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In Italia lo stato é troppo generoso?


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@loureediano sì ma attenzione.

In realtà, in proporzione, versano di più gli autonomi. E chi se lo aspettava, vero? E invece... Altro dato che stride con il sentire comune:

 

Sopra i fatidici 35.000 euro di reddito troviamo il 36,97% dei contribuenti (contro il 15,37% dei dipendenti) che pagano quasi tutta l’IRPEF, ben l’89,26%, (contro il 62,19% dei dipendenti); anche

qui si tratta di uno squilibrio difficilmente sostenibile nel tempo. Il totale dell’IRPEF pagata dai lavoratori autonomi è pari a 26,70 miliardi di euro, cioè il 12,89% del totale del gettito IRPEF del 2023, pur rappresentando solo il 5,12% dei contribuenti dichiaranti.

 

Piuttosto, è interessante notare che praticamente 1/3 degli autonomi dichiara meno di 7.500€ lordi o addirittura reddito negativo. Spiegatemi come sia possibile.

E infatti:

 

 

In totale quindi gli autonomi (2.178.816), ricomprendendo gli allevatori-agricoltori e gli autonomi diversi da CU, sono 2.551.619 (meno della metà degli autonomi censiti nelle anagrafi INPS) e considerando quelli che non presentano dichiarazioni positive, si ricava che quasi la metà non pagano né tasse né contributi e saranno quindi i futuri assistiti; in maggioranza sono soggetti che hanno un rapporto diretto con il consumatore finale, la “famiglia”, e che in assenza del “contrasto di interessi” 
non fatturano e sono totalmente sommersi e sconosciuti al fisco. A questi, negli anni scorsi si sono aggiunti circa 600.000 autonomi che godono di regimi fiscali agevolati con imposte minori (tra i quali la flat tax) ma che beneficiano degli stessi servizi e sussidi, gravando così ulteriormente sugli altri contribuenti. 

 

Com'era la storia dell'evasione di necessità? Metà già non paga NULLA. Oppressi da fisco e tasse?

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@gibraltar quel lavoratore non avrà diritto a nulla a parte le detrazioni previste anche per chiunque altro.

Ma non ci vedo nulla di strano: una volta tassato quel reddito (che per lui e il fisco è ricchezza che "si è creata" ex novo), se desidera poi investire la cifra che rimane avrà poi lo stesso trattamento dell'altra persona che ha già il milione investito.

 

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@loureediano no no è verissimo, ma quel circa 13% che versano gli autonomi lo fanno rappresentando poco più del 5% dei contribuenti, per cui la proporzione è decisamente diversa e vuole dire che, mediamente, un autonomo versa più di un dipendente.

E, soprattutto, quei pochi autonomi che dichiarano più di 35.000€ lordi (che sono poco più di un terzo....) compensano ancora di più i "non versamenti" di quelli che dichiarano meno, ancora più di quanto succede con i dipendenti.

È evidente che ci siano degli squilibri (che definire enormi è un eufemismo) difficilmente giustificabili se non attraverso la logica dell'evasione.

Se poi a questo si aggiunge il resto compresa la flat tax purtroppo la situazione è ancora peggiore.

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gibraltar
2 ore fa, Angics ha scritto:

@gibraltar quel lavoratore non avrà diritto a nulla a parte le detrazioni previste anche per chiunque altro.

Ma non ci vedo nulla di strano: una volta tassato quel reddito (che per lui e il fisco è ricchezza che "si è creata" ex novo), se desidera poi investire la cifra che rimane avrà poi lo stesso trattamento dell'altra persona che ha già il milione investito.

 

Pensa se lo facessero tutti i redditi da lavoro all'improvviso (smettere di lavorare e investire il proprio reddito): lo stato registrerebbe un ammanco di gettito impressionante, essendo le aliquote, a parità di ricchezza prodotta, molto più basse.

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qua se deve esserci una logica nei discorsi, magari è meglio se la revisionate.

a parte varie cose illeggibili, la pressione fiscale non la puoi aumentare all' infinito

perchè se dici aumento la successione devi anche dire cosa altro abbassi. domande già fatte

ma con risposte sbagliate perchè di media non abbasseranno quella sul lavoro, mai fatto,

sempre aumentato tutto, dirette indirette servizi prestazioni obbligatorie permessi marche

marchette burocrazia ecc ecc

poi ogni tanto salta fuori la costituzione e la progressività, ditela tutta però, art. 47, senza che si debba anche approfondire come mai è così necessario. da li discendono tante cose, compresa la diversa tassazione degli investimenti.

