numeri piuttosto indicativi: Tanto per cominciare il nostro Paese è al primo posto in Europa nella classifica per evasione fiscale; secondo gli ultimi dati approvati dal Parlamento europeo: “In valori assoluti l’Italia è al primo posto con 190,9 miliardi evasi ogni anno, mentre al secondo e al terzo posto seguono Germania (125,1 miliardi) e Francia (117, 9 miliardi); prima anche per evasione pro capite con una media di 3.156 euro l’anno a persona. Ciò nonostante, l’Istat calcola che quasi il 25% (un quarto degli italiani) si trova tra povertà assoluta e relativa e per fare questo calcolo si basa sulle dichiarazioni volontarie e non verificate relative alla spesa settimanale e mensile di un piccolo gruppo di individui e famiglie (circa 32 mila famiglie) selezionate dall’Istat. E sempre sulle dichiarazioni dei redditi, incuranti del tanto lavoro nero ed evasione, lo Stato, in base all’ISEE, definisce bonus, sussidi, sgravi e recentemente i contributi ai cosiddetti incapienti (coloro che dichiarano talmente poco da non poter beneficiare per intero di bonus e agevolazioni). La fotografia del Paese sta tutta in queste scarne cifre: il 15,7% della popolazione paga il 62,4%; mentre il restante 82,3% paga il 37,6%. È più che evidente che questa non può essere l’immagine di uno tra i 7 Paesi più sviluppati, tanto più se consideriamo una serie di spese che testificano che gli italiani non sono così poveri come si dichiarano. Iniziamo con il gioco d’azzardo regolare e irregolare; nel 2023 gli italiani hanno speso circa 150 miliardi per il gioco d’azzardo (slot machine, lotto e lotterie, gioco elettronico, ecc.)13 rispetto ai 111,18 miliardi di euro del 2021 ai 136 del 202214. A questa somma, secondo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (libro Blu) occorre aggiungere almeno altri 37 miliardi di gioco illegale (20 miliardi per la procura antimafia). Una spesa pro capite superiore a quella sanitaria pari a 3.170 euro circa compresi i neonati (2.542 euro il pro capite gioco regolare), enormemente più alta dell’imposta media pagata dal 50% degli italiani con redditi entro i 20mila euro lordi l’anno. In Italia abbiamo 85mila esercizi commerciali in cui si gioca; una slot machine ogni 143 abitanti, la Spagna una ogni 245 abitanti e la Germania una ogni 261 (dati 2019). Le quote pro capite per il gioco regolare sono maggiori nelle regioni con minori versamenti fiscali pro capite e questo dovrebbe far riflettere. Oltre alle ingenti spese per il gioco, gli italiani sono tra i maggiori possessori di prime e seconde case, detengono il parco auto più numeroso d’Europa (dopo il piccolo Lussemburgo); l’Italia è al primo posto in Europa oltre che per il possesso di abitazioni, autoveicoli e motoveicoli anche per la telefonia mobile e gli abbonamenti internet15; primeggia anche per le TV a pagamento soprattutto per sport e cinema. Siamo anche primi in Europa per consumo di acqua e tra i primi per consumo di carne. Siamo al secondo posto per possesso di animali da compagnia dopo l’Ungheria. Ci sono poi altre spese, tra le quali quelle per conoscere il futuro dai maghi e fattucchiere dove gli italiani primeggiano con oltre 9 miliardi (dati 2019), più di quello che si accantona per i fondi pensione, cioè per il futuro ma quello vero16. Siamo anche tra i Paesi europei che consumano più droghe. Insomma, sulla base delle spese e della ricchezza, potremmo definire gli italiani “una società di poveri benestanti”17. Anche perché nessuno indaga sui motivi di povertà e indigenza; certo con le organizzazioni buoniste italiane indagini di questo tipo sono molto impopolari ma sarebbero necessarie come pure le differenze territoriali considerando che l’Istat situa il 30% della povertà al Sud. Infatti, il versamento pro capite dell’IVA al Sud è di 860,34 euro l’anno contro i 3.615,40 euro del Nord, e i 5.539 euro pro capite della Lombardia; è evidente che al Sud i circa 20 milioni di individui non vivono con consumi di quasi 4,2 volte inferiori a quelli del Nord. Quanto ai poveri, le ragioni della indigenza stanno spesso in condotte poco rispettose della propria persona e della società. