widemediaphotography Inviato 10 Giugno Inviato 10 Giugno 10 minuti fa, Gustavino ha scritto: ma chi ? qui la I2s neanche con il binocolo l'hanno vista ,io la uso da 20anni quando mi costruii il primo dac 1543 Perché non ce lo fai ascoltare? 1
Gustavino Inviato 10 Giugno Inviato 10 Giugno 6 minutes ago, widemediaphotography said: Perché non ce lo fai ascoltare? ti e' chiaro che dalla usb esca I2S che e' il protocollo con cui funzionano tutti , ma proprio tutti i chip dei dac ?? 1
Questo è un messaggio popolare. widemediaphotography Inviato 10 Giugno Questo è un messaggio popolare. Inviato 10 Giugno @Gustavino No, dalla USB non “esce I2S”. Dal connettore USB esce un segnale USB: protocollo a pacchetti, con enumerazione, endpoint, trasferimenti isocroni nel caso dell’audio USB. L’I2S è un’altra cosa: è un bus audio seriale interno, tipicamente tra chip sulla stessa scheda, fatto da linee tipo bit clock, word select/LRCLK e data. La specifica I2S lo definisce proprio come bus seriale a tre linee, non come protocollo USB. Quel diagramma dimostra solo che il chip DAC ESS accetta in ingresso un digital audio port con formati come I2S, TDM, DSD, DoP e S/PDIF. È il cip che è versatile. Punto. Non che I2S sia la via, che TRA L'ALTRO, prevede una connessione sincrona, perfettamente inutile con i file audio. I2S può avere senso in un lettore CD senza buffering dei dati. In un DAC reale, l’I2S compare dopo la conversione fatta dal ricevitore USB, non “sulla USB”. XMOS, per esempio, descrive le proprie soluzioni come dispositivi USB Audio Class su USB 2.0, e poi separatamente parla delle interfacce I2S/TDM verso ADC/DAC. Già ti ho invito più volte a studiare seriamente qualcosa! 2 1 1
Elettro Inviato 10 Giugno Inviato 10 Giugno i DAC moderni ottimizzano l'I2S, i vecchi limiti fisici del protocollo sono stati ampiamente superati grazie a soluzioni ingegneristiche precise.
aldofranci Inviato 10 Giugno Inviato 10 Giugno Quello che immagino o spero volesse dire il piccolo gustavo, nel suo tecnoputtanese un po' grezzo, è che anche transitando lo stream audio attraverso l'USB al dac alla fine arriva I2s, perché dall'Xmos in poi o da qualsiasi altro chip USB o spdif il segnale in genere viaggia attraverso quel protocollo. Il che è vero. Il ragionamento "furbo"... quindi sarebbe: allora restiamo I2s dalla meccanica o dallo streamer o altra sorgente digitale fino al dac così tutto resta purissimo e levissimo. E naturalmente qui casca l'asino, perché non esiste secondo alcuna logica (né concreta realtà) ingegeristica che un protocollo pensato per interfacciare chip distanziati di pochi mm o cm dentro un circuito stampato (peraltro pure sprovvisto di controllo errori) vada meglio transitando per un cavo di protocolli pensati per questo tipo di connessione. Già solo il clock, anche immaginando il più stabile, che deve passare attraverso un cavo HDMI (anche uno da nmila euri venduto all'audiofesso di turno) ne esce irrimediabilmente compromesso rispetto ad es. una connessione asincrona come l'USB in cui il master clock è quello interno al Dac. 1
Elettro Inviato 10 Giugno Inviato 10 Giugno @aldofranci Per far viaggiare l'I2S nei cavi , i circuiti moderni non usano il segnale TTL originale. Lo convertono in LVDS. Ogni linea (clock, dati, ecc.) viene sdoppiata in due conduttori che trasportano lo stesso segnale ma a polarità invertita. Il vantaggio è che Il ricevitore nel DAC calcola solo la differenza tra i due conduttori. I disturbi captati lungo il cavo colpiscono entrambi i fili allo stesso modo e vengono matematicamente cancellati. 10 minuti fa, aldofranci ha scritto: Già solo il clock, anche immaginando il più stabile, che deve passare attraverso un cavo HDMI (anche uno da nmila euri venduto all'audiofesso di turno) ne esce irrimediabilmente compromesso rispetto ad es. una connessione asincrono come l'USB in cui il clock è quello interno al Dac. Per risolvere il problema del clock degradato dal cavo, i DAC non si "fidano" più del clock inviato dalla sorgente. Il DAC opera come "Master" e invia il proprio clock pulito alla sorgente tramite il cavo, costringendola a sincronizzarsi. 2
