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Melius Club

Miles Dewey Davis III (Alton, 26 maggio 1926 – Santa Monica, 28 settembre 1991)


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Miles, un maestro d'orchestra atipico, la sua peculiarità era di saper scegliere le persone giuste e buttarli nella mischia e vedere cosa succedeva, cosa è nato è sotto gli occhi di tutti, con gill Evans fu un po' diverso, Sketches of Spain che vuoi dire, mi commuovo solo a scriverlo.

giorgiovinyl
Il 26/05/2026 at 13:19, analogico_09 ha scritto:

E come ti sembrò il concerto, la musica e la tromba di Davis da un ascolto al "buio" e con un suono distante, immagino "smorzato" dal tendone? Era suppongo lo stesso gruppo che ascoltai anch'io nel Luglio dell'86

Era molto smorzato, si sentiva poco non rimanemmo per tutto il concerto. Non fu allora che scoccò la scintilla del jazz. Il primo seme fu Round Midnight di Taverner, comprai la colonna sonora dopo averlo visto. Poco dopo cominciai a esplorare il jazz, purtroppo in cd…. Kind of Blue… A Love Supreme… The Black Saint…

analogico_09
Il 27/05/2026 at 11:28, Coltr@ne ha scritto:

con gill Evans fu un po' diverso, Sketches of Spain che vuoi dire, mi commuovo solo a scriverlo.


Siamo in due. Lo stesso Davis nell'autobiografia racconta la genesi e le fasi di eleborazione a due del meraviglioso progetto modale ralizzato di ritorno dal viaggio in Spagna, preofondamente colpito dalle musiche ascoltate a Siviglia durante la grande "festa" della settimana santa eseguite dalle eccezionali bande musicali che si alternano numerose per accompagnare le interminabili processioni barocche. Fu particolarmente rapito dal canto della Saeta, una sorta di "melopea" arabeggiante, arcaica e "miseriosa", che il saetero, donna o uomo, improvvisa nel silenzio della notte al passaggio della vergine o del cristo. E' momento dei brividi, potrei testimoniarlo.
Davis reinterpreterà l'antichissimo canto improvvisando con la sua tromba ad imitazione della voce umana e delle trompetas delle bande processionarie capaci di emettere note acute, perfettamente intonate, come a voler perforare la volta del cielo.
 


 

Cambio di atmosfera ma non è da meno l'altro album con Evans nel quale ascoltimao la tromba "rossa" alle prese con quel lirismo rarefatto, quasi impalpabile, "minimo" ma penetrante, unico e irripetibile, con l'ineffabile ballad I Love You Porgy dal  Porgy and Bess capolavoro gerswiniano.

 

 

  • Melius 2
21 ore fa, dariob ha scritto:

Documetario di Rai1 forse più per neofiti, ma comunque se non l'avete visto...

 

 

Vabbè che la presenza di Holland è molto invitante ma quel simpaticone di Bollani me lo sarei risparmiato.., il quale parla di Davis che alle sue prime esperienze musicali in un gruppo capitale inizia una sua prima svolta innovativa "inventando" il cool (che in seguito "codificherà" con la leggendaria seduta di registrazione The Birth of the cool per la Capitol con eccellenti musicisti bianchi della east coast che qualcuno indicava come iniziatori del cool che Davis avrebbe rubato loro, niente di più sciocco) mentre suonava con il vorticoso, incendiario Parker creando un contrasto pazzesco, geniale, miracoloso,  una cosa che avevo notato in proprio in illo tempore, eche vado ippotizzando da quando Bollani non era ancora nato, detto con tuttto il rispetto e l'umiltà. Mi sono soffermato nel corso di questa discussione anche sulla continuità poetica , linguistica, stilistica che Davis ha sempre mantenuto  in ogni nuova fase della sua lunga e sorprendente parabola crestiva. Per dire che in fondo anche noi semplici forumer appassionati di musica a volte ne sappiamo quasi quanto ne sanno le celebrità che completano maggiormente il quadro. . 

 

 

Quando mi avvicinai al jazz nel 1985, Roberto di Doctor music mi consigliò per primi:

Blue train

Relaxin'

Saxophone Colossus

 

E cambiò tutto nel modo di ascoltare e godere della musica.

  • Melius 1
28 minuti fa, spersanti276 ha scritto:

Roberto di Doctor music mi consigliò

 

 

In grande Roberto il mio primo consigliere quando lavorava da Consorti che in seguito chiuse, approdò in Millerecords, infine si mise in proprio. Passa alla storia come il miglior "consigliatore" di dischi jazz della piazza romana. Nei primi anni '70. ('71/ o 72) uscii da Consorti con due album "segreti": MU first part di Don Cherry / Eddie Balckwell e il Mingus Town Hall Concert  appena approdati in Italia. 

  • Melius 1

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