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La "voce" dell'impianto: punto della situazione dopo 20 anni di discussioni...


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Erik il Rosso
40 minuti fa, antonew ha scritto:

cosa deve avere un impianto per non fallire e non renderli piatti e noiosi?

Deve avere la possibilità di convertirsi da neutro, asettico, privo d’anima ecc. ( cioè mero e nudo riproduttore della registrazione nuda e cruda) a esecutore del myfi preferito con accenni valvolari, dorati, morbidi, eufonici e chi più ne ha più ne metta. Come si può fare? con gli attuali DSP di certo. Certo a condizione che l’ascoltatore sia in grado di gestire tali parametri. Cosa che non credo possa essere molto diffusa.

20 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Con semplicità disarmante 

Se una registrazione non mi piace la scarto... tuttavia ho creato le condizioni affinché l'impianto riproduca mediamente bene tutto il materiale registrato...che ovviamente avrà le sue peculiarità tra una registrazione e un altra...ma non da sconfinare nel noioso 

In un numeroso archivio musicale si trova di tutto... registrazioni piatte...registrazioni dinamiche... registrazioni radiografanti... registrazioni ambrate...ect...ect...

Tuttavia dopo alcuni minuti il cervello applica un "reset" e tutto diventa godibile....come se il difetto si avvertisse inizialmente e poi man mano scemasse fino a rendersi piacevole 

 

ammiro la sincerità, davvero, perché hai descritto in modo molto onesto un meccanismo reale.

Il 'reset' del cervello lo conosco bene.

È vero che dopo pochi minuti l'orecchio si abitua e anche ciò che è piatto o radiografante diventa in qualche modo godibile.

Ma è proprio qui che si dividono le nostre strade, ed è una questione di scelta consapevole.

Se un impianto ammorbidisce i difetti e rende piacevole anche una registrazione sterile, per me sta livellando il messaggio.

Diventa un anestetico.

Se un disco è nato sporco, violento o carico di tensione psicologica, io non voglio che il mio cervello si rilassi dopo due minuti e lo trovi 'piacevole', altrimenti la musica perde la sua forza d'urto e diventa un sottofondo, seppur fatto benissimo.

La tua è una ricerca di equilibrio e comodità acustica, che rispetto e ha una sua logica 'logistica' ben più di tanti grafici che hai disseminato ad ogni mio intervento (non in questo 3D).

La mia è una ricerca di pura drammaticità espressiva.

Semplicemente due obiettivi diversi davanti alla musica. 

 

 

@Erik il Rosso

Assolutamente no!

Il trucco digitale per aggiungere eufonia, morbidezze dorate o simulazioni valvolari artificiali a un file piatto è l'antitesi di quello che cerco io.

Quello sì che è 'MyFi' finto, un trucco al computer.

Io non cerco la colorazione piacevole o l'effetto speciale per addolcire la pillola. Io cerco la materia fisica dello strumento: il peso reale del legno, la spinta acustica dell'aria nel salone, la velocità spietata del transiente.

Se una ballata del 1998 ha una tensione psicologica pazzesca o un pezzo del 1970 è un assalto frontale, quella forza deve uscire dalla reattività fisica dei componenti, non da un algoritmo che calcola una finta eufonia a tavolino.

I veri amplificatori a valvole, quelli progettati come si deve, non edulcorano e non raddolciscono un bel niente., anzi, sanno essere spietati, trasparenti e fulminei.

Parimenti ho avuto una discreta  frequentazione con macchine a stato solido molto bensuonanti che si avvicinano proprio alla velocità e all'immediatezza dei triodi: ad es. i Lavardin degli amici @fabiosound e @Cano Chi conosce quelle macchine sa che non hanno un briciolo di eufonia o di ruffianeria quanto una capacità significativa d' eliminare la memoria del circuito e farti sentire il transiente reale, nudo e crudo.

Quindi, no , Nessun DSP potrà mai calcolare l'anima e l'urgenza di un musicista.

O l'impianto ha la carne e il sangue per far vibrare la stanza, o resta un freddo esercizio di calcolo.

Grazie comunque dello spunto!

