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Solidarietà e uguaglianza


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10 ore fa, permar ha scritto:

'emancipazione del proprio popolo togliendolo dalla miseria e questo e' cio' che e' avvenuto in Cina

Ma certo questo è quanto sta ottenendo (sacche di miseria ci sono ancora, per non parlare dello sfruttamento per noi impensabile di lavoratori che pure un reddito ce l' hanno) il sostanziale pragmatismo del regime affermatosi nei decenni successivi alla rivoluzione culturale.

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10 minuti fa, best_music ha scritto:

(sacche di miseria ci sono ancora, per non parlare dello sfruttamento per noi impensabile di lavoratori che pure un reddito ce l' hanno) 

Spero che tu non ragioni come il noto avvocato elargitore di fake che dice che in Cina hanno pensioni di 18 € 

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9 ore fa, nullo ha scritto:

Ma ripeto, nulla è dovuto e nulla è per sempre se non si coltivano le basi su cui si poggiano libertà e diritti.

Qua serpeggia l'idea che tutto sia dovuto

Dunque: a) alcuni principi e diritti fondamentali riguardano la libertà della persona, e non credo si debbano mettere in discussione; b) c'è poi il ruolo dello Stato e la "direzione" che vogliamo dargli. 
Ci può essere: 1) un approccio "neutrale", in cui lo stato si limita a fotografare la realtà che si presenta, nei suoi rapporti di forza spontanei.2) Un approccio autocratico/oligarchico in cui lo stato addirittura opera per trasferire le ricchezze a pochi; 3) Una via solidale, in cui si cerca, con quel che c'è, di assicurare un benessere il più possibile distribuito.

Sono perfettamente d'accordo con te che non si può e non si deve giocare con le finanze dello Stato, perché rischia di saltare un meccanismo che davvero ha garantito una pace ed una ricchezza globale che mai si erano visti nella storia.

Sarai d'accordo con me che la cosa di cui meno abbiamo bisogno è questa demagogia imperante che io chiamo populismo, ma la cui definizione poco importa.

Infatti bisognerebbe prospettare un necessario percorso di relativo sacrificio per garantire che il giocattolo non si rompa, senza proclami roboanti, e con responsabilità.

Si dovrebbe pure accettare che il necessario sacrificio non riguardi solo le classi a basso reddito.

A me pare che tu spesso sfugga ad un'altra realtà indiscutibile: se da un lato si dà troppo, cioè più di quanto sia nel lungo periodo sostenibile, in Italia è scolpito sulle norme fiscali e di bilancio che il welfare è mantenuto dal reddito da lavoro dipendente, ed in particolare dai redditi (bassamente) medioalti. 
Darà anche fastidio, ma qualcosina in termini di equità (senza particolari rivoluzioni) si dovrebbe fare anche qui.

A nessuno poi, si dovrebbero fare promesse roboanti.

  • Melius 2
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34 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

 

Sarai d'accordo con me che la cosa di cui meno abbiamo bisogno è questa demagogia imperante che io chiamo populismo, ma la cui definizione poco importa

La stupidità è la prima risposta ai problemi mal posti, li definiamo la causa troppo spesso, mi avrai visto scrivere mille volte che sono l'effetto, sono nati ben dopo che i problemi sono venuti a delinearsi chiaramente, e con quel chiaramente mi riferisco a decenni fa.

Ma non vedo nessuno parlare di cure, solo pezze e pannicelli caldi.

E purtroppo a sinistra, come a destra oggi abbiamo dei degni rappresentanti di tale stupidità, tanto che mitico De Luca senior, lo junior speriamo lasci presto ogni ruolo, suggerisce di toccarsi i "perpendicoli" solo a vederli.

Pare quasi l'unico sensato là in mezzo.

Quindi, come è successo nella seconda metà del secolo scorso, si deve correre per produrre ricchezza che è il primo traguardo da raggiungere se ci si vuole affrancare dalla schiavita del bisogno, che limitarsi a scriverlo sulla carta non serve a nulla.

Poi lascio volentieri ad altri il compito di dividere ogni centesimo, come dividere i centesimi delle riserve, che al massimo può rappresentare un una tantum, non certo la via per continuare a sperperare senza cognizione di causa, perché è matematico che non possa durare vista la curva realistica postata piu volte che segna la differenza fra quanto entri e quanto esca.

Sono finiti gli happy days anche qua.

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7 minuti fa, nullo ha scritto:

lascio volentieri ad altri il compito di dividere ogni centesimo

Questo è un po' il tuo incubo.

Eppure avrai letto qualcosa sull'effetto della propensione al consumo sulla crescita economica, sulla propensione marginale al risparmio tra le diverse categorie di reddito e sugli effetti moltiplicativi della spesa pubblica.

Sono concetti proprio di natura economica, Per niente teorici, sperimentati, e che hanno determinato crescita, mica espropriazione proletaria.

Sono principi di economia occidentale.

