jakob1965 Inviato 2 Aprile 2022 Inviato 2 Aprile 2022 @Panurge bellissima - non sei solo - specialmente il primo brano: kommt Ihr Toechter helft mir klagen - e l'aria " erbarme dich " cantata da una donna - ahh - la forza uterina - magnifica -
jakob1965 Inviato 2 Aprile 2022 Inviato 2 Aprile 2022 e per par condicio un disco/ CD che consiglio a tutti: buoni ascolti
analogico_09 Inviato 3 Aprile 2022 Autore Inviato 3 Aprile 2022 Mia passion predominante... quattro diverse interpretazioni per il sublime che è nella musica, ooltre le interpretazioni... Heinrich Schutz Die Sieben Worte dalla più ascetica,forse... Dresdner Kreuzchor dir. Rudolf Mauersberger ma anche... Ensemble Clement Janequin non di meno... Leonhardt / Jürgens e... Ars Nova Copenhagen dir. Paul Hilli
analogico_09 Inviato 3 Aprile 2022 Autore Inviato 3 Aprile 2022 17 ore fa, jakob1965 ha scritto: l'aria " erbarme dich " cantata da una donna ahh - la forza uterina - magnifica Beh.., jack, se la mettiamo su questo piano supremazionalistico sexual allora varrebbe la pena ricordare che il buon Pietro pentito fu un virile pescatore prima di pesci poi di anime... 😄 😉 1
jakob1965 Inviato 3 Aprile 2022 Inviato 3 Aprile 2022 @analogico_09 era un virilone anche Giovanni Sebastiano .. 1
analogico_09 Inviato 3 Aprile 2022 Autore Inviato 3 Aprile 2022 @jakob1965 Comunque è molto bella l'aria dell'Erbarmer cantata da Chrisina Ludwig e devo anche dire che quella di Klemperer è una della Passioni Matteo più belle e "possibili" tra le non filologiche. Si "perdonano" -entrambi misurati e non sparati a manetta - lo stile belcantistico della Ludwig, il vibrato violinistico.., ciò che conta in fin dei conti (e anche dei baroni... 😄 ) è che a vincere sia sempre la musicalità. 1
Questo è un messaggio popolare. Grancolauro Inviato 3 Aprile 2022 Questo è un messaggio popolare. Inviato 3 Aprile 2022 Probabilmente è colpa delle guerra in corso, e del senso di inquetudine che crea in me, ma se penso a una musica per la settimana santa 2022, la prima che mi viene in mente è il Requime di Ligeti. Questo pezzo è diventato celebre perché Kubrik ha utilizzato il Kyrie (senza autorizzazione del compositore, per altro) in 2001 Odissea nella spazio. Ma al di là di questo, si tratta di un'opera straordinaria, di grande complessità formale, nella quale Ligeti riprende alcuni incisi della tradizione gregoriana per svilupparli attraverso sequenze cromatiche che destrutturano il tessuto sonoro, come pure il timbro degli strumenti e le linee delle parti vocali dei due cori. Una sorta di esasperazione della forma che genera la dissoluzione della forma. Avrò senz'altro troppa fantasia, ma se ascolto questo brano guardando le immagini tramandate dalla tradizione pittorica della passione di Cristo, a cui altri hanno fatto riferimento, qualcosa di strano mi succede. E' come se queste immagini sacre lentamente si disgregassero, come un puzzle le cui tessere si allontano progressivamente tra di loro, diventando un pulviscolo trascinato dalla furia del vento, che trasforma i frammenti visivi e sonori in vortici e onde senza controllo che si susseguono l'una all'altra. E anziché generare angoscia, alla fine questo pezzo produce in chi lo ascolta per intero una sorta di intima rappacificazione. Un senso di calma estrema, quasi si toccasse con mano il senso profondo del mondo. 3 1
analogico_09 Inviato 3 Aprile 2022 Autore Inviato 3 Aprile 2022 1 ora fa, Grancolauro ha scritto: Probabilmente è colpa delle guerra in corso, e del senso di inquetudine che crea in me, ma se penso a una musica per la settimana santa 2022, la prima che mi viene in mente è il Requime di Ligeti. Questo pezzo è diventato celebre perché Kubrik ha utilizzato il Kyrie Grazie.., non ci avevo pensato, eppure amo quest'opera, anche per la ragione "cinematografica" da te ricordata.., quanto mai "presente" alla tragedia della guerra in corso.
analogico_09 Inviato 3 Aprile 2022 Autore Inviato 3 Aprile 2022 1 ora fa, Grancolauro ha scritto: E anziché generare angoscia, alla fine questo pezzo produce in chi lo ascolta per intero una sorta di intima rappacificazione. Un senso di calma estrema, quasi si toccasse con mano il senso profondo del mondo. Opere diverse, ma questo mi fa pensare all'umanissimo Requiem Tedesco di Brahms, una riflessione serena sulla morte, sorta di "berceuse" per la morte non come condanna bensì come pietas, liberazione e resurrezione. Il coro finale Selig sind die Toten, die in dem Herrn sterben, von nun an. Ja, der Geist spricht, dass sie ruhen von ihrer Arbeit; denn ihre Werke folgen ihnen nach. Beati i morti che muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, affinchè riposino dalla loro fatica; poiché le loro opere lì seguiranno. 2
my2cents Inviato 3 Aprile 2022 Inviato 3 Aprile 2022 4 ore fa, Grancolauro ha scritto: E' come se queste immagini sacre lentamente si disgregassero, come un puzzle le cui tessere si allontano progressivamente tra di loro, diventando un pulviscolo trascinato dalla furia del vento, che trasforma i frammenti visivi e sonori in vortici e onde senza controllo che si susseguono l'una all'altra Ricordo un video di una intervista di Ligeti, ora non saprei recuperarlo, dove Ligeti quando parla di questo pezzo parla proprio dell'ispirazione avuta dal moto del vento. Come in una legge di risonanza la forza dell'ispirazione ritorna ora anche in noi, intatta e inalterata. Non è dunque affatto da trascurare questa forma di trasmissione, obbiettiva, a distanza nel tempo e nello spazio 😉 1
Litus2 Inviato 4 Aprile 2022 Inviato 4 Aprile 2022 Qualche Autore nostrano. Un brano classico di Luigi Rizzoli, della processione del venerdì santo svolta a Taranto (Covid permettendo). Luigi Rizzola
luckyjopc Inviato 4 Aprile 2022 Inviato 4 Aprile 2022 Eccoci qua. Visto che sono stati postati altri requiem,io prediligo questo,operina non molto conosciuta del maestro toscano.Sapientissimo l'uso della viola solista che si staglia sola nell'ambiente sonoro,a creare un senso di pietosa meditazione e rassegnazione dinanzi all'eterno ed al mistero insondabile dell'aldilà. 1
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