Vai al contenuto
Melius Club

Solidarietà e uguaglianza


Messaggi raccomandati

@nullo Nella storia non ricordo evento che non abbia connessione con altri.

Alcuni capisaldi però hanno un peso maggiore: per esempio la codificazione napoleonica diventa il perno su cui si costruisce il sistema di diritto positivo dei paesi dell'Europa continentale.

Senza la Rivoluzione Francese difficile immaginare principi cardine delle attuali costituzioni, Napoleone e l'influenza nei  successivi cambiamenti europei e nei moti per la formazione degli stati nazionali.

La "direzione del vento" porta cambiamenti ovunque.

Vale anche oggi.

Come dici tu, non dappertutto abbiamo il conflitto, ma il conflitto condiziona oltre i diretti interessati.

Ovviamente, non sono solo rivoluzioni e conflitti a influire, e d'altra parte questi nascono anche come conseguenza di premesse economiche e tecnologiche.

 

Link al commento
https://melius.club/topic/30474-solidariet%C3%A0-e-uguaglianza/page/33/#findComment-1844758
Condividi su altri siti

36 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Ovviamente, non sono solo rivoluzioni e conflitti a influire, e d'altra parte questi nascono anche come conseguenza di premesse economiche e tecnologiche.

E contaminazioni, pure quelle ideologiche.

Ma, ripeto, quelle tecnologiche hanno inciso molto di più  e continueranno a farlo, altro che moti di piazza.

Inolltre siamo di fronte ad un momento che impone scelte radicali per le quali o ci si rimette a correre sperando di rimanere nel gruppo di testa, o ci si lamenta e ci si lamenterà di più per i decenni futuri.

Non ci sono diritti intangibili, tutto quanto conquistato ha costi correnti che in troppi continuano a non voler vedere.

Oltre lo stato sempre più povero cui chiedere sempre di più, occorre una autodisciplina tutta da costruire se si vuole ottenere qualcosa in un regime in cui la concorrenza a breve sarà molto più spietata di quanto si possa pensare oggi 

  • Melius 1
Link al commento
https://melius.club/topic/30474-solidariet%C3%A0-e-uguaglianza/page/33/#findComment-1844777
Condividi su altri siti

10 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

tra colpo di stato e rivoluzione è impalpabile

colpo di stato = passaggio violento del potere tra membri della medesima classe dirigente

 

rivoluzione = movimento violento di popolo che può portare, nei casi più estremi, allo sterminio della classe dirigente (r. francese, r. sovietica, r. culturale cinese ...)

Link al commento
https://melius.club/topic/30474-solidariet%C3%A0-e-uguaglianza/page/33/#findComment-1844784
Condividi su altri siti

10 ore fa, permar ha scritto:

mi sembra che questo sia il fine che i promotori si auspicavano

Il fine della rivoluzione culturale cinese di 50 anni fa era la eliminazione di un ceto "non in linea" con lo spirito rivoluzionario, quindi colpì intellettuali, professori universitari (e non solo), burocrati, politici, studiosi e professionisti di ogni genere.

 

Ciò che intendo dire è che lo sterminio (o quasi) della vecchia classe intellettuale ha fatto "tabula rasa" preparando inopinatamente la strada ad uno sviluppo in una direzione completamente diversa da quella auspicata dalle guardie rosse, uno sviluppo che comunque ha beneficiato dell' eliminazione di tutto ciò che di vecchio c' era in Cina.

 

Sottolineo che è una mia interpretazione, non pretendo che sia quella "giusta".

Link al commento
https://melius.club/topic/30474-solidariet%C3%A0-e-uguaglianza/page/33/#findComment-1844789
Condividi su altri siti

57 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

@nullo Nella storia non ricordo evento che non abbia connessione con altri.

Alcuni capisaldi però hanno un peso maggiore: per esempio la codificazione napoleonica diventa il perno su cui si costruisce il sistema di diritto positivo dei paesi dell'Europa continentale.

Senza la Rivoluzione Francese difficile immaginare principi cardine delle attuali costituzioni, Napoleone e l'influenza nei  successivi cambiamenti europei e nei moti per la formazione degli stati nazionali.

