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Le musiche per la "Settimana Santa"


analogico_09
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analogico_09

Profondità musicali insondabili da uno dei massimi polifonisti della storia: Cristobal de Morales : Officium Defuntorum


dalle note del tubo: Officium Defunctorum" de CRISTOBAL DE MORALES (ca.1500-1553), Celebrado en la Ciudad de México (Nueva España), en Noviembre de 1559 para conmemorar la muerte de Carlos V (+1558).

 

 

 

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Gabrilupo

@garmax1 @analogico_09 Per citare entrambi segnalo le Lamentazioni di Morales. Ricordo che lo scorso anno mandai questo video ad un'amica corista. Ne rimase estasiata al punto tale da andare a cercarsi subito la partitura in Rete:

 

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analogico_09
18 ore fa, Gabrilupo ha scritto:

Ricollegandomi a quanto hai postato dell'Abruzzo mi sono ricordato di una situazione simile in un paesino della mia Sicilia, Montedoro in provincia di Caltanissetta.

 

 

Molto interessante, una forma di canto che ricorda un po' i Tenores sardi.., ci son o radici comuni, le differenze sono evidenti ed inportanti, ama si avverte una sorta di radfice comuna che potremmo ritrovare anche nell'"est"...

 

Non so se questo remoto canto popolare georgiano che evoca sensazioni riposte nell'inconscio che si spingono oltre i confini dell'immaginazione, abbia a che fare con la Pasqua, a me sembra cogliere tuttavia  il senso di una "implorazione" religiosa della profonda pietas... In fondo la parole sono accessorie rispetto alla potenza evocativa della musica che esprime se stessa anche senza il "testo".., scusate il breve giretto di boa forse utile in quanto potrebbe giungere ad ulteriore conferma del fatto che la musica sia la più asemantica delle arti, nella quale ciascuno può sentivi risuonare il propro sentimento, l'immaginifico intereiori, la "privata" emozione, infatti ho scoperto attraverso il web, traducendo il testo dall'inglese con google, che il testo di questo canto "ancestrale" sembrerebbe "prosiaco"...

 

 

<<Ho camminato per Tsintskaro*, Tsintskaro...
Lì ho incontrato una bella donna, con una brocca sulla spalla.
Le ho detto una parola e lei si è offesa, si è infuriata, si è fatta da parte!

 * Tsintskaro potrebbe essere un nome del villaggio in Georgia, ma se tradotto significa davanti o entro la primavera.
https://lyricstranslate.com>>

 

La Pasqua è il momento della morte e della Resurrezione, coincide con la primavera la quale è un po' una "rinascita"...

 

 

 

 

 

Werner Herzog stende questo canto, come un manto pietoso, sulle tragiche, terribili scene di peste portata dal vampiro, nel suo film Nosferatu... la corruzione dell'umanità ad opera di satana.., il sacrificio redenzionale di Cristo... (forse viaggio un po' troppo con l'immaginazione, ma tant'è... ☺️  )

 

 

 

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analogico_09
11 minuti fa, Gabrilupo ha scritto:

Per citare entrambi segnalo le Lamentazioni di Morales. Ricordo che lo scorso anno mandai questo video ad un'amica corista. Ne rimase estasiata al punto tale da andare a cercarsi subito la partitura in Rete:

 

 

Magnifico.., il coro e il coro in parti reali, quando si hanno buoni cantori, non fa affatto rimpangere i cori più "nutriti", spesso "imbolsiti"... D'altra parte queste musiche nascono "monastiche"...

 

 

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Gabrilupo
1 ora fa, analogico_09 ha scritto:

Magnifico.., il coro e il coro in parti reali, quando si hanno buoni cantori, non fa affatto rimpangere i cori più "nutriti", spesso "imbolsiti"...

Concordo. Mi impressiona ascoltare la capacità di emissione di suoni così lunghi, sostenuti, senza sforzo apparente. Sembra davvero di ascoltare un organo.

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analogico_09

Per tornare al popolare, benchè incomparabili alle grandi Passioni di Bach, di Handel (il sassone ne scrisse due misconosciute e molto belle, la Brockes Passion e la Johannes Passion.., magari ci tornerò su), di Scalatti, di Schutz, di Caldara, ecc.., c'è una marcia funebre sevigliana, sorta di passione in miniatura, composta per banda (dove non ci sono bande del mondo intero paragonabili a quelle andaluse, sevigliane in particolare) considerata la marcia di tutte le marce, per qualità esecutiva ed intensità di espressionea, intitolata "Amarguras" (amarezza) dedicata alla omonima Vergine che viene portata in processione, in una di quelle processioni accompagnate da bande che a tratti mettono i brividi quando "saettano" quelle "trombette" in sovracuto (il "modale" di Miles Davi di Sketch of Spain, Don Cherry, Mingus,ecc...) che sembrano voler "perforare" il cielo e far giungere la passione, il dolore, l'"amargura" del popolo  alla divinità, al Cristo  alla Vergine.
 

