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Crossover Sine Cap (senza condensatori): esperienze in merito


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10 ore fa, Luca44 ha scritto:

Appena rientro a casa ti posto in privato i punti salienti dell'articolo di AR con la recensione delle Sonus Faber Extrema, tutti tuoi interrogativi sono trattati e la scelta di abbinare un Tw molto sensibile (per essere un tweeter a cupola di circa 40 anni fa ) come l'Esotar Dynaudio e un W con circa 6 dB in meno di sensibilità era infatti prevista e cercata in fase progettuale. Non era epoca il 1991 di ricerca della massima sensibilità, non da noi ( magari in Giappone sì ) e imperversavano ampli decisamente potenti, eravamo pure in piena era del "meglio il 2 vie" e così via, gli ampli a valvole di bassa potenza facevano capolino ma non rapivano moltissimi cuori.   

 Cosa è cambiato rispetto ad adesso?

La fisica è sempre la stessa e l'Esotar è ancora tra i tweeter a cupola più efficienti.

La potenza che ci vuole è sempre la stessa eccetera eccetera.

Come già dissi il problema della estrema era il woofer troppo woofer e poco medio che non saliva abbastanza per un incrocio non troppo dispendioso per l'esorar.

Parlando della stessa epoca un ibrido tra B&w silver signature e Extrema sarebbe stato l'ideale.

Mobile Extrema woofer b&w e tw esotar incrociato più  alto e filtro con bobine di argento.

Il top.

 

 

6 ore fa, Dufay ha scritto:

 Cosa è cambiato rispetto ad adesso?

La fisica è sempre la stessa e l'Esotar è ancora tra i tweeter a cupola più efficienti

be', oggi a prezzo inferiore si trovano tweeter ancor più sensibili, lasciando spazio alla scelta di woofer un po' più sensibili di quello di allora, ma non mi sono cimentato a fare prove e neppure simulazioni. La B&W che citi ricordo costasse un patrimonio, non sarebbe stato facile ottenerne i woofer, ricordi che sensibilità avessero ? 

3 minuti fa, Luca44 ha scritto:

be', oggi a prezzo inferiore si trovano tweeter ancor più sensibili, lasciando spazio alla scelta di woofer un po' più sensibili di quello di allora, ma non mi sono cimentato a fare prove e neppure simulazioni. La B&W che citi ricordo costasse un patrimonio, non sarebbe stato facile ottenerne i woofer, ricordi che sensibilità avessero ? 

Si buonanotte... I furbacchioni della scan calano la re.

Il esotar aveva e ha una re di 5.5 ohm a fronte dei 3 dell'ellipticor  ad esempio . 

 

Io ho fatto un sistema con i woofer delle Silver usati come medi e tw ellipticor senza condensatore con risultati eccellenti 

 

 

 

 

 

 

IMG_20221218_114244.jpg

  • Melius 1
  • Thanks 1
3 minuti fa, Dufay ha scritto:

Si buonanotte... I furbacchioni della scan calano la re.

Il esotar aveva e ha una re di 5.5 ohm a fronte dei 3 dell'ellipticor  ad esempio . 

Non c'è solo la Scan-Speak al mondo...

Come hai fatto a trovare i woofer delle Silver ? Presi dallo UK ? Lì qualcosa ho visto passare

1 minuto fa, Luca44 ha scritto:

Non c'è solo la Scan-Speak al mondo...

Come hai fatto a trovare i woofer delle Silver ? Presi dallo UK ? Lì qualcosa ho visto passare

Se guardi sono tutti o quasi 3 ohm

E comunque gli esotar rimangono i migliori

Era un ricambio per uno che aveva delle silver signature.

Midwoofer di aspetto non esaltante ma dal suono indubbiamente notevolissimo. 

Molto diverso dai medi susseguenti delle

 Serie 800 nautilus e diamond.

Mai capito perché lo usassero solo li 

PietroPDP
Il 20/06/2026 at 21:52, Dufay ha scritto:

Il problema è che la resistenza influisce poco sul suono il condensatore e la bobina molto di più .

 

 

Non sono molto d'accordo, le brutture maggiori arrivano proprio dalle resistenze che mediamente "suonano" veramente brutte, anche le classiche Mox, si vanno meglio di quelle bianche da due Lire, ma quando provi qualche resistenza di livello superiore si capisce subito che l'apporto sonoro non è così trascurabile.

Franzbossio
1 ora fa, PietroPDP ha scritto:

 

Non sono molto d'accordo, le brutture maggiori arrivano proprio dalle resistenze che mediamente "suonano" veramente brutte, anche le classiche Mox, si vanno meglio di quelle bianche da due Lire, ma quando provi qualche resistenza di livello superiore si capisce subito che l'apporto sonoro non è così trascurabile.

A prescindere del fatto che le resistenze in serie debbano essere buone.

Il punto sta proprio qui: la perdita di sensibilità e il comportamento dinamico del driver cambiano radicalmente tra le due configurazioni, perché cambia il modo in cui il segnale "vede" il carico resistivo.

In una classica cella shunt, le resistenze in serie si comportano come un normalissimo partitore di tensione.

Si tratta di un'attenuazione puramente lineare e dissipativa: la resistenza si limita a bruciare energia sotto forma di calore per livellare l'emissione (il classico caso del tweeter più sensibile da allineare al woofer). L'altoparlante si ritrova davanti a una strozzatura fissa lungo il percorso del segnale; questo altera inevitabilmente lo smorzamento elettrico percepito dall'amplificatore e, se non viene calcolato al millimetro, finisce per appiattire la dinamica pura.

Il traliccio a ponte bilanciato induttivo-resistivo del Full Sinecap ragiona invece secondo una logica completamente diversa, mutuata dai ponti di misura tipo Wheatstone.

Qui resistenze e induttanze sono disposte in modo incrociato sui rami del traliccio rispetto all'altoparlante, che si trova sull'asse centrale.

In questo caso, la perdita di sensibilità non è fissa ma dinamica, strettamente legata alla frequenza. All'incrocio, con il ponte bilanciato, la corrente viene ripartita geometricamente.

Le resistenze non servono a "frenare" il driver disperdendo watt in calore, ma agiscono come deviatori di flusso che reindirizzano la corrente verso i rami induttivi.

C'è ovviamente una fisiologica perdita di inserzione dovuta alla presenza fisica dei componenti, ma l'impedenza vista dall'amplificatore resta quasi perfettamente lineare.

La sensibilità non viene abbattuta in modo lineare come nei partitori tradizionali: l'energia viene preservata e trasferita sfruttando lo sfasamento geometrico del ponte.

In sostanza: nello shunt la perdita è diretta, passiva e taglia i dB in modo fisso su tutta la banda strozzando la corrente.

Nel ponte bilanciato, la perdita è indiretta e reattiva: il circuito modula l'energia lavorando sulla fase invece di limitarsi a dissiparla.

È questo che permette al driver di mantenere una reattività transitoria nettamente superiore e di salvaguardare la micro-dinamica rispetto a un'attenuazione standard.

 

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