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Melius Club

CD vs Streaming: è solo una mia impressione o c'è una motivazione tecnica?


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Inviato
Il 15/10/2026 at 11:06, rpezzane ha scritto:

a fare la differenze è e sarà sempre il master.

 

E anche questa è una gran "vera verità" :classic_wink:

Saluti,

Max

Inviato
Il 15/10/2026 at 14:43, Erik il Rosso ha scritto:

Inoltre mi piace molto cercare le diverse e più impensate, a volte, versioni o interpretazioni dello stesso brano da più artisti, direttori d’orchestra ecc… mondo infinito.

 

Questo è uno dei vantaggi immensi dello streaming.

Proprio in questi giorni, mi è ripreso il "trip" delle sinfonie di Brahms... ho già riascoltato 3 versioni differenti e.... ce ne sono almeno altre 7/8 interessanti.

Una cosa pressochè impensabile con il lettore cd

Inviato
Il 15/10/2026 at 16:09, antonew ha scritto:

Quando il CD è stampato con cura, ti dà una densità e una pace dei sensi che lo streaming si sogna.

No

Inviato
Il 15/10/2026 at 17:28, antonew ha scritto:

In breve: col CD ascolti musica isolata alla nascita; con lo streaming devi spendere per ripulire il caos elettrico di tutta casa tua.

 

Suvvia.....

Inviato
Il 15/10/2026 at 18:54, TetsuSan ha scritto:

Fare confronti cd VS. streaming ha senso solo e solamente se confronto un cd ed il suo rip, in locale e con apparecchiature del medesimo livello, sennò confrontiamo patate con pere.

 

Con la musica classica non è così

E i confronti dicono moltissimo, ovvero che a parità di file/cd le differenze non esistono.

Poi se invece uno trova delle rimasterizzazioni HiRes, allora qualcosa cambia...

ilmisuratore
Inviato
1 ora fa, robem ha scritto:

 

Mi chiedo perché invece di continuare a discutere del nulla non si organizzi un esperimento ben fatto che dimostri (o non dimostri) che in cieco un ascoltatore riesce a riconoscere il dac A dal dac B o il CD dallo streaming. Io per esempio ho provato (con le mie orecchie e con i miei impianti) e non ci sono riuscito. Ma una sola osservazione non è sufficiente, ovviamente. 

 

Ai tempi quando ero "pimpante" e molto meno pigro ho effettuato localmente nelle case di svariati audiofili piu di 250 test in cieco

Oggi potrei scrivere un enciclopedia...ma del tutto indigesta per il mondo audiofilo 

Siamo arrivati anche al punto di confrontare in cieco cavi di segnale esoterici contro pezzi di fil di ferro per muratori avvolti da una graziosa guaina

Misure ne avrò effettuate a migliaia...e SEMPRE hanno fatto emergere delle differenze...sia quando si riusciva a superare un test in cieco (alle misure differenze abnormi e correlabili) sia quando non si riusciva a superare il test in cieco (misure sotto la soglia delle JND/JDD)

Inviato
Il 15/10/2026 at 19:07, antonew ha scritto:

La realtà dell'ascolto a casa mia

 

Quindi, a parità di dac, quali streamer e meccaniche hai confrontato?

Perchè se parli di un lettore cd stand-alone a confronto con un altro sistema streamer+dac, allora sì che stiamo confrontando mele con pere, altro che il problema del master :classic_wink:

Inviato
Il 15/10/2026 at 19:45, Look01 ha scritto:

L'atto fisico di scegliere un CD, estrarre il booklet, leggere le note di copertina e inserire il supporto nel cassetto della meccanica crea una predisposizione mentale all'ascolto concentrato

 

E su questo concordo con te al 100% :classic_wink:

  • Melius 1
Inviato
Il 16/10/2026 at 09:37, antonew ha scritto:

Purtroppo da tempo non organizzo più incontri di persona o sessioni di ascolto a casa né altrove

 

Ah be'... 

Scelta rispettabilissima, ci mancherebbe, ma diventa difficile poi comprovare ciò che scrivi, definendo queste differenze "abissali" fra il cd e la musica liquida: mi pare più che altro una posizione "ideologica" :classic_wink:

Saluti,

Max

Inviato
1 minuto fa, Max440 ha scritto:

 

Ah be'... 

Scelta rispettabilissima, ci mancherebbe, ma diventa difficile poi comprovare ciò che scrivi, definendo queste differenze "abissali" fra il cd e la musica liquida: mi pare più che altro una posizione "ideologica" :classic_wink:

Saluti,

Max


noi lo chiamiamo “effetto placebo “ 

Inviato

Incolpare il jitter nella odierna alta fedeltà è spesso un errore di prospettiva commerciale. Il dominio digitale ha ampiamente risolto i suoi problemi temporali, le sfumature che sentiamo appartengono quasi interamente al buon vecchio dominio analogico ed elettrico.

Inviato
10 ore fa, Mighty Quinn ha scritto:

Niente di terribile e soprattutto niente di mistico 

Tutto facilmente verificabile e prevedibile

 

Eh, ok: ma dipende anche dall'età e dal lavoro pregresso :classic_rolleyes:

Inviato
5 ore fa, robem ha scritto:

Non possiamo pensare che l'audiofilo sia l'unico esponente della specie umana immune dall'effetto placebo

 

Altra innegabile verità !

ilmisuratore
Inviato
1 minuto fa, Elettro ha scritto:

Incolpare il jitter nella odierna alta fedeltà è spesso un errore di prospettiva commerciale. Il dominio digitale ha ampiamente risolto i suoi problemi temporali, le sfumature che sentiamo appartengono quasi interamente al buon vecchio dominio analogico ed elettrico.

Gli oscillatori sono molto precisi (oggi si parla di Femto e molto meno di Pico) e in effetti il jitter non è piu un problema ma...lo potrebbe essere nel momento in cui fortissimi disturbi impattassero con le frequenze di clock e lo farebbero "sballare" 

Fermo restando che sono ipotesi...la comprovazione avverrebbe con opportune misure :classic_smile:

Inviato

@ilmisuratoreCerto! Questo spiega perché i progettisti di alto livello non si limitano a comprare un chip Femto da pochi dollari per metterlo sulla scheda. La vera sfida ingegneristica oggi non è l'oscillatore in sé, ma proteggerlo. Ecco perché i DAC top di gamma costano così tanto.

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