Propongo questa esecuzione per me molto bella di una banda sevigliana registrata in concerto nella chiesa della Vergine della Macarena, la più celebre, la più amamata, la più "emblemantica" icona scara e artistica, tra sacro e profano.., anzi umano.., simbolo della diolcezza e della sofferenza, della consolazione... Quelle bande sono composte per lo più da dilettanti, confratelli delle numerose confraternite delle città e paesi andalusi e spagnoi più in generale, dove il culto della "semana santa" sia presente. Una composizione dal respiro grandioso, "sinfonico"

 

Ho trovato la "guida all'ascolto" di questo incredibile brano , "cronaca" sintetica" ma fortemente emotiva e visiva, "funzionale" alle liturgie processionartie nelle quali si condensano religione, umanità, acqua santa, pungente e mistico odor d'inceso misto all'odore di_vino, di manzanilla,  jerez, di "pescaido frito"... E tanta musica, incessante, ipnotica, sensuale, a tratti estatica, "speziata", arabescata, che penetra nelle viscere e nello spirito; musica delle bande e del musicale vociare, sommessamente rumoroso, della folla zittita dalla improvvisa "saeta" lanciata da un balcone qualsiasi verso il Cristo o dedicata Vergine creando un silenzio corale, improvvisata dal "saetero", gente del popolo, spesso anche da cantaores di grande arte vocale e spirituale.

 

Traduco con google per fare prima lo scritto preso da questa pagina web

 



 

Quando Font de Anta compose la marcia "Amarguras" nel 1919, non solo immaginava il volto del santo dolente di San Juan de la Palma o il suo passaggio attraverso il baldacchino in una notte di domenica delle Palme, ma anche una storia narrata sotto un intenso copione . Dopo gli accordi dell'inno della Settimana Santa, viene coscienziosamente descritto il passaggio attraverso Calle de la Amargura, il cammino verso il Calvario che Gesù di Nazaret percorse per raggiungere la croce, in ogni nota e in ogni accordo.

Il programma radiofonico El Llamador su Canal Sur Radio ha voluto scomporre, con un annuncio di Manolo Gordo, l'incommensurabile opera dei Fonts; pezzo per pezzo e pezzo per pezzo.

Così, gli accordi portano lo spettatore a porsi «nella strada dell'amarezza.

Si ode l'avanzata della marcia e le voci del corteo che porta al Redentore. Le prime battute, che costituiscono il tema fondamentale dell'opera, descrivono l'onnipotenza di Cristo. Dopodiché, si sentono le trombe che annunciano l'entourage in avvicinamento. La poesia prosegue con lo sviluppo del tema iniziale. Costituisce il secondo motivo, una frase di pacifica dolcezza, ispirata alle parole consolanti di San Giovanni alla Vergine. Questa frase è interrotta dagli apostrofi e dalle imprecazioni lanciate dalla folla al Redentore. Questa seconda frase raggiunge il suo più alto grado di sonorità. Successivamente, il terzo motivo inizia a forma di Corallo, in "pianissimo", che ricorda le preghiere dei credenti ed è interrotto più volte dalle trombe romane. Il corallo continua in "forte". Il corteo si allontana, facendo sentire il nuovo tema di base dell'opera... il corteo è scomparso. Si odono gli inizi di una saeta, interrotta dalle campane, una saeta che rimane incompiuta, come se invitasse il popolo a continuarla. Il poema si conclude con la frase in “fortissimo”, il suo fondamento».

 

 

 

AMARGURAS

 

 

 

Questa è una versione in studio mpiù "raffinata" ma non ha la stessa "passione" dell'altra eseguita dal vivo.  https://www.youtube.com/watch?v=PxmgLZQkoxk&t=358s

 

 

 

 

 

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analogico_09

 

 



Una Saeta di Pepe de la Matrona, un grande "cantaor" del flamenco "classico"...


 

 

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analogico_09

Della Passione Giovanni di Handel propongo la breve ed evocativa sinfonia con recitativo d'apertura, e il bellissimo coro finale. A puntate, l'intera opera è nel tubo. Di rara esecuzione trovo pregevole l'interpretazione di Pal Nemeth  Cappella Savaria e cantanti. 

 

 

 

 


 

 



 

 

Ho anche il CD della straordinaria aBrocke Passion anch'essa diretta da Nemeth; ho trovato questo estratto "promozionale" del giovane Ensemble Arcangelo che non conosco.., troppo poco per pronunciarsi nel merito ma a volte il buongiorno si vede di mattina.., e poi c'è Sandrine Piau... . 😉

 

 

 


Interessanti le note presenti nel Tubo.., per i pigri traduco, anzi traduce google.. 😄

Ciò che scrive alla fine è particolarmente "curioso"...