La "direzione del vento" porta cambiamenti ovunque.

Vale anche oggi.

Come dici tu, non dappertutto abbiamo il conflitto, ma il conflitto condiziona oltre i diretti interessati.

Ovviamente, non sono solo rivoluzioni e conflitti a influire, e d'altra parte questi nascono anche come conseguenza di premesse economiche e tecnologiche.

 

 

… le opinioni erano divise in due correnti principali: quelli che accettavano il mondo così com'era e quelli che non l'accettavano; in altre parole, quelli che credevano nel progresso e tutti gli altri. In un certo senso, infatti, la Weltanschauung che avesse veramente una grande importanza era solo una, poiché tutte le altre numerose teorie, indipendentemente dai loro meriti, non erano, in fondo, che delle critiche prevalentemente negative di essa: l'illuminismo trionfante, razionalista, umanistico del secolo XVIII. I suoi paladini credevano fermamente (e giustamente) che la storia umana fosse una continua ascesa e non un declino né un movimento oscillante attorno a un punto più o meno fisso. Essi constatavano che la conoscenza scientifica dell'uomo e il suo controllo tecnico sulla natura aumentavano ogni giorno. Erano convinti che la società umana e i singoli individui potessero perfezionarsi con l'uso della ragione, e che tale perfezionamento fosse il destino riservato loro dalla storia. Su questi punti i liberali borghesi e i proletari socialisti rivoluzionari erano perfettamente unanimi.

Fino al 1789 l'espressione più potente e avanzata di questa ideologia del progresso era stata il liberalismo classico borghese. Anzi, il suo sistema fondamentale era stato elaborato in maniera così definitiva nel XVII e nel XVIII secolo che la sua discussione esula dai limiti del presente volume. Era una filosofia ristretta, lucida, nettamente delineata, che trovava (com'era prevedibile) i suoi più puri esponenti in Gran Bretagna e in Francia.

Era una ideologia rigorosamente razionalista e laica; una ideologia cioè fondata sulla convinzione che l'uomo fosse potenzialmente in grado di comprendere tutte le cose e di risolvere tutti i problemi con l'uso della ragione e che una condotta irrazionale e delle istituzioni irrazionali (fra cui il tradizionalismo e tutte le religioni non razionali) lo conducessero non verso la luce ma verso le tenebre. Filosoficamente era orientata verso il materialismo o l'empirismo, com'era naturale in un'ideologia che traeva la sua forza e i suoi metodi dalla scienza, rappresentata in questo caso dalla matematica e dalla fisica che erano state le protagoniste della rivoluzione scientifica del secolo XVIII. Le sue premesse generali sull'uomo e sul mondo erano pervase da un profondo individualismo, dovuto più all'introspezione di individui della borghesia o all'osservazione del loro comportamento che ai principi a priori su cui si diceva fondata, e che si esprimeva in una psicologia (questa parola non esisteva ancora nel 1789) che richiamava la meccanica del secolo XVII, la cosiddetta scuola «associazionista».

Per il liberalismo classico, insomma, il mondo umano era composto da un insieme di singoli atomi indipendenti con passioni e tendenze innate, ciascuno dei quali cercava soprattutto di raggiungere il massimo godimento e di ridurre al minimo le proprie contrarietà, uguale in ciò a tutti gli altri, senza «naturalmente» ammettere alcun limite alle sue aspirazioni e senza riconoscere ad alcuno il diritto di interferire in esse. In altre parole, ogni uomo aveva «naturalmente» diritto alla vita, alla libertà e alla ricerca della propria felicità, com'era detto nella Dichiarazione di Indipendenza americana, per quanto i più logici pensatori liberali preferissero non parlare di «diritti naturali». Nella ricerca proprio interesse, ogni individuo, in questa anarchia di concorrenti tutti uguali tra loro, poteva trovare vantaggioso o inevitabile allacciare determinate relazioni con altri individui, e questo complesso di utili rapporti spesso definiti con la terminologia chiaramente commerciale di «contratto» costituiva la società e i gruppi sociali o politici.

