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CD vs Streaming: è solo una mia impressione o c'è una motivazione tecnica?


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Inviato
19 ore fa, Look01 ha scritto:

Si vocifera che i CD siano in estinzione, ma per fortuna ne ho una gran scorta e non credo di poter desiderare niente di più in termini di riproduzione musicale.

Idem 😎

Inviato
19 ore fa, Look01 ha scritto:

Faccio una riflessione sul mio ultimo ascolto: Bill Evans CD, "Inner Spirit".

Sarà la registrazione particolare di questo concerto, ma è una di quelle sere in cui mi sembra di esserci in mezzo: rilassamento totale, pianoforte nitido e materico, con Evans in stato di grazia 💕.

E qui mi chiedo: che si può volere di più da qualsiasi altro supporto? Non ne faccio una questione di tifo, ma per me è un punto d'arrivo; sicuramente il mio impianto dà il massimo con questo formato.

Si vocifera che i CD siano in estinzione, ma per fortuna ne ho una gran scorta e non credo di poter desiderare niente di più in termini di riproduzione musicale. Per di più continuo a comprarli, quindi morirò felice 😂😂.

Vabbè, mancavo da un po' e volevo condividere un ascolto e, soprattutto, della meravigliosa musica...  alla fine è proprio quella che ci fa sognare.

Buona serata a tutti 😉 evviva i lettori ed i CD  😝😝.

 

 

Guarda, io sono sempre stato un grande sostenitore della musica suonata come Dio comanda, e ne faccio proprio una questione di costo/beneficio: a parità di investimento, il CD è semplicemente superiore.

Per far suonare lo streaming allo stesso livello di matericità, presenza e naturalezza di un buon CD, devi mettere in conto una quantità infinita di variabili e implementazioni pazzesche (e costose): clock esterni, filtri, isolatori galvanici e alimentazioni dedicate per ripulire il segnale dal rumore elettrico e dal jitter.

Il lettore CD, invece, fa una sola cosa meccanica, lineare e pulita, con una stabilità del tempo che sul pianoforte e sul jazz scava un solco incolmabile. Quando il CD è stampato con cura, ti dà una densità e una pace dei sensi che lo streaming si sogna.

In sintesi, bravo, hai capito tutto fino alla prossima rivelazione!

Io risolvo alla radice, quando possibile, col vinile che è la mia elezione.
Per ora evviva i CD! 📀

 

 

  • Melius 1
Inviato

@antonew ciao, io ho un Naim ND5XS con il DAC NDAC ( e alimentazione Teddy Pardo).
Dove dovrei mettere filtri click esterni, isolatori galvanici?

Nello stesso impianto ho un lettore per CD Audiolab ( che va a un altro ingresso del DAC). Dovrei avere le stesse preoccupazioni? Sono un po’ confuso,  perché all’atto pratico non mi sembra di accorgermi di differenze legate al mezzo di riproduzione e  tantomeno unidirezionali.

  • Melius 1
Inviato
8 minuti fa, lormar ha scritto:

ciao, io ho un Naim ND5XS con il DAC NDAC ( e alimentazione Teddy Pardo).
Dove dovrei mettere filtri click esterni, isolatori galvanici?

Nello stesso impianto ho un lettore per CD Audiolab ( che va a un altro ingresso del DAC). Dovrei avere le stesse preoccupazioni? Sono un po’ confuso,  perché all’atto pratico non mi sembra di accorgermi di differenze legate al mezzo di riproduzione e  tantomeno unidirezionali.

 

La tua è una catena di livello sulla carta, ma da ex proprietario di ND5XS e nDAC con XPS2 ti dico la mia: io una Teddy Pardo su quel set-up non la metterei mai.

Il motivo per cui non senti differenze tra CD e streaming è proprio lì. Le alimentazioni Naim (come la XP5XS o la XPS) sono progettate per esaltare il PRaT (Pace, Rhythm and Timing), la dinamica viscerale e quel sound live tipico del marchio. La Teddy Pardo, al contrario, lavora per sottrazione: pulisce tantissimo il rumore, ma tende a livellare il suono, rendendolo più levigato, rilassato ed eufonico.

Avendo messo quel tipo di alimentazione sia sullo streamer che sul DAC, hai creato un 'effetto cuscinetto' che uniforma tutto. Il nDAC, che già di suo usa un buffer RAM per azzerare il jitter di qualsiasi sorgente gli colleghi (sia l'Audiolab che il Naim), con la Teddy Pardo finisce per far suonare i due formati in modo praticamente identico, togliendo al CD quel guizzo e quella dinamica nativa che lo farebbero saltare avanti.