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" Mio nipote mi ha chiesto cosa è l’IVA. Per spiegarglielo ho mangiato il 22% della sua merendina." ( cit )

.

detto questo sto facendo una pratica comunale per un cartello da attaccare, sono 50 euro tondi.

nel 2019 erano 36 euro. ora ditemi voi che percentuale di aumento è, che a me viene il mal di testa

solo a pensarci.

.

come la calcoliamo 'sta cosa qua. tasse, servizi, balzelli ecc ecc

filosoficamente parlando si tratterebbe di estorsione, anche perchè con quel cartello appeso

poi il comune recupera in altro modo e comunque dovrebbe in ogni caso garantire i diritti delle

persone in modo spontaneo e non forzoso.

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ma infatti. non te lo avevo detto già prima delle ultime elezioni che questi qua erano dei cialtronisti statalari. così tra l' altro la prossima volta questi qua impari a votarli di nuovo, che di peggio forse ci sono solo i comunisti in purezza. detto questo, sta riesplodendo il debito e hanno cominciato a fare i paragoni con la grecia, prima durante e dopo. bene, ricordo solo che laggiù hanno tagliato di media gli stipendi agli stataloi del 25%, e per i pensionatoi pure peggio, circa del 40%.

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Il 10/05/2026 at 10:53, gibraltar ha scritto:

essendo le aliquote, a parità di ricchezza prodotta, molto più basse

Fermo restando che questo varrebbe solo da una certa soglia di reddito in poi, in ogni caso il primo effetto di uno scenario come quello che descrivi sarebbe il crollo del PIL, a meno che non diamo per scontato che i redditi da capitale possano compensare in termini assoluti la perdita sui redditi: cosa ovviamente impossibile.

A quel punto il gettito fiscale sarebbe l'ultimo dei problemi (per lo stato e per noi).

22 ore fa, extermination ha scritto:

consumatore finale con reddito già abbondantemente tassato

E' proprio quel "abbondantemente tassato" che stride con la realtà.

Chi può effettivamente dire di essere "abbondantemente tassato" in Italia è solo una minoranza di contribuenti. Il grosso degli altri, e del resto della popolazione in generale, può dire tante cose ma non certo lamentarsi di quante tasse va a pagare sul reddito.

Ripropongo questa immagine:image.png.b5092360b1f9dc2ca9d32e3075548dd1.png Da notare la "media in € per cittadino" rispetto ai contribuenti delle varie fasce di reddito. Abbiamo quasi 12 milioni di persone che versano mediamente 16€ all'anno (ripeto: all'anno) di Irpef.

Poi quasi altri 11 che ne versano poco più di 200....

E poi altri 7 milioni che superano di poco i 1.300€.

 

Fate conto che solo di spesa sanitaria procapite siamo a oltre 2.200€ all'anno...

 

E solo queste 3 voci coinvolgono quasi 30 milioni di italiani: la metà dell'intera nazione! 

 

La conseguenza è ovviamente poi questa:

image.thumb.png.30622b644509a43e52fc00f82df4ad0f.png

 

Ovviamente è interessante la colonna "aliquota media con trattamento" (il trattamento è il TIR, in pratica l'ex "Bonus Renzi): fino a 20k annui l'aliquota effettiva di tassazione non raggiunge nemmeno la doppia cifra.

E, ricordiamo, fino a quella cifra, tra contribuenti e media di cittadini a carico che non presentano una dichiarazione, siamo già a metà della popolazione italiana.

 

Riassumendo: metà dei cittadini italiani pagano imposte sul reddito inferiori al 10% se non addirittura nulle.

 

Questa è la realtà, ben lontana dall'immaginario collettivo e dai soliti luoghi comuni.

 

E questo sempre dando per scontato che i cittadini che non presentano dichiarazione (che per forza di cose sono quindi tecnicamente a carico di qualcun altro) siano equamente distribuiti rispetto alle fasce di reddito, cosa assolutamente da verificare e che sembra in ogni caso piuttosto inverosimile.

 

Attenzione: stiamo parlando di imposte sul reddito.

I contributi previdenziali e le addizionali locali sono poi altri capitoli.

Sulla tassazione locale, però, mi permetto di far notare che anche in quel caso sono previste agevolazioni e sconti per i redditi bassi e, pertanto, il grosso del gettito avviene sempre ad opera del 15% di contribuenti che guadagnano dai 35.000€ lordi in su.

