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Max Richter, le Quattro Stagioni "recomposed"


Severus69
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analogico_09
3 ore fa, Severus69 ha scritto:

Ora per caso ho scoperto questa rivisitazione e le ho amate di nuovo! ...

Voi che ne dite? 

 

 

In realtà non capisco come si possa dire che si stiano di nuovo riamando le stagioni di Vivaldi attraverso tale rifacimento vagamente ispirato alla magnifica opera del prete rosso, checchè se ne possa pensare dello stesso che personalmente trovo inutile, di per se insignificante, un pot-pourri anni luce lontano dallo spirito e dalla "forma" della luminosa sorgente ispirativa, non già perchè ne sia "parodia" dichiarata.

Le parti più somiglianti all'originale sono viepiù peggiori delle parti più "arbitrarie" alle quali potrenno perlomeno attribuire il merito di essere più personali e "coraggiose". 

 

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analogico_09
4 ore fa, Severus69 ha scritto:

Le ho ascoltate molto, in molte versioni arrivando quasi ad averne troppo.

 

Delle molte versioni ascoltate che ti hanno portato alla saturazione, immagino di diverso stile, ce ne indicheresti qualcuna?

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@Severus69 Non sono un amante della musica classica, preferisco il Jazz, però ti dò manforte Max Richter mi piace molto e anch'io amo quel disco .

Ovvio che un cultore del classico lo veda come blasfemo 😁.

Però la musica contemporanea , non la chiamerei neanche classica, per me ha un suo fascino , Max Richter, Olafur Arnalds, Ludovico Einaudi, Remo Anzovino ed altri  hanno per il sottoscritto un loro fascino.

Magari bisognerebbe inventare un genere nuovo dove collocarli, per chi ha bisogno di etichettare tutto.

Io più semplicemente divido la musica tra album che mi piacciono e no, senza pensare troppo a che genere appartengano.

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luckyjopc

Semplicemente non ascolto più le quattro stagioni. Capolavoro ma troppo visitato in tutte le salse

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Renato Bovello

Personalmente amo la versione dell’etichetta BIS . Trasmette energia . Mi piace molto 

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SimoTocca

Che meraviglia sono le Quattro Stagioni di Vivaldi! Personalmente non mi stanco mai di ascoltarle...anche perché ci sono versioni così diverse fra loro che davvero, anche con spartito originale, le Stagioni suonano come fossero oggetti diversissimi fra loro.

Prendete una versione “classica” nel senso di tradizionale che più di così non si può, come è quella di Abbado a Londra con Gidon Kremer...

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Poi...ascoltate la bella e recente edizione dei Solisti Aquilani...e ditemi se sembra la stessa musica? No, vero...

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Poi mettete su l’album dell’Alpha in cui suonano dei flauti e... beh, sì ancora le Quattro Stagioni ma così diverse che...come possono stancare?

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Però sì, anche l’elaborazione di Marx Richter è interessante e...perché no? Fa pienamente parte della “musica classica”.... non fosse altro perché prodotta dalla casa per eccellenza della classica, la Deutsche Grammophon!

 

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SimoTocca

@Severus69 E anzi...gli amanti di questo album di Richter

@Look01 che...no, per gli amanti della classica non è blasfemo (...e chi sono io per giudicare? cit. Papa Francesco) annuncio una piccola ciliegina sulla torta.

A breve uscirà, curata dalla Deutsche Grammophon (DG) la versione rimasterizzata nel 2022, in formato non più 24/44 ma 24/96... con un audio ancora più bello!

Provare per credere ... già un piccolo assaggio è disponibile su Qobuz... 😉

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Grancolauro
1 ora fa, Look01 ha scritto:

Magari bisognerebbe inventare un genere nuovo dove collocarli

Di solito viene chiamata musica neo-classica. Non che sia un nome molto originale ma lo usano un po’ tutti mi sembra. Ormai è diventata un genere a sé stante, con un suo pubblico e degli autori di sicuro valore. E Richter senza dubbio è tra questi. Certo il titolo del disco inganna un po’… Grazie comunque della segnalazione, proverò ad ascoltarlo con calma

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MCnerone
2 ore fa, Look01 ha scritto:

Però la musica contemporanea , non la chiamerei neanche classica, per me ha un suo fascino , Max Richter, Olafur Arnalds, Ludovico Einaudi, Remo Anzovino ed altri  hanno per il sottoscritto un loro fascino.

Aggiungerei anche Vikingur Òlafsson, i due dischi  di Bach Rework sono deliziosi.

 

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@Grancolauro Sapevo che il genere c'era e giustamente come riporti va sotto il termine Neo-classica.