I filtri e gli isolatori di cui parlavo servono a chi cerca di far suonare lo streaming con la massima trasparenza senza snaturare il carattere dell'impianto.

Tu hai preso un'altra strada, legittima, ma che ha standardizzato le sorgenti.

Mi spiace ma è una cosa che probabilmente non varrai sentirti dire ms l'alimentazione alternativa ha "addomesticato" il sistema, togliendo quel brio, quel PRaT e quel contrasto dinamico che avrebbero fatto balzare la meccanica Audiolab in avanti

Goditi la musica, ma il DNA Naim originale è un'altra cosa!

 

  • Thanks 1
Inviato

@antonew Io però non sentivo differenze neanche senza alimentatore supplementare. E rinnovo la domanda: senza alimentazione esterna che accortezze dovrei adottare ( e possibilmente con che priorità tra filtri, isolatori eccetera) sullo streaming e perché non sono necessari ( se è così) sul lettore di CD?

Inviato
19 minuti fa, lormar ha scritto:

@antonew Io però non sentivo differenze neanche senza alimentatore supplementare. E rinnovo la domanda: senza alimentazione esterna che accortezze dovrei adottare ( e possibilmente con che priorità tra filtri, isolatori eccetera) sullo streaming e perché non sono necessari ( se è così) sul lettore di CD?

 

La faccio breve: non sentivi differenze prima perché il Naim nDAC ha una memoria RAM interna che memorizza e ri-temporizza i dati, azzerando il jitter di suo. È una macchina eccezionale che maschera i difetti a monte.

Ma per rispondere alla tua domanda, ecco perché il CD non ha bisogno di nulla e lo streaming sì:

CD (Audiolab): Non serve nulla. È un sistema chiuso e isolato. Legge il disco e manda il segnale via cavo. Non ha sistemi operativi complessi, non è connesso a internet e non subisce interferenze esterne.

Streaming (ND5XS): nel mio caso  Il problema era la rete di casa. Il cavo LAN porta dentro lo streamer tutto il rumore elettrico del router, dei PC e degli elettrodomestici, sporcando il suono.

Le priorità se vuoi ottimizzare lo streaming liscio:

Isolatore galvanico Ethernet (subito prima del Naim) per bloccare il rumore elettrico del router.

Switch di rete lineare dedicato all'audio.

Cavo coassiale a 75 Ohm reali di alta qualità verso il DAC, quello loro. che avevo anch'io.

In breve: col CD ascolti musica isolata alla nascita; con lo streaming devi spendere per ripulire il caos elettrico di tutta casa tua.

Ciao!

 

  • Thanks 1
  • Confused 1
Inviato

@antonew Capito ( spero e temo🥲). Un’ultima domanda, se posso. Se mi collego col  Wifi immagino le accortezze relative alla rete possano essere diverse o da implementare in modo diverso e in questo caso peggioro, miglioro o non cambia nulla rispetto alla LAN?

Inviato

…la migliore…scappato dalla penna 

Inviato

Sono assolutamente in sintonia con @Asfodelo e @jerry.gb : bisogna prima di tutto valutare la qualità tecnica del contenuto, e solo dopo quella del contenitore. Fare confronti cd VS. streaming ha senso solo e solamente se confronto un cd ed il suo rip, in locale e con apparecchiature del medesimo livello, sennò confrontiamo patate con pere. Poi a me piace sentire "ai limiti delle possibilità del sistema di riproduzione" ed utilizzo con soddisfazione sacd MoFi, Analogue Production, Foné,  cd Audionautes, Hemiolia. Vinili idem. Non nascondo inoltre che molti CD anni '80 e '90, al netto della qualità della conversione A/D, hanno una dinamica ed una timbrica non presente nelle edizioni più recenti. Allo streaming online riconosco l'impagabile possibilità di far ascoltare all'utente una varietà di prodotti altrimenti impensabile. Poi, siccome io non so e non posso sapere "cosa senti tu" (a parità di qualsiasi variabile), capisco ed approvo ogni opinione in merito. Evito i relativi confronti, perché non portano da nessuna parte.

Inviato
35 minuti fa, Erik il Rosso ha scritto:

Non per fare polemica, ma mi cembra un po’ eccessiva come affermazione, la trasmissione dati non mi pare così problematica sempre e incondizionatamente, anche con apparecchi non top.