 

Barthold Heinrich Brockes scrisse un libretto sulla Passione di Cristo – basato sul racconto del Vangelo di Matteo – che fu musicato da molti compositori del suo tempo, tra cui Reinhard Keiser, Georg Philip Telemann e George Frideric Handel. È la versione di Händel di quest'ultimo che l'ensemble di strumenti d'epoca Arcangelo ha scelto di presentare qui. Sotto la direzione di Jonathan Cohen, a questi specialisti del repertorio barocco si aggiungono le voci di Sandrine Piau, le cui numerose registrazioni di Handel sono considerate un punto di riferimento, il tenore Stuart Jackson e il baritono Konstantin Krimmel, recentemente rivelato in un recital di debutto per Alpha (Saga, ALFA549). Insieme fanno risorgere lo splendore operistico di un'opera eseguita per la prima volta nel 1719 e che si pensa abbia influenzato numerosi passaggi della Passione di San Giovanni di J. S. Bach, scritta pochi anni dopo. [apperò!...- ndr] 

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analogico_09
29 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

Barthold Heinrich Brockes scrisse un libretto sulla Passione di Cristo

 

 

Non la conosco, mi piacerebbe ascoltare la Brockes Passion di Telemann, diretta da Jacobs mi sembra d'obbligo... Intrigante non poco questa sinfonia straordinariamente "moderna"...

 

 

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luckyjopc

Mi sa che la tradizione bandistica del sud Italia nei riti della settimana santa ha molto in comune con quella spagnola. Ecco altro componimento processionale nei riti tarantini simili a quelli d Siviglia 

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analogico_09
Il 23/3/2022 at 08:30, luckyjopc ha scritto:

Mi sa che la tradizione bandistica del sud Italia nei riti della settimana santa ha molto in comune con quella spagnola. Ecco altro componimento processionale nei riti tarantini simili a quelli d Siviglia 

 

 

Certamente, c'è una comunanza, anche con la Sicilia, un po' con tutto il sud italiano ex regno borbonico delle due sicilie. Bellissimo il brano pugliese.., ottima la banda, mio nonno, con i suoi amici appassionati di musica, di bande.., sostenevano che le bandi pugliesi fossero le migliori.., infatti quando venivano a suonare al paese mio abruzzese erano eccitatissimi.., e mi piaceva accompagnarmi con loro in piazza ad ascoltare la banda stipata dentro la "cassa armonica"...

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Gabrilupo

Il canto sacro e la tradizione orale. Due Stabat Mater e una Lauda.

Purtroppo non ho trovato i brani singoli, vi indico i minutaggi d'inizio ma se volete ascoltate tutto il disco, ne vale la pena. Le cantanti sono due autorità in materia.

Stabat Mater min. 30,57

Ogn'om m'entenda a seguire

Stabat Mater min. 40.15

 

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Gabrilupo

                          @analogico_09 Ah, la tradizione....

Per questo splendido brano non scelgo una delle tante interpretazioni filologiche ma una che risuona di casa (De Victoria fu a lungo attivo a Roma) e in un contesto liturgico, la Domenica delle Palme.

Certo, la Cappella "vibra" ancora un pò ma penso di poter dire che la filologia abbia messo (timidamente) piede anche nelle sacre stanze.

Per una volta, Peppe, mi lascio volentieri andare al "languores" e alla nobiltà di questa esecuzione. 

 

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analogico_09
2 ore fa, Gabrilupo ha scritto:

Il canto sacro e la tradizione orale. Due Stabat Mater e una Lauda.

Purtroppo non ho trovato i brani singoli, vi indico i minutaggi d'inizio ma se volete ascoltate tutto il disco, ne vale la pena. Le cantanti sono due autorità in materia.

Stabat Mater min. 30,57

Ogn'om m'entenda a seguire

Stabat Mater min. 40.15

 

 

Ottimo ensemble il Micrologus, ho ascoltato l'intero disco, mi sono piaciuti in particolar modo  i due Stabat Mater. molto evocativo e intonato il canto spontaneo, naturale, senza vibrati della Bovi e della Casblanca.

Peccato che questa meravigliosa tradizione musicale popolare sopravviva a stento.., eravamo "campioni"... ho rivordi di quanto ero creatura di canti e cantanti delle persone semplici, delle pie donne e delle beghine.., delle mostre madri e nonne che risuonavano dentro, nel profondo.., orami il "popolo" che non esce più si è chiuso dentro casa davanti alla televisione ad ascoltare i "falsettisti" di san Remo  🤷‍♂️

 

 

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analogico_09
2 ore fa, Gabrilupo ha scritto:

Certo, la Cappella "vibra" ancora un pò ma penso di poter dire che la filologia abbia messo (timidamente) piede anche nelle sacre stanze.

Per una volta, Peppe, mi lascio volentieri andare al "languores" e alla nobiltà di questa esecuzione. 

 

E sia il "languore" e il vibrato espressivo.., brano stupendo.., dopotutto la filologia non bisogna cercarla chissà dove, sorge spontanea, è già nella  composizione,  le basi le getta il compositore, è il brano stesso, la sua connotazione, la questione di stile in certi casi è del tutto secondaria... 😉

 

 

 

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