La mia era una riflessione ,ci sono album alle volte difficili da collocare , questa musica che trascende le mere classificazioni  in realtà dovremmo solo chiamarla  Musica. Uso la M maiuscola non a sproposito.🤣

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@SimoTocca Grazie alla tua segnalazione sono andato a vedere la descrizione del progetto, la trovo molto interessante e Ve la riporto.

 

Recomposed“ di Max Richter è letteralmente esploso un decennio fa, un progetto sonoro di 59 minuti e 28 secondi che ha ottenuto un successo incredibile proiettando gli ascoltatori in un’altra dimensione. Con The New Four Seasons – Vivaldi Recomposed , Richter ha realizzato una nuova registrazione di questa partitura che viene eseguita su strumenti originali, come quelli utilizzati in epoca barocca, e sintetizzatori vintage. Si tratta di un’interpretazione alternativa, “un progetto multidimensionale” che Richter descrive come “un nuovo viaggio attraverso questa partitura che utilizza i colori di Vivaldi, con epoche diverse che parlano tra loro”. Questo nuovo album è prodotto su un mixer analogico e l’utilizzo dei un Moog risalente agli anni Settanta, "un sintetizzatore della prima generazione che viene definito come lo Stradivari dei sintetizzatori” afferma Richter “forse un po' arcaico ma con grande personalità”.

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Severus69
3 ore fa, Look01 ha scritto:

Io più semplicemente divido la musica tra album che mi piacciono e no, senza pensare troppo a che genere appartengano

Approvo in pieno, la musica non ha limiti o confini, se non il nostro gusto personale.

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analogico_09
7 ore fa, Look01 ha scritto:

Ovvio che un cultore del classico lo veda come blasfemo 😁.

 

 

Non è affatto ovvio che il cultore di classica avveduto e non farlocco veda la cosa come dici tu; non siamo al catechismo o nelle sale sacresteriali delle escatologie "vanitose" connesse al culto religioso perchè si possa parlare di sacro o di blasfemo (il sacro e il profano è altra cosa.., lo ricordo a scanso di equivoci).
Stiamo solo parlando di musica, di arte, di estetica musicale, per me quindi si tratta semplicemente di parlare di buona o di cattiva musica, e di vie di mezzo.., secondo gusti, a prescindere dai generi di appartenenza più o meno fittizi, oppure assegnati al fine di distinguere opportunamente e necessariamente sotto il profilo storico, estetico, stilistico, socio-culturale, ecc,  tra le musiche appartenenti alla tradizione musicale jazz, o rock, o flamenca, o classica, ecc.., mentre le realtà musicali ibride, come quella di cui trattasi, che a me personalmente non interessa, tali restano.
Voglio dire, ho voluto prima dire, che volendo parlare delle 4 stagioni di vivaldi occorrerà coerentemente parlare delle 4 stagioni di vivaldi composte da ... vivaldi; se invece vogliamo parlare del rifacimento delle 4 stagioni di vivaldi, piaccia o meno, a seconda del gusto personale, si dovrà in ogni caso parlare lapalissianamente del rifacimento di tale opera.

Fatto salvo il rispettabile gusto personale, che non sia un generico e immotivato sentenziare, premesso che è cosa buona e giusta parlare di tutto, di questo e di quello, resta tuttavia l'obbligo di dare a vivaldi quel che è di vivaldi, e al tizio rifacitore quello che è del tizio rifacitore che rifà il verso, per me insignificante come già detto, alla celebre opera di vivaldi che così rifatta diventa un'altra cosa, degna di esistere, ci mancherebbe altro, apprezzabile o meno, de gustibus.., ma da prendere e da valutare come altra cosa. Il gusto personale non ci autorizza ad omologare tutto in modo indiscriminato e mistificatorio di quella che è l'oggettiva realtà estetica di una musica, di un'opera d'arte.

 

 

 

3 ore fa, Severus69 ha scritto:

la musica non ha limiti o confini, se non il nostro gusto personale.

 

 

Per ma vale il contrario: limitato e "confinato" è il nostro gusto personale, non la musica, la grande musica, che passa e va molto lontano nei luoghi e nel tempo ignorando la nostra finita esistenza...

 

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analogico_09

 

 

6 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Però sì, anche l’elaborazione di Marx Richter è interessante e...perché no? Fa pienamente parte della “musica classica”.... non fosse altro perché prodotta dalla casa per eccellenza della classica, la Deutsche Grammophon!

 

 

Non la penso infine come il nostro amico @SimoTocca per il quale va bene tutto col rischio che non vada bene nulla... 😄

La Deutsche Gramm ha prodotto anche registrazioni non appartenenti alla tradizione "classica".., in ogni caso la DG non è l'etichetta/dogma con il marchio DOC dell'infallibilità..,  di "markette" ne ha fatte pure lei, fermo restando il suo indiscusso, prezioso  prestigio.  Non è da te usare queste argomentazioni "populiste"... 😉


L'elaborazione di Richter delle stagioni di vivaldi sarà anche interessante , potrà certamente piacere, questione di gusti,  ma appartiene pienamente alla "tradizione classica" come  il Pictures at an Exhibition degli Emerson, Lake & Palmer appartengono alla stessa... per il solo fatto di "parodiare", o rielaborare liberamente gli originali che appartengono storicamente ed esteticamente in pieno, nei primissimi posti, alla tradizione musicale "classica", o colta? ...  uhmmm... 