Finché non ci sarà convergenza su alcuni principi elementari, il resto sarà difficile, e la prospettiva di un ritorno al peggio maggiore.

 

 

  • Melius 1
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Adesso, Gaetanoalberto ha scritto:

Questa cosa è un po' il tuo incubo.

Figurati, dai crescita economica, cui corrisponde disponibilità del guiderdone e il tutto si risolve.

L'incubo della redistribuzione, come ami definirlo, parte quando l'economia non corre.

 

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Adesso, Gaetanoalberto ha scritto:

Questa cosa è un po' il tuo incubo.

Figurati, dai crescita economica, cui corrisponde disponibilità del guiderdone e il tutto si risolve.

L'incubo della redistribuzione, come ami definirlo, parte quando l'economia non corre.

 

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9 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Questo è un po' il tuo incubo.

Ma perché continui a dialogare, anche con impegno,  con un soggetto che non partecipa alla vita politica del paese perché non vota, continua a disegnare scenari catastrofici, lamentandosi continuamente perché nessuno fa niente per arginare la cosa, senza però mai proporre nulla anche se sollecitato più e più volte, mentre se ne sta tranquillamente a godersi le sue rendite?

Mi spieghi che senso ha? 

  • Melius 1
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1 ora fa, permar ha scritto:

Spero che tu non ragioni come il noto avvocato elargitore di fake

Che polemiche assurde! Ma c'é un minimo di voglia di dibattere sinceramente per arrivare ad una conclusione qualsiasi?

 

Cita

 

Ricerca (brave browser): "In Cina ci sono sacche di povertà?"

Risposta (sintesi automatica di varie fonti):

 

Sì, in Cina persistono sacche di povertà, nonostante il governo abbia ufficialmente dichiarato l'eliminazione della "povertà estrema" rurale nel 2021. 

Persistenza rurale: Secondo report recenti, condizioni di precarietà estrema permangono in province come il Gansu, dove gli agricoltori vivono con pochi euro al giorno e la disoccupazione limita le opportunità.
Povertà urbana e giovanile: La Generazione Z nelle grandi città affronta difficoltà economiche, con bassi risparmi e disoccupazione, creando sacche di povertà materiale non coperte dagli standard storici.
Disuguaglianza strutturale: Circa il 17% della popolazione (237 milioni di persone) guadagna meno di 5,50 dollari al giorno (soglia Banca Mondiale per paesi a reddito medio-alto) e oltre il 40% ha un lavoro "vulnerabile".
Metriche diverse: La soglia ufficiale cinese per la povertà estrema era di 1,69 dollari al giorno; applicando gli standard internazionali più elevati, la percentuale di poveri rimane significativa. 

 

 

 

Quesito: "In Cina ci sono stati suicidi di lavoratori?"

 

Cita

 

Sì, in Cina si sono verificati numerosi casi di suicidi tra i lavoratori, spesso legati a condizioni di lavoro estreme, turni massacranti e stress eccessivo.  Il fenomeno ha colpito in modo particolarmente grave le grandi fabbriche di elettronica, con Foxconn che è stata definita la "fabbrica dei suicidi" a causa di un'ondata di morti tra gli operai, culminata nel 2010 con almeno 14 suicidi nello stabilimento di Shenzhen e altri casi registrati negli anni successivi in siti come Zhengzhou. 

I fattori scatenanti includono:

Orari di lavoro opprimenti: turni di 12 ore o più, spesso senza pause adeguate.
Ambiente tossico: umiliazioni, controllo ferreo, divieto di parlare durante i turni e pressione psicologica.
Condizioni di vita: i lavoratori vivono in dormitori aziendali rigidamente controllati, con scarsa privacy e libertà. 
Nonostante gli aumenti salariali e le misure di sicurezza (come le reti antisuicidio), le organizzazioni per i diritti dei lavoratori sostengono che il problema persista, con stime che parlano di circa 1.600 morti al giorno in Cina per stress legato al lavoro, un fenomeno noto come guolaosi (analogo al giapponese karoshi).

 

 

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2 ore fa, senek65 ha scritto:

con un soggetto che non partecipa alla vita politica del paese perché non vota, continua a disegnare scenari catastrofici

Io non disegno, osservo semmai.

Mica si può cambiare la realtà dei numeri, che nessuno perlatro si può sognare di smentire.

Per la partecipazione che dovrei fare?...

scegliere uno dei due carri trainati da somari che vanno nella direzione sbagliata come fai tu.

Ma non ci penso neanche.

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15 minuti fa, nullo ha scritto:

Io non disegno, osservo semmai.

Mica si può cambiare la realtà dei numeri, che nessuno perlatro si può sognare di smentire.

Per la partecipazione che dovrei fare?...

scegliere uno dei due carri trainati da somari che vanno nella direzione sbagliata come fai tu.

Ma non ci penso neanche.

Quindi perché rompi? Tanto soluzioni non ne hai. Moriremo tutti sereni. 

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