 

Link al commento
https://melius.club/topic/30474-solidariet%C3%A0-e-uguaglianza/page/33/#findComment-1844801
Condividi su altri siti

39 minuti fa, best_music ha scritto:

colpo di stato = passaggio violento del potere tra membri della medesima classe dirigente

 

rivoluzione = movimento violento di popolo che può portare, nei casi più estremi, allo sterminio della classe dirigente (r. francese, r. sovietica, r. culturale cinese ...)

La cosa non mi appassiona più di tanto, ma se bastasse il dizionario, Malaparte, Gentile e Mack Smith (solo per dirne alcuni) non avrebbero descritto l'avvento al potere del fascismo come un colpo di stato, diversamente dalla narrativa scelta dal regime che ne celebrava la natura rivoluzionaria.

Avendone una conoscenza minimamente approfondita, si coglie l'insufficienza delle definizioni che hai postato.

Direi che non è il caso di prolungare disquisizioni che richiedono riflessioni non superficiali. Come le hai chiamate... polemiche spicciole...   .:classic_biggrin:

Link al commento
https://melius.club/topic/30474-solidariet%C3%A0-e-uguaglianza/page/33/#findComment-1844810
Condividi su altri siti

49 minuti fa, best_music ha scritto:

Il fine della rivoluzione culturale cinese di 50 anni fa era la eliminazione di un ceto "non in linea" con lo spirito rivoluzionario, quindi colpì intellettuali, professori universitari (e non solo), burocrati, politici, studiosi e professionisti di ogni genere.

 

Ciò che intendo dire è che lo sterminio (o quasi) della vecchia classe intellettuale ha fatto "tabula rasa" preparando inopinatamente la strada ad uno sviluppo in una direzione completamente diversa da quella auspicata dalle guardie rosse, uno sviluppo che comunque ha beneficiato dell' eliminazione di tutto ciò che di vecchio c' era in Cina.

 

Sottolineo che è una mia interpretazione, non pretendo che sia quella "giusta".

Il fine che intendo e' l'emancipazione del proprio popolo togliendolo dalla miseria e questo e' cio' che e' avvenuto in Cina

Link al commento
https://melius.club/topic/30474-solidariet%C3%A0-e-uguaglianza/page/33/#findComment-1844830
Condividi su altri siti

2 ore fa, nullo ha scritto:

Scusa il ritardo nella risposta, ma ho fatto un lungo viaggio e sono appena arrivato alla meta.

Riassumo in sintesi e spero che si colga pure il nesso con la discussione.

La rivoluzione francese.

Qualcuno dice che sia un punto fermo nella storia, io dico invece che, come sempre, sia solo un passo creato dal pregresso e seguito dalla restaurazione, se allarghiamo il lasso temporale sufficientemente, vediamo che è una perturbazione rispetto ai veri cambiamento sociali che gli sono succeduti.

Dico di più, l'accelerazione nel '900 non è figlia delle lotte socialiste, ma più propriamente del progresso tecnologico grazie al quale è stato possibile allargare benefici alla fascia dei meno abbienti.

Ora siamo di fronte ad uno spartiacque nuovo, la perdita di competitività e il debito, mettono in crisi l'attuale sistema e l'aspettative  da esso creato.

A te la palla, se ti va di dialogare....

La mia idea (ma è mia e quindi quantomeno:classic_smile: discutibile) è che sia stata la Rivoluzione Americana il

vero punto di svolta della storia che ci ha portato dove siamo.

 

Ma quella Francese ha avuto la celebrazione e glorificazione di tutti i movimenti giacobini e

radicali degli ultimi 2 secoli e mezzo.

E pure di quasi tutta la storiografia e la didattica.

Fortunatamente alla fine in occidente ha prevalso l'imperialismo americano.:classic_biggrin:

Link al commento
https://melius.club/topic/30474-solidariet%C3%A0-e-uguaglianza/page/33/#findComment-1844900
Condividi su altri siti

Adesso, Gaetanoalberto ha scritto:

Non ci sarebbe stata senza la Francia

Non avrebbe avuto successo senza la Francia, ben diverso.