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (l’ultima indagine è del 2018) in Italia su 14 milioni di persone che hanno dichiarato di aver giocato almeno una volta nell’anno, i “giocatori problematici” (i ludopatici gravi) sono 1,5 milioni e, se hanno famiglia, coinvolgerebbero quasi 2,2 milioni di concittadini, tra cui molti bambini. Poi ci sono le tossicodipendenze, le alcol-dipendenze, i problemi di alimentazione (bulimia e anoressia) e così via. Tutte persone che non vanno sostenute con l’ISEE a vita ma con la presa in carico per restituirle alla società e ridurre, questo è il vero obiettivo, la povertà. Per questi motivi non possiamo che confutare il numero dei cosiddetti poveri diffuso dall’Istat. E pensare che qualche politico ha pure proposto di far pagare le prestazioni sanitarie con ticket pesanti a quelli che dichiarano redditi da 35/40mila in su con il risultato che su 59 milioni di italiani 9 milioni pagherebbero i ticket e gli altri 50 milioni no. Analoghe riflessioni valgono per indennità di accompagnamento. Purtroppo, cavalcare la “povertà” ha spesso pagato in termini di voti. Al contribuente si pongono così due domande: a) perché pagare le tasse se poi si devono pagare anche i servizi? b) questo modo di operare, di pensare, di fare proposte (che, a nostro giudizio, va ben oltre il populismo) è conforme alla Costituzione? 1 Link al commento https://melius.club/topic/29378-in-italia-lo-stato-%C3%A9-troppo-generoso/page/9/#findComment-1758584 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. Angics Inviato 5 ore fa Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato 5 ore fa @gibraltar in altre parole, la mia visione non è togliere a prescindere o regalare a chi adesso non viene dato, ma innanzi tutto cominciare a verificare chi ha DAVVERO bisogno e chi invece ciuccia dalla tetta dello Stato (=collettività) solo per disonestà. Credi che sia verosimile (e sostenibile) che metà (ripeto: metà) della popolazione italiana non sia in grado di contribuire in nulla? Dopodiché, sempre nel rispetto del principio di progressività, lo stato dovrebbe trovare modi per "premiare" chi dichiara tanto* e non ulteriormente appesantirlo togliendogli servizi ed agevolazioni, stimolando una maggiore onestà fiscale. Oggi viene fatto l'esatto contrario. *edito: il "tanto", visti i numeri, parte dai 35.000€ lordi in su... Mica parliamo di super ricchi, eh. 2 1 Link al commento https://melius.club/topic/29378-in-italia-lo-stato-%C3%A9-troppo-generoso/page/9/#findComment-1758589 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
cesare Inviato 4 ore fa Condividi Inviato 4 ore fa concordo assolutamente, riposto qui uno stralcio da un articolo del sole24ore che avevo linkato in prima pagina, che riassume in breve quanto sopra: In conclusione, è difficile pensare che solo il 18% della popolazione dichiari redditi da 35mila euro in su e credere che 11 milioni di italiani vivano con redditi da zero a 7.500 euro cioè una media di circa 312 euro lordi al mese e che altri 10 milioni vivano con meno di mille euro lordi al mese. Siamo così poveri? È povero un popolo che si gioca 150 miliardi nel 2024 al gioco d’azzardo più altri 25 miliardi irregolari (quasi 3mila euro a testa neonati compresi)? È povero un popolo che nelle classifiche internazionali primeggia per abbonamenti a pay tv, possesso di smartphone, animali da compagnia, secondo in chirurgia estetica, unghie e molto altro. E infatti siamo i primi nella classifica Ocse per evasione fiscale e ultimi per tasso di occupazione e produttività. Siamo evasori? Sì, ma è lo stesso Stato il “promotore” del nero, che ha basato le sue