Gustavino Inviato 10 Giugno Inviato 10 Giugno 1 hour ago, widemediaphotography said: @Gustavino No, dalla USB non “esce I2S”. Dal connettore USB esce un segnale USB: protocollo a pacchetti, con enumerazione, endpoint, trasferimenti isocroni nel caso dell’audio USB. L’I2S è un’altra cosa: è un bus audio seriale interno, tipicamente tra chip sulla stessa scheda, fatto da linee tipo bit clock, word select/LRCLK e data. La specifica I2S lo definisce proprio come bus seriale a tre linee, non come protocollo USB. Quel diagramma dimostra solo che il chip DAC ESS accetta in ingresso un digital audio port con formati come I2S, TDM, DSD, DoP e S/PDIF. È il cip che è versatile. Punto. Non che I2S sia la via, che TRA L'ALTRO, prevede una connessione sincrona, perfettamente inutile con i file audio. I2S può avere senso in un lettore CD senza buffering dei dati. In un DAC reale, l’I2S compare dopo la conversione fatta dal ricevitore USB, non “sulla USB”. XMOS, per esempio, descrive le proprie soluzioni come dispositivi USB Audio Class su USB 2.0, e poi separatamente parla delle interfacce I2S/TDM verso ADC/DAC. Già ti ho invito più volte a studiare seriamente qualcosa! ma davvero te ne esci con un posto cosi misero ?? tocchi il fondo se pensi che dal connettore esca I2S , ti ricordo che qui su melius come funzioni usb lho spiegato io
Gustavino Inviato 10 Giugno Inviato 10 Giugno 19 minutes ago, aldofranci said: Quello che immagino o spero volesse dire il piccolo gustavo, nel suo tecnoputtanese un po' grezzo, è che anche transitando lo stream audio attraverso l'USB al dac alla fine arriva I2s, perché dall'Xmos in poi o da qualsiasi altro chip USB o spdif il segnale in genere viaggia attraverso quel protocollo. Il che è vero. Il ragionamento "furbo"... quindi sarebbe: allora restiamo I2s dalla meccanica o dallo streamer o altra sorgente digitale fino al dac così tutto resta purissimo e levissimo. E naturalmente qui casca l'asino, perché non esiste secondo alcuna logica (né concreta realtà) ingegeristica che un protocollo pensato per interfacciare chip distanziati di pochi mm o cm dentro un circuito stampato (peraltro pure sprovvisto di controllo errori) vada meglio transitando per un cavo di protocolli pensati per questo tipo di connessione. Già solo il clock, anche immaginando il più stabile, che deve passare attraverso un cavo HDMI (anche uno da nmila euri venduto all'audiofesso di turno) ne esce irrimediabilmente compromesso rispetto ad es. una connessione asincrona come l'USB in cui il master clock è quello interno al Dac. ignori alla grande questo del vecchio I2s , North star in foto, mentre LVDS bilanciato non ha limitazioni
aldofranci Inviato 10 Giugno Inviato 10 Giugno 4 minuti fa, Elettro ha scritto: Ogni linea (clock, dati, ecc.) viene sdoppiata in due conduttori che trasportano lo stesso segnale ma a polarità invertita. Il vantaggio è che Il ricevitore nel DAC calcola solo la differenza tra i due conduttori. I disturbi captati lungo il cavo colpiscono entrambi i fili allo stesso modo e vengono matematicamente cancellati. Grazie tante, si chiama connessione bilanciata. Anche altri protocolli la usano. 6 minuti fa, Elettro ha scritto: Per risolvere il problema del clock degradato dal cavo, i DAC non si "fidano" più del clock inviato dalla sorgente. Il DAC opera come "Master" e invia il proprio clock pulito alla sorgente tramite il cavo, costringendola a sincronizzarsi. E quindi rispetto all'USB asincrona non cambia un fico secco 1