 

Se invece, come credo, ti riferisci ai "Lumi", quella fu una corrente di idee che si diffuse e che 

influenzò tutta l'Europa e anche l'America.

Peccato che nella prima venne 'realizzata' in massacri e autoritarismi vari.

Link al commento
https://melius.club/topic/30474-solidariet%C3%A0-e-uguaglianza/page/33/#findComment-1844908
Condividi su altri siti

1 ora fa, dariob ha scritto:

la Rivoluzione Americana il

vero punto di svolta della storia che ci ha portato dove siamo

Capisco benissmo il tuo punto di vista come quello di @Gaetanoalberto....

 

Ma io sono tremendamente pragmatico e fra il dire e il fare....

Le carte sui diritti rimasero idee astratte per secoli... su cui molti si cullano, ma lo rimasero  fintanto che la tecnologia e la conseguente l'industrializzazione non hanno finito per trasformare la società e la economia, ma parliamo della seconda metà del Novecento.

Erano tutti uguali, ma c'erano gli schiavi, e c'erano poveri e ignoranti senza nessuna possibilità di incidere minimamente sui loro destini.

Il suffragio universale stesso è roba del '900.

Ma ripeto, nulla è dovuto e nulla è per sempre se non si coltivano le basi su cui si poggiano libertà e diritti.

Qua serpeggia l'idea che tutto sia dovuto perché conquistato in precedenza, e spesso molti sono convinti che sia pure gratis.

Invece perdita di competitività e il conseguente sorpasso da parte di chi quei diritti non li aveva e li sognava, mettono in crisi il nostro sistema in maniera drammatica.

Senza la produttività in crescita e l'eventuale vantaggio economico conseguente si bruciano le riserve e si fa debito per la spesa corrente invece di investimenti ed educazione economica.

I frutti saranno amari.

Link al commento
https://melius.club/topic/30474-solidariet%C3%A0-e-uguaglianza/page/33/#findComment-1844932
Condividi su altri siti

Fantastico leggere certi dati.

In Svizzera a livello federale voto alle donne dopo il 1971.

In Portogallo e Spagna 76 e 77.

Il Liechtenstein 1984.

Negli Usa di fatto il voto fu esteso realmente a tutti dopo il '66. 

Sanità e pensioni praticamente sempre nel dopoguerra, alla faccia della libertà dal bisogno che condannava a vivere di carità e in famiglia quando andava bene.

Sappiamo come e quando è cambiato in meglio, e ormai sappiamo perché si tornerà indietro:

 

 

 

 

Screenshot_20260927_221026_Google.jpg

  • Melius 1
Link al commento
https://melius.club/topic/30474-solidariet%C3%A0-e-uguaglianza/page/33/#findComment-1844945
Condividi su altri siti

10 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

l'avvento al potere del fascismo come un colpo di stato, diversamente dalla narrativa scelta dal regime che ne celebrava la natura rivoluzionaria.

Esatto, è stato un colpo di stato, la supposta "natura rivoluzionaria" asserita dalla propaganda del regime si può spiegare in due modi (1) pura propaganda o (2) uso estensivo / metaforico del termine (un po' come dire il che il rock è stata una rivoluzione in campo musicale).

 

La sintesi automatica delle fonti web sembra accreditare l'uso della parola "rivoluzione", in questo contesto specifico, nel senso di "rottura con il passato":

 

Cita

Rivoluzione Fascista: I sostenitori del regime e alcuni storici (come Renzo De Felice) parlano di rivoluzione.  In questa ottica, il fascismo rappresentò una rottura con lo Stato liberale, una trasformazione sociale guidata dai ceti medi e dai reduci, che portò alla creazione di uno Stato totalitario e corporativo, definito da Giovanni Gentile come una "rivoluzione" pari a quella francese o bolscevica. (brave search da fonti web)

 

Link al commento
https://melius.club/topic/30474-solidariet%C3%A0-e-uguaglianza/page/33/#findComment-1844995
Condividi su altri siti




×
×
  • Crea Nuovo...