Con uscita bit perfect e buon Dac salvo casi particolari viaggi assai bene. Se ci sono problemi te ne accorgi all’ascolto. Basta fare confronto critico tra cd e streamer dello stesso brano e ci capisce.

fatto più volte zero differenze, anche escludendo filtro di rete e stabilizzazione. Sarò in posizione Enel fortunata. 
Poi che la scelta della analogico sia  è sempre questione di gusti. 

Quando mi hanno richiesto di effettuare il confronto tra Qobuz e Maestro ho potuto anche constatare che lo streaming veicola l'esatto "materiale" dei files che ho estratto dal CD originale...purchè appartengano alla stessa versione

  • Thanks 1
Inviato
49 minuti fa, Erik il Rosso ha scritto:

Non per fare polemica, ma mi cembra un po’ eccessiva come affermazione, la trasmissione dati non mi pare così problematica sempre e incondizionatamente, anche con apparecchi non top.

Con uscita bit perfect e buon Dac salvo casi particolari viaggi assai bene. Se ci sono problemi te ne accorgi all’ascolto. Basta fare confronto critico tra cd e streamer dello stesso brano e ci capisce.

fatto più volte zero differenze, anche escludendo filtro di rete e stabilizzazione. Sarò in posizione Enel fortunata. 
Poi che la scelta della analogico sia  è sempre questione di gusti. 

 

Ma guarda , facciamola pure la polemica, ci sta! 

Si è liberi , non ti preoccupare.

La realtà dell'ascolto a casa mia e altrove è esattamente quella che ti descrivo, c'è poco da girarci intorno.

Lo streaming bit-perfect sulla carta è perfetto, ma all'atto pratico si porta dietro un'asprezza e una piattezza che ti accorgi solo quando fai un confronto serio.

Manca di aria, di micro-dettaglio e di quella tridimensionalità che ti fa sembrare i musicisti nella stanza.

Il CD (o il vinile), essendo un sistema chiuso e isolato da tutta l'immondizia elettrica della rete internet di casa, ti restituisce una matericità, una densità e una pace dei sensi che la liquida si sogna.

Se le tue orecchie, la tua stanza o la risoluzione del tuo impianto ti fanno sentire tutto uguale, sono sinceramente felice per te e per il tuo portafogli.

Ma mai non spacciare l'assenza di differenze a casa propria per una verità universale.

Abbiamo semplicemente metri di giudizio, sensibilità e impianti di livelli completamente diversi.

Buoni ascolti!

 

 

P.S. Tutto questo discorso, ovviamente, vale se parliamo di streaming online (Tidal, Qobuz, ecc.). Io ad esempio in locale non lo uso proprio per evitare alla radice tutto questo caos di rete!

 

 

  • Confused 1
Inviato
1 ora fa, lormar ha scritto:

Capito ( spero e temo🥲). Un’ultima domanda, se posso. Se mi collego col  Wifi immagino le accortezze relative alla rete possano essere diverse o da implementare in modo diverso e in questo caso peggioro, miglioro o non cambia nulla rispetto alla LAN?

 

La faccio breve: con il Wi-Fi migliori da un lato e peggiori dall'altro.

Il pro: Essendo senza fili, interrompi il passaggio fisico del rumore elettrico che arriva dal router via cavo. Il suono spesso si fa più morbido.

Il contro: Lo streamer deve fare un lavoro interno pazzesco per decodificare il segnale radio, e questo crea micro-interferenze dentro l'apparecchio, oltre a rischiare instabilità nel tempo.

Cosa fare?
Non impazzire. Se usi il Wi-Fi, assicurati solo che il segnale sia perfetto. Se usi il cavo LAN, la vera soluzione resta un piccolo isolatore Ethernet prima del Naim. Fai una prova a orecchio tra le due e vedi quale preferisci

 

  • Thanks 1
Inviato
20 minuti fa, antonew ha scritto:

Lo streaming bit-perfect sulla carta è perfetto, ma all'atto pratico si porta dietro un'asprezza e una piattezza che ti accorgi solo quando fai un confronto serio.

Lo è (perfetto) sia sulla carta che all'atto pratico

Eventuale degrado non dipende dal "bit perfect" ma dalla parte analogica che funge da portante (il digitale in fondo non esiste in quanto viene veicolato da una portante analogica)

Se contestualmente la rete è infestata di disturbi questi possono traslare nella parte logica del DAC che controlla gli oscillatori e il clock...e altro

Qui sotto il rumore che esce da una rete locale (e streaming) veicolato tramite uno Streamer di "alto rango" (e costo) e prelevato dalla USB

125 mV di picco sono abbastanza alti per una condizione "No Load"

Questo comunque non significa che in ogni contesto ci si debba imbattere in condizioni disastrose

 

noise-streamer.jpg

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