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Le musiche per la "Settimana Santa"


analogico_09
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jakob1965

@Panurge bellissima - non sei solo - specialmente il primo brano: kommt Ihr Toechter helft mir klagen - e l'aria " erbarme dich " cantata da una donna  - ahh - la forza uterina - magnifica -

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analogico_09

Mia passion predominante... quattro diverse interpretazioni per il sublime che è nella musica, ooltre le interpretazioni...

 

 

Heinrich Schutz  Die Sieben Worte

 

dalla più ascetica,forse... Dresdner Kreuzchor dir.  Rudolf Mauersberger

 

 

 

 

ma anche... Ensemble Clement Janequin

 

 

 

 

non di meno... Leonhardt / Jürgens

 

 

 

 

e... Ars Nova Copenhagen dir. Paul Hilli
 

 

 

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analogico_09
17 ore fa, jakob1965 ha scritto:

 l'aria " erbarme dich " cantata da una donna  ahh - la forza uterina - magnifica

 

Beh.., jack, se la mettiamo su questo piano supremazionalistico sexual allora varrebbe la pena ricordare che il buon Pietro pentito fu un virile  pescatore prima di pesci poi di anime... 😄 😉

 

 

 

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analogico_09

@jakob1965  Comunque è molto bella l'aria dell'Erbarmer cantata da Chrisina Ludwig e devo anche dire che quella di Klemperer è una della Passioni Matteo più belle e "possibili" tra le non filologiche. Si "perdonano" -entrambi misurati e non sparati a manetta - lo stile belcantistico della Ludwig, il vibrato violinistico.., ciò che conta in fin dei conti (e anche dei baroni... 😄 ) è che a vincere sia sempre la musicalità.

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analogico_09
1 ora fa, Grancolauro ha scritto:

Probabilmente è colpa delle guerra in corso, e del senso di inquetudine che crea in me, ma se penso a una musica per la settimana santa 2022, la prima che mi viene in mente è il Requime di Ligeti.

Questo pezzo è diventato celebre perché Kubrik ha utilizzato il Kyrie

 

 

Grazie.., non ci avevo pensato, eppure amo quest'opera, anche per la ragione "cinematografica" da te ricordata.., quanto mai "presente" alla tragedia della guerra in corso. 

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analogico_09
1 ora fa, Grancolauro ha scritto:

E anziché generare angoscia, alla fine questo pezzo produce in chi lo ascolta per intero una sorta di intima rappacificazione. Un senso di calma estrema, quasi si toccasse con mano il senso profondo del mondo.

 

 

Opere diverse, ma questo mi fa pensare all'umanissimo Requiem Tedesco di Brahms, una riflessione serena sulla morte, sorta di "berceuse" per la morte non come condanna bensì come pietas, liberazione e resurrezione.

 

 

Il coro finale

 

Selig sind die Toten, die in dem Herrn sterben, von nun an.
Ja, der Geist spricht, dass sie ruhen von ihrer Arbeit;
denn ihre Werke folgen ihnen nach.

Beati i morti che muoiono nel Signore.
Sì, dice lo Spirito, affinchè riposino dalla loro fatica;
poiché le loro opere lì seguiranno.
 

 

 

 

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my2cents
4 ore fa, Grancolauro ha scritto:

E' come se queste immagini sacre lentamente si disgregassero, come un puzzle le cui tessere si allontano progressivamente tra di loro, diventando un pulviscolo trascinato dalla furia del vento, che trasforma i frammenti visivi e sonori in vortici e onde senza controllo che si susseguono l'una all'altra

Ricordo un video di una intervista di Ligeti, ora non saprei recuperarlo, dove Ligeti quando parla di questo pezzo parla proprio dell'ispirazione avuta dal moto del vento. Come in una legge di risonanza la forza dell'ispirazione ritorna ora anche in noi, intatta e inalterata. Non è dunque affatto da trascurare questa forma di trasmissione, obbiettiva, a distanza nel tempo e nello spazio 😉

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Qualche Autore nostrano. Un brano classico di Luigi Rizzoli, della processione del venerdì santo svolta a Taranto (Covid permettendo).  

 

Luigi Rizzola

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luckyjopc

Eccoci qua. Visto che sono stati postati altri requiem,io prediligo questo,operina non molto conosciuta del maestro toscano.Sapientissimo l'uso della viola solista che si staglia sola nell'ambiente sonoro,a creare un senso di pietosa meditazione e rassegnazione dinanzi all'eterno ed al mistero insondabile dell'aldilà.

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Grancolauro
16 ore fa, my2cents ha scritto:

Ligeti quando parla di questo pezzo parla proprio dell'ispirazione avuta dal moto del vento. Come in una legge di risonanza la forza dell'ispirazione ritorna ora anche in noi, intatta e inalterata. Non è dunque affatto da trascurare questa forma di trasmissione, obbiettiva, a distanza nel tempo e nello spazio

Grazie, non conosco questo video né sapevo che Ligeti si era ispirato al moto del vento. Quello che me affascina è il fatto che il "mormorio" di voci di cui sembra intessuto il Requiem, e il flusso apparentemente caotico di masse sonore di cui si compone, sia il risultato di regole compositive ferree, basate sulla polifonia classica. Si tratta semplicemente di una sequenza di canoni, ripresi dalla tradizione medioevale, che vengono però distribuiti in sequenza sulle 5 voci, ciascuna poi suddivisa in 4 parti. In questo modo, la linea melodica nel canone diventa indistinguibile, si nasconde, eppure intesse e rende possibile il risultato d'insieme. Come dire: il caos che ci avvolge come un turbine di vento non è altro che il risultato dell'ordine ferreo della natura, che ci sfugge perché nascosto nei suoi più minuti dettagli.

Se qualcuno è interessato a capire come funziona la micropolifonia di Ligeti, consiglio di vedere questo video:

Per ulteriori approfondimenti sulla struttura micropolifonica del Kyrie, molto bello anche se piuttosto tecnico è questo saggio di Eric Drott:

https://www.dropbox.com/s/qd092tyccy9b3bh/Lines_Masses_Micropolyphony_Ligetis_Kyri.pdf?dl=0

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stanzani
23 ore fa, Grancolauro ha scritto:

Requime di Ligeti.

Questo pezzo è diventato celebre perché Kubrik ha utilizzato il Kyrie (senza autorizzazione del compositore, per altro) in 2001 Odissea nella spazio

Sei sicuro? Non mi pare. Ricordo lux aeyerna... Ma forse è parte del kyrie

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