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Melius Club

Miles Dewey Davis III (Alton, 26 maggio 1926 – Santa Monica, 28 settembre 1991)


Messaggi raccomandati

analogico_09
13 minuti fa, damiano ha scritto:

8 luglio 1986, ed esibizione dedicata a You Are Under Arrest ed al prossimo Tutu.

 

 

8 luglio a Roma, 27 luglio al Pescara Jazz, stessa formazione. Giusto, brani del You're Under Arrest e anticipazioni dell' capolavoro  album Tutu però suonando il libertà senza il fiato al collo di Marcus Miller... :classic_biggrin:

analogico_09
2 minuti fa, damiano ha scritto:

Peppe, il Colosseo Moderno era stato allestito per i concerti dall'architetto Mario Marenco (Riccardino), o ricordo male?

Ciao

 

 

Mi pare che ne parlammo.., non ho ricordi del concerto dello spassosissimo arboriano Mario Marenco, Dio lo abbia in gloria. Peraltro non o sapevo come musicista o attore di teatri cantanti... :classic_smile:

  • Haha 1
analogico_09

Nel giorno in cui si celebra il centenario della nascita di Miles Davis ci giunge la triste notizia della morte di Sonny Rollins. Furono fratelli in musica, in spirito, in negritudine.

 

Una festa di compleanno con pochissimi invitati fino ad ora, si spera che perlomeno gli appassionati di jazz di questo forum si presentino per i pasticcini e il reagalino...  🏆 Nell'attesa ho ordinato la torta, una realizzazione IA forse un po' kitsch ma volenterosa e con un poco di colore... 

 


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giorgiovinyl

Mi unisco agli auguri per il centenario di uno dei più grandi artisti del secolo scorso.

Condoglianze per Sonny altro grandissimo, che comunque a vissuto a lungo e che vita.

Vi invidio per i concerti a cui avete assistito, la mia passione per il jazz è stata tardiva nato pochi anni prima che Miles ci lasciasse.

Però quando ancora non era nata, e lo conoscevo solo di nome, nel 1986, un mio amico mi convinse di andare a vederlo qui a Palermo, solo che illusi speravamo di entrare senza pagare il biglietto, o pagarlo poco non ricordo. Naturalmente non ci fecero entrare. Sentimmo il concerto da fuori il tendone che avevano allestito.

analogico_09
1 ora fa, giorgiovinyl ha scritto:

Naturalmente non ci fecero entrare. Sentimmo il concerto da fuori il tendone che avevano allestito.

  E come ti sembrò il concerto, la musica e la tromba di Davis da un ascolto al "buio" e con un suono distante, immagino "smorzato" dal tendone? Era suppongo lo stesso gruppo che ascoltai anch'io nel Luglio dell'86. 

Il 25/05/2026 at 12:53, analogico_09 ha scritto:

veva ragione Sting. L'intero album voluto da Marcus Miller per realizzare uno sgabello per se stesso sfruttando il nome di Miles Davis, il quale suona benissimo ma ingabbiato, quasi in apnea, non era "sto granchè".

E' vero. Però a me, che non avevo mai frequentato il jazz, mi aprì le porte al genere, scoprendo un mondo nuovo.

E forse a tanti (spero).

 

@senek65 Curiosamente, anche per me l'album Tutu fu il primo che comprai ed ascoltai di Miles Davis. Lo presi perchè il nome lo conoscevo (sic!) e forse rimasi ipnotizzato dalla sua maschera in copertina, per quanto fosse in cd e non in lp.

Dopo il primo sconcerto iniziai ad apprezzarlo, e ancora oggi lo ascolto con piacere, una specie di imprinting.

 

Curiosità nella curiosità, quel giorno di cd di jazz ne presi due: l'altro, neanche a farlo apposta, fu Sonny Rollins on Impulse, preso perchè conoscevo di fama l'etichetta (ri-sic!).

Non ebbi a pentirmi nemmeno di questo, ovviamente.

 

A occhio e croce saranno passati più di 30 anni.

 

Insomma, da imberbe sprovveduto ma curioso, la mia mano fu guidata nella direzione giusta, sia pur attraverso imperscrutabili vie.

  • Melius 2

Il post, quotidiano on line completamente gratuito al quale però ci si può abbonare, pubblica ogni tanto articoli interessanti sul jazz. Oggi c’era un bel ricordo di Sonny Rollins e questo dedicato a Davis e alla sua “terza rivoluzione”: https://www.ilpost.it/2026/05/26/miles-davis-100-anni/?homepagePosition=3

analogico_09

@senek65 E anche questo va a maggior merito e gloria del divino Miles. In ogni oggetto artistico, benchè "discutibile" - le petecchie non le prederemo in consikderazione - c'è sempre qualcosa di positivo e di buono, in grado di stimolare le nostre potenzialità di cui spesso non siamo consapevoli. Sono come specchi nei quali vediamo riflesse le parti nasoste di noi stessi. Una molla che ci spinge a fare un passo successivo e passo dopo passo si arriva al centro potente della questione artistica entrata a far parte del nostro interesse. 

Anch'io da bambino, anni '50,  fui colpito dal ritmo delle canzoni tormentoni sparate da mano a sera dalla radio una delle quali faceva:  "Quando canta Rabagliati fa così"...  Mi attraevano molto quelle canzoni popolari allo swing che non sapevo definire, scoprendo in seguito che il tutto derivasse da una certa musica dei  "negri" americani esportata in tutto il mondo , rielaborata in tutte le salse, chiamata jazz. La musica pop internazionale, dei Beatles, per esempio, uno per tutti, non già la vecchia dei "rabagliati", seguitava a suonare "swing".., e come capii dopo, a suonare "gospel",... sonorità e ritmi rivoluzionari che contaminarono tutta la musica del mondo, o quasi.  Da questo interesse per il "rudimentale", poco per volta, esperienza d'ascolto dopo esperienza mi diressi verso le fonti originarie e più autentiche di quel nuovo "genere" musicale i cui contorni mi apparivano sempre più chiari e non smisi mai più di seguire fino ad oggi con curiosità, piacere e passione la musica dei neri d'america nelle forme più genuine non esclusive ma "proprie" fortemente identitarie. 

