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Melius Club

Ernesto Galli della Loggia: i limiti del multiculturalismo


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4 minuti fa, Panurge ha scritto:

Mica solo li, nella vecchia Banca Popolare di Novara gli assunti per raccomandazione delle sottane, pullulavano.

Ma praticamente ovunque, in ogni istituzione o grande azienda ;qui l'ufficio collocamento di Zanussi/Electrolux negli anni 50-60 era la parrocchia che raccoglieva le richieste, filtrando ovviamente miscredenti o ammiratori del terrore rosso, e poi una volta al mese il prete andava dal Sior Lino con la lista dei meritevoli e bisognosi.

18 minuti fa, gibraltar ha scritto:

ai tempi del mio arruolamento,

Oppure se poco interessato al servizio militare di leva veniva riformato per insufficienza toracica su pietosa intercessione del giulivo tonacato amico di famiglia cui a Natale erano destinati i migliori capponi dell'aia, fosse mai che moriva d'inedia.

  • Melius 1
4 ore fa, alexis ha scritto:

Mi collego al ragionamento un po’ sprezzante del moz a proposito di bonghi stonati e del Hammerklavier.. il multiculturalismo deve avere dei limiti.. pur tenendo conto del fascino sottile e innegabile di certe armonie dei mondi lontani..

 

4 ore fa, alexis ha scritto:

Ecco, la potenza formatrice di pensieri e concetti astratti, che stanno alla base delle civiltà evolute, sono traguardi solo e unicamente nostri, ciò che abbiamo avuto e che nessuno può rubarci..  ci pone al vertice della catena delle supremazie culturali..

alcune società (le nostre) sono diventate evolute perché sono state storicamente più o meno libere e aperte, nonostante despoti e assolutismi. Perché non sono state permeate da una varietà immensa di stimoli, di impulsi, di idee, di scambi culturali ... di nuova genetica.

Perché l'Europa, il Mediterraneo, a parte piccole enclave isolate (e oggi si nota), sono stati territori di scambi, di traffici, di invasioni, di migrazioni, ahimè di stupri.

Perché, parlando di musica, gli arabi hanno fatto arrivare tanti strumenti prima sconosciuti e poi ci è stata una musica "alta" e una musica più popolare, ma quest'ultima ha contaminato la prima, poi, grazie a una razza non evoluta, è arrivata una musica povera e degenerata che si chiamava jazz, poi gente con i capelli lunghi che, secondo il benpensantismo imperante, urlava e torturava chitarre e batterie. 

Prendi la Sicilia. E' arrivato di tutto, fenici, romani, ostrogoti, bizantini, arabi, normanni, con i loro portati che hanno creato incredibili stratificazioni, poi sono emigrati dappertutto e hanno esportato anche e non solo, la mafia. Tutto ciò che lo ritroviamo nell'architettura, nell'arte, nella gastronomia. Nei decenni in cui ho abitato a Torino, ho visto cambiare il carattere di questa città. Spero in meglio, perché anche a Torino, nel suo piccolo, è arrivato di tutto.

Sinceramente non riesco a capire come puoi fare a imporre dei limiti al multiculturalismo. Non capisco cosa significa lasciare il cancelletto aperto. Per difenderci da cosa? Per scappare? Quanto aperto? Chi decide quanto aprire o chiudere?

A meno che, come scrivevo prima, non si riduce il multiculturalismo alla solita caricatura della ghettizzazione o del 'tutto vale' per essere bocciato, per diventare prateria dei soliti ciarlatani suprematisti o per ripetere stucchevolmente, tiritere sui menù degli asili.

Io sono un grande appassionato di musica classica. Avrei voluto assistere ai concerti di Bolzano, ma entriamo anche nell'ordine di idee che la musica (che è una grande metafora di tant'altro) non è rimasta (per fortuna) cristallizzata negli ambienti un po' snob e a Beethoven, Bach, Debussy o Bruckner. La musica di oggi è anche fusion, è varia, è rivisitazione di tante musiche del mondo, sono i dischi della ECM per intenderci e per fare un esempio, è elettronica, soprattutto è libera. 

Una società evoluta, e le nostre (europee) lo sono, non hanno nulla da temere né da difendere, perché siamo il risultato di 3 mila anni di questo tipo di Storia, almeno fin quando resteremo civili, difenderemo la nostra libertà e saremo pacificamente cazzuti.

 

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Gaetanoalberto
17 minuti fa, extermination ha scritto:

Stare insieme è possibile ma difficile; tra l’altro bisogna pure vedere che tipo di insieme è!

Ma quale insieme vogliamo che sia? Secondo me vorremmo entrare nei pensieri altrui.

Se lo facessimo davvero, scopriremmo che quello dell'altro pianerottolo ci sfanchiula appena girate le spalle, soprattutto se cristiano. 
Durante la corsetta del sabato, ho sentito due "amici" al telefono: uno diceva di stare ben attento a non passare davanti casa di un terzo "amico" per evitare attaccasse bottone.

3 ore fa, Velvet ha scritto:

passeggiando aggratis per Venezia

Parlando della mia bellissima e amata Venezia, che per usare un luogo comune ad effetto, per me è un luogo dell'anima, il tipo di  multiculturalismo che mi fa piangere il cuore è la sua progressiva trasformazione in luna park / macchina da soldi per pochi, non lo scuretto che ci trovi dai tempi della serenissima. 

Gaetanoalberto
1 minuto fa, wow ha scritto:

Parlando della mia bellissima e amata Venezia, che per usare un luogo comune ad effetto, per me è un luogo dell'anima, il tipo di  multiculturalismo che mi fa piangere il cuore è la sua progressiva trasformazione in luna park / macchina da soldi per pochi, non lo scuretto che ci trovi dai tempi della serenissima. 

Avremo notato che ormai le bancarelle degli "imprenditori" veneziani funzionano così: loro detengono la licenza in monopolio generazionale, la bancarella la gestisce lo stesso filippino schiavizzato dall'alba a notte. Sarei curioso di sentire i discorsi dei bancarellari originari, che grattanto avranno comprato qualche buco ristrutturato per "immigrati temporanei danarosi"

2 ore fa, Max440 ha scritto:
4 ore fa, mom ha scritto:

Nel frattempo serpeggiano ondate più  o meno diffuse di paura e di diffidenza con casi di rigetto.

 

Anche tu, però, con lo studio della Storia non sei messa benissimo...

Comunque iniziate a rileggere la differenza fra l'espansione cristiana e quella islamica, ricordando la differenza fra Gesù e Maometto

tu che esamini le conoscenze storiche dell'uno e dell'altro, considerato che da quello che scrivi non mi sembri di larghissime vedute e di grande elasticità, che studi hai fatto? Sbaglio o sei un professore di religione?

Dai, stai un po' più schiscio e fai meno il martire perché se ti insultano evidentemente te li chiami. Tra l'altro, al di là di titoli dei studio e di come ci siamo guadagnati la pagnotta, qualche libro lo abbiamo letto, qualche film lo abbiamo visto, a qualche concerto abbiamo assistito, qualche disco riposto nello scaffale lo abbiamo, sappiamo suonare (anche il campanello di casa). 

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