 

Erik il Rosso
9 minuti fa, antonew ha scritto:

Nessun DSP potrà mai calcolare l'anima e l'urgenza di un musicista

Apprezzo molto la tua visione.

io non ho l’esperienza e conoscenze di un musicista ma solo quelle di un buon ascoltatore di ogni tipo di musica dal vivo e non, per cui sono sicuramente di bocca buona. Per questo mi ritengo molto fortunato perché vado per approssimazioni sicuramente con molto più margine di tolleranza rispetto alle tue e di conseguenza maggior mia soddisfazione. Per un verso mi dispiace per te, perché mi par di percepire una insoddisfazione di fondo nella riproduzione Hifi, mentre io me la godo assai meglio applicando entrambi i metodi di ascolto per mia massima soddisfazione..

  • Melius 1
ilmisuratore
17 minuti fa, antonew ha scritto:

Se un impianto ammorbidisce i difetti e rende piacevole anche una registrazione sterile, per me sta livellando il messaggio.

Diciamo che hai scremato troppo il mio messaggio 

Ho sottolineato che le peculiarità delle registrazioni vengono immediatamente messe in evidenza...una registrazione "piatta" rimarrà tale rispetto una registrazione dinamica...non viene livellato nulla...non c'è modo 

Tuttavia il cervello applica un meccanismo da farsele piacere... sebbene con caratteristiche diametralmente opposte 

Spero tu abbia compreso senza travisare 

1 minuto fa, Erik il Rosso ha scritto:

Apprezzo molto la tua visione.

io non ho l’esperienza e conoscenze di un musicista ma solo quelle di un buon ascoltatore di ogni tipo di musica dal vivo e non, per cui sono sicuramente di bocca buona. Per questo mi ritengo molto fortunato perché vado per approssimazioni sicuramente con molto più margine di tolleranza rispetto alle tue e di conseguenza maggior mia soddisfazione. Per un verso mi dispiace per te, perché mi par di percepire una insoddisfazione di fondo nella riproduzione Hifi, mentre io me la godo assai meglio applicando entrambi i metodi di ascolto per mia massima soddisfazione..

 

 

 

Ti ringrazio di cuore per la franchezza, che apprezzo moltissimo.

Però non fraintendermi: io non sono un musicista professionista con chissà quali velleità accademiche, anzi, mi definisco più che altro un 'terrorista dello strumento' che suona per puro diletto e passatempo!

Nessuna insoddisfazione cronica da Hi-Fi, te lo assicuro, tutt'altro,  mi piace proprio farmi travolgere dalla materia e dalla temperatura della nota, anche quando è ruvida.

Abbiamo semplicemente due modi diversi di goderci lo stesso passatempo: tu cerchi la pace e la massima tolleranza acustica, io cerco un po' di quel fuoco e della dinamica del suono vero.

Sono due sponde dello stesso fiume. 

Buoni ascolti anche a te.

 

 

Erik il Rosso
7 minuti fa, antonew ha scritto:

tu cerchi la pace e la massima tolleranza acustica

Non mi sono spiegato bene. E’ l’esatto contrario, non cerco la pace e tolleranza ma inseguo la assoluta fedeltà possibile alla riproduzione della registrazione (non dell’evento reale inesistente) così come voluta in sede di mixing e mastering. Ciò dai 16hz ai 12.000 ( oltre non sento più) a qualsiasi livello sonoro e con distorsioni bassissime. Obbiettivo ragionevolmente raggiunto in diversi anni come possibilità dell'impianto. Ciò in ambiente acusticamente trattato professionalmente. Certo spesso il suono con registrazioni imperfette e anch’esso imperfetto, ma tant’è… il mio passo successivo, per il rock e amplificati, che non hanno regole canoniche, a volte, e il myfi con regolazione a mio piacere per mio maggior godimento.

Tuttaltro che la pace cerco. Ora ho in programma un diy di diffusore a tromba ed uno dipolo.

  • Melius 1
17 minuti fa, Erik il Rosso ha scritto:

Non mi sono spiegato bene. E’ l’esatto contrario, non cerco la pace e tolleranza ma inseguo la assoluta fedeltà possibile alla riproduzione della registrazione (non dell’evento reale inesistente) così come voluta in sede di mixing e mastering. Ciò dai 16hz ai 12.000 ( oltre non sento più) a qualsiasi livello sonoro e con distorsioni bassissime. Obbiettivo ragionevolmente raggiunto in diversi anni come possibilità dell'impianto. Ciò in ambiente acusticamente trattato professionalmente. Certo spesso il suono con registrazioni imperfette e anch’esso imperfetto, ma tant’è… il mio passo successivo, per il rock e amplificati, che non hanno regole canoniche, a volte, e il myfi con regolazione a mio piacere per mio maggior godimento.