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analogico_09
4 ore fa, Look01 ha scritto:

Richter ha realizzato una nuova registrazione di questa partitura che viene eseguita su strumenti originali, come quelli utilizzati in epoca barocca, e sintetizzatori vintage ...

... Si tratta di un’interpretazione alternativa, “un progetto multidimensionale” che Richter descrive come “un nuovo viaggio attraverso questa partitura che utilizza i colori di Vivaldi, con epoche diverse che parlano tra loro”.

 

 

Strumenti originali? Non mi risulta che i violini barocchi venissero suonati , ieri come oggi, con  tutto quel vibrato...

Cmq sia, da come descrivi l'elaborazione di Richter traspare chiaramente il tipo di approccio pretestuoso a vivaldi, meramente di "partenza", per elaborare un progetto proprio, lontanissimo, come già sostenuto nel mio primo post, da vivaldi, dallo spirito vivaldiano, dalla muscalità vivaldiana, dalla forma e dalla sostanza espressiva, stilistica e linguistica di vivaldi. Altro pianeta...

Il mio primo intervento era per dire che secondo me non è possibiloe tornare ad amare vivaldi attraverso questo rifacimento.., il vivaldi quello lì che compose guarda caso i 4 concenrti delle stagioni tratti dalla raccolta di concerti  denominata  "Il  Cimento dell'armonia e dell'invenzione"...  e che invenzioni.., ancora oggi danno benzina a  nostri ristagnanti e asfittici tempi musicali...

 

Interpretazione "alternativa".., a cosa? "un nuovo viaggio".., poi..,  certo, un viaggio fatto con il "carretto" degli altri.., tutto questo non significa nulla. Neppure che vengano utilizzati i "colori" di vivaldi dei quali si fa una lontana , imparagonabile, perfino presuntuosa parodia date tle disinvolte affermazioni.., non so di chi siano ma lasciano intendere che non si sappia molto di cosa sia il "colore", e tutto il resto, di vivaldi che vive il presente, nel presente, che parla all'uomo contemporaneo unicamente in virtù della sua autentica ed originaria peculiarità compositiva, linguistica, stilistica, estetica;  non ha bisogno di essere "supportata" da questi rifacimenti che se presi nel verso sbagliato, cosa che potrebbe non corrispondere alla volontà dell'autore, finirebbero per adulterare e svilire l'autentico spirito musicale vivaldiano.

 

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@analogico_09 Scusami  mi rendo conto che il mio senso dell'umorismo ogni tanto possa venire frainteso non era mia intenzione mancare di rispetto a nessuno.

La mia non voleva certo essere una sfida tra classica e neoclassica ed é ovvio che certe opere e certi compositori resteranno per sempre nella storia della musica.

Però certe rielaborazioni sia in classifica che in Jazz le trovo apprezzabili. Hanno forse anche la possibilità di allargare e aumentare l'ascolto , in un certo senso, di questi capolavori del passato .

 

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analogico_09
2 minuti fa, Look01 ha scritto:

Scusami  mi rendo conto che il mio senso dell'umorismo ogni tanto possa venire frainteso non era mia intenzione mancare di rispetto a nessuno.

 

Non non mi sembra che tu abbia mancato di rispetto a me o a chiunque altro,  il fatto non sussiste quindi le scuse , ti ringrazio ugualmente per il garbo, non occorrono.

Rispondevo anch'io  ironicamente, enfatizzando volutamente il fatto che si sia usato più volte, anche da altri utenti, il termine "blasfemo". Dietro il quale si cela credo implicitamente l''dea un po' compassata del purista della classica che resta "scandalizzato" da certe proposte musicali non "ortodosse", disiamo così.., mentre si prende diversa posizione per altri motivi più sostanziali.

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analogico_09
9 ore fa, Severus69 ha scritto:

 

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Una delle più "disarcionanti" interpretazioni delle Stagioni.., è con questa e con altre non di meno ottime esecuzioni delle stesse che dovremmo tornare ad amare l'opera di Vivaldi,  senza dover ricorrere a con-fuse scorciatoie con le quali arriveremmo semmai ad amare altro.., magari il "maligno"...  😄  😉

 

Senza dimenticare la prima, pionieristica interpretazione filologica di Harnoncourt,  rivoluzionaria forse in funzione del fatto che il grande maestro ridona alla partitura la sua schietta "normalità"....

 

 

 

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