Gustavino Inviato 10 Giugno Inviato 10 Giugno 8 minutes ago, Elettro said: @aldofranci Per far viaggiare l'I2S nei cavi , i circuiti moderni non usano il segnale TTL originale. Lo convertono in LVDS. Ogni linea (clock, dati, ecc.) viene sdoppiata in due conduttori che trasportano lo stesso segnale ma a polarità invertita. Il vantaggio è che Il ricevitore nel DAC calcola solo la differenza tra i due conduttori. I disturbi captati lungo il cavo colpiscono entrambi i fili allo stesso modo e vengono matematicamente cancellati. Per risolvere il problema del clock degradato dal cavo, i DAC non si "fidano" più del clock inviato dalla sorgente. Il DAC opera come "Master" e invia il proprio clock pulito alla sorgente tramite il cavo, costringendola a sincronizzarsi. infatti volendo ed avendo il dac giusto lo si sceglie il clock migliore in I2s ;)
aldofranci Inviato 10 Giugno Inviato 10 Giugno 3 minuti fa, Gustavino ha scritto: ignori alla grande questo del vecchio I2s , North star in foto, mentre LVDS bilanciato non ha limitazioni Infatti questo vecchio ha talmente segnato un epoca che quell'accrocco non se l'è cacato nessuno.
Gustavino Inviato 10 Giugno Inviato 10 Giugno 1 minute ago, aldofranci said: Infatti questo vecchio ha talmente segnato un epoca che quell'accrocco non se l'è cacato nessuno. Questo lo dici te , mentre gli altri andavano di spdif loro andavano di I2s come anche io e molti altri .... e suonavano bene all'epoca
Gustavino Inviato 10 Giugno Inviato 10 Giugno @aldofranci usb ha senso se hai un PC , unica uscita digitale con tutta la problematica dei driver e del sistema operativo ... I2S e' un collegamento fisico diretto , Metrum Laiv Shanling Rockna sono tra i migliori in I2s e tutti si stanno adeguando , rassegnatevi 1
Questo è un messaggio popolare. aldofranci Inviato 10 Giugno Questo è un messaggio popolare. Inviato 10 Giugno 7 minuti fa, Gustavino ha scritto: infatti volendo ed avendo il dac giusto lo si sceglie il clock migliore in I2s ;) Ancora a ragliare sta scemenza. Nessun segnale di Clock transitante per un cavo, anche attraverso una configurazione simmetrica e matchando alla perfezione impedenze di ingresso-uscita, sarà mai stabile come il clock generato internamente a un Dac minimamente decente. I generatori di clock negli studi sono solo una necessità. Tecnoputtate, le uniche che scrivi. Non solo di audio 😂 3 1 1
Elettro Inviato 10 Giugno Inviato 10 Giugno 20 minuti fa, aldofranci ha scritto: Grazie tante, si chiama connessione bilanciata. no si chiama reiezione di modo comune tecnicamente parlando 20 minuti fa, aldofranci ha scritto: Anche altri protocolli la usano. E allora? che c'entra? adesso si sta parlando del protocollo i2s 20 minuti fa, aldofranci ha scritto: E quindi rispetto all'USB asincrona non cambia un fico secco Te lo spiego in dettaglio, Il segnale I2S in ingresso viene immagazzinato temporaneamente in una memoria ad alta velocità (Buffer FIFO). Successivamente, i dati vengono estratti e risincronizzati da un oscillatore locale a bassissimo jitter (Femto-clock) situato a millimetri dal chip DAC. La realtà è che l'I2S esterno moderno non è il vecchio I2S originale (come erroneamente detto) , ma un'architettura completamente evoluta che risolve i limiti fisici del passato attraverso tre modi tecnici precisi e che ho scritto prima, cioè: 1 trasformazione in LVDS 2 Jitter tramite Architettura Master/Slave o FIFO 3 Isolamento Elettronico tramite accoppiatori magnetici (o capacitivi) Buon proseguo. 1
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