Tuttaltro che la pace cerco. Ora ho in programma un diy di diffusore a tromba ed uno dipolo.

 

 

Sicuramente un impianto che scende a 16 Hz reali a bassissima distorsione in un ambiente trattato professionalmente è un traguardo non da tutti.

Abbiamo due approcci radicali ma speculari.

Tu cerchi la precisione millimetrica da monitor da studio, accettando la spietatezza del master nudo e crudo: io vengo da ATC e ti posso capire benissimo. Capisco anche perché ora tu voglia sperimentare con il DIY, anche se fa sorridere che tu voglia usare le trombe proprio per il rock. Io le adoro, ma le vedo come il matrimonio perfetto per la musica acustica, dove la loro velocità serve a ridare la vita e la presenza fisica al legno di un contrabbasso o a un pianoforte, prima ancora che per far saturare le chitarre.

Io, da 'terrorista dello strumento', cerco quella stessa visceralità e temperatura del sangue non attraverso la correzione o l'analisi clinica, ma attraverso la reattività fisica di componenti più 'old design'.

Due strade diverse per aggredire la musica ed evitare la noia, ma con la stessa identica transigenza.

Guarda, allora ci possiamo anche dare la mano per non annegare nel fiume!:classic_biggrin:

Davvero un grandissimo progetto quello delle trombe e dei dipoli in DIY,, lo stavo valutando anche io tempo fa,  ti auguro un buon lavoro e dei grandissimi ascolti. 

 

 

Quello che abbiamo a disposizione è la registrazione di un evento musicale e sia l'una che l'altro possono essere piatti o vibranti, noiosi o emozionanti.

L'impianto deve essere in grado di trasmettere l'emozione dell'evento contenuta nella registrazione e quando non ci sono non deve inventarsele; dobbiamo semplicemente constatare che quell'evento e/o quella registrazione non trasmettono emozioni.

Naturalmente possiamo intervenire su una registrazione piatta per cercare di farcela piacere, purtroppo se è l'evento a non trasmettere emozione non c'è nulla da fare, ma è un fatto contestuale che deve essere applicato, diciamo così, per gioco, consapevoli di ciò che stiamo facendo. 

Peraltro, dischi veramente terribili non sono poi così tanti e mediamente si possono godere così come sono. 

  • Melius 1
Erik il Rosso
22 minuti fa, antonew ha scritto:

io vengo da ATC e ti posso capire benissimo

…..gli opposti si incontrano!

io vengo da Avantgarde duo tenute dodici anni approdato ad Atc attive pro più due sub diy cassa chiusa e powersoft più infrasub sempre diy tipo transflex…e altro powersoft.

alla fine siamo molto più simili …

di dove sei per visitina? Io Liguria di ponente ma mi muovo volentieri.

Tornando in tema, concordo che diffusori e ambiente giocano per una percentuale altissima nel risultato finale ma, per la mia esperienza, non definirei l'amplificazione solo un dettaglio da fine tuning. Differenze sensibili ne ho avvertite anche tra amplificazioni parimenti adeguate dal punto di vista di interfacciamento con i diffusori. Molto meno tra sorgenti digitali.

11 minuti fa, Erik il Rosso ha scritto:

Se in uscita bit perfect vs Dac esterni , io differenze zero. 

Per sorgente digitale intendo il DAC; quello che sta a monte nella catena digitale, salvo situazioni impensabili, non lo prendo in considerazione come elemento dscriminante.

Erik il Rosso
12 minuti fa, Ligo ha scritto:

non lo prendo in considerazione come elemento dscriminante

Se si cerca la neutralità, come me, concordo, cioè basta un Dac moderno anche “cinese” da poche centinaia di euro e chiuso il discorso, se invece, come altri, si vuole che caratterizzi il suono, allora non ci sono limiti….normalmente piu costano e meglio suonano…😏

Col mio amplificatore ho provato varie casse, cassette, cassettine di dimensioni, prezzi e marche diverse e suonavano tutte mediamente bene, con ovvie differenze timbriche e di precisione ma con un risultato complessivamente soddisfacente.

Semplificando, direi che la voce è data dalle casse e la qualità  dall'amplificazione.

 

  • Melius 1

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