politiche su un falso “sogno” incentrato sul pericoloso binomio “meno dichiari e più avrai dallo Stato” il cui asse portante è l’Isee mentre invece “più dichiari meno agevolazioni, meno bonus e più tasse e più controlli”. E infatti, meno si dichiara e più agevolazioni e distribuzione di denaro pubblico (a debito), Auuf, sussidi, prestazioni assistenziali e bonus si ottengono, oltre alla generosa Naspi. Ieri Ape, pensioni, 14°, poi bonus giovani e a gogò, l’Auuf, super bonus, defiscalizzazioni e oggi “le bollette” hanno creato negli ultimi 10 anni 800 miliardi di nuovo debito e zero sviluppo (siamo gli ultimissimi della classe). Link al commento https://melius.club/topic/29378-in-italia-lo-stato-%C3%A9-troppo-generoso/page/9/#findComment-1758595 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Angics Inviato 4 ore fa Condividi Inviato 4 ore fa 2 minuti fa, cesare ha scritto: da un articolo del sole24ore che avevo linkato in prima pagina, L'autore di quell'articolo (e anche quello del Corriere all'inizio) è Brambilla, quello di Itinerari Previdenziali. E' per quello che ho linkato il loro report: lì ci sono tutti i dati e le considerazioni che poi vengono riassunte nei vari articoli. Ma se volete approfondire bene, la fonte è quella! Link al commento https://melius.club/topic/29378-in-italia-lo-stato-%C3%A9-troppo-generoso/page/9/#findComment-1758599 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
gibraltar Inviato 4 ore fa Condividi Inviato 4 ore fa @Angics il problema non è che la "progressività è applicata fin troppo" (semmai è l'esatto contrario); il problema, come hai evidenziato, è nella scarsità e poca efficacia dei controlli; è nella farraginosità di un sistema fiscale e burocratico, con leggi, norme e regolamenti spesso in contrasto tra loro, che rende vita facile a chi vuole approfittarne per eludere o evadere il pagamento di quanto stabilito; è nell' enorme numero, evidenziato dai rapporti da te citati, di gente che dichiara molto, molto meno di quello che guadagna realmente. Ora, la soluzione non può essere quella di,siccome non siamo capaci di contrastare l'evasione, sospendere ISEE e benefici fiscali, per due motivi: 1. dubito fortemente che chi è abituato da sempre a mentire sul proprio reddito, quale che sia, di colpo scoprirebbe quanto è bello dire la verità, pagando il dovuto: non è mai successo; 2. si parte dall'assunto, falso,che la totalità di coloro che usufruiscono dei predetti benefici in realtà non ne avrebbero diritto: eliminandoli non solo non si avrebbe (o si avrebbe in misura davvero minima) un'emersione del nero, ma di fatto si renderebbero ancora più povere e con meno possibilità di sopravvivenza persone e famiglie che già si trovano in grosse difficoltà. È un po' come la solita storiella dell'abrogare le pensioni di invalidità perché ci sono troppi truffatori... Link al commento https://melius.club/topic/29378-in-italia-lo-stato-%C3%A9-troppo-generoso/page/9/#findComment-1758602 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Angics Inviato 4 ore fa Condividi Inviato 4 ore fa 2 minuti fa, gibraltar ha scritto: si parte dall'assunto, falso,che la totalità di coloro che usufruiscono dei predetti benefici in realtà non ne avrebbero diritto: Ho scritto questo? Dove? 2 minuti fa, gibraltar ha scritto: dubito fortemente che chi è abituato da sempre a mentire sul proprio reddito, quale che sia, di colpo scoprirebbe quanto è bello dire la verità, pagando il dovuto: non è mai successo; Invece sì, anche se non è proprio un esempio positivo: basta guardare i dati dei redditi dichiarati degli aderenti alla Flat Tax nel momento in cui si sono modificati i limiti massimi. Link al commento https://melius.club/topic/29378-in-italia-lo-stato-%C3%A9-troppo-generoso/page/9/#findComment-1758603 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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