Lo stesso Davis fu per me una scoperta occasionale, inattesa, lo conoscevo appena quando, metà anni '60, andai a vedere al un "pidocchietto" di Roma  Ascensore per il patibolo", il capitale noir francese di Louis Malle di cui in Italia si iniziava un poco a parlare a circa 10 anni dalla realizzazione  - 1958. 

La colonna sonora mi schiantò; tutti la conosciamo, la prima volta, suppongo, che una musica jazz si fa cinema: immagini sonore sorprendenti in grado di accrescere l'immaginario e il ritmo cinematografico, non più mero commento o sottolineatura sonora, bensì simbiosi.  
Da lì iniziò il mio amore per Davis, si rinforzò in tale l'interesse e la passione per il jazz tutto, in una circostanza nella quale ero entrato gà in contatto con una delle forme più alte e sublimi, più fortemente identitarie del jazz ai massimi livelli espressivi. Oltre quello c'era... quello. 

Anche per questo seguito a ringraziare sia il creatore sia la cretura nata da un creatore così tanrto intelligente. 

Davis realizzò la colonna sonora in una notte, improvvisando mentre il regista faceva scorrere le immagini "mute". Nel uscì fuori un capolavore senza tempo e genere di appartenenza. Un unicum estetico, espressivo, psicologico.
A quel punto le azioni di Davis salirono vorticosamente; il tronbettista si ritrovò al centro delle attenzioni in quegli anni parigini in cui ferveva l'esistenzialismo. Davis fu ammirato da molti, amato  da Juliette Greco, forse da Jeanne Moreau, due donne del cinema e della chanson straordinarie di una bellezza fascinosa e rara. L'amore con la Greco finì con un velo di tristezza. Lo stesso Davis ne parla nell'autobiografia, nella quale esprime una forma di rammarico. Fu lui a mancara alla donna che in un'intervista radiofonica di tanti anni fa le sentimmo dire che Davi era stato l'uomo più bello della sua vita, di una bellezza fisica, mentale, spirituale esclusiva. Riassumendo una vicenda più sfaccettata che aprirebbe un discorso più ampio sulla personalità di Miles Davis. Anche questo sarà valvo ricordare ad onore del "falco" della musica in occasione del suo centesimo compleanno. 


Sordo il silenzio, sale l'angoscia, cresce la musica che rende ancora più onirico e trasfigurante lo scenario... 

 

 

 

  • Thanks 1
analogico_09
54 minuti fa, micfan71 ha scritto:

l'altro, neanche a farlo apposta, fu Sonny Rollins on Impulse .... Insomma, da imberbe sprovveduto ma curioso, la mia mano fu guidata nella direzione giusta, sia pur attraverso imperscrutabili vie.

 

 

Qui le coincidenze cominciano ad essere troppe e sospette.., io credo che vi sia la mano di qualche sortilegio imbastito da uno sciamo sulfureo  da lassù... lo stesso che diede viva alle selvagge tibalità musicali durante le quali si preparavano brodi di cagne... 

 

La sua voce che viaggi sui raggi osmici giunge, ripetuta ad eco imperiosa, allarmata quasi minacciosa, dalle remote regioni dell'ìafrica nera, dal nostro stesso incoscio che conserva ancora nei suoi più profondi recessi i rimorsi e ricordi dei luogi dai quali proveniamo: neri, bianchi, gialli... una sola razza, un sola musica.... 

 

... ed è di nuovo "generique" dell'ascensore per il patibolo... lo spessore lirico e spirituale trasfigurato è lo stesso, prende solo un'altra forma non del tutto dissimile,  anzi. 

 

p.s - La tua mano fu guidata verso il disco giusto. Uno dei dischi più potenti di Rollins. "On Green Dolphin Street" è tra i primissimi brani del jazz che prediligo. Strepitoso! 
 

 





 

  • Melius 1
analogico_09
39 minuti fa, campaz ha scritto:

l post, quotidiano on line completamente gratuito al quale però ci si può abbonare, pubblica ogni tanto articoli interessanti sul jazz. Oggi c’era un bel ricordo di Sonny Rollins e questo dedicato a Davis e alla sua “terza rivoluzione”: https://www.ilpost.it/2026/05/26/miles-davis-100-anni/?homepagePosition=3

 

 

Interessante, ma proviamo a cavarcela anche da soli..., sulla "terza rivoluzione" di davis, certamente l'ultima ma nel mezzo se ne potrà contare un'altra, forse due, o più, ci siamo spesso e volentoeri confrontati. Ben venga anche il contributo eterno ma se si parla di "terza rivoluzione" urge una verifica...  :classic_biggrin: :classic_wink:

analogico_09
3 ore fa, loureediano ha scritto:

Che si può dire del Divino che non sia stato già detto?! Grazie per avermi fatto felice per la tua musica ancestrale che mi tocca nel profondo.

 

Ad esempio, quello che hai detto tu. Qualunque cosa sfiori la mente dell'ascoltatore partecipe che voglia esprimere la sua personale impressione. La realtà davisiana è vasta e inesauribile come l'universo musicale, poetico e culturale del quale fu sommo profeta. 

 

 

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