 

Anche sulle imposte indirette ci sarebbe da approfondire moltissimo, ma rimane il fatto che tante grandezze sono "stranamente" correlate tra di loro e offrono spunti piuttosto ovvi.

Cito il rapporto con qualche passaggio chiave in grassetto in merito all'argomento IVA:

 

Il gettito relativo all’anno di imposta 2023 e dichiarato nel 2024 (tabella 4.6) è di 157,015 miliardi di euro (143,573milirdi nel 2022, 130,995 miliardi nel 2021 e112,658 miliardi nel 2020 e 124 miliardi nel 2019); dopo l’IRPEF è l’imposta che contribuisce maggiormente alle entrate del bilancio statale. La ulteriore crescita del 9,36% dopo il +9,60% del 2022 recupera e supera abbondantemente il drastico calo del gettito (-9,28%) del 2020 che rifletteva la crisi relativa a COVID-19. La distribuzione territoriale dell’IVA, tuttavia, conferma lo squilibrio Nord-Sud già evidenziato per le altre imposte; il Nord, il cui volume d’affari è pari al 61,93% (60% nel 2022 e 62,80% nel 2021) del totale, versa il 63,27% dell’intera imposta; il Centro con il 23,93 di imponibile (27,68% nel 2022 e 23,37% nel 2021) versa il 25,33%, mentre il Sud con un imponibile del 12,28% (11,20% nel 2022 e 12,04 nel 2021), versa il 10,84% di tutta l’IVA. Il Nord aumenta la percentuale sull’imponibile ma diminuisce quella sulle imposte mentre il Centro riduce l’imponibile ma aumenta il gettito ed al Sud si rileva un incremento su entrambi gli indici. Il gettito pro-capite, tuttavia, rileva un elevato livello di sommerso: il Nord con 27.477.166 di abitanti ha un pro capite di 3.615,40 euro (3.376,57 nel 2022 e 3.034,10 nel 2021); il Centro con 11.711.089 abitanti versa, anche grazie alla massiccia presenza delle amministrazioni e aziende pubbliche o partecipate nel Lazio, 3.395,44 (2.944,23 del 2022 e 2.796,11 nel 2021) euro per cittadino mentre il Sud con 19.782.975 di abitanti versa un’IVA pro capite di appena 860,34 euro (750,87 nel 2022 e 677,56 nel 2021) pari a 4,2 volte meno del Nord. La Lombardia con 10,016 milioni di residenti ha versato nel 2023 55,479 miliardi di IVA contro i 51,877 miliardi del 2022 pari a 5.539 euro pro capite, cioè 6,44 volte più del cittadino del Sud; l’intero mezzogiorno con circa 20 milioni di abitanti ha versato in totale 17 miliardi contro i 15 miliardi del 2022: poco meno del 31% nonostante il doppio di abitanti. Considerando che, in generale, i consumi, almeno quelli basilari, sono molto simili è più che evidente che un cittadino del Sud non vive con consumi che sono 6,44 volte più bassi di un lombardo o 4,2 volte quelli di un cittadino del Nord. Supponendo un pro capite pari al triplo di quello dichiarato (che sarebbe ancora la metà di quello di un lombardo) l’evasione stimabile intorno ai 17 miliardi; la sempre invocata e generica “caccia” agli evasori si dimostra sempre una chimera irraggiungibile. Perché non esaminare queste semplici cifre rapportandole ai consumi pro capite ampiamente disponibili? Da sottolineare tra l’altro, come questa situazione falsi anche gli indici di povertà assoluta e relativa stimati dall’Istat nel 25% della popolazione italiana con conseguente esborso di sussidi; è incomprensibile come l’Istat a fronte di questi dati, non corregga la metodologia di calcolo degli indici di povertà.

 

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3 minuti fa, gibraltar ha scritto:

io rientro nella fascia "35-55" (45,7 per la precisione): ho vinto qualche cosa? :classic_ninja:

 

Guarda, mi ci metto dentro anche io e ti rispondo: sì, abbiamo vinto un bel calcio in c**o.

 

Questi dati e rapporti sono pubblici.

Vengono anche presentati ogni anno in parlamento.

La nostra classe dirigente li conosce (o meglio: dovrebbe conoscerli) ma purtroppo non ho mai sentito un solo politico citarli in una qualsiasi discussione o confronto... Figurarsi nel momento in cui si decidono certi provvedimenti.

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