ilmisuratore Inviato 19 Ottobre Inviato 19 Ottobre 4 minuti fa, robem ha scritto: Giustissimo. Ma questo singolo individuo ci deve essere. E lo devono trovare chi sostiene che due cavi suonano diversamente, non chi sostiene che suonano uguali. La questione della "teiera di Russell" insomma. Sui cavi non esiste alcuna comprovazione scientifica del fatto che possano essere classificati come udibili Per questo fattaccio una volta (località Leonforte) abbiamo riunito una serie di grandi cavofili, autocostruttori di cavi e appassionati i quali assicuravano di poter distinguere un cavo dall'altro in cieco...addirittura alcuni avrebbero riconosciuto anche il brand e il modello Alla fine in cieco NESSUNO seppe riconoscere con certezza quello che si stava confrontando Lo anticipai alle misure e lo scrissi anticipatamente su un foglio di carta (svelato poi alla fine) Erano comunque cavi segnale
robem Inviato 19 Ottobre Inviato 19 Ottobre 2 minuti fa, ilmisuratore ha scritto: Alla fine in cieco NESSUNO seppe riconoscere con certezza quello che si stava confrontando Lo anticipai alle misure e lo scrissi anticipatamente su un foglio di carta (svelato poi alla fine) Erano comunque cavi segnale Io circa 20 anni fa proposi nel forum una scommessa aperta a tutti di 10mila euro sul fatto che nessuno sarebbe stato in grado di riconoscere in cieco la differenza sonora tra due cavi di segnale, di potenza o di alimentazione ben costruiti (ovvio che se un cavo è un controllo di tono, la differenza si sente!). La scommessa non è mai stata accettata da nessuno.
ilmisuratore Inviato 19 Ottobre Inviato 19 Ottobre 25 minuti fa, robem ha scritto: Caro Luca, grazie per l'indicazione (finalmente!) a dei lavori scientifici. Però secondo me noi possiamo dividere la sperimentazione in due parti, una facilissima, e una difficilissima. La prima è dimostrare che ci sono (o che non ci sono) differenze percettive tra A e B non dovute all'effetto placebo. Basta una semplice prova in cieco, e se non si riesce a dimostrare che esistono il discorso è chiuso, almeno fino a quando la dimostrazione funziona. La seconda è, dimostrato che tra A e B c'è una differenza percettiva, capire a quale parametro misurabile è dovuta questa differenza e capire se questa differenza è positiva o negativa per la riproduzione corretta del suono. Questa parte è molto difficile e molto complicata, ma è necessaria solo se la prima ha successo. In altre parole, prima di deve dimostrare che la differenza c'è ed è reale, poi si parla del resto. Dimostrare che la differenza c'è o non c'è risulta anche fin troppo semplice Dimostrare poi l'effetto che ha sul sistema di percezione lo è molto meno Ogni pattern di distorsione ha un determinato effetto...e questo non è universalmente applicabile su tutti gli individui poichè c'entrano anche altri fattori che concorrono...tipo la conformazione dell'orecchio (pure del padiglione) e pure la stessa intermodulazione che scaturisce dentro il condotto uditivo stesso Roba molto complessa...a tratti anche poco prevedibile Il paradosso è che anche sulle cose piu semplici si creano miti e leggende metropolitane
Mighty Quinn Inviato 19 Ottobre Inviato 19 Ottobre 17 minuti fa, robem ha scritto: Non mi intendo di stereochimica Tranquillo si era capito Non ti intendi nemmeno di percezione e misure però Magari ilmisuratore che è più bravo e paziente di me riesce a spiegarti
Luca44 Inviato 19 Ottobre Inviato 19 Ottobre 17 minuti fa, robem ha scritto: E' sempre my-fi, almeno a un certo livello Esatto ma solo nel nostro ambito, poi uscendo dal circolo audiofilo c'è chi per mestiere o per passione deve spingersi oltre. In questo caso siamo partiti dalle capacità teoriche della musica riprodotta in streaming e in teoria non ci sono differenze con la riproduzione di un cd, se tutto è fatto come si deve ( anche lato cd) e soprattutto se si stia davvero riproducendo la stessa edizione ( qui è meno facile trovare sempre quella identica al cd di paragone ). Dove ci siano differenze in qualche modo si misurano ( colpa di interferenze? Alimentatore random ? Se si cerca si trova, se sei bravo...Io no vado a tentoni
ilmisuratore Inviato 19 Ottobre Inviato 19 Ottobre 5 minuti fa, robem ha scritto: Io circa 20 anni fa proposi nel forum una scommessa aperta a tutti di 10mila euro sul fatto che nessuno sarebbe stato in grado di riconoscere in cieco la differenza sonora tra due cavi di segnale, di potenza o di alimentazione ben costruiti (ovvio che se un cavo è un controllo di tono, la differenza si sente!). La scommessa non è mai stata accettata da nessuno. Qui sul forum abbiamo un utente che per nickname fa @ascoltoebasta Egli racconta che ha superato (con esito 17 volte su 17) un test in cieco tra due cordoni di alimentazione e tra due cavi digitali (peraltro ottimi entrambi) inseriti dentro un contesto il cui DAC faceva perfino reclok interno Io non ho mai creduto a questa storia...al massimo posso rispettare la sua percezione...ma visto che si verte verso lo studio serio di un fenomeno...dovrà dimostrarlo oppure accettare la tua proposta di 10.000€ Solitamente scappano a gambe levate 1
Moderatori Questo è un messaggio popolare. paolosances Inviato 19 Ottobre Moderatori Questo è un messaggio popolare. Inviato 19 Ottobre 14 minuti fa, Mighty Quinn ha scritto: Magari ilmisuratore che è più bravo e paziente di me riesce a spiegarti E'un uomo...misurato! 3
Felis Inviato 19 Ottobre Inviato 19 Ottobre 3 ore fa, robem ha scritto: Quello che tu dici denota una scarsissima conoscenza della percezione umana, e ancora una minore consapevolezza del metodo scientifico. Adesso ti faccio una piccola lezioncina, sperando che tu possa trarne beneficio. Il carvone è una sostanza naturale che tu ignori, ma che chi ha studiato conosce come esistente in due forme, chiamate enantiomeri. Le due molecole hanno esattamente la stessa formula chimica, C₁₀H₁₄O, gli stessi atomi e gli stessi legami. Differiscono soltanto nella disposizione tridimensionale degli atomi: sono l'una l'immagine speculare dell'altra, come la mano destra e la sinistra. Una di queste molecole ha il caratteristico odore della menta verde (spearmint), l'altra ha invece l'odore del cumino dei prati (caraway), decisamente diverso. E' molto facile distinguerle in cieco, ed esperimenti molto rigorosi (vedi riferimenti bibliografici) hanno confermato che la differenza è dovuta esclusivamente alla loro diversa conformazione spaziale. Le due forme hanno lo stesso spettro di massa, lo stesso spettro NMR e non sono separabili con una normale cromatografia. Quindi, siccome queste sono le tecniche più raffinate disponibili in un laboratorio, le due molecole risulterebbero identiche al 100% pur essendo percepite in maniera diversa. La differenza chimica diventa evidente solo con un esame complicatissimo, che si chiama la misurazione della rotazione ottica. Il nostro naso, invece, può distinguerle senza alcuno strumento, perché alcuni recettori olfattivi riconoscono diversamente le due configurazioni spaziali. Penso che dopo questo esempio sia chiaro anche a te perché le misure possono non essere sufficienti a quantificare la percezione umana. Il fatto che siano sufficienti deve essere formalmente dimostrato. Da "Il Galileo audiofilo" in corso di pubblicazione. PS: io sono un pianista dilettante. Ho capito a 16 anni che chi lo fa di professione gioca in un'altra categoria. Riferimenti bibliografici 1. Leitereg TJ, Guadagni DG, Harris J, Mon TR, Teranishi R. Evidence for the Difference between the Odours of the Optical Isomers (+)- and (−)-Carvone. Nature. 1971;230:455–456. DOI: 10.1038/230455a0 2. Friedman L, Miller JG. Odor Incongruity and Chirality. Science. 1971;172(3987):1044–1046. DOI: 10.1126/science.172.3987.1044 3. Laska M. Olfactory Discrimination Ability of Human Subjects for Enantiomers with an Isopropenyl Group at the Chiral Center. Chemical Senses. 2004;29(2):143–152. DOI: 10.1093/chemse/bjh019 4. Geithe C, Protze J, Kreuchwig F, Krause G, Krautwurst D. Structural Determinants of a Conserved Enantiomer-Selective Carvone Binding Pocket in the Human Odorant Receptor OR1A1. Cellular and Molecular Life Sciences. 2017;74:4209–4229. DOI: 10.1007/s00018-017-2576-z 5. Ravid U, Putievsky E, Katzir I, Weinstein V, Ikan R. Chiral GC Analysis of (S)(+)- and (R)(−)-Carvone with High Enantiomeric Purity in Caraway, Dill and Spearmint Oils. Flavour and Fragrance Journal. 1992;7:289–292. DOI: 10.1002/ffj.2730070511 . Trattasi di falsa analogia. Come dire, guardo il sale e guardo lo zucchero, devono per forza avere lo stesso sapore perché per me che sono miope sembrano abbastanza uguali. Cos'è sto Galileo audiofilo?
stefano_mbp Inviato 19 Ottobre Inviato 19 Ottobre 1 ora fa, robem ha scritto: La scommessa non è mai stata accettata da nessuno. Non avevo alcun dubbio … improvvisamente tutte le certezze si sono miseramente polverizzate … “audiofili” strana razza …
Mighty Quinn Inviato 19 Ottobre Inviato 19 Ottobre A parte la maleducazione Direi quasi che dai l' impressione di capirne più di stereochimica che di percezione E di stereochimica ne sai pochissimo su questo non ci piove
Messaggi raccomandati
Crea un account o accedi per lasciare un commento
Devi essere un membro per lasciare un commento
Crea un account
Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!
Registra un nuovo accountAccedi
Sei già registrato? Accedi